Da vedere: Perché agli italiani all’estero passa la voglia di aiutare quelli in Italia

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Un ottimo video per capire il punto di vista di tanti italiani all’estero.

Jack Zorzi abita a Brighton, in Inghilterra, e ci spiega perché si è rotto le scatole di aiutare altri italiani che vogliono andare a vivere all’estero.

Per fortuna non tutti ma in tanti a volte fanno passar la voglia.

L’esempio fornito da Giacomo è quello di compagni di scuola delle superiori che fino a cinque anni fa non lo cagavano proprio e adesso compaiono dal nulla chiedendo aiuto per trasferirsi in Inghilterra.

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L’aiuto è stato quello di trovare scuola di inglese, alloggio e altre cose. Una volta sistemati questi nuovi emigranti non si fanno sentire di nuovo, neanche salutando Giacomo quando lo incontrano per strada.

Peggio, quando Giacomo ha trovato loro sistemazione presso contatti, spesso se ne sono andati prima della conclusione del contratto, non pagando, facendo fare a Giacomo una bella figura di ……

Ovviamente non tutti ci comportiamo così però l’esperienza di Giacomo è stata talmente negativa che adesso dice basta alle richieste di aiuto da parte di italiani in Italia.

Meditate gente, meditate…

Quando qualcuno vi aiuta, almeno un grazie……

Io sto rinunciando a rispondere a tante e-mail e messaggi perché, nella maggioranza dei casi, neanche un grazie.

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Comments

  1. koala says

    In generale, nelle relazioni è giusto dare e ricevere, scambiare cose insomma. Se in passato non c’è stato alcun minimo scambio tra persone di tipo spontaneo e disinteressato, io non capisco perchè una relazione debba cominciare dietro spinta o input di richiesta di aiuto solo unilaterale con scopi opportunistici e chiaramente ad uso e vantaggio di solo uno dei componenti della relazione. Se non c’erano motivi per frequentarsi prima in modo disinteressato, è ovvio che l’unico motivo per cui Giacomo è stato cercato era quello di usarlo per scopi utilitaristici. Non c’è bisogno di chiudere a priori tutte le porte comunque, ma una iniziale diffidenza e circospezione per questo tipo di relazioni è a mio avviso da consigliare. Attenzione quindi, perchè chi è egoista e manipolatore con noi, lo sarà poi quasi certamente anche chi gli presentiamo o con chi lo mettiamo in contatto. Diciamo anche però, che in certe relazioni la rivincita di risultare necessari dopo essere stati esclusi da qualcuno o perchè in quel momento ci si sente più forti, è una tentazione narcisistica difficilmente soffocabile. :o)

  2. Giuliana says

    Non è che io critichi o mi lamenti, mi limito ad esporre i fatti così come sono accaduti. Difficile che gli altri abbiano pensato di me ciò che ho scritto, dal momento che quando mi sono trasferita all’estero mi sono arrangiata da sola e soprattutto non ho sfruttato l’aiuto di persone che già abitavano lì per poi scaricarle una volta ottenuto ciò che volevo. Italiani o di altri paesi poco conta, ma caso vuole che a me sia accaduto proprio con degli Italiani. Che arrivavano lì belli pimpanti, si accozzavano a me per estrapolarmi ogni possibile informazione e per farsi aiutare nella ricerca del lavoro, e infine sparivano allegramente una volta trovatolo, senza nemmeno la decenza di un “grazie”. Tu come avresti reagito?…

  3. unoqualsiasi says

    Perché gli italiani sono italiani…altrimenti l’Italia sarebbe la più ricca nazione al mondo!

  4. alf7 says

    Evidentemente sei uno dei tanti che pensa che il progressivo ed inesorabile declino italiano sia causato dai “politici” (o dalle multinazionali, o dall’euro, o mettici le cause non autoreferenziali che vuoi). Il problema invece sono proprio gli italiani ed un sistema culturale che premia il parassitismo. Proprio ciò di cui parla quest’articolo. Il parassitismo è fisiologico in tutte le culture, ma in Italia ormai ha superato il livello oltre il quale il parassita uccide l’ospite. Chi se ne va ha ragione a non volere parassiti da alimentare anche nella nuova patria.

  5. Salvatore Longo says

    LAMENTARSI e CRITICARE (anche se stessi, in fondo anche voi siete italiani) è lo sport nazionale. Sono sicuro che molti altri pensano di voi esattamente quello che pensate degli altri

  6. Matteo says

    … ce la si mette nel culo nel nostro paese mi sembra normale mettersela nel culo ovunque nel mondo … 🙂

  7. Giacomo Ripigliati says

    Però al di là di tutto.. il tipo sembra fatto di bamba fino alla punta dei capelli…

  8. dublinoapiedi says

    Giacomo, sono stata a Brighton l’anno scorso e mi è piaciuta tanto, se mi trasferisco in UK mi piacerebbe molto vivere lì, cosa mi consigli per il lavoro???
    Schezo!!!!! Mi hai fatto proprio ridere, buon proseguimento 😀

  9. zoodany says

    Quel giorno che ti capiterà di emigrare e vedere gli italiani in suolo straniero e avrai modo di averci a che fare… capirai il perchè. L’italiano tende per principio a fingersi tuo amico, poi ti pugnala. Non ho ancora riscontrato atteggiamenti simili con altre nazionalità.

  10. zoodany says

    anche per quel che mi riguarda è così. In OZ ti pagano meno rispetto ad un tedesco o francese… però magari ti parla in dialetto… patetici…

  11. Northern Lights UK says

    Dalle mie esperienze é cosí. Senz’altro generalizzare é sbagliato e ci sono sicuramebte persone oneste… Peró trovarle sará senz’altro meno semplice che incappare nei soliti noti :/

  12. Sil says

    Ho vissuto all’estero, ora sono tornata in Italia ma viaggio spesso per lavoro o vacanza (avendo molti amici in vari paesi), ho un livello di inglese quasi madrelingua. Domande tipo degli italiani che incontro in riferimento a una qualunque località che visito:
    1. Ma cosa si mangia lì? Ci sono ristoranti italiani?
    2. Mi fai un corso d’inglese quando hai tempo?
    3. Si trova lavoro lì senza l’inglese? Io non lo so e impararlo da qui è pacco…
    4. Vorrei andare lì qualche giorno. Vieni con me? Se no come faccio in aeroporto…
    5. Ma ci sono italiani o sono tutti stranieri? Che palle gli stranieri poi devo parlare inglese…
    6. Conosci qualcuno che mi trova un lavoro lì?

    Questo è l’italiano medio, a cui molto spesso rispondo “Il mio consiglio? Rimani da mamma”. Ovviamente non sono tutti così…ci sono quelli che sanno che senza la lingua non vai da nessuna parte, quelli che sono disposti a partire da 0, quelli che hanno voglia di conoscere gente diversa, di scoprire nuove culture e di integrarsi. A loro non nego mai un aiuto…anzi, probabilmente l’amicizia si rafforzerà spontaneamente.

  13. lara says

    Ciao Tolo sono molto interessata all ‘idea del Lussemburgo visto che puoi dare dei consigli ne aprofitto in buona fede…

  14. mah says

    una cosa credo. what goes around comes around. La vita ha i suoi modi di ripagare la gente, spesso molto più pronta e capace a vedere le mancanze altrui che le proprie. Se ognuno si concentrasse su come essere una persona migliore, invece che giudicare gli altri e la loro correttezza, ci sarebbe un mondo migliore. Spesso ho sentito gente egoista dare dell’egoista, gente arrogante dare dell’arrogante, gente superficiale accusare altri di superficialità, gente piena di pregiudizi scagliarsi contro i pregiudizi. Oh uomini, imparate a guardare voi stessi. È tanto difficile migliorare sè stessi che poco tempo resta per giudicare gli altri

  15. boh says

    quello che forse si intendeva dire era: se scrivi per un blog, questo blog guadagna per il traffico generato e molto di questo traffico è generato dalle persone che stai “disprezzando”. Aiutare non dovrebbe richiedere nulla in cambio mai. Altrimenti non lo si fa in modo disinteressato, ma per ricevere qualcosa. Gratitudine? Chi davvero vuole aiutare gli altri raramente pretende gratitudine, più spesso è felice e imbarazzato se arriva. Altrimenti è solo falsa solidarietà, di quelle che cercano un ritorno, un pegno, un motivo per continuare ad esistere. Di quella della persona media, che immagina, giudica, si crea i suoi ragionamenti per dimostrare come gli “aLTRI” siano indegni,per un motivo o per un altro. Ci sono, sono tantissimi. M ci sono anche veri gioielli. E ci sono tantissimi italiani che sanno che condividere la stessacultura è bellissimo e pensare che qualcuno ci evita per il sol fatto di venire dallo stessoPaese, fa pensare che nemmeno il viaggio o il trasferimento sia davvero un’efficace arma contro la bigotteria. La mente non migliora se il corpo si sposta, il cuore non ascolta se c’è sempre lo stesso tipo di chiacchiericcio.

  16. mah says

    Proprio non riesco a capire gli Italiani che dicono: evito gli altri italiani! sono una brutta razza! non si aiutano tra di loro! bigotti! chiusi! non sono solidali! Molto meglio quelli di altri paesi! superificiali ed egoisti (etc etc). Sarà vero, sarà falso non so. Ma sicuramente mi sembrano messaggi auto-referenziali.

  17. shenyang laowai says

    Mi consentite di fare un po’ di generalizzazioni? Lasciamo da parte i triveneti, che sono un po’ chiusi di per sè. Secondo me, a Londra i più altruisti sono in assoluto i romani; sono un po’ diffidente nei confronti dei Lumbard e dei napoletani; bene con i siciliani, così pure con i toscani. Neutrale nei confronti di sardi e emiliano-romagnoli. Opinione personale fondata su esperienze prettamente personali e quindi priva di ogni fondamento, nonchè politically incorrect. Ma pur sempre divertente da condividere, sperando che nessuno se la prenda.

  18. J T says

    Haha, anch’io a Londra evito di frequentare italiani. 😛

    Personalmente, pur essendo nato e cresciuto in Italia, non mi sento italiano. Non mi ritrovo nella moderna cultura italiana e mi sento spaesato quando torno in Italia da turista.

    A volte mi vergogno pure di essere italiano, specie quando gli stranieri credono che sia tutto un bunga-bunga, che gli italiani siano tutti “furbacchioni”, che siamo tutti mafiosi o mammoni, eccetera, eccetera.

    Forse mi soffermo troppo sui lati negativi della Madre Patria, o forse il vivere all’estero in diversi Paesi mi ha un po’ aperto gli occhi?

  19. J T says

    Non mi piace generalizzare, però devo ammettere che mi ritrovo nel tuo racconto. Dopo varie esperienze, però, ho imparato a distinguere le persone in gamba da quelle inutili (e vi dirò che è facile distinguerli a colpo d’occhio). Se vuoi trasferirti all’estero devi essere pronto al sacrificio… e la maggioranza dei giovani italiani ahimè non lo è.

    Mi sembra che purtroppo ci sia una massa di italiani passiva, “mammona”, inetta, egoista, egocentrica, che sa solo lamentarsi, che si aspetta che tutto gli sia dovuto. Sono quelli della cultura “usa e getta”: oggi gli sei utile? Bene, oggi sei il mio migliore amico. Domani è un altro discorso.

    Noto scarsa moralità, mancanza di intelligenza emotiva… Oh, c’è gente che non ha idea di cosa significhi relazionarsi con il prossimo. A volte non hanno un minimo di professionalità. Non ce la faranno all’estero, e non vale la pena aiutarli. Per non parlare di quelli che non spiccicano una parola di inglese e che pretendono un lavoro da manager. Mah! Good luck!

    Ma c’è anche tanta gente in gamba, proattiva, intraprendente e fantastica dal punto di vista personale che veramente merita un aiuto. Io vivo a Londra ed ho dei colleghi italiani che sono superstar, che danno il loro meglio aldilà delle normali aspettative. Hanno fatto strada, e ne faranno ancora.

    Non chiudiamo le porte al prossimo… ma siamo selettivi! C’è gente che veramente merita un aiuto. E tutti noi molto probabilmente abbiamo ricevuto un aiuto… ricordiamocelo.

  20. Imer Nava says

    se l’italia va male..è anche colpa di quest’atteggiamento per maggior parte delle persone….e fregare il tuo prossimo.e il resto? io e mio marito sono mesi che cerchiamo informazioni per valutare se andar via dall’italia e andare germania…tramite blog, siti ufficiali.,ecc…in tanti mesi di ricerca(dobbiamo essere sicuri del posto che sceglieremo non siamo soli ci sono 2 bimbe)ho letto tanto e ringrazio tutti per le informazioni preziose che ci date..stiamo già bene solo a leggerle ci date speranza… non ho mai inviato email con richiesta di aiuto dove chiedo a qualcuno di cercarmi casa lavoro ecc…il consiglio piu letto da italiani all’estero è quello di NON CHIEDERE LAVORO AGLI ITALIANI SONO I MENO ONESTI..ma è davvero cosi.?…qui abbiamo un lavoro…ma non vediamo futuro per le nostre figlie..e sopratutto non vediamo nessuna intenzione di cambiare la società mentalita italiana…..voglio dare la possibilita alle mie figlie di poter uscire di casa in sicurezza..a non aver paura a stare a casa.. i furti sono diventati insostenibili…paura a passeggiare… credere all’amicizia …ad aver fiducia…non so come andra..però continuate a raccontarci di voi ci sono anche tanti italiani onesti…felici di leggere le vostre storie…

  21. Northern Lights UK says

    @Patrizia, quei soldi ti serviranno per stare li, non li sprecare prima. Ne servono tanti, soprattutto per affitto, bollette e varie spese, questo in tutti i paesi europei. Forse Aldo (l’admin di ItaliansInFuga) ti dira’ se ha contatti in Olanda o altrove ma onestamente io ho fatto tutto da me. In genere chi si fa aiutare parte pure svantaggiato perche’ non subisce da subito il contraccolpo con lo scontro culturale e linguistico…. E’ come chi si fa tradurre il cv in un’altra lingua e si presenta al colloquio senza spiccicare parola…. Lo so, sembra la via piu’ breve ma e’ quella piu’ lunga 😉

  22. Patrizia says

    Ciao Northern,grazie,lo immagino ma mi riferisco solo a gente conosciuta e certificata di italiansinfuga. Offro anticipo e saldo alla fine,il tutto da concordare.
    Giungo a questo perchè non vedo altre strade………

  23. Northern Lights UK says

    Non offrire mai soldi online, Patrizia. Chi ti vuole aiutare davvero lo farà senza pretendere nulla. Offrendo soldi, ti metti nelle mani di approfittatori e furbi. In bocca al lupo!

  24. patrizia says

    Sono un italiana che vorrebbe appunto fuggire,mi è capitato di parlare con altri connazionali,giusto per conoscere la propria esperienza.
    Ho parlato con ragazzi partiti all’avventura,li stimo davvero moltissimo e li leggo estasiata….ma per me,avendo famiglia è davvero difficile prendere la giusta decisione,oltre alla paura di fallire si aggiunge il problema lingua.
    Datemi anche della codarda,ma a partire senza neanche un contattoo,la vedo davvero dura!!!Ho sempre immaginato che i miei rapporti con la persona che ci avesse aiutato non finissero una volta giunti nel paese….
    Pero’posso comunque dire che avete tutta la mia comprensione perchè nella disperazione,io stessa ho espresso lo stesso messaggio,che se mai ci riusciro’non aiutero’mai nessun mio connazionale!!!!!!
    Detto cio’ :Mi rivolgo a qualche anima buona,che se volesse aiutarci concretamente DIETRO PAGAMENTO,lasci un messaggio e ci accordiamo.

    a noi piacerebbe l’Olanda,ma valutiamo ogni città ci possa offrire una vita degna di esser vissuta.
    DAL CUORE,GRAZIE MILLE.

    Patrizia

  25. stefania says

    scusami sei noioso.. invece fare questo monologo potevi dire solamente non cerco ne lavoro ne casa invece di stare a menarla cosi.

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