Ecco come si muore all’estero

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Il Global Burden of Disease è un progetto prodotto in collaborazione da 488 ricercatori e 303 istituzioni in cinquanta nazioni.

Fornisce un profilo per ciascuna delle 187 nazioni prese in considerazione dal punto di vista della sanità e consente all’utente Il confronto di una particolare nazione con le sue vicine sia a livello geografico che economico o culturale.

Questo strumento può essere molto utile per capire meglio la destinazione che state prendendo in considerazione per l’espatrio.

Ovviamente l’impatto delle malattie e le cause di morte dipendono moltissimo da fattori genetici però esistono anche fattori di stile di vita che possono influenzare la vostra salute a lungo termine.

Se andate quindi vivere in un’azione dove lo stile di vita non è particolarmente salutare per certi aspetti, è possibile che anche voi vi allineiate alle aspettative di qualità e lunghezza della vita dei vostri nuovi connazionali.

Grafici interattivi vi consentono di capire quali siano le cause di morte e disabilità, quali siano i fattori di rischio per la malattia e come tutto ciò cambi da nazione a nazione e come sia cambiato durante gli ultimi venti anni.

L’utente può analizzare informazioni e statistiche relative a 291 malattie e 67 fattori di rischio e capire come essi siano cambiati a partire dal 1990.

Ad esempio, potete vedere come l’Italia purtroppo ha un tasso di mortalità relativa a tutti i tipi di cancro pari a 302 per ogni 100.000 abitanti.  Questo è uno dei tassi più alti al mondo e il secondo più alto in Europa dopo l’Ungheria.

D’altro canto, le morti relative all’abuso di alcol in Italia sono pari a 0,53 per ogni 100.000, un tasso relativamente basso rispetto soprattutto, ad esempio, l’Europa dell’est.  In Bielorussia, ad esempio, il tasso è pari a 23 morti  per ogni 100.000 abitanti.

Bill Gates ha donato 8,2 milioni di dollari al progetto ed ha affermato “di progresso maggiore viene fatto nelle aree dove misuriamo con precisione la malattia, i fattori di rischio e le conseguenze.”

Il progetto non misura solo la mortalità bensì anche come malattie non mortali possono compromettere la qualità della vita.

Spero che l’utilizzo di questo strumento possa aiutarvi a fornire un altro tassello per quello che riguarda la decisione della nazione verso la quale emigrare.

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commenti





  • Maurizio

    Interessante non lo conoscevo. Mi pare che i dati arrivino al 2010, forse un po’ poco la crisi era appena iniziata, mi aspetto delle signnificative variazioni su certi macroelementi / paesi. Si conoscono i tempi di aggiornamento dei dati ?

  • Umberto

    Molto interessante, grazie.


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