La dura legge del Nicaragua

World Nomads Assicurazione Viaggi

Articolo di Stefano Frigerio.

Sono in Nicaragua da un giorno ma ho giá ripassato mio malgrado un paio di lezioni.

Attraversiamo il confine tra Costa Rica e Nicaragua a lungo la Panamericana giusto prima che chiudano. Sfrecciamo tra i tornelli vuoti ed otteniamo i timbri di via.

All’altro lato la petulante ufficiale nicaraguense mi nega l’entrata al paese. Il mio passaporto non rispetta le condizioni di sicurezza nica. Non credo sia piú pericoloso della patacca di caffé sul bavero della sua camicia.

Mi mostra la copertina scollata ed il dorso rovinato.

La invito a farsi un giro del mondo nelle 31 pagine di timbri, le menziono il nostro quasi naufragio del Darien ma non riesco a convincerla.

Fossi in un film farei scivolare cinquanta dollari sotto il vetro e me ne andrei sbattendo la porta. Il mio ruolo interpretato da Bradley Cooper.

L’agente abbandona la postazione e si dirige ad un pick-up parcheggiato alle mie spalle.

Un uomo corpulento scende chiedendosi perché questo gringo muy alto ci sta mettendo tanto. Il capo ha i baffi e la fronte sudata proprio come vi aspettereste dal vostro poliziotto di frontiera centroamericano.

Non sente ragioni e mi rimanda al mittente con pochi complimenti. Mi restituisce il passaporto non prima di aver stampato una copia ricordo.

Io ed Hezio ripercorriamo la fila interminabile di camion parcheggiati in attesa della riapertura. Peñas Blancas é una frontiera affollata ed il principale attraversamento della droga proveniente dal Sudamerica verso gli Stati Uniti.

Parte in Colombia ed arriva a Panama lungo il Darien, entra per il lato caribeño del Costa Rica a Puerto Limon e continua il suo cammino per terra verso il Messico. I camionisti si devono armare di grande pazienza.

Li troviamo nelle stesse posizioni la mattina dopo.

Mi ripresento docciato, occhiali a specchio e capelli leccati all’indietro come conviene in questi casi.

I poliziotti del lato Costaricense stanno terminando il loro turno e ci lasciano superare la coda. Si sono presi a cuore la mia situazione.

I due paesi si odiano a morte e disputano da anni i loro confini.

Al primo controllo sul lato nicaraguense sfumano le speranze. Un nica in polo bianca controlla il mio nome e lo abbina a quello sul suo foglio.

Click di walkie-talkie.

‘El italiano no pasa’

Passo e chiudo.

Meglio non insistere.

Saluto Hezio che continua per San Juan del Sur. Lo stiloso villaggio di pescatori é uno dei principali destini del paese, ospita onde perfette del Pacifico a solo una ora da qui.

Giro i tacchi e mi dirigo ad un remota frontiera all’estemo opposto del Lago Nicaragua dove sarei arrivato, sfinito, 30 ore dopo.

Meglio comprare una custodia di plastica per il passaporto.

Non sono molto sexy ma mi avrebbero evitato la deviazione e la tremarella all’altro controllo.

Passato senza intoppi.

Soprattutto mi avrebbero risparmiato l’arrivo notturno a Managua.

Mai raggiungere una nuova destinazione dopo il tramonto specie se si viaggia soli.

Arrivo a mezzanotte e mi tocca aspettare quattro ore per il primo bus.

In Nicaragua non é semplice come scendere, sdraiarsi per la lunga su quattro sedie e salire sul mezzo successivo.

Qui i bus partono dai mercati, ovviamente chiusi a quest’ora. Inoltre, venendo da est, devo spostarmi al terminale dei bus diretti al sud.

Mi incastro sul retro di un taxi colettivo.

Il paesaggio non é gradevole. La capitale del Nicaragua é pericolosamente povera. I terremoti che ne segnano periodicamente la storia lasciano alle spalle rovine e costruzioni di stili diversi. Principalmente case di lamiera. Il traffico é frenetico e le strade piene di buchi.

Arriviamo ad un un incrocio da cui passerá il mio chicken-bus di lí a quattro ore.

Il tassista si volta e mi guarda negli occhi: ‘Non allontanarti da qui per nessuna ragione. Qui sei al seguro’.

Radunati attorno ad una brace portatile vi sono almeno dieci ragazzi corpulenti ed un gruppo di quattro signore allegre ad un tavolino.

Bevono caffé mignon e fumano a nastro. Il loro quartiere non é seguro e preferiscono passare la serata qui.

Mi salutano poco dopo e tornano a casa lasciandomi insieme ai tassiti in pausa. L’unico magro del gruppo é vestito da vigilante notturno. Pantaloni navy infilati negli anfibi lucidi. Le spalle esili avvolte in una maglietta dei pompieri di New York e Seguridad Nacional scritto a gesso sul petto.

Ha una sigaretta in bocca e due su entrambe le orecchie. Non ha ancora detto una parola ma é il primo ad approcciarmi.

Un tassista con la coda mi avvisa che é sordo-muto ed aiuta a mantenere il disordine qui.

La guardia mi saluta cordialmente ed inizia a comunicarmi a gesti. Mi intima di non allontarmi, prende una sedia di plastica da giardino e la appoggia contro un palo della luce. Pollice alto e capisco che questo é il mio posto.

Lui si siede al mio fianco e si alza la maglietta. Mi mostra una pistola di almeno due taglie di troppo e sorride.

Non so se sia una buona o una cattiva notizia ma propendo che é meglio avere un ferro per proteggere il fortino.

Nel corso della notte il viavai continua. Una prostituta conclude tre giri e si gode l’ultimo wurstel del turno. Un paio di barboni cercano scarti nell’immondizia. Un altro disperato infila le braccia nella sua canottiera e si accomoda lungo il gradino in cui passerá la notte.

Quattro giovani con gli occhi iniettati e le camicie aperte girano in cerca di guai.

Il mio carosello si conclude con un ragazzo sulla trentina che attraversa la strada claudicante, afferra uno sgabello ed allunga i piedi scalzi al lato del fuoco. José mi mostra la carotide dove gli hanno puntato il coltello e l’occhio gonfio che gli hanno causato per rubargli le scarpe.

Decido di infilare le mie. Se le cose dovessero mettersi male sono pronto alla fuga a piedi zaino in spalla. Confido nelle Supra da skate molto piú che nelle mie infradito sports da due dollari.

Il bus dei Simpson passa puntuale alle quattro di Managua. Saluto i ragazzi e li ringrazio per la protezione. Manca solo che la guardia spari due colpi in aria per celebrarmi.

Un gruppetto di persone si forma e si affretta alla porta del pullman.

L’autista ci conferma che finalmente siamo al seguro.

Nel tragitto, schiacciato tra polli in gabbia ed anziani pendolari, ripenso al ragazzo assaltato.

Le mie quattro ore a Managua nel migliore dei casi aiuteranno qualche viaggiatore a non trovarsi nei suoi panni. A lui toccherá tornare al mercato a comprarsi scarpe nuove e portare il suo occhio nero lunedí al lavoro.

Arrivo alle sette a San Juan del sur. La mente offuscata dalla mancanza di sonno e dall’eccesso di caffeina ma niente di piú diverso dal paesaggio di Managua. La spiaggia lunga puntellata di palme alte ed il mare piatto affollato di barche di legno.

Chissá se José ha mai surfato. Potremmo cavalcare le onde insieme e poi stappare una birra ed allungare le gambe al sole.
Lasciare che l’acqua marina goccioli dalle narici e sentirci al seguro.

Seguitemi su:

panamericano.it
facebook.com/panamericano.it
twitter.com/steffrigerio

San Juan del Sur

San Juan del Sur

Risparmia quando trasferisci soldi all'estero

come risparmiare con il cambio valuta

Comments

  1. ivan says

    chiunque volesse scrivere sul mio indirizzo mail: yocontigo@libero.it , sto cercando più informazioni possibile sul nicaragua perchè vorrei trasferirmi. comunque prima farei un giro per un paio di mesi prima di decidere definitivamente,spero entro l’anno. sono un pensionato di 53 anni con circa 600€ di pensione al mese. grazie ivan

  2. Stefano says

    Caro amico, non é mia intenzione fare cattiva pubblicitá a questo paese stupendo. Sfigato é l’aggettivo esatto per definire la sua storia.
    Non sono passato dalle Corn Islands pero San Juan del Sur é diventato il luogo preferito di tutto il mio viaggio panamericano.
    Managua non offre molto dal punto di vista turistico e l’avrei evitata volentieri.

  3. vittorio says

    e sbagli…è un paese incantevole natura, cibo, posti, antichità…e le perosne sono veramente gradevoli…come in tutto il mondo se cerchi rogne le trovi anche lì, ma di sicuro meno che altrove!
    Andarci con un pò di umiltà e qualche granello di sale in zucca… lo consiglierei a chiunque!

  4. Italianomanondeltutto says

    haha! Non so se fa ridere di piu l’articolo o alcuni commenti…. forse i commenti!
    Allora…l’autore dell’articolo è un cosidetto “mocilero” (vengono cosi chiamati i viaggiatori con lo zaino in spalle e un budget limitato) quindi è ovvio che tocca sacrificare tante comodità o lussi che puo avere un altro tipo di viaggiatore.

    Non per niente la CNN ha messo come #1 un nuovo hotel in Nicaragua:
    http://travel.cnn.com/hottest-new-hotels-2013-325301

    Scritto cosi l’articolo, fa solo cattiva pubblicità a questo paese povero e molto sfigato su tanti punti di vista.

    Immaginate un Nicaraguense o un qualsiasi altro straniero che si fa un bel viaggio a Napoli tra i quartieri spagnoli o qualche altro posto simile….DI NOTTE!!!!! Altro che “ci vado con i tour operator”… manco loro c’andrebbero!

    Altra cosa: come descritto tra le prime righe “peñas blancas” è una delle principali vie di passaggio per droghe e company”…. non mi sembra il caso di pretendere piu di tanto facendo vedere un passaporto malconcio che può far solo insospettire le autorità. Il passaporto è un documento di viaggio importante…. quante volte lo controllano anche con una lucina e guanti in lattice gli americano nei loro aeroporti?

    Perche invece non criticare i poliziotti italiani che lavoro a malepensa o fiumicino che respingono tante persone che arrivano, dopo tante ore di volo, l’entrata in Italia nonostante un permesso valido rilasciato dall’ambasciata italiana nel paese d’origine di questi poveracci?
    Ma veramente? si, cercate su internet e vedrete! Perche lo fanno? perche magari quel giorno gli giravano un po le palle al poliziotto di turno (un classico in italia, o sbaglio?)

    Questo articolo andrebbe eliminato o almeno modificato nel modo in cui è scritto perche piazza il Nicaragua come un paese da starci alla larga!!! Dico questo perche è l’unico articolo.

  5. Cinzia says

    Meno male che non sento nessuna attrazione per quei Paesi…sicuramente non sarebbero una mia metà, nemmeno turistica…

  6. marina says

    sono stata in Nicaragua, Costa Rica, Honduras…….da sola; è vero, è successo circa 10 fa ma ho attraversato confini, viaggiato sempre con bus locali, camminato per le strade da sola zaino in spalla……esperienze fantastiche!la gente è splendida; ho chiacchierato molto con loro, ho sorriso al loro sorriso, ho ricevuto molto!:))
    Marina

  7. gaetanofasulo says

    Io sono quì a Manila con mia moglie – flppina con cittadinanza italiana – dal gorno 11 marzo e rientreremo a roma n aprile; quì le zanzare sono estremamente aggressive e pungono in continuazione quasi esclusivamente noi taliani; allucinante … la prossima volta andrò in Nicaragua?! … indè…. comunque in Messsico Guatemala Colombia e Perù ci sono già stato…. bellissimo ll Guatemala….

  8. Mizi says

    Stefano, innanzi tutto mi fa piacere che le cose si sono alla fine messe bene, considera però che hai rischiato molto. In questa parte del mondo (suppungo anche in molte altre) MAI prendere un bus di linea durante la notte, evitare di girare in una città a maggior ragione in una sconosciuta capitale con zaino da tuista di notte ! Quello che ti può capitare ad agire in maniera avventata, e non da avventuriero, è in primis un problema per chi lo fa (e fin qui libero di buttare la vita nel cesso per tutti i buoni motivi che si possono immaginare) poi … per l’ambasciata italiana. A tutti può capitare un inconveniente ma andarseli a cercare non lo condivido. Non è giusto mettere nei guai altri per il gusto della “pottata” , per ilg usto di fare qualcosa che poi è più inebriate “raccontarlo che farlo”. Ad ogni modo sono felice che tu stia bene e tutto sia andato per il meglio ! Suerte !

  9. Stefano says

    Care Roberta e Mizzi, vi assicuro che non me la sto cercando. Allo stesso tempo che sarebbe un viaggio senza un pizzico di avventura? La vita é solo una…

  10. Mizi says

    Sicuramente ben scritto e buono come trama del film “Se le cerchi, prima o poi le trovi”. Con tutto il rispetto non condivido questa ricerca di avventura, ci sono altri modi meno pericolosi di viaggiare, la vita è una …

  11. Stefano says

    Grazie per la precisazione. In CR me la sono sempre cavata con ‘tico’!
    Avviso Aldo immediatamente
    Saludos

  12. Giulia says

    Che bell’articolo! solo una precisione, si dice lato costarricense, non costariqueño.. il mio ragazzo è del Costa Rica e si fa grande risate ogni volta che sente dire costariqueño,. può essere utile saperlo quando si è da quelle parti.. Buon viaggio e buona fortuna!

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *