Cosa i Britannici intendono VERAMENTE dirti quando invece ti dicono…

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Cosa i Britannici intendono veramente dirti quando invece ti dicono

Quando parlate con un Britannico è possibile che vi dica una cosa e voi ne capiate un’altra.

Il significato letterale di una frase è abbastanza chiaro ma, per alcune espressioni, il significato vero è un altro mentre voi ne capite un altro ancora.

Ecco un’immagine che riassume benissimo questo ‘problema’.

Cosa i Britannici intendono veramente dirti quando invece ti dicono

Ad esempio, il vostro manager inglese vi dice ‘I hear what you say’.

Letteralmente vuol dire ‘ho sentito/capito cosa mi hai detto’ e, ad un europeo, può significare ‘ha accettato il mio punto di vista’.

In realtà è altrettanto possibile che voglia dire ‘non sono d’accordo e non ne voglio più discutere’!!

O, ad esempio, ‘you must come for dinner’ (vieni a cena da noi).

Voi magari vi aspettate di essere invitati prestissimo mentre lui (o lei) intende dire ‘non è un invito, mi sto solo comportando in modo ‘educato’ (secondo i canoni britannici)’.

‘Quite good’ sembra voler dire ‘Abbastanza buono’. A volte però può essere usato come il contrario, ‘un po’ deludente’….

Al contrario, ‘that’s not bad’ sembra avere connotati negativi invece viene usato per descrivere positivamente un qualcosa.

Insomma ci sono molte frasi che vengono dette durante una normale conversazione che sembrano significare un qualcosa e in realtà ne significano un’altra.

Come fare per districarsi in questa giungla linguistica?

Purtroppo si può migliorare solo con l’esperienza diretta.

A seconda delle persone, ci vogliono anni per capire cosa effettivamente intendano dire e quindi preparatevi a situazione divertenti e/o imbarazzanti.

Non prendete tutto alla lettera e siate flessibili, magari tornando sull’argomento altre volte durante conversazioni successive per chiarire quello di cui non siete sicuri.

Esserne a conoscenza però vi aiuterà ad essere preparati a disguidi di natura linguistica e culturale.

E voi? Che disguidi e incomprensioni linguistiche avete affrontato durante la vostra permanenza all’estero?

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Comments

  1. says

    Sto ancora ridendo! In effetti, dopo un anno e passa in UK mi sono resa conto che l’espressione del mio interlocutore non corrispondeva alle parole (o al loro senso). Mi sto facendo una risata su me stessa, quando ripenso a come restavo (e ancora resto) di sasso davanti a certe espressioni, come quelle che hai scritto. In effetti spiazzano, ma fa parte del conoscere un altro stato.
    Un’espressione tipica dello Yorkshire è finire le frasi con ‘love’, a volte ‘darling’…. spiazza, specialmente perchè non capisci se ti stanno prendendo in giro; per molti, però, è solo un modo di dire, come in Italia diresti ‘gioia’ (a me capita, ma con tono canzonatorio, per esempio) o ‘caro/a’. Basta non analizzare tutto e prenderla anche un po’ come viene, come scrivi, magari parlando più volte con la stessa persona. Non ho mai capito se la mia relatrice è svampita davvero o è solo una facciata… si comporta nello stesso modo con tutti, non solo con me, ma dopo mesi più o meno capisco se ha un atteggiamento più positivo o negativo a una mia proposta. 😀

  2. bricplus says

    Salve tutti, sono russa, la differenza fra italiani e britannici
    a mio parere è seguente. Un inglese polite ma di fatto aspetta di vederti in
    difficolta per colpire devi essere impreparato, ma italiani per fare la stessa
    cosa si mettono in gruppi, cercano consenso perché hanno paura e poi colpiscono
    e dopo, a differenza dei inglese fanno finta di niente. La lunga convenienza
    con anglosassoni vi ha reso cosi, antico detto -peggio del inimicizia dei
    inglese può essere solo la loro amicizia.

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