Cosa i Britannici comunicano quando invece vi dicono…

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Quando parlate con un Britannico è possibile che vi dica una cosa e voi ne capiate un’altra.

Il significato letterale di una frase è abbastanza chiaro ma, per alcune espressioni, il significato vero è un altro mentre voi ne capite un altro ancora.

Ho trovato per voi una immagine che riassume benissimo questo ‘problema’.

Ad esempio, il vostro manager inglese vi dice ‘I hear what you say’.

Letteralmente vuol dire ‘ho sentito/capito cosa mi hai detto’ e, ad un europeo, può significare ‘ha accettato il mio punto di vista’.

In realtà è altrettanto possibile che voglia dire ‘non sono d’accordo e non ne voglio più discutere’!!

O, ad esempio, ‘you must come for dinner’ (vieni a cena da noi).

Voi magari vi aspettate di essere invitati prestissimo mentre lui (o lei) intende dire ‘non è un invito, mi sto solo comportando in modo ‘educato’ (secondo i canoni britannici)’.

‘Quite good’ sembra voler dire ‘Abbastanza buono’. A volte però può essere usato come il contrario, ‘un po’ deludente’….

Al contrario, ‘that’s not bad’ sembra avere connotati negativi invece viene usato per descrivere positivamente un qualcosa.

Insomma ci sono molte frasi che vengono dette durante una normale conversazione che sembrano significare un qualcosa e in realtà ne significano un’altra.

Come fare per districarsi in questa giungla linguistica?

Purtroppo si può migliorare solo con l’esperienza diretta.

A seconda delle persone, ci vogliono anni per capire cosa effettivamente intendano dire e quindi preparatevi a situazione divertenti e/o imbarazzanti.

Non prendete tutto alla lettera e siate flessibili, magari tornando sull’argomento altre volte durante conversazioni successive per chiarire quello di cui non siete sicuri.

Esserne a conoscenza però vi aiuterà ad essere preparati a disguidi di natura linguistica e culturale.

E voi? Che disguidi e incomprensioni linguistiche avete affrontato durante la vostra permanenza all’estero?

 

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commenti


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  • http://www.diegor.it/ Diego Russo

    Purtroppo o per fortuna posso confermare quanto spiegato da questa immagine: ho chiesto a molti colleghi/amici britannici e mi hanno confermato tutto :)

  • koalalondinese

    trovo che gli inglesi siano molto polite, cioé sono carini e gentili e le cose non te le dicono mai in faccia, peró quando meno te l’aspetti BAM colpiscono, almeno a me é capitato cosí soprattutto sul lavoro. Non voglio dire che siano dei “falsi” ma sanno usare molto bene le parole, e siccome sono anche discreti non capisci mai se quello che ti hanno detto o il loro comportamento é veritiero o no :) Noi italiani siamo pure troppo espansivi peró almeno riconosco che siamo piú schietti, lo leggi subito in faccia che una cosa non ci piace o come te la vogliamo realmente “cantare” senza mezzi termini. Anyway tutto ció é normale paese che vai popolazione, usi e costumi diversi che trovi e il bello secondo me é proprio tutto questo! :)

  • wif

    Molto simile in Svezia ma molto più estremo, non si capisce mai cosa pensino.

  • http://twitter.com/NorthernL40 NorthernLights

    Beh mio marito è britannico e conferma ciò che dice l’immagine :D Specialmente quando si va sulle sfumature ‘bad – not so bad – not bad’, figurati se spunta un ‘good’ in tutto ciò… non è assolutamente falsità, direi un fatto di educazione e società… il numero di persone false nel Bel Paese è senz’altro superiore di quelle che ho trovato qui. Coi britannici basta abituarsi a leggere tra le righe e poi si va benissimo!! Sanno essere anche sinceri, se qualcosa non va ti viene detto in viso, ma mai in maniera offensiva. Non so, a me sta bene così e non ho avuto grandi fraintendimenti fino dal primo momento….

  • Riccardo

    io abito in francia da qualche anno e all’inizio mi sono trovato un po’ disorientato da un comportamento francese che non capivo. se cammini per strada e incontri una persona che conosci, o magari la mattina i colleghi in ufficio, è molto probabile che questi ti dicano : ciao, come va ? in italia questo tipo di approccio è di solito un preambolo che apre alla discussione. in francia no. chiedere come va è semplicemente di cortesia è non presuppone l’inzio di un dialogo.

    es. dialogo italiano:
    - ciao !
    - ciao, come va ?
    - ma, ti dirò, oggi…. etc.
    es. dialogo francese:
    - ciao, come va ?
    - ciao, bene.

    fine.

  • franca

    una piccola isoletta nel mar del nord, eppure han diffuso la sua lingua ovunque, sia come prima lingua che come seconda, ….che odiosi che sono direi questi britannici……., se penso a quanti stati avrebbero potuto avere una loro lingua e cultura, come l australia , gli usa o tante isolette sparse nel mondo.., un po’ mi viene rabbia..sono italiana e rimarro’ tale anche emigrando in questi paeso anglofoni, orgogliosa della mia storia e di non aver imposto la mia lingua o cultura in giro per il mondo

  • Dan90

    “il numero di persone false nel Bel Paese è senz’altro superiore di quelle che ho trovato qui.”

    Bisogna sempre trovare qualcosa che non va bene, no?

  • http://twitter.com/enzocorsetti Enzo Corsetti

    A me non risulta che in Italia il “ciao, come va” sia il preambolo di una discussione, ma al massimo una sincera curiosità di sapere le tue novità, anche se poi con tutte le discriminazioni del caso, che emergono laddove la risposta non contiene la parola “bene”. Perché a me capita molto più spesso:
    - ciao, come va?
    - ciao, male, e tu?
    - …che ti succede?
    e lì si apre una discussione, per giunta a senso unico, finché in seguito qualche persona terza mi spiega:
    - ma è lampante che il “ciao come va” è soltanto un’espressione di cortesia…
    - …e allora come mai il mio interlocutore ha aperto una discussione? tra l’altro rivolgendomi una domanda senza prima rispondere alla mia.
    E’ chiaro che c’è qualcosa che non va in queste giungle linguistiche.

  • gino

    chi emigra, ovviamente è cosi arrabbiato col proprio paese che deve sempre trovarne difetti, spesso chi emigra lo fa piu per una propria inquietudine personale che per effettive negativita’ del proprio paese, e crede che il posto in cui va sia il paradiso, diciamo un po come l effetto palliativo di certi non medicinali

  • http://twitter.com/enzocorsetti Enzo Corsetti

    Sarebbe utile capire quanto ciò sia vero anche nell’inglese parlato oltre il contesto British, perché alcuni di quei significati non letterali sono chiari anche nei telefilm americani persino nella versione col doppiaggio italiano, ad esempio l’espressione “con il dovuto rispetto” è chiaramente un dissenso carico di disistima. Mentre altri potrei dire che appartengono anche al nostro italiano, anche se noterei che può essere difficile imparare a capirli quando riguardano situazioni in cui siamo fortemente coinvolti, per così dire: io ho impiegato decenni per capire che il giudizio che tuttora riscuoto più spesso dalle persone, ossia quell’“interessante” che ora ritrovo in quella tabella come “very interesting” ed è una mazzata non da poco, significa al massimo “originale ma vale poco e non serve a nulla”. In effetti trovo un po’ sconvolgente la ricorrenza delle espressioni più false in merito all’originalità, come la “very brave proposal” che maschera un terribile “you are insane”. E mi viene da temere che siano stati fraintesi tanti miei, di “quite good” e “would suggest”, che io uso davvero in senso positivo…

  • nick

    scusate ma si capisce bene dall’intonazione e dal contesto.Vale per tutte le lingue e non solo per l’inglese.

  • Giulia

    la lingua inglese è diventata così importante perchè l’UK è stato un paese colonoizzatore, come la Francia ad esempio. L’Italia non è mai stata in grado di colonizzare, non perchè non volesse “impostare la propria lingua o cultura”, ma perchè non aveva le risorse ne capacità per invadere altri stati. non siamo stati più buoni o rispettosi, semplicemente non eravamo abbastanza forti per imporci.

  • http://twitter.com/enzocorsetti Enzo Corsetti

    Al limite mi sorge la curiosità se sia opportuno “utilizzare” questa nomenclatura per verificare subito in maniera diretta: ad esempio, se qualcosa che dico o scrivo riscuote un “very interesting”, d’ora in poi sarò tentato di ribattere “do you really think this is nonsense?”. E via dicendo, di fronte a un “quite good” mi verrà da ribattere “are you disappointed?”, fino poi davanti a “that is a brave proposal” rispondere “do you mean I am insane?”. Uhm…

  • luca

    preferisco non essere forte cosi da non imporre nulla a nessuno, è ridicolo vedere isole lontane sotto il dominio della regina, come le isole maldinas , davanti all argentina., o anche l australia dove gli aborigeni sono ormai annientati culturalmente e lasciati vivere come barboni , tra droga e alcool,

  • gennaro

    credo che questo discorso valga anche per i cittadini dell’ italia del nord, sono molto distaccati,diversamente dai cittadini meridionali, il ciao come va è solo falsa educazione o interessamento

  • Konia

    Mmmh non la vedo allo stesso modo. Non credo che la cultura Britannica sia uguale a quella Australiana o Americana, al contrario, ci sono delle belle differenze. La lingua potrà anche essere la stessa, ma cambiano alcune parole così come l’accento. Ad esempio, gli Indiani siano molto simili ai Britannici, pur essendo stati colonizzati. Poi ricordo che anche i Romani, quando invasero tutti gli altri paesi europei imposero il latino (tant’è che alcune parole inglesi provengono proprio dal latino) ma non per questo penso che la loro cultura o lingua sia simile alla nostra o a quella dei francesi :)

  • Sergio

    perfettamente d’accordo con te.
    Vivo in NZ e questa presunta “cortesia” mi ha rotto.
    Io preferisco sempre avere una discussione chiara e trasparente anzicche’ giocare al falso polite delle popolazioni anglofone.
    Soprattutto sul lavoro e’ una cosa odiosa.
    Ricordo mio padre amava definire l’Inghilterra “La Perfida Albione”.
    Evidentemente una caratteristica genetica degli Inglesi e dei loro coloni.

  • Cristina Meneghetti

    Aggiungerei anche questo:

    I am concerned = significa le cose vanno veramente male = ma potrebbe essere interpretato come = ho qualche preoccupazione

  • cristina

    Sotto la regina, si vive benissimo, i cittadini godono di diritti e benefici che gli italiani non possono nemmeno immaginare.

  • Cristiano

    non è possibile magari fare un libro solo con questi elenchi di misunderstandings ?? se lo fate sono il primo a comprarlo !!!!!

  • Enrico

    Mi veniva da ridere pensando a quello che noi capiremmo e a quello che invece un british intendeva realmente comunicare…spesso l’opposto di ciò che capiremmo! Se dovessi davvero andare in un paese di lingua anglosassone…ne vedrei delle belle!! Spero solo che gli indigeni abbiano un po’ il nostro senso dell’umorismo, che si riesca insomma a riderci un po’ sopra su alcune situazioni di incomprensione.

  • http://www.facebook.com/Beatrix.art Beatrice Tudisco

    :) Scusa Giulia… forse pensi che l’Impero Romano sia esistito solo nelle fiabe? Roma ha esportato in tutto il mondo la propria lingua, la cultura, la civiltà e le costruzioni… leggi “strade”. Le più antiche colonie romane d’Inghilterra sono proprio Londinium e altre più a nord, nei pressi della Cornovaglia. Non c’entra affatto “la forza di imporsi” visto che già alla fine del periodo della conquista romana ogni ex colonia del mondo era riuscita a creare e mantenere dei propri equilibri grazie una commistione tra la civiltà egemone e quella originaria… più di quanto siano riusciti a fare gli inglesi fino ai giorni nostri, con il loro presunto Commonwealth. Fatta questa premessa, ti dirò che in Inghilterra ci ho vissuto volentieri e spero di tornarci molto presto, perchè per quanto questi inglesi siano falsi e bisbetici… hanno comunque molta più voglia di confrontarsi col resto del mondo (cercando di aprirsi ad esso), rispetto a noi italians distruttori di democrazie… ;) un saluto!

  • http://twitter.com/crymt cristymt

    In questo quantomeno io sono sempre stata un po’ british. Ho sempre fatto fatica ad abituarmi agli impulsivi, alle scenate, a chi parla di continuo senza ascoltare e a chi ti schiaffa la sua opinione in faccia a mo di guru dell’assoluta verità senza rispettare la tua sfera. Sia nel lavoro che nelle relazioni private.

  • http://twitter.com/NorthernL40 NorthernLights

    Senti mi puoi girare la frittata come vuoi ma io la vedo cosi.. Non e’ che gli italiani che rimangono sono quelli arrabbiati? Perche’ sai e’ difficile mandare giu’ la pillola che sei costretto a rimanere in un posto che non ti piace. Ed ecco che online leggi commenti “gli emigranti sono arrabbiati”. Non sono arrabbiata per nulla pero’ diciamo che mi posso permettere il gran lusso che posso criticare quanto e come voglio e nessuno mi censura ;)

  • http://twitter.com/NorthernL40 NorthernLights

    Le persone false in Italia sono molte di piu’. Punto. Perche’ siamo cosi intrisi della corruzione ovunque che si cerca sempre di “non sciupare i rapporti con altri perche’ dopo potrebbero servire”. A casa mia questa non la chiamo sincerita’ e sono molto felice di aver tagliato i ponti con tanti amici falsi che niente aggiungevano alla mia esistenza (nemmeno prima, se e’ per questo)

  • http://twitter.com/NorthernL40 NorthernLights

    Brava Cristina. E poi… Non dovrebbero gli italiani imparare a integrarsi nel mondo? Perche’ non lo possiamo dominare allora ci si arrabbia e si commenta online contro gli altri paesi. Per non andare direttamente ai Romani, tutti si sono scordati dell’Eritrea?

  • http://twitter.com/NorthernL40 NorthernLights

    Perche’ in Italia nessuno e’ falso? Suvvia, scendiamo sul pianeta Terra! L’elenco dei miei colleghi che mi ha accoltellato alle spalle in 15 anni di lavoro in Italia e’ lungo come la Bibbia!

  • Dan90

    Mi spiace se hai avuto spiacevoli esperienze (mi riferisco al tuo altro commento), ma non puoi arrivare a dire: “Le persone false in Italia sono molte di piu’. Punto.” Sono sicuro che, a mente fredda, anche tu converrai che è una generalizzazione che lascia il tempo che trova. :)

    P.S.: Anch’io sono emigrato.

  • http://twitter.com/NorthernL40 NorthernLights

    Per me e’ cosi Dan90. L’atteggiamento aperto mediterraneo e’, spesso, solo una facciata. Fare l’equivalenza carattere aperto/cordiale con sincerita’ e’ una stortura. Sicuramente ho avuto esperienze spiacevoli ma alcune di queste persone si sono rivelate piu’ tardi per un semplice motivo: ero emigrata permanentemente quindi non ero piu’ di nessuno uso. Mmm ho chiesto in giro ad altri italiani e in molti casi hanno avuto le stesse esperienze. Solo un caso? Generalizzare non e’ nel mio stile di solito ma in questo caso l’affermazione che ho fatto e’ valida. Io apprezzo anche il loro modo di fare sul lavoro, comunque sono molto riservati nella vita privata e di solito sinceri. Altrimenti, non ti sono proprio amici ;)

  • fabio

    sentivo alla radio la presentazione di un ennesimo libro su etichette e buone maniere, ed uno degli esempi fatti era proprio il ‘come va’: il bon ton imporrebbe una semplice risposta del tipo ‘bene, grazie’ . Tracimare fastidiosamente i propri problemi è considerato da maleducati.

  • socmelben

    perfidi figli di albione..credono ancora di essere una grande potenza..dovrebbero essere espulsi dall’europa..

  • Al

    fascinating :-)

  • http://twitter.com/enzocorsetti Enzo Corsetti

    Anche per questo motivo, ho sempre disapprovato le logiche di “bon ton”, che producono regole indebitamente discriminanti, tra 2 tipi di risposte che dovrebbero essere considerate parimenti adeguate: se rispondere anche soltanto “male” equivale a “tracimare fastidiosamente i propri problemi”, io potrei insinuare che rispondere “bene” equivale a “tracimare fastidiosamente la propria prosperità”, e allora potrei permettermi di considerarlo altrettanto da maleducati.

  • http://twitter.com/NorthernL40 NorthernLights

    Tu per primo, possibilmente.. Anzi, quelli che hanno odio razzista e/o nazionalista dovrebbero essere tutti confinati in un isola del Pacifico, con altre persone di altre nazionalità. E cmq, dall’altezza della tua sentita superiorità dovresti sapere che Cameron vuole indire un referendum in UK per uscire dall’Europa e Grillo pure…. E’ sempre meglio informarsi prima di sputare sentenze online ;)

  • luca

    dan90, lasciala perdere è cosi fuori di testa quella li, che sparla sulla sua patria tanto per sopprimere la sua tristezza interna e palese infelicita’e frustrazione,

  • fabio

    rispondi quel che vuoi e dimostrerai quel che sei, nel bene o nel male.

  • mike

    bravo gennaro ,siamo come gli australiani mi diso sempre: ehi come sea? (how it’s going?) ma infine ce ne frega poco.

  • http://twitter.com/chipulukusu Giannicola Bonora

    “very brave proposal” significa letteralmente “una proposta corraggiosa”, no? Quindi anche in italiano potrebbe essere inteso come “hai un bel coraggio a fare questa proposta!”, in senso quanto meno ironico…

  • salo

    Gli inglesi (ma non tutti ovvio) sono gentili perché devono esserlo. Hanno regole molto ferree, non dicono cosa vorrebbero veramente. Lo fanno solo quamdo ne sono all apice. Sono repressi e tristi… ecco perché di consguenza il fine settimana si distruggono bevendo tanto… e da polite diventano rude.Per loro tutto deve essere bello fuori…le case sono belle fuori e poi sono delle porcate zozze dentro… cosi come la maggior parte di loro. Vivono secondo regole troppo rigide. Non hanno elasticità mentale e ancora credono in un impero che non hanno più. Sono falsi perché hanno paura di dire la verità.

  • Techedge

    Mah, secondo me siete voi che non capite il punto…non c’è bisogno di sparlare della cara italietta, sono i fatti a parlare per lei ed il suo popolo. E secondo me i tristi e frustrati siete voi che ci rimanete, si capisce dal vostro tono di conversazione! ;)


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