Come una visita in libreria può insegnarvi a scrivere il CV

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Immaginate di essere in libreria alla ricerca di un libro da acquistare.

Avete grosso modo in mente cosa volete ma non avete un autore o titolo particolare.

State quindi perlustrando gli scaffali alla ricerca di qualcosa che attiri la vostra attenzione ed il vostro interesse ma non avete un lasso illimitato di tempo per scegliere.

Coma agite?

Se siete come me vi fate guidare da tanti fattori diversi che forse hanno poco a che fare con la qualità del libro stesso.

Il numero di pagine. Si tratta di un libro di 200 pagine, facile da leggere, o di un tomo da 1000 pagine che toglie la voglia ancor prima di iniziare?

La copertina. Ben disegnata, con colori ed immagini interessanti oppure una copertina spartana come un libro di scuola degli anni 70?

L’introduzione. Rende l’idea dell’argomento trattato dal libro? Rende il libro più o meno interessante rispetto alle attese iniziali. Invoglia di più la lettura?

La foto dell’autore (o la sua assenza). Vedere la faccia dell’autrice crea una maggiore senso di fiducia nelle sue capacità di scrittura e quindi maggiori probabilità che il libro ci piaccia o meno?

Spesso nessuno dei libri coglie la vostra attenzione e quindi uscite dalla libreria a mani vuote. A volte acquistate un libro. Spesso iniziate a leggerlo ma non lo finite.

Ora immaginate di essere un selezionatore di personale e, invece di essere di fronte a scaffali pieni di libri, vi trovate davanti ad una marea di CV.

Vista la congiuntura economica in tante nazioni, questo è uno scenario molto probabile e quindi è consigliabile mettersi nei panni della selezionatrice per cercare di aiutarla a scegliere il vostro CV.

Ricordatevi che lei è una persona come voi. Nessuno è perfetto e le scelte fatte durante la selezione hanno, si spera, un fondo razionale ma spesso hanno anche un aspetto emotivo.

Che ci piaccia o no, la prima scrematura dei CV viene fatta in modo simile al modo in cui noi scegliamo un libro.

Il formato è diverso da quello usato in una particolare nazione? Cestinato. Non posso imparare a leggere un diverso tipo di CV quando ne devo leggere altri 200 entro la fine della giornata.

Il CV è di 6 pagine? Cestinato. Come sopra.

Non riesco a capire in 20 secondi (o meno) l’esperienza lavorativa della persona? Cestinato.

A prescindere dalla qualità effettiva della persona e della sua esperienza.

Ricordiamoci che anche la capacità di comunicazione fa parte della professionalità di una persona ed il curriculum è il primo esempio di come la dimostriate.

E’ giusto o sbagliato?

Non importa più di tanto.

E’ così e quindi abbiamo due scelte davanti a noi.

Possiamo continuare a lamentarci dell’ingiustizia di tutto ciò.

Come potrebbe fare chi ha scritto il libro che avete lasciato sullo scaffale oppure…

possiamo iniziare a ‘giocare’ seguendo le regole del gioco per quanto non ci piacciano.

Ringrazio l’utente Betel Geuse per l’analogia fornita sulla pagina Facebook di Italiansinfuga.

Scrivere il CV in Inglese

Scrivere il CV in Inglese

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commenti


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  • gt

    Tutto giustissimo, sicuramente.
    Mi sembra solo che si considerino quelli che leggono i CV come degli idioti. (magari è vero, non saprei).
    Alla fine trovare il più adatto per una posizione è il suo lavoro, per una posizione “bassa” dove uno vale l’altro forse il discorso vale ma credo che come il grado di specializzazione richiesto salga o l’azienda abbia intenzione di investire sul neo assunto, conti più quello che c’è scritto che come è scritto.

  • http://www.italiansinfuga.com Aldo Mencaraglia

    Dobbiamo tornare al contesto della selezione. Se io selezionatore ho 50 candidati, 49 scrivono il CV bene, 1 e’ il migliore oggettivamente ma scrive il CV male. Magari io non riesco a capire che lui e’ il migliore e quindi lo cestino per dedicarmi agli altri 49 dove troverò il secondo migliore.

  • Riccardo

    è ovvio che la scrematura dei cv, come poi anche la selezione vera e propria, non sottosta sempre ai criteri più giusti del mondo. come è anche ovvio che talvolta la copertina de la divina commedia sia meno accattivante di 50 sfumature di grigio. cio’ non toglie che la selezione del personale funziona cosi, e come dice aldo prendere il muro a testate dando degli incapaci ai responsabili delle risorse umane non aiuta certo a trovare lavoro.

  • Pascal Door

    E’ un problema di priorità: il CV deve piacere a chi lo scrive oppure deve essere in grado di procurare un lavoro?

  • Stefano Taddei

    mi è capitato di posizioni aperte (non da agenzie ma da aziende) per mesi a cui ho inviato il CV (perfect match, sto parlando di IT specializzato in cui cercavano esperienze di 2,3 anni in una certa tecnologia e ne avevo 5 documentate) e CV scartato a priori. quindi credo che il ragionamento non valga (non che io non sia d’accordo)


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