Francia: disoccupazione in crescita

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La situazione lavorativa in Francia è peggiorata negli ultimi mesi nel contesto di un futuro economico a breve termine negativo in Europa.

Questa la sintesi di un articolo pubblicato da RT.com.

In base a cifre fornite dal Ministero del Lavoro francese, il numero di disoccupati in Francia è salito di 43.900 unità a Gennaio, raggiungendo la cifra di 3,16 milioni, un aumento del 10,7% rispetto all’anno scorso.

Queste statistiche sono le più alte degli ultimi 16 anni e si riferiscono a disoccupati di Classe A, disoccupati al 100% e alla ricerca di lavoro.

Le cifre relative alla disoccupazione sono continuate a salire nonostante la promessa del presidente francese Francois Hollande di ridurre al tasso di disoccupazione a meno del 10% entro il mese di dicembre.

La previsione di crescita economica per il 2013 è stata inoltre ridotta.

Lo studio più recente da parte della Commissione Europea prevede che il deficit del budget francese sarà pari al 3,7% del PIL, meno del 4,6% dell’anno precedente ma lontano dall’obbiettivo ufficiale del 3%.

Nonostante la situazione grigia Hollande ha detto di ‘no’ ad ulteriori misure di austerità nel 2013, credendo che rallenterebbero la crescita e aumenterebbero i problemi economici della Francia.

Il tutto in un contesto economico europeo problematico, soprattutto per le nazione dell’Europa del Sud.

La disoccupazione ha raggiunto livelli senza precedenti in Europa, in particolare la disoccupazione giovanile.

Il numero di senza lavoro nella zona euro ha toccato l’11,9% a Gennaio pari a 19 milioni di persone disoccupate.

La previsione di crescita economica per l’Europa non è ottimistica.

Lo studio della Commissione Europea afferma che nel 2013 “ci sarà crescita negativa per la zona dell’euro mentre il PIL crescerà solo dello 0,1% per il gruppo di 27 nazione dell’Unione Europea.”

Le previsioni della Commissione Europea per la disoccupazione sono anch’esse negative. Il tasso di disoccupazione dovrebbe salire al 10,7% nel 2013, rispetto al 10,3% del 2012, e toccare l’11% nel 2014.

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