Come ho usato LinkedIn per trovare il mio lavoro dei sogni

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Lindsey Kirchoff ha scritto un articolo per il blog di LinkedIn con il quale condivide la ricerca lavoro che le ha consentito di trovare impiego presso Hubspot in un momento molto difficile per l’economia statunitense.

Lo traduco liberamente per chi non ha troppa dimestichezza con l’inglese.

Quando ho iniziato la mia ricerca lavoro, tutti i miei conoscenti sembravano annegare in un mare di curriculum, sistemi di gestione dei candidati e email che non ricevevano risposta. Io sapevo che doveva esserci un modo migliore per collegarmi con il mio futuro datore di lavoro.

LinkedIn!

La sfida era quella di differenziarmi dall’enorme gruppo di persone come me che erano neo laureate, disoccupate oppure sotto occupate.

Mi sono laureata presso la Tufts University in Entrepreneurial Leadership Studies dove ho studiato, tra le altre cose, ‘inbound marketing‘.

Invece di interrompere i clienti con messaggi pubblicitari, l’inbound marketing incoraggia l’uso di social media e di contenuti digitali per farsi trovare e costruire rapporti con i clienti. Ho deciso di usare gli stessi principi che ho studiato e mi sono data all’”inbound job hunting” per collegarmi con aziende attraverso la creazione di rapporti e la condivisione di contenuti.

LinkedIn si è rivelato uno degli strumenti principali perché riuniva tutti gli aspetti della ricerca lavoro in un unico posto.

Ecco come mi ha aiutata:

  • promuovere blog e altre piattaforme personali: ai tempi dell’università ho iniziato un blog chiamato ‘How to Market to Me‘ dedicato al marketing per la generazione Y e i Millenials. Durante la ricerca lavoro, ho deciso di riprendere la produzione di contenuti per il blog ma questa volta ho utilizzato la funzionalità che collega il mio blog su WordPress a LinkedIn. In questo modo tutti i miei articoli vengono pubblicati direttamente sul mio profilo LinkedIn. Scrivere tutti questi articoli mi ha dato nuovi obiettivi e nuove motivazioni oltre che un titolo: millenial marketing blogger. Anche se non ero ufficialmente un’impiegata, stavo lavorando e LinkedIn mi ha fornito la piattaforma per dimostrarlo.
  • Creare connessioni virtuali con persone conosciute nella realtà di tutti i giorni: LinkedIn mi ha dato la possibilità di instaurare rapporti online con chiunque io abbia conosciuto durante la vita di tutti i giorni, come ad esempio aspettando di essere servita il caffè oppure persone che ho incontrato a conferenze. Ad esempio, ho conosciuto Heidi Lasker di Sonicbids all’aeroporto e ho pensato che avesse il miglior lavoro al mondo. Mi sono quindi collegata a lei attraverso una richiesta di collegamento su LinkedIn, trasformando un collegamento avvenuto di persona in un rapporto di natura professionale. Tutto ciò mi ha aperto la porta per colloqui di lavoro con quella ditta e ho utilizzato LinkedIn per presentarmi a chi mi avrebbe fatto il colloquio di lavoro prima di incontrarli di persona. La mia presentazione includeva alcuni link per aiutarli a conoscermi meglio, come ad esempio un articolo che avevo scritto riguardo la mia ammirazione per l’azienda. Questo ulteriore passo mi ha fatto sentire molto più professionale e mi ha preparato per la procedura di selezione. Quest’ultima si concluse con un’offerta di lavoro ma scelsi invece il lavoro dei miei sogni presso Hubspot.
  • Focalizzarsi sulle persone individuali, invece di rispondere a qualsiasi annuncio di lavoro potessi trovare. Ho ridotto il numero di aziende alle quali ho fatto domanda per un posto di lavoro attraverso la mia attività di blogger e di ricerca all’interno del settore. Ho scoperto che i fondatori di Hubspot hanno inventato il termine ‘inbound marketing’ e hanno scritto il primo libro sull’argomento. Siccome ero una fan del marketing blog di Hubspot, ho usato LinkedIn per collegarmi a Rebecca Corliss e instaurare un rapporto con lei. Invece di chiederle direttamente se avessero un posto di lavoro, ho espresso un interesse attraverso la condivisione di articoli sul settore e commentando sull’attività on-line di connessioni reciproche. Identificare la persona giusta all’interno dell’azienda mi ha inoltre aiutato a indirizzare le mie e-mail e le lettere di presentazione alla persona giusta, invece che a un generico “To Whom It May Concern”.

Riassumendo, LinkedIn mi ha dato un enorme senso di autorità all’interno di una procedura che spesso sembrava essere al di fuori del mio controllo. Per me, principiante del mondo del lavoro, LinkedIn si è rivelato molto più di un curriculum statico online: l’ho usato per navigare e massimizzare ogni passo della mia ricerca lavoro. Adesso, sono altrettanto interessata a capire come usare la stessa piattaforma per i miei passi futuri come giovane professionista.


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commenti


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  • Marco

    chi sono i c.d. “Millenials” (o Millennials) ?

  • http://www.italiansinfuga.com Aldo Mencaraglia

    quelli veramente giovani, piu’ giovani della Generazione Y, beati loro!!!

  • http://storiediviaggio.wordpress.com/ daniela

    Tutto vero, peccato che LinkedIn in Italia sia pieno di gente che “annega in un mare di curriculum, sistemi di gestione dei
    candidati e email che non ricevevano risposta”. E usa LinkedIn per lamentarsene nei gruppi….

  • wif

    Molto interessante, grazie Aldo!

  • Luca

    bell’articolo!

  • matt

    a me su linkedin mi hanno solo contattato truffatori… tra cui uno davvero inquietante..

  • wif

    Perché in Italia la Rete è considerata un mezzo per scrivere sciocchezze e non un mezzo serio. È un problema di mentalità che, forse, prima o poi verrà superato. Infatti la ragazza è americana e ha trovato lavoro in America…


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