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5 motivi per andare all’estero da soli

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Non trovare qualcuno che voglia tentare l’avventura con voi è spesso un ostacolo all’emigrazione.

Dal punto di vista psicologico è più facile fare il salto sapendo che lo si fa in compagnia di amici.

Ma è davvero questa la soluzione più indicata per chi vuole andare all’estero?

Preciso che anch’io, quando avevo vent’anni e sono andato all’estero, ho usato il “gruppo” per facilitare l’emigrazione.

Sia dal punto di vista logistico del viaggio che del trovare casa all’estero e sbrigare tutte le pratiche burocratiche, è risultato molto più semplice fare tutto ciò insieme ad amici ed appoggiandomi al loro spirito d’iniziativa, molto superiore al mio.

Soprattutto per persone timide ed introverse, quali il sottoscritto, questo può essere un approccio che aiuta a sminuire le paure.

Se poi non parlate la lingua del paese di destinazione in modo sufficiente, la ricerca di uno o più compagni di avventura diventa sempre più allettante.

Non voglio quindi assolutamente dirvi di non cercare un compagno di avventura, soprattutto per i primi tempi.

Andare all’estero in compagnia però presenta anche dei lati negativi.

Innanzitutto la ricerca di qualcuno che voglia condividere l’avventura può limitare la tempistica dell’emigrazione. La vostra amica magari deve ancora dare alcuni esami all’università; il vostro amico magari ha un contratto lavorativo che non scade per alcuni mesi mentre vostro cugino vuole andare a Berlino ma solo dopo la fine dell’estate italiana. Ne risulta che anche se siete pronti a partire domani dovrete aspettare settimane, mesi per poi magari non partire.

In secondo luogo, è più facile che rimaniate all’interno della vostra zona di “sicurezza”. Una volta a Londra, prima di buttarvi in qualsiasi avventura, probabilmente cercherete di capire se i vostri amici abbiano già esperienza al riguardo e quindi “rallentare” la vostra velocità di ambientamento.

Inoltre, molto importante, viaggiare e convivere all’estero con amici italiani limiterà moltissimo le possibilità di fare pratica con la lingua del posto.

Questo è un aspetto fondamentale per massimizzare la probabilità di successo a medio-lungo termine.

Parlando sempre o prevalentemente italiano non imparerete l’inglese, tedesco o il francese velocemente.

La vita all’estero rischia di incrinare le amicizie. Probabilmente condividendo un’esperienza importante come una nuova vita all’estero rafforzerete tali amicizie. Siate però coscienti del fatto che il nuovo contesto può cambiare la dinamica dell’amicizia che avevate in Italia. È possibile che il vostro compagno di avventura trovi lavoro più facilmente, faccia più facilmente nuove amicizie, si ambienti meglio e più velocemente. O viceversa.

Inoltre ho visto tantissime persone “trasformate” dalla vita all’estero e irriconoscibili. La nuova routine e le nuove dinamiche all’estero richiedono comportamenti diversi rispetto a quelli ai quali siete abituati in Italia.

L’amico che conoscevate in Italia è diventato un’altra persona! Ne consegue che possono nascere discordi che a lungo andare distruggono quello che avevate in Italia.

Se poi vi comportate da “ultima ruota del carro”, aspettando che gli amici più intraprendenti sorgono tutti i problemi comuni e magari anche alcuni vostri, diventerete una componente di peso del gruppo invece che una componente attiva e ben vista.

Infine andare all’estero da soli può essere molto più difficile nel breve termine ma può fornire benefici incredibili a lungo termine.

Il doversi “disbelinare” (neologismo genovese) vi fa crescere molto di più molto velocemente. La maggior parte delle paure sono superabili e l’esperienza vi renderà molto più indipendenti e pro attivi in futuro.

L’obiettivo finale dovrebbe essere quello di una integrazione all’estero la più veloce e ampia possibile.

Emigrare da soli secondo me aiuta di più a raggiungere questo obiettivo.

Se scegliete di andare in gruppo fate tesoro dei rischi di cui sopra e cercate di minimizzarli!

In bocca al lupo!

Siete andati o state pensando di andare all’estero da soli?

Può essere difficile andare da sole all'estero

andare da sole all’estero è una prospettiva non facile ma può aiutare a crescere moltissimo

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commenti


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  • lau

    fin da quando ho 14 anni sono sempre andata all’estero senza amici….lo rifarei mille volte!

  • Maria Boux

    Prima volta partita da sola a 17 anni ottima scelta per la lingua, imparata in 6 mesi. Adesso partita in coppia (per forza abbiamo un bambino) l’anno scorso e la lingua fatica ad arrivare…´Ho anche un’eta diversa, forse anche per quello.Per i “giovani” consiglio sempre partenze da soli perche si cambia troppo e si rischia di rimanere imprigionati nella persona che non si e’ piu per via dell’amico.

  • http://www.diegor.it/ Diego Russo

    sono a Cambridge, UK

  • http://www.facebook.com/profile.php?id=1616202550 Verenen Joe Martinelli

    Germersheim (Rheinland-Pfalz)

  • angelo

    provi ai caraibi a las terrenas, li è pieno di pensionati italiani, che si godono anche con una pensione non alta una vita felice

  • Nordmann

    Sono totalmente in disaccordo sull’andare all’estero da soli. Prendendo in considerazione la mia situazione poi sarebbe impossibile.

  • Francesco

    Per me essendo disabile è una cosa no proibitiva, di più!, senza dimenticare che senza contatti uno come me dove va???. Io ho bisogno di andare via dall’Italia per tanti motivi ma se non trovo soluzioni per andarmene mi ammazzo…


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