Davvero pensate che queste 17 ore di interviste siano inutili?

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Vorrei dare un consiglio a chi lascia commenti su interviste sia scritte che su video dicendo che la storia della persona intervistata non fa testo perché un’eccezione piuttosto che la regola.

Tutte le interviste sono a individui e individui unici al mondo.

Come lo siete voi.

Il caso che rappresenti esattamente la vostra situazione personale non esisterà mai.

C’è sempre chi avrà più soldi, una migliore conoscenza della lingua, appoggi all’estero e tant’altro che voi non avete.

C’è anche chi avrà studiato di meno, è andato all’estero senza spiaccicare una parola di una lingua straniera e senza saper fare un lavoro particolare.

Il consiglio è quello di prendere “spunti” dalle interviste e farne tesoro. Anche se l’intervistato o l’intervistata è lontano anni luce dalla vostra situazione personale.

Grazie al singolo spunto potrete iniziare il percorso che vi porterà verso l’obiettivo che vi prefiggete. Costruendo poi una raccolta di singoli spunti spero che possiate fare tesoro dell’esperienza di tutte le persone che condividono la loro storia su Italiansinfuga.

Ad esempio, io dalla storia di Laura farei il tesoro del fatto che, essendo costretta a letto per un mese mezzo per motivi medici, ne approfittò per iniziare a studiare (bene) il portoghese. Grazie a quello spunto Laura diede vita ad una catena di eventi che la portò in Brasile.

Dalla storia di Giada, ascolterei il bene il consiglio di imparare molto bene l’inglese prima di andare a Londra.

Dalla storia di Marco, capirei che pianificare molto bene e in dettaglio, con obiettivi molto precisi, migliora le probabilità di trovare lavoro. D’accordo, non tutti troveranno lavoro in due giorni però……

Dalla storia di Clara, farei tesoro della sua visione di italiana all’estero e delle possibilità a disposizione di chi voglia rischiare.

Della storia di Diego e Jle, farei tesoro della difficoltà, dal punto di vista della nostalgia, che il vivere a parecchi fusi di orario di distanza comporta, anche dopo parecchi mesi o un paio di anni di distanza.

Della storia di Diego, farei tesoro del fatto che le giuste competenze tecniche vengono spesso premiate all’estero mentre in Italia non sempre.

Dalla storia di Annalisa, ho capito meglio come funziona il mondo del lavoro in Germania e sarei quindi meglio preparato nell’affrontarlo.

Dalla storia di Marco, ho capito come bisogna proporre ai potenziali datori di lavoro qualcosa di particolare per distinguersi dalla massa dei candidati.

Dall’intervista a Franco, ho capito come la qualità della propria professionalità è ricercata all’estero.

Dall’intervista a Davide e Ilaria, ho capito come la burocrazia all’estero sia difficile ma non insormontabile.

Dall’intervista a Nicola, ho capito come l’aspetto della comunicazione con gli altri all’estero sia da non sottovalutare.

Fabrizio mi ha fatto capire come bisogna lavorare duramente anche all’estero, se non di più.

Paola mi ha illuminato sul fatto che non bisogna andare necessariamente a Londra per trovare un buon lavoro in Inghilterra.

Grazie a Gabriele ho capito che l’emigrazione viene vista in modo diverso da ognuno di noi, ognuno ha una prospettiva diversa.

Silvia mi ha insegnato che l’aspetto emotivo di una permanenza all’estero può segnarla molto di più dell’aspetto “prettamente pratico”.

Gabriele mi ha fatto capire che in Brasile non esiste solo Rio de Janeiro :-)

Fabrizio Grizzanti ha fornito ottimi consigli su come migliorare le probabilità di trovare lavoro all’estero quando si ha una professionalità ben precisa.

Fabrizio Romeo mi ha aiutato a capire quanto bisogna lavorare duramente e le soddisfazioni che si possono raccogliere

Matteo Bassan ha illustrato benissimo come avere una passione aiuta molto a focalizzare gli sforzi di ricerca lavoro ed il successo della stessa

Ringraziando vivamente tutti gli intervistati, spero vivamente che questo approccio possa aiutarvi a fare tesoro delle esperienze altrui all’estero.

Se poi, dopo più di 17 ore di interviste, non trovate nulla che possa esservi utile allora….

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commenti





  • Valeria

    Bravo Aldo!!!

  • Marco Francesco Nuzzo

    Non preoccuparti Aldo, il tuo lavoro resta fantastico, aiuta a mantenere vivo il mio sogno ;)

  • http://www.facebook.com/people/Marco-Murray/540237631 Marco Murray

    Aldo, hai già detto tutto. Bisogna chiedere a chi critica dove vive, se è già partito o se sta ancora in Italia. Se è già andato fuori e critica le esperienze degli altri che si proponga per fare con un intervista video e descrivere la sua esperienza invece che limitarsi a scrivere quattro parole.
    Aldo continua cosi, il tuo lavoro e il tuo impegno sono di grande aiuto per chi sta pensando di partire.

    Grazie

  • http://twitter.com/well_imriccardo Riccardo Atzeni

    è assurdo che ci sia bisogno di scrivere un post del genere per spiegare alla gente queste cose che teoricamente sono ovvie. Gli italiani troppo spesso vogliono la pappa pronta. Il segreto per poter andare via dall’Italia è che non c’è nessun segreto particolare: basta volerlo veramente e non fare i pigri, tutti gli altri restino dove sono.

  • Herts

    Oppure l’altra opzione, per chi sa solo criticare, e’ ricordarsi che leggre il sito non e’ obbligatorio. Ogni esperienza e’ diversa e grazie ad Aldo tutti gli aspiranti immigrati possono avere a disposizione una ampissima gamma di esperienze da cui trarre o non trarre spunto. Anche dire questa ” questa cosa non andava fatta cosi” aiuta a capire come non fare le cose e potrebbe risparmire diversi errori. La verita’ e’ che non c’e’ una ricetta per emigrare.. non ci sono i lavori con il nostro nome sopra, not out there! Questo sito non e’ fatto per dare numeri di telefono e indirizzi di datori di lavoro..ma e’ fatto per fare riflettere, per aiutare aspiranti emigrati a fare i passi giusti senza fare troppi errori..ma anche cosi, tutto dipendera’ sempre di noi, da quanto siamo bravi, da quanto parliamo una lingua, da quali conoscenze abbiamo e si… anche da quanto siamo fortunati. Italiansinfuga, a mio avviso,serve per farci sognare un pochino, per capire che emigrare e’ possibile, faticoso, difficile, non sempre all’altezza delle nostre aspettative ma possibile. Sta a noi fare buon uso di quello che Aldo pubblica, critiche costruttive ben vengano , criticare per il gusto di farlo e’ solo un cattivo del tempo che potreste usare per cercare di emigrare :) Un saluto grande Aldo!! Ma da Herts non passi proprio piu?:)

  • http://www.facebook.com/danielbrancati Daniel Brancati

    Interessante… si potrebbe definire una “literature review” di italiansinfuga ;)

  • Cris

    Non smettere mai di intervistare gli “italians-in-fuga”! Ogni intervista non è solo una fonte preziosa di informazioni, ma una grande testimonianza di voglia di vivere e di fare che hanno tanti ragazzi e ragazze che, invece di stare a lamentarsi o di dire “me ne frego”, sanno rimboccarsi le maniche e andare incontro al futuro che vogliono. L’esperienza all’estero ha un valore che chi resta qui non può capire.
    Io ho già passato un paio d’anni fuori e spero di tornarci. E magari, un giorno, poter dare il mio piccolo contributo a Italiansinfuga!
    Ciao Aldo, buon lavoro!
    Cris

  • Laura Piscitelli

    Io adoro le video-interviste di Aldo, credo che sia bellissimo guardare negli occhi ed ascoltare storie di tutti i tipi di connazionali che vivono all’estero. Gli italiani che criticano solo quelli che non hanno la forza e il coraggio di partire, quei troppi italiani che, come diceva Riccardo Atzeni, vogliono la pappa pronta in tutto. A me è servito tanto leggere storie prima di partire, le esperienze degli altri mi aiutano anche a superare i momenti di disperazione che prima o poi arrivano quando si emigra. Continua così Aldo!!!

  • gt

    a me sembra che in generale ci sia un ottimo equilibrio
    tra i dati generali, come le statistiche, le previsioni, e indagini sui costi e sulle zone ecc.
    e i racconti personali che sono appunto personali e specifici ma consentono un approfondimento maggiore

    se c’è da fare una “critica” è che il sito è moto sbilanciato verso i paesi anglofoni, ma visti i numeri degli interessati e l’esperienza personale di Aldo mi sembra ovvio.

    ma più che altro è un peccato che non ci siano (o non li ho trovati) fonti di informazione altrettanto valide per altre mete.

  • gt

    forse mi sono espresso male
    non voglio criticare,

    Aldo fa un grandissimo lavoro e lo ringrazio, ed è giusto che lo porti avanti come meglio crede

    Grazie

  • Mizi

    Come sempre, per quanto bene e con passione tu possa fare un lavoro o dare un servizio, c’è sempre chi “la pensa diversamente”. OK, dico io, non importa non si può piacere a tutti. Personalmente devo solo ringraziare chi ha voglia e tempo da dedicare a siti come questo, qualunque sia la condivisione ci sarà sempre almeno un altro che ne trae beneficio. Quindi GRAZIE Aldo e grazie a tutti gli intervistati !

  • fabietto

    Ma Aldo chi non le trova utili on le guardi, a mio avviso molte volte le sostituisco alla televisione, trovandole interessantissime e a loro volta divertenti e credo che I piu’ di 2000 iscritti al canale youtube confèrmino questo. X finire..fanne piu’ spesso e complimenti

  • http://www.diegor.it/ Diego Russo

    Aldo quello che fai tu è unico ed ha un valore inestimabile, neanche la guida più costosa ce l’ha. Persone che criticano ce ne saranno sempre e se queste persone non riescono a capire il significato di queste interviste, di quello che fai.. ahimè non sono pronte per “andare” via, per vedere cosa c’è là fuori.

  • PsicheGG

    Fantastico!!!! Non credevo di essermi persa cosi tante interviste…
    Spero un giorno di poter raccontare anche io una storia od un Paese :)
    Aldo, ricordati di me, anche io voglio raccontarti una bella/meno bella esperienza prima o poi!! :)

    Sto per partire con AIESEC (spero per il nord europa) e forse riesco a fare anche uno SVE in Francia… speriamo bene!! Grazie alle tue interviste mi appunto tutti i possibili disagi che avrò, e inizio a “studiarmi” il da fare.

    L’intervista che mi è piaciuta di più è stata quella di Marco in Finlandia (il tipo della Rovio) perchè era proprio il percorso che mi stavo studiando anche io!!! :D (come Artist però!!).
    In fondo non mi interessa tanto il Paese specifico, ma lavorare nel mio settore e passione… certo poi, se la Scandinavia è il luogo più fecondo e a me ispira anche come luogo, prenderei 2 piccioni con una fava!!! ahahahah :D <3

    Speriamo bene, speriamo bene…!!! ^_^

    Grazie Aldo, vi seguo assiduamente ed apprezzo tantissimo i vostri consigli ed interviste!!! :D

  • Mao

    Quando le eccezioni diventano tante si trasformano in regola! Testimoniare un esperienza e’ comunque utile. Da parte mia grazie Aldo

  • http://www.italiansinfuga.com Aldo Mencaraglia

    prego!

  • http://www.italiansinfuga.com Aldo Mencaraglia

    grazie!

  • http://www.italiansinfuga.com Aldo Mencaraglia

    “Non smettere mai di intervistare gli “italians-in-fuga”!”

    OK!!!

  • Alessandro Vasi

    Purtroppo, soprattutto su internet, nei blog.. puntualmente arriva l’individuo che vuole a tutti i costi andare contro corrente, che si sente il più sapiente, che ad ogni costo vuole smontare i sogni altrui e smontare le fatiche di chi vuole aiutare!
    A volte ci riesce, a volte riesce a provocare solo rabbia nei confronti del lettore che vuole estrapolare consigli utili, a volte (da far diventare “SEMPRE”) provoca una bellissima indifferenza che gli fa rodere il fegato!
    Io diffido da queste persone che magari seguono ossessivamente i consigli ma, non danno alcun tipo di soddisfazione e ringraziamento.
    W ITALINSINFUGA, perchè ricordiamoci che il web è la prima fonte dove attingere!
    W Le persone che, come Aldo, dedicano del tempo a noi, ci aprono gli occhi, ci tolgono stupide frustrazioni, ci incitano!
    Il mondo dovrebbe esser pieno di persone come noi, volenterosi di dare la propria mano agli altri!

  • http://www.facebook.com/nicola.carrara.39 Nicola Carrara

    Anche il mio!!!

  • alek

    Concordo pienamente, queste interviste sono materiale prezioso, e chi le trova inutili farebbe un favore a tutti (e anche a se stesso) ad evitare di leggerle e soprattutto commentarle. Noi emigranti del terzo millennio siamo fortunati ad avere a disposizione siti come questo, io ripenso ad alcuni miei parenti che negli anni 50, da contadini analfabeti che sapevano parlare solo il nostro dialetto istro-veneto (nemmeno italiano) si sono imbarcati su una nave con i figli piccoli e pochissimi effetti personali per andare in cerca di speranza verso quell’Australia che nemmeno sapevano dov’era. Loro avrebbero certamente apprezzato l’aiuto e gli spunti di cui noi oggi possiamo disporre grazie a queste interviste


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