Da quali Stati stanno fuggendo gli americani?

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Gli statunitensi sono tradizionalmente più “vagabondi” rispetto ad altri popoli, spostandosi senza troppi problemi alla ricerca e per motivi di lavoro.

Un articolo di Forbes mette in evidenza come cambiamenti a lungo termine all’interno dell’economia statunitense abbinati alla recente recessione fanno sì che un maggior numero di americani siano più inclini ad un trasloco per motivi lavorativi.

La trentaseiesima edizione di uno studio condotto dalla ditta di traslochi United Van Lines sulle migrazioni interne negli Stati Uniti ha analizzato 125.000 spostamenti all’interno di 48 Stati nel 2012.

L’aspetto più interessante dello studio rivela una grandissima migrazione dal nord-est degli Stati Uniti.

Al primo posto, il New Jersey ha il maggior rapporto tra persone che se ne vanno e persone che arrivano. Il 62% dei 6.300 traslochi avvenuti l’anno scorso riguardava persone e famiglie che lasciavano il New Jersey.

Michael Stoll, professore presso la University of California, Los Angeles, ha commentato “il New Jersey sta soffrendo da parecchio tempo della de-industrializzazione del nord-est a favore del sud e dell’ovest degli Stati Uniti. Inoltre, siccome è vicina a New York, l’alto costo delle case contribuisce a far partire le persone.”

La maggior parte degli Stati presenti nella Top 10 di Stati che stanno perdendo popolazione si trovano nel Nord-est e nella regione dei Grandi Laghi. Questi includono l’Illinois (60%), New York (58%), Michigan (58%), Maine (56%), Connecticut (56%) e Wisconsin (55%).

Stoll continua affermando che queste cifre confermano una tendenza di migrazione dagli Stati “freddi” agli Stati “soleggiati”.

La situazione economica è stata uno dei fattori principali a spingere i residenti di alcune zone duramente colpite come il Michigan dove si è registrato un esubero di persone in seguito al collasso dell’economia. Detroit, la città più grande del Michigan, detiene il più alto tasso di disoccupazione delle metropoli statunitensi, pari al 20%, doppio rispetto alla media nazionale.

Contemporaneamente, Stoll sostiene che le tendenze di disoccupazione abbinate all’alto costo della vita costringe i disoccupati a cercare destinazioni più accoglienti. Ad esempio, per chi ha perso il proprio lavoro a New York City, pagare l’affitto medio di $4.000 dollari mensili per un appartamento di due camere a Manhattan può rivelarsi proibitivo.

Il Nord-est ed il Midwest inoltre hanno una percentuale di residenti oltre i 65 anni relativamente alta. Questi tendono a andare in pensione traslocando verso Stati che sono più caldi e meno costosi.

Ne risulta che gli Stati meridionali e occidentali degli Stati Uniti siano destinazioni molto popolari: il North Carolina, il South Carolina e il Nevada stanno beneficiando dei più alti rapporti di persone che vanno a vivere lì rispetto a quelle che vanno a vivere altrove.

Un’altra destinazione molto popolare per il trasloco è Washington D.C.. Stoll spiega “vivere a Washington costa molto ma ci sono anche buone opportunità economiche. È presente un buon settore high-tech e molti posti di lavoro collegati al governo federale, relativamente stabili durante la recessione. Inoltre il District of Columbia attira professionisti con un’alta istruzione, uno dei profili più inclini a traslocare.”

Infine una sorpresa si rivela lo stato dell‘Oregon, la seconda destinazione più popolare con un tasso di immigrazione pari al 61%. Nonostante non sia molto attraente dal punto di vista climatico, Stoll crede che Portland sia una città alla moda in grado di attirare sia persone più anziane che giovani con il suo mix di crescita economica e di panorami naturali a breve distanza.

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