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Viaggiare sicuri in Sud America – aggiornamento

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Stefano Frigerio ha intrapreso un viaggio che lo sta portando dal Cile al Canada usando la Panamericana.

Ecco un aggiornamento.

Speravo di non dover aggiornare il mio articolo sulla sicurezza in viaggio del dicembre passato.

Partendo da Santiago, Cile sono arrivato quasi indenne in Ecuador.

Tutto liscio se escludo un tentativo bislacco di scippo alla stazione de La Serena ed un paio di palpeggiamenti sospetti allo stadio nel derby di La Paz.

Durante il cammino vari amici hanno reclamato alle rispettive assicurazioni macchine fotografiche, ipods ed un passaporto ma piú per incuranza, mancanza di senso comune e per il basso costo dei liquori in Bolivia.

Mai lasciare apparati in carica in camere in condivisione. Nemmeno nascondendoli sotto il cuscino e coprendo il caricatore con boxer usati.

I ragazzi australiani sono sempre i più ingenui ma più creativi nei modi di essere derubati, forse perchè non sono così abituati alla criminalità.

Ovviamente il passaporto rimane sempre in camera, specialmente durante la notte di capodanno a Cusco, Peru, una delle piú movimentate del continente.

Questa volta l’artista è un ragazzo di Napoli che ha passato la mattina del primo gennaio scuotendo la testa e bevendo caffè come fosse Gatorade.

Alla mezzanotte i razzetti volano ad altezza d’uomo, i bambini tirano petardi per aria e si disperdono mentre la gente corre intorno alla piazza a 3200 metri di altezza.

Altitudine e scarsezza di ossigeno richiedono lasciare qualsiasi oggetto di valore al sicuro e backup delle foto se si vuole portare la macchina.

Me la sono cavata fino a Montañita, Ecuador: un ex-villaggio di hippies sull’oceano a tre ore da Guayaquil ed una delle destinazioni principali per backpackers in Sudamerica.

Le onde sono costanti nel point break e le feste interminabili.

Durante il primo weekend del febbraio 2013 si svolge il Reef Classic, seconda tappa del circuito latinoamericano di surf.

Il fine settimana migliore per trovarsi qui: aria di festa, surf di livello mondiale ed elezione di Miss Reef.

La maggior parte dell’azione si svolge lungo una via stretta che termina nella spiaggia con piccoli chiringuitos ad ambo i lati, caipirinhas a $2 e cinquanta centesimi in piú per qualsiasi altra combinazione frutta-alcol immaginabile.

Piove ininterrottamente da 8h, si balla a piedi nudi nelle pozzanghere, tutti sono fradici e vari ragazzi si sono già tolti le canottiere.

Ogni banchetto alza la sua musica al massimo creando un mix incomprensibile ed in-ballabile.

Scendiamo lungo la via con le nostre birre Club e ci fermiamo ad un ingorgo umano.

Il reggaeton si trasforma in dubstep in un secondo mentre ci scontriamo con un gruppo di signore del posto e due ragazzi con cappellino all’indietro.

Sento il vuoto nella mia tasca anteriore e realizzo che mi hanno derubato.

Avviso i ragazzi e bracco il tizio che mi ha urtato.

Mi guarda stranito ma non oppone resistenza alla perquisizione coatta che gli somministro anche perché mi deve almeno trenta centimetri e sono incazzato come una biscia.

Due ragazze argentine che ci hanno messo gli occhi addosso da un pó indicano una signora sui quaranta cui manca solo mettersi a fischiettare per passare inosservata.

La affrontiamo con le cattive ed il mio portadocumenti di cartone made in Thailand atterra al lato di una pozzanghera, un paio di metri alla mia destra, mollato da una complice.

11 dollari all’interno ancora asciutti.

Le urlo un paio di cose che non mi fanno molto onore a cui risponde con ‘Perdon’ mentre abbassa gli occhi e si fa largo tra la folla che balla incurante del crimine sventato.

Un ragazzo di colore annuisce e mi immagino sia per la profondità del mio vocabolario spagnolo.

Non rivedrò più quei soldi.

Questo giro lo pago io.

E toccherà invitare un fernet con coca-cola alle investigatrici di Buenos Aires che ci hanno aiutato a risolvere il caso.

Il viaggio panamericano continua.

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  • Lorenzo

    se succedeva in italia probabilmente tutti avrebbero fatto finta di nulla..fa piacere che si sia risolto per il meglio la cosa

  • Stefano Mollo

    .. no voglio dire ” te l’ avevo detto” … ma te lo avevo detto …. Comunque ti poteva (e ti potrebbe) capitare di peggio. Auguri, Stefano.


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