Accessibilità alla casa nel mondo anglosassone

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È stata pubblicata l’edizione 2013 del sondaggio sulla accessibilità alla casa nel mondo anglosassone.

Demographia.com ha analizzato 337 mercati immobiliari urbani negli Stati Uniti (216); Regno Unito (33); Canada (35); Australia (39); Nuova Zelanda (8); Irlanda (5) e Hong Kong.

Il sondaggio si basa sul concetto di “multiplo della media”: il rapporto tra il prezzo medio della casa in un particolare mercato immobiliare diviso per il reddito annuale lordo medio della famiglia che vive in quel mercato.

Più alto questo rapporto, meno accessibile risulta essere la casa.

Secondo la valutazione di Demographia, i mercati immobiliari con prezzi “accessibili” riscontrano prezzi delle case inferiori a tre volte il reddito annuale della famiglia.

Se invece sono più alti, Demographia ritiene che questo dimostra che ci sono ostacoli di natura politica e di regolamentazione.  Questi devono essere affrontati per garantire la presenza di nuove case in modo da risolvere il problema.

Nella maggior parte dei mercati immobiliari negli Stati Uniti e nel Canada il valore del multiplo si mantiene tra i 2 e i 3. Nelle altre nazioni invece il valore è salito in modo marcato durante gli ultimi dieci anni. Demographia fa notare come questo aumento avviene spesso in concomitanza con politiche di uso dei terreni che cercano di limitare l’espansione urbana.

Per quel che riguarda l’edizione 2013 del sondaggio, non vi sono stati molti cambiamenti rispetto all’edizione precedente. L’accessibilità alla casa risulta maggiore negli Stati Uniti, Canada e in Irlanda. Al contrario la situazione è sempre difficile nel Regno Unito, Australia e Nuova Zelanda,  per non parlare di Hong Kong, il mercato meno accessibile in questo contesto.

Per quel che riguarda la classifica che si limita a prendere in considerazione le metropoli con più di un milione di persone, tutte le città australiane sono considerate “gravemente inaccessibili” dal punto di vista della accessibilità alla casa. Il  loro multiplo risulta essere 6,5.

La Nuova Zelanda segue a ruota con un multiplo pari al 6,7 (corrispondente a Auckland, unica città neozelandese superiore al milione di abitanti).

Il Regno Unito registra un multiplo pari al 5,1 con il 50% delle città più grandi di un milione di abitanti ritenute “gravemente inaccessibili” ed il 50%  definite come “seriamente inaccessibili”.

Il Canada se la passa un po’ meglio con un multiplo del 4,7. Due delle sei metropoli canadesi vengono definite come “moderatamente accessibili”.

L’Irlanda (Dublino in pratica) ottiene un punteggio di 3,6 che rispecchia la crisi legata al boom immobiliare.

Infine gli Stati Uniti si piazzano in fondo a questa particolare classifica con un punteggio di 3,2. La maggior parte dei 51 mercati immobiliari metropolitani statunitensi hanno un punteggio inferiore al 4.

Se si prendono invece in considerazione tutti i mercati immobiliari indipendentemente dalla dimensione della città, la situazione migliora ma non in modo drammatico.

Ecco i mercati immobiliari più accessibili del mondo anglosassone:

  • Detroit (Stati Uniti)
  • Atlanta (Stati Uniti)
  • Cincinnati (Stati Uniti)
  • Rochester (Stati Uniti)
  • Saint Louis (Stati Uniti)
  • Cleveland (Stati Uniti)
  • Indianapolis (Stati Uniti)
  • Jacksonville (Stati Uniti)
  • Columbus (Stati Uniti)
  • Kansas City (Stati Uniti)
  • Memphis (Stati Uniti)
  • Pittsburgh (Stati Uniti)

Al contrario questi sono i mercati immobiliari meno accessibili:

  • Hong Kong
  • Vancouver (Canada)
  • Sydney (Australia)
  • San Jose (Stati Uniti)
  • San Francisco-Oakland (Stati Uniti)
  • Londra (Regno Unito)
  • Melbourne (Australia)
  • Plymouth & Devon (Regno Unito)
  • Auckland (Nuova Zelanda)
  • Adelaide (Australia)

Per capire meglio l’accessibilità alla casa per una particolare città del mondo anglosassone, consiglio vivamente la lettura di questo documento, soprattutto le tabelle in fondo allo stesso.

Esse forniscono interessantissime informazioni relative al prezzo medio della casa e al reddito medio della famiglia. Riuscirete così a farvi una migliore idea di quanto dovrete pagare per la sistemazione e di quanto potrete guadagnare (in media).

Chi di voi vive nel mondo anglosassone? Sono veramente cosi care le case rispetto agli stipendi?

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