Meglio fare la specialistica in Italia o all’estero?

  • Sharebar

Uno dei tanti quesiti che si pongono gli studenti cha stanno pensando all’estero come destinazione dopo il conseguimento della laurea.

Non esiste una risposta che soddisfi tutte le casistiche e quindi attraverso questo articolo vorrei semplicemente sottoporvi alcuni aspetti da prendere in considerazione se state pensando di studiare all’estero.

Penso che questi possano essere utili sia che vogliate studiare la specialistica, che abbiate finito le superiori, che vogliate intraprendere un ulteriore percorso di studi dopo aver completamente finito quello italiano.

Ostacoli allo studio all’estero

Conoscenza della lingua – dovrete studiare nella lingua della nazione di destinazione oppure in Inglese. Non impossibile ma ovviamente più difficile che studiare in Italiano. Alcune materie possono rivelarsi molto ostiche se l’insegnamento avviene in una lingua della quale non avete (ancora) una padronanza piena. Il rischio è che i vostri voti possono non essere eccelsi il che può essere difficile da digerire soprattutto se eravate bravi in Italia. Dovete quindi decidere se siete disposti ad ottenere un voto minore rispetto a quello che avreste ricevuto in Italia e se il gioco valga la candela.

Il costo – a volte questo può essere minore se gli studi universitari sono gratuiti o sovvenzionati. In alcune nazioni però (sto pensando all’Australia), gli studenti internazionali pagano rette universitarie molto, molto alte. Per tanti di noi il costo si rivela oggettivamente troppo alto. Anche se riuscite a pagare la maggior parte del costo magari dovrete trovarvi un lavoro/lavoretto per aiutare a pagare lo studio. Il gestire studio e lavoro può rivelarsi problematico se non siete abituati mentre magari in Italia potete permettervi di concentrarvi sullo studio. All’estero inoltre è probabile che dobbiate affrontare costi inediti che in Italia magari non dovevate affrontare come ad esempio affitto se vivevate in famiglia.

Riconoscimento titoli di studio italiani – la burocrazia legata all’iscrizione ad un’istituzione accademica può a volte rivelarsi traumatica. È possibile che il titolo italiano non venga riconosciuto parzialmente o totalmente e quindi dobbiate sostenere periodi di studio ed esami complementari.

Difficoltà nel tornare indietro – una volta ottenuto un titolo di studio estero può rivelarsi difficile fare rientro in Italia ed utilizzare il titolo di studio straniero per farsi valere sul mercato del lavoro in Italia.

Aspettivi positivi dello studio all’estero

Migliorerete la conoscenza della lingua straniera – vivendo e studiando in una particolare nazione migliorerete a dismisura la conoscenza della lingua in modo relativamente ‘soft’. Come studente straniero nessuno pretenderà che abbiate una conoscenza della lingua perfetta. Avrete quindi alcuni anni da dedicare all’apprendimento della lingua prima di dover poi conoscerla bene una volta che iniziate a lavorare, finiti gli studi. Il periodo universitario è indubbiamente uno dei periodi di maggiore socializzazione che ho conosciuto in vita mia e il miglioramento della conoscenza della lingua va di pari passo con la socializzazione. Più parli, meglio parli.

Vi presenterete ai datori di lavoro come laureati ‘indigeni’, non stranieri – il ‘pezzo di carta’ da parte di una università della nazione dove cercate lavoro vale più di una laurea italiana, agli occhi del datore di lavoro straniero. Quest’ultimo per forza di cose non conosce il sistema universitario ed il suo valore o meno. Si troverà quindi a più agio nel valutare un pezzo di carta di un sistema che conosce.

Capirete la mentalità dei vostri futuri colleghi di lavoro – vivendo all’estero il periodo universitario farete esperienze di vita simili a quelle dei vostri futuri colleghi di lavoro. Avrete quindi molto più in comune con loro di quanto ne avreste arrivando finiti gli studi in Italia. Le classiche ubriacature del martedì durante la serata dedicata agli studenti presso la discoteca della cittadina dove studiate vi faranno capire molto dei vostri futuri connazionali. Parlo per esperienza… :-)

Finirete gli studi in tempi brevi – il fuori corso all’estero in genere non esiste. O finisci entro i tempi stabiliti o non finisci. Questo ha il grande vantaggio di ‘forzare’ un’entrata veloce nel mondo del lavoro. Iniziando a lavorare a 23-24 anni arriverete alla soglia dei 30 anni con almeno un 5 anni di esperienza lavorativa che vi consentirà di affrontare prima gli altri stadi della vita che magari possono essere di vostro interesse. Acquisto casa, mettere su famiglia….

Personalmente posso tranquillamente dire che lo studio all’estero mi ha cambiato la vita, positivamente.

Cosa ne pensate? Avete Pro e Contro?

Commenta su Facebook

commenti


non regalare soldi alle banche usa transferwise



  • http://www.facebook.com/andrea.nervegna Andrea Nervegna

    Certo che mi ha cambiato la vita. Bisognerebbe andare a studia già da subito fuori. a 23 anni si sarebbe già a cercare lavoro.

  • Silwe37

    io sto facendo la specialistica a parigi: spendo meno che a milano, a 24 anni cerco lavoro con due lingue in più e…non me ne pento mai.

  • Giullia

    se uno se lo può permettere (sopratutto da un punto di vista economico) meglio farla all’estero secondo me.. finita la triennale in italia non avevo la minima idea di cosa avrei voluto fare dopo, non sapevo neanche come si cercasse un lavoro. ho deciso di fare la specialistica in inghilterra e ora ho un lavoro (che mi piace), la miglior scelta che potessi fare.

  • effe

    Io finirò la Triennale a breve. Data la mia brutta esperienza all’università italiana al 99,9% farò la specialistica all’estero. Germania? Francia? Inghilterra? Chi lo sa…

  • Camelia80

    in alcuni paesi europei l’iscrizione ai corsi universitari e’ gratuita.

  • xbissiox

    specialistica ad Amsterdam e sono ancora dietro a cercar ,lavoro…non è tutto oro ciò che luccica….

  • Corrado

    Bisogna avere un progetto preciso per emigrare. Ho fatto l’Erasmus in Francia, dopo mi ci sono trasferito per continuare gli studi e lavorare, e ora ho un lavoro fisso, ma bisogna pianificare e organizzare tutto al meglio. Quindi, anche per me studiare all’estero ha cambiato la mia vita, se proprio volete partire studiate la situazione per bene

  • http://www.facebook.com/profile.php?id=1616202550 Verenen Joe Martinelli

    mi permetto di aggiungere che in molte università europee, per molti corsi, i voti non ci sono proprio. Sei solo promosso o bocciato e basta. Così come in certi Paesi (europei) i voti non contano così tanto come da noi.
    Quindi credo che l’ostacolo dei voti più bassi ecc. sia spesso superabile e forse a volte finisca in una bella sorpresa.
    Visto che molti continuano a puntualizzare “se te lo puoi permettere” vorrei ricordare che in Europa/nel continente europeo le università costano in generale molto meno che in Italia (dove ormai le tasse aumentano ogni anno e le borse invece diminuiscono), esistono molte borse di studio date direttamente dai Paesi di destinazione per gli studenti stranieri regolari (=non in scambio) che sono veramente degne di tale nome. (in Germania puoi ricevere fino a 800euro al mese, in Svezia fino a 700, in Danimarca fino a 800, in Scozia non ricevi niente ma puoi iscriverti gratis, ecc. ecc.)
    Il tutto sta nel prendersi il disturbo di informarsi per bene e per tempo. Purtroppo, mentre per gli studenti di altri paesi tutto questo è normale, da noi non c’è informazione e non se ne parla (provate a guardare le percentuali di studenti stranieri in italia o altrove. E quanti sono dall’Italia o da altri posti)

  • Serena C.

    Io sto facendo la Triennale in Scienze Biologiche.. Qualcuno ha qualche esperienza da raccontarmi a proposito di una specialistica in germania?? come si sta lì? studiare costa tanto?

  • Fabiana

    Ho ottenuto la specialistica in Francia e un mese dopo ho trovato Il lavoro che cercavo. Confermo il contenuto dell’articolo, specialmente : 1)l’ottenere dei voti più bassi (rispetto a quelli che ottenevo in Italia) a causa del livello di padronanza della lingua (soprattutto i primi tempi!) 2) con una laurea francese i datori di lavoro erano molto meno diffidenti = più colloqui di lavoro, quindi 3) difficoltà nel ritornare in Italia (specialmente se ci si trova bene).

    Un’eccezione per la durata degli studi : a causa delle iniziali difficoltà nel padroneggiare la lingua, ho messo più tempo del dovuto e mi sono laureata a 28 anni. I miei coetanei hanno già 5 anni di esperienza lavorativa nel CV e io comincio appena!
    In generale, la mia esperienza é stata positiva, con tantissimi alti e bassi.Essere preparati ad un nuovo sistema scolastico, parlare la lingua : aiutano moltissimo!!!
    In bocca al lupo!

  • giorgio

    come considerate il fatto di studiare in Italia in un corso di laurea tenuto in inglese?

  • http://www.facebook.com/profile.php?id=1616202550 Verenen Joe Martinelli

    se hai fortuna è anche gratis l’uni. Dove si paga è cmq molto meno che in Italia.. In generale la vita costa meno. se guardi sul Daad puoi vedere per delle borse di studio per stranieri. Però ti dovresti studiare almeno un po’ di tedesco prima o rischi che non ti prendano.

  • Serena C.

    Grazie per il consiglio.. ho visto che si arriva a 250€ a semestre, che in confronto a Pisa (dove sono io adesso) è una “bischerata” :O mi sa che inizierò un corso di tedesco…

  • Chia

    Ragazzi… io sto puntando a dei master che non hanno particolari legami con i miei studi triennali. E’ più una scelta dettata da un interesse meramente personale, manco di una base accademica. Essendo i masters molto costosi, mi chiedevo se c’è il rischio di essere bocciati e di perdere tutto il denaro investito. Grazie!

  • Elisa

    Ciao Aldo,
    laurearsi con uno o due anni fuori corso (laurea triennale) rende impossibile l’assunzione in un posto di lavoro?

  • http://www.italiansinfuga.com Aldo Mencaraglia

    Si!!! magari un po’ piu’ difficile ma di certo non impossibile :-)

    In bocca al lupo!

  • http://www.italiansinfuga.com Aldo Mencaraglia

    Non ho mai fatto un master quindi non saprei.

    Curiosita’: perche’ spendere tanto per un master per interesse personale? Non potresti coltivare l’interesse personale senza pagare per un master?

  • http://www.italiansinfuga.com Aldo Mencaraglia

    secondo me e’ un ottimo punto di partenza per migliorare la lingua e rendersi piu’ appetibili in contesto internazionale

  • Davide Dall’Agata

    Secondo me devi valutare bene dove andare e cosa studiare e nn tutto quello che luccica è oro. Un esempio su tutti, un caro amico (benestante di famiglia) ha studiato medicina negli USA, laureato col massimo dei voti, ha trovato subito lavoro in un importante ospedale dove è rimasto per 4 anni, 130k $ di stipendio.. Poi, a causa di problemi familiari, è dovuto tornare in Italia, dove il titolo di studi non è equiparato e dove ha dovuto sostenere un esame di abilitazione (bocciato, in quanto le domande erano sulla geografia, storia italiana ecc e non di sola medicina!!!!). Spera di ripartire presto, ovviamente, ma al momento, in Italia,vive solo perché è ricco di suo e dei certo non è utile per un meedico rimanere fuori aggiornamento.. Quindi mi sento di consigliare di valutare bene il tutto.

  • luca

    Bell’articolo grazie !! Io vorrei fare la specialistica(master degree) in Danimarca in un corso di ingegneria. So che grazie al Bologna process c’è equivalenza tra la specialistica italiana e il master degree all’estero, ma come vedono le aziende italiane una specialistica all’estero? dopo sei tagliato fuori dal mercato o hai un valore aggiunto? la mia idea è di tornare in Italia, ma comunque sfruttare questa opportunità per la lingua e la bella esperienza. Grazie mille e buona serata !!

  • Victoria Donovan

    ciao giulia, volevo sapere come hai fatto per intraprendere il percorso per la specialistica in inghilterra. ho appena finito design con laurea triennale e vorrei seguire le tue orme.
    grazie

  • Dan90

    “mi permetto di aggiungere che in molte università europee, per molti corsi, i voti non ci sono proprio. Sei solo promosso o bocciato e basta. Così come in certi Paesi (europei) i voti non contano così tanto come da noi.”

    Io ho notato esattamente l’opposto: in genere, la distribuzione dei voti non è schiacciata verso voti alti come avviene in certi corsi italiani. A che esperienza fa riferimento?

  • Manuela Uccello

    Io mi sto per laureare in lingue, e dopo stavo pensando di darmi questa possibilità in Inghilterra.Mi piacerebbe studiare letteratura e lingua inglese lì, è uno dei sogni che ho da veramente piccolissima (sì lo so, sogni strani per una bambina ma giuro che è la verità :) in terza media sulla spiaggia leggevo Otello, questo per dirvi che è un sogno veramente grande grande, per il quale so che dovrò lottare molto)..solo che , appunto, mi è molto difficile capire a cosa dovrò andare incontro. L’unica certezza per il momento è che è necessario l’attestato IELTS o TOEFL ma non riesco bene a capire il valore della mia laurea triennale all’estero..se potrò cominciare direttamente la specialistica o dovrò integrare la mia triennale, ed eventualmente in che modo farlo..se qualcuno avesse qualche sito di riferimento da suggerirmi, anche solo per orientarmi , gli sarei molto grata, siccome sono “sola”, nel senso che sono la prima della mia famiglia a tentare lo studio all’estero, ed anche dai professori non è che abbiamo avuto tanto aiuto..grazie a tutti e scusate se mi sono dilungata. ciao!

  • wif

    Sì, I voti all’estero sono sempre tendenti al basso. Non si sperticano in lodi come da noi, dove sembra che siano tutti dei geni. Un bel bagno d’umiltà, non c’è che dire…

  • Northern Lights UK

    Che io sappia in U.K. viene richiesto gli IELTS ovunque. Comunque ti consiglio di dare un’occhiata alle universitá e i loro siti per tutti i certificati che richiedono agli international students. In Inghilterra la triennale corrisponde ad un undergraduate, quindi devi cercare nei corsi postgraduate/MA.

  • http://brividocosmico.wordpress.com/ Verenen Joe Martinelli

    Esperienza personale in Germania e Portogallo, dei miei colleghi di studio mentre studiavano all’estero con me che hanno detto che nel loro paese funzionava uguale. Francia, Grecia, Polonia, Paesi Bassi, Paesi Nordici, Scozia.
    cambierà anche da ogni facoltà in alcuni posti.

    I voti non contano così tanto all’estero perchè conta di più cosa sai fare e come ti poni, raramente ti chiedono “con quanto ti sei laureato?” e lo prendono come criterio principale come invece fanno spesso in italia. dove/quando lo fanno lo scarto è molto largo. Ad esempio se in UK ti richiedono un voto finale di second honour (2.1) l’equivalente italiano è da 101 a 110…sai quante persone rientrano dentro questi 9 punti? un sacco.
    in italia i parametri sono molto più ristretti.

    Oltre a ciò, i voti da noi sono in trentesimi, altrove sono spesso da 5 a 1 o da A a F nel sistema ects europeo.
    Un 4 o un E corrisponde a un voto italiano dal 18 al 23….quindi uno che prende 4 all’estero può aver preso l’equivalente di 18 o 19 o 20 o 21 o 22 o 23….quindi il voto non conta così tanto come da noi…non ci sono tutte ste solfe di ti do 22 e mezzo arrotondo a 24 bla bla. no o sei insufficiente, o sei sufficiente o discreto o buono o eccellente. punto. (vedasi tabella conversioni ects)
    e ogni voto ricopre un’area più vasta di persone.

    A me piacerebbe sapere qual’è l’esperienza italiana dei voti verso l’alto, perchè la mia è sempre stata al ribasso.

    p.s. visto che era un commento al post, il mio commento(sopra) era riferito proprio a questo post che dice
    “Il rischio è che i vostri voti possono non essere eccelsi il che può essere difficile da digerire soprattutto se eravate bravi in Italia. Dovete quindi decidere se siete disposti ad ottenere un voto minore rispetto a quello che avreste ricevuto in Italia e se il gioco valga la candela.”
    che mi pare un po’ troppo generalizzante e esagerato.

  • Dan90

    Puoi dirmi le Uni in questione e i corsi di laurea? Non voglio essere polemico, sono solo curioso!

    Il fatto è che adesso bazzico in un’Uni considerata (parole loro) “la migliore dell’Europa continentale”, e qui i voti sono fondamentali. In particolare, anche quando si vuole fare un lavoro di tesi il professore chiede in genere il transcript completo.

    Un appunto sulla situazione UK: non credo si possa dire che un First corrisponda alla fascia 101-110, semmai al solo 110 e lode. Infatti, e collegandomi al discorso della distribuzione dei voti di laurea in Italia spostata verso l’alto, secondo i dati Almalaurea 2012 il voto di laurea medio è 102,7/110 (99.9 alla triennale, 107,8 alla magistrale); agli esami il voto medio è 26,3/30 (25,6 alla triennale e 27,5 alla magistrale). Non mi sembrano molto bassi.

    La fonte è qui: http://www2.almalaurea.it/cgi-php/lau/sondaggi/intro.php?LANG=it&CONFIG=profilo

  • http://brividocosmico.wordpress.com/ Verenen Joe Martinelli

    scusa dove hai letto first? forse volevi rispondere a qualcun altro?
    se leggi bene ho scritto SECOND honour. second honour copre la fascia da 100 a 109. tra 100 e 109 c’è una bella differenza, di media di voti, di punti tesi ecc. ma per loro è semplicemente second honour. Cioè, se in Italia ti valutano diversamente se tu hai un voto di 100 o 102 o 107, lì non c’è differenza sei 2.1 fine. se in italia c’è differenza tra prendere 22 o 18 o 23, lì sei 4 punto. Lì è più semplificato il meccanismo.

    Poi guarda anche i piani di studio. In Italia per ogni materia devi fare molti più esami, altrove meno. Per un voto di un corso sul libretto in italia ti fai dai 2 ai 5 esami (moduli), di cui viene fatta la media e quello è il tuo voto di un corso.
    Altrove è il contrario, hai gli esami finali di quel corso e durante vieni valutato per presenza, partecipazioni o altre cose da fare a casa ecc. e che influenza il voto dell’esame finale. Esame che può essere dopo un semestre o dopo 2 o 3 o 4 semestri.

    Sto solo dicendo che mentre in italia hai tanti più esami e vivi per il voto “formale”. Altrove, essendo un sistema diverso, hai meno esamini, più sostanza e quindi i voti sono considerati in modo diverso.
    repetita iuvant…il commento è riferito a questo post quando dice (in relazione alle difficoltà linguistiche):
    ” Il rischio è che i vostri voti possono non essere eccelsi il che può essere difficile da digerire soprattutto se eravate bravi in Italia. Dovete quindi decidere se siete disposti ad ottenere un voto minore rispetto a quello che avreste ricevuto in Italia e se il gioco valga la candela.”

    1- generalizza troppo
    2- mi sembra esagerato:
    - se riesci a farti ammettere ad una università all’estero il tuo livello linguistico non può essere talmente basso da avere voti per cui il gioco non vale la candela.
    - se arrivi vivo agli esami finali, dopo lezioni, compiti, presenza, lavori di gruppo ecc. in quella lingua ormai il tuo livello linguistico sarà anche migliorato abbastanza da far valere la candela
    - mentre in italia vedrai di più la differenza tra un voto e un altro, come ad esempio se prendi 18 o 23, lì sei semplicemente un 4 e basta, meno scalini. più semplice. più ottimismo.
    - se il gioco non vale la candela e i voti sarebbero talmente bassi a causa delle difficoltà linguistiche, probabilmente non si verrebbe neanche ammessi e il problema non si pone.

    Io non sto discutendo sulla qualità dell’insegnamento o sul fatto che pretendono che ti dai da fare. Ho solo fatto presente che il metodo ed il sistema sono diversi e quindi in realtà certi problemi non sono poi così accentuati, o da vedere con pessimismo come si dice nel post. E anzi, informandosi sui diversi sistemi e meccanismi se ne può anche uscire rincuorati e incoraggiati. (e basta guardare alcune interviste o post qui su italians in fuga per averne conferma)
    Poi se a te piace fare polemica (sì, si chiama polemica e non curiosità, quando uno risponde senza neanche leggere le parole giuste) e vuoi pensare che io stia a dire male, non è un problema mio.

    (per la tua curiosità, puoi andare sui siti dei paesi sopra citati e guardare i piani didattici ecc. come fan tutti)

  • http://brividocosmico.wordpress.com/ Verenen Joe Martinelli

    in vari paesi l’università è gratuita o costa molto meno che in italia, o si possono ricevere delle borse di studio proprio perchè si è stranieri, quindi cercando bene il punto di vista economico è superabile

  • Northern Lights UK

    Aggiungo solo un’info al tuo bel post… In Scozia hai 6 moduli l’anno, tre esami vengono dati dopo il primo quadrimestre, tre dopo il secondo. Il primo anno di uni i voti non contano sul voto finale di laurea. Gli esami sono in genere il 50% del voto finale di un modulo. In Inghilterra, ancora non me l’hanno detto se valgono o no al primo anno.. Una mia amica che é studente a Bournemouth mi ha detto di no ;) menomale perché se sei straniero al primo anno ci si ‘aggiusta’ con la lingua ;)

  • Carlo

    Ad esempio? Sapresti indicarmi qualcuno di questi?

  • Admin

    In effetti ci sono molte persone che iniziano li studi fuori molto presto. Per esempio in molti fanno direttamente la laurea all’estero oppure già il 4° liceo con programmi come Intercultura che da la possibilità a tutti indifferentemente dalle possibilità economiche di fare un’esperienza all’estero.
    P.S. Tu volevi dire già da subito come andare a fare tutto il percorso di studi? già dalle medie?

  • http://brividocosmico.wordpress.com/ Verenen Joe Martinelli

    in più non puoi rifiutare il voto e ridare l’esame quante volte ti pare, devi frequentare e fare spesso compiti ecc.
    anche un bel bagno di sostanza :)

  • http://brividocosmico.wordpress.com/ Verenen Joe Martinelli

    di niente, in bocca al lupo!

  • http://brividocosmico.wordpress.com/ Verenen Joe Martinelli

    Germania da gratis a 800 euro l’anno (cambia per ogni Land. Dove ero io era 90 euro a semestre)
    essere studente include l’assicurazione sanitaria gratis o scontatissima, mensa vera a 2 euro, e in molti Land hai i trasporti gratis in tutta la regione. possibilità di borsa Daad per tutti gli studenti stranieri fino a 800euro mensili (in base a reddito, merito e tante altre cose).

    Spagna costa meno della metà che in italia (circa mille euro all’anno) e la vita costa meno.

    Portogallo intorno ai mille euro l’anno (la stessa specialistica in italia ne chiede 3 mila all’anno…sì in uni pubblica), la vita costa meno della metà.

    Francia (vedere commento di Silwe37)

    Tutti i Paesi Nordici (norvegia, danimarca, svezia ecc) hanno l’università gratis e mettono a disposizione borse di studio per gli studenti stranieri.

    Polonia, università gratis e la vita costa un terzo.

    in Scozia c’è la possibilità per gli studenti europei di non pagare le tasse universitarie che equivale a un risparmio di decine di migliaia di euro (però mi sa che è solo per la triennale e non la specialistica)

    Grecia, Lettonia, Lituania sono gratis
    ecc. ecc. ecc.

    questi sono solo alcuni esempi che ho vissuto io in prima persona oppure i miei inquilini o parenti. quindi son certa che siano veri.
    Se cerchi su google puoi trovare tante informazioni su tutti i paesi del mondo

  • http://brividocosmico.wordpress.com/ Verenen Joe Martinelli

    poi…già il fatto che in italia puoi andare a fare l’esame pure senza aver mai seguito una lezione nè sapere che faccia abbia il prof, e poi puoi rifiutare il voto e ridare l’esame quante volte ti pare, mentre all’estero rifiutare il voto e rifare l’esame è (quasi ovunque) vietato dal regolamento ed è considerato come copiare o barare..e se non passi per 2 o 3 volte un esame o non puoi più farlo e devi cambiare piano di studi o sei obbligato a riseguire tutto il corso….mi pare che faccia riflettere parecchio su dove e come viene considerato solo “un numerino” e dove invece il percorso formativo e ciò che sai, di cui poi il voto è conferma e riconoscimento…
    forse prendere un voto un po’ più basso vale la sostanza

  • Northern Lights UK

    Concordo in tutto :)

  • piercarlo

    ciao! mi sto informando per fare la specialistica in inghilterra solo che mi pare sia più difficile di quanto possa sembrare (comunque complesso).. posso chiederti qualche informazione?

  • piercarlo

    hai avuto notizie da Giulia?

  • claudia.arici

    ma in moltissimi altri paesi, come Australia e USA, l’università costano 10, 20 volte di più che in Italia!

  • http://brividocosmico.wordpress.com/ Verenen Joe Martinelli

    certamente, ma qui si parlava di estero in generale. All’estero in generale il problema economico è superabile spessissimo.

  • Giulia

    Sto pensando di fare la magistrale in Canada, ma mi sembra che lì si faccia poca teoria e molta pratica, per cui mi è venuto un dubbio: mi preparerei di più stando qui in Italia o andando là? Qualcuno ha studiato in Canda e può darmi una mano?? Mi sto laureando in biologia!

  • Valentina Fabiano

    ciao! mi potresti dire qualche cosa in più? cosa stai studiando? in che scuola? test d’ingresso? grazie!

  • Valentina Fabiano

    ciao! per curiosità, dove hai studiato e cosa? io ho fatto un erasmus in francia e sono una grande sostenitrice del loro sistema scolastico!

  • Anto

    Può essere comunque una buona idea pur essendo alle soglie dei 30 anni?


x

Reset della password

Per favore inserisci la tua email. Riceverai una nuova password via email.

Facebook

Google Plus

YouTube