Meglio fare la specialistica in Italia o all’estero?

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Uno dei tanti quesiti che si pongono gli studenti cha stanno pensando all’estero come destinazione dopo il conseguimento della laurea.

Non esiste una risposta che soddisfi tutte le casistiche e quindi attraverso questo articolo vorrei semplicemente sottoporvi alcuni aspetti da prendere in considerazione se state pensando di studiare all’estero.

Penso che questi possano essere utili sia che vogliate studiare la specialistica, che abbiate finito le superiori, che vogliate intraprendere un ulteriore percorso di studi dopo aver completamente finito quello italiano.

Ostacoli allo studio all’estero

Conoscenza della lingua – dovrete studiare nella lingua della nazione di destinazione oppure in Inglese. Non impossibile ma ovviamente più difficile che studiare in Italiano. Alcune materie possono rivelarsi molto ostiche se l’insegnamento avviene in una lingua della quale non avete (ancora) una padronanza piena. Il rischio è che i vostri voti possono non essere eccelsi il che può essere difficile da digerire soprattutto se eravate bravi in Italia. Dovete quindi decidere se siete disposti ad ottenere un voto minore rispetto a quello che avreste ricevuto in Italia e se il gioco valga la candela.

Il costo – a volte questo può essere minore se gli studi universitari sono gratuiti o sovvenzionati. In alcune nazioni però (sto pensando all’Australia), gli studenti internazionali pagano rette universitarie molto, molto alte. Per tanti di noi il costo si rivela oggettivamente troppo alto. Anche se riuscite a pagare la maggior parte del costo magari dovrete trovarvi un lavoro/lavoretto per aiutare a pagare lo studio. Il gestire studio e lavoro può rivelarsi problematico se non siete abituati mentre magari in Italia potete permettervi di concentrarvi sullo studio. All’estero inoltre è probabile che dobbiate affrontare costi inediti che in Italia magari non dovevate affrontare come ad esempio affitto se vivevate in famiglia.

Riconoscimento titoli di studio italiani – la burocrazia legata all’iscrizione ad un’istituzione accademica può a volte rivelarsi traumatica. È possibile che il titolo italiano non venga riconosciuto parzialmente o totalmente e quindi dobbiate sostenere periodi di studio ed esami complementari.

Difficoltà nel tornare indietro – una volta ottenuto un titolo di studio estero può rivelarsi difficile fare rientro in Italia ed utilizzare il titolo di studio straniero per farsi valere sul mercato del lavoro in Italia.

Aspettivi positivi dello studio all’estero

Migliorerete la conoscenza della lingua straniera – vivendo e studiando in una particolare nazione migliorerete a dismisura la conoscenza della lingua in modo relativamente ‘soft’. Come studente straniero nessuno pretenderà che abbiate una conoscenza della lingua perfetta. Avrete quindi alcuni anni da dedicare all’apprendimento della lingua prima di dover poi conoscerla bene una volta che iniziate a lavorare, finiti gli studi. Il periodo universitario è indubbiamente uno dei periodi di maggiore socializzazione che ho conosciuto in vita mia e il miglioramento della conoscenza della lingua va di pari passo con la socializzazione. Più parli, meglio parli.

Vi presenterete ai datori di lavoro come laureati ‘indigeni’, non stranieri – il ‘pezzo di carta’ da parte di una università della nazione dove cercate lavoro vale più di una laurea italiana, agli occhi del datore di lavoro straniero. Quest’ultimo per forza di cose non conosce il sistema universitario ed il suo valore o meno. Si troverà quindi a più agio nel valutare un pezzo di carta di un sistema che conosce.

Capirete la mentalità dei vostri futuri colleghi di lavoro – vivendo all’estero il periodo universitario farete esperienze di vita simili a quelle dei vostri futuri colleghi di lavoro. Avrete quindi molto più in comune con loro di quanto ne avreste arrivando finiti gli studi in Italia. Le classiche ubriacature del martedì durante la serata dedicata agli studenti presso la discoteca della cittadina dove studiate vi faranno capire molto dei vostri futuri connazionali. Parlo per esperienza… :-)

Finirete gli studi in tempi brevi – il fuori corso all’estero in genere non esiste. O finisci entro i tempi stabiliti o non finisci. Questo ha il grande vantaggio di ‘forzare’ un’entrata veloce nel mondo del lavoro. Iniziando a lavorare a 23-24 anni arriverete alla soglia dei 30 anni con almeno un 5 anni di esperienza lavorativa che vi consentirà di affrontare prima gli altri stadi della vita che magari possono essere di vostro interesse. Acquisto casa, mettere su famiglia….

Personalmente posso tranquillamente dire che lo studio all’estero mi ha cambiato la vita, positivamente.

Cosa ne pensate? Avete Pro e Contro?

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commenti


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  • http://www.facebook.com/andrea.nervegna Andrea Nervegna

    Certo che mi ha cambiato la vita. Bisognerebbe andare a studia già da subito fuori. a 23 anni si sarebbe già a cercare lavoro.

  • Silwe37

    io sto facendo la specialistica a parigi: spendo meno che a milano, a 24 anni cerco lavoro con due lingue in più e…non me ne pento mai.

  • Giullia

    se uno se lo può permettere (sopratutto da un punto di vista economico) meglio farla all’estero secondo me.. finita la triennale in italia non avevo la minima idea di cosa avrei voluto fare dopo, non sapevo neanche come si cercasse un lavoro. ho deciso di fare la specialistica in inghilterra e ora ho un lavoro (che mi piace), la miglior scelta che potessi fare.

  • effe

    Io finirò la Triennale a breve. Data la mia brutta esperienza all’università italiana al 99,9% farò la specialistica all’estero. Germania? Francia? Inghilterra? Chi lo sa…

  • Camelia80

    in alcuni paesi europei l’iscrizione ai corsi universitari e’ gratuita.

  • xbissiox

    specialistica ad Amsterdam e sono ancora dietro a cercar ,lavoro…non è tutto oro ciò che luccica….

  • Corrado

    Bisogna avere un progetto preciso per emigrare. Ho fatto l’Erasmus in Francia, dopo mi ci sono trasferito per continuare gli studi e lavorare, e ora ho un lavoro fisso, ma bisogna pianificare e organizzare tutto al meglio. Quindi, anche per me studiare all’estero ha cambiato la mia vita, se proprio volete partire studiate la situazione per bene

  • http://www.facebook.com/profile.php?id=1616202550 Verenen Joe Martinelli

    mi permetto di aggiungere che in molte università europee, per molti corsi, i voti non ci sono proprio. Sei solo promosso o bocciato e basta. Così come in certi Paesi (europei) i voti non contano così tanto come da noi.
    Quindi credo che l’ostacolo dei voti più bassi ecc. sia spesso superabile e forse a volte finisca in una bella sorpresa.
    Visto che molti continuano a puntualizzare “se te lo puoi permettere” vorrei ricordare che in Europa/nel continente europeo le università costano in generale molto meno che in Italia (dove ormai le tasse aumentano ogni anno e le borse invece diminuiscono), esistono molte borse di studio date direttamente dai Paesi di destinazione per gli studenti stranieri regolari (=non in scambio) che sono veramente degne di tale nome. (in Germania puoi ricevere fino a 800euro al mese, in Svezia fino a 700, in Danimarca fino a 800, in Scozia non ricevi niente ma puoi iscriverti gratis, ecc. ecc.)
    Il tutto sta nel prendersi il disturbo di informarsi per bene e per tempo. Purtroppo, mentre per gli studenti di altri paesi tutto questo è normale, da noi non c’è informazione e non se ne parla (provate a guardare le percentuali di studenti stranieri in italia o altrove. E quanti sono dall’Italia o da altri posti)

  • Serena C.

    Io sto facendo la Triennale in Scienze Biologiche.. Qualcuno ha qualche esperienza da raccontarmi a proposito di una specialistica in germania?? come si sta lì? studiare costa tanto?

  • Fabiana

    Ho ottenuto la specialistica in Francia e un mese dopo ho trovato Il lavoro che cercavo. Confermo il contenuto dell’articolo, specialmente : 1)l’ottenere dei voti più bassi (rispetto a quelli che ottenevo in Italia) a causa del livello di padronanza della lingua (soprattutto i primi tempi!) 2) con una laurea francese i datori di lavoro erano molto meno diffidenti = più colloqui di lavoro, quindi 3) difficoltà nel ritornare in Italia (specialmente se ci si trova bene).

    Un’eccezione per la durata degli studi : a causa delle iniziali difficoltà nel padroneggiare la lingua, ho messo più tempo del dovuto e mi sono laureata a 28 anni. I miei coetanei hanno già 5 anni di esperienza lavorativa nel CV e io comincio appena!
    In generale, la mia esperienza é stata positiva, con tantissimi alti e bassi.Essere preparati ad un nuovo sistema scolastico, parlare la lingua : aiutano moltissimo!!!
    In bocca al lupo!

  • giorgio

    come considerate il fatto di studiare in Italia in un corso di laurea tenuto in inglese?

  • http://www.facebook.com/profile.php?id=1616202550 Verenen Joe Martinelli

    se hai fortuna è anche gratis l’uni. Dove si paga è cmq molto meno che in Italia.. In generale la vita costa meno. se guardi sul Daad puoi vedere per delle borse di studio per stranieri. Però ti dovresti studiare almeno un po’ di tedesco prima o rischi che non ti prendano.

  • Serena C.

    Grazie per il consiglio.. ho visto che si arriva a 250€ a semestre, che in confronto a Pisa (dove sono io adesso) è una “bischerata” :O mi sa che inizierò un corso di tedesco…

  • Chia

    Ragazzi… io sto puntando a dei master che non hanno particolari legami con i miei studi triennali. E’ più una scelta dettata da un interesse meramente personale, manco di una base accademica. Essendo i masters molto costosi, mi chiedevo se c’è il rischio di essere bocciati e di perdere tutto il denaro investito. Grazie!


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