Vita di tutti i giorni in Bahrain

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Jan Ferrari è un italo/olandese/turco che adesso vive in Bahrain con la moglie.

Ecco la sua storia.

Sono nato in Italia, a Reggio Emilia, da mamma turca e papà nato in Olanda dai miei nonni, emigrati in Olanda.

Morti i nonni, a 16 anni sono emigrato con la mia famiglia in Olanda e dopo un po’ di tempo cominciai a lavorare all’aeroporto di Schiphol.

Da qui diventai steward per una nota compagnia aerea. Quando ebbi accumulato l’esperienza necessaria, mi offrirono posti più lontani da casa.

Viaggiando conobbi mia moglie e finimmo, due anni fa, in Bahrain. Il lavoro in Bahrain mi è stato offerto dalla compagnia aerea. Bisogna dire che non molti vogliono vivere in posti come questi.

Mia moglie all’inizio fu molto contraria, sapendo che la nostra casa sarebbe stata distante solo 37 km dal confine con l’Arabia Saudita.

Ma in Bahrain, c’è una maggiore libertà di religione che in Arabia Saudita.

Ci sono chiese, le donne possono guidare e molto altro.

Una volta arrivati qui, ci siamo dovuti abituare a questo stile di vita.

Tutti parlano inglese, ma nel frattempo abbiamo imparato anche un po’ a parlare e a scrivere in arabo.

Ci siamo dovuti abituare anche al clima caldo della zona, all’inizio insopportabile. Una volta il termometro segnava 52 gradi!

Il Bahrain è un piccolo stato situato nel Golfo Persico, conosciuto per il suo petrolio e per le perle. E’ costituito da diverse isolette. Noi abitiamo nella capitale, Al Manamah, città ancora in espansione.

La ricchezza di tutto lo stato è dunque dovuta al petrolio. Inoltre, in tutto il Bahrain si può girare tranquillamente e in modo abbastanza sicuro.

Trovare casa e lavoro in Bahrain non è cosa semplice, ma neanche impossibile.

Il tipo di lavoro disponibile qui potrebbe interessare anche agli italiani, ma di italiani qui non se ne vedono e quindi sono gli asiatici come i filippini che trovano lavoro! Gli arabi sono molto pigri e preferiscono fare lavori “migliori”.. Ma di lavoro ce n’é per tutti, bisogna solo sapersi adeguare!

Mia moglie ha lavorato alcuni mesi in un pub irlandese, ora lavora come parrucchiera nella Ladies Boulevard.

Il costo delle case, ad Al Manamah soprattutto, è piuttosto elevato. In cambio però ti offrono uno standard di vita da signori.

Le conoscenze richieste riguardano l’inglese. L’arabo all’inizio non è indispensabile, ma l’inglese bisogna parlarlo in modo  sciolto e comprensibile.

Come detto in precedenza, gli standard di vita qui sono elevati. Al Manamah è abitata da miliardari arabi, e non solo.

Alcuni weekend (che qui sono il giovedì e il venerdì) andiamo in uno dei tanti grandi centri commerciali in Saudi.

Mia moglie indossa l’abaya, lungo abito nero che copre dalla testa fino ai piedi lasciando libero solo il viso.

Inoltre in Saudi, al contrario del Bahrain, le donne non possono guidare. Non possono girare da sole senza un uomo, quindi sono costretto a girare per tutti i negozi (uff..).

Non possono incrociare lo sguardo di un uomo e quando un uomo le saluta non possono rispondere, è loro permesso solo fare un accenno con il capo.

La polizia religiosa, quella che controlla che queste leggi vengano rispettate, controlla!

In Saudi c’è molta scelta di vestiti e prodotti. Altra cosa che all’inizio può sembrare strana, le donne qui non hanno le cabine per provare i vestiti. Quindi comprano l’abito sperando che vada bene!

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Torniamo poi, verso fine pomeriggio, in Bahrain, concedendoci una cenetta in un ristorante.

In Arabia Saudita ci sono le separazioni dei sessi, nelle case come nei ristoranti. Preferiamo dunque cenare in Bahrain.

Mia moglie qui in Bahrain ama la “Ladies Boulevard”, una zona solo per donne. Qui si possono togliere l’abaya e girare liberamente.

Molti chiedono a me e mia moglie se siamo felici della nostra scelta, e non posso che rispondere positivamente.

Ci sono molte regole e altre usanze. Ma non importa, perchè è questo il Bahrain che amiamo!

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