È più importante capire se il Paese può essere compatibile con noi

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Ciao a tutti mi chiamo Mattia, sono qui perché un giorno scrissi ad Aldo chiedendo di parlare della mia storia per aiutare qualcuno o qualche connazionale ad espatriare in un modo cosciente o prendere esempio per capire e valutare una nuova meta di vita e lavoro.

(Leggete il blog di Mattia qui!)

Ho una famiglia composta dalla mia compagna Francis e 2 bambine di 3 e 5 anni con cui ho affrontato e sto affrontando tutt’ora l’espatrio in una terra scandinava, precisamente in Danimarca, e se vogliamo essere precisi nella parte nord di questa, vicino Aalborg.

Il mio passato storico e tecnico non ha nulla di importante o di grandi scuole.

Sono stato cresciuto “all’interno” del negozio dei miei genitori fino all’età di 18 anni, in cui andai a vivere per conto mio per motivi di attrito tra caratteri e punti di vista in famiglia.

Come istruzione ho ciò che si chiamerebbe basilare, per carattere non ho mai studiato, perché ritenevo di poca importanza ciò che mi veniva spiegato e così ho fatto ben 5 anni di scuola media.

Nel corso della vita ho fatto molti lavori come dipendente ma dentro di me mi sentivo di essere preso in giro e sottostare ad alcune situazioni o discorsi non era compatibile con il mio pensiero.

Con il seguire del tempo aprii 2 aziende, queste sempre partendo senza soldi, (lo voglio precisare perché mi chiedono tutti quanti soldi avevo, zero, in banca ero anche in rosso quando aprii la prima..) in cui mi sentivo meglio dal lato umano e soddisfazione personale, ma ho potuto apprendere nuovi punti di vista nell’ambito commerciale e varie sfumature del paese Italia.

La prima azienda l’ho venduta a un grosso concorrente senza tanto discutere, la seconda l’ho chiusa.

Stanco tutto questo fingere in ogni luogo e situazione, di avere un secondo fine in ogni cosa e di scorrettezze per il bene del singolo e un non senso del bene comune che sta uccidendo il Paese, decisi di espatriare con la famiglia.

Io ho un fratello minore in Danimarca da 5 anni, con famiglia.

Andai a trovarlo 8 volte, quasi sempre in auto, 1780km per parlare, vedere e cercare di capire questa terra Scandinava, perché è importante trovare lavoro, ma molto più importante è capire la terra per vedere se può essere compatibile con noi, per non trovarci un giorno a dover vivere per forza o solo per la paga mensile che prendi.

Dopo 4 anni, decisi di andare, per noi come coppia e per le mie figlie, per portarle in un paese che potesse dargli una visione della vita più chiara e aperta, per dargli una istruzione completa, con dei valori ancora forti, delle tradizioni popolari ancora molto sentite e una tranquillità data dal paesaggio e uno stile di vita unico nel suo genere.

Anche se ho mio fratello qui, non potevo fargli pesare la mia decisione su di lui e iniziai a istruirmi e capire cosa fare, prezzi, mezzi pubblici, lavori, zone geografiche, mi iscrissi a vari gruppi Facebook, che questi nel suo piccolo modo mi hanno aiutato molto a capire e pensare ad alcune cose che hanno reso più forte la mia convinzione di partire.

Consiglio a tutti di informarsi bene sul Paese in cui si vuole andare, di cercare di capire bene il suo aspetto sociale, cosa trasmette alla popolazione, le sue piccole usanze e abitudini, queste molto importanti perché ripeto, quando sarete qui non dovrete vivere solo con la vostra busta paga in tasca, ma dovrete vivere il paese e farvelo un po’ vostro.

Deve essere un Paese che estende la vostra visione di vita e che abbraccia quasi tutta la vostra voglia di cambiamento, perché poi è inevitabile che si dovrà fare un cambiamento personale, per integrarsi e per vivere la nuova vita nel migliore dei modi.

Venire qui e poi dire “questo popolo è ignorante” o anche “questo popolo è razzista” ritengo che derivi da brutte valutazioni di base e di una non compatibilità con la terra ospitante, perché è sempre stata così e non cambia al vostro arrivo, siete voi che state facendo il cambiamento, loro sono nati e vivono qui da sempre.

Se posso specificare, il più dei casi siamo noi stessi che ci creiamo delle situazioni difficili per un problema di accettazione degli altri e per compensazione si viene trattati come voi trattate gli altri.

Questo in tutto il mondo.

Alla fine siamo qui, felici della scelta, abitiamo un piccolo appartamento in un paesino del Nord, il tempo è perfettamente Danese, si vive di piccole cose, alla sera con una bevanda calda e di giorno tra vento e neve, ma con spazi dedicati ai bambini al coperto veramente eccezionali, spalando la neve con il vicino di casa, inseguendo Babbo Natale in città e finire la camminata cantando attorno all’albero di Natale e con qualcosa di caldo da mangiare.

Molti hanno paura di espatriare per “paura dei bambini”, “chissà cosa gli capita”, ma posso assicurare che per loro è solo un gioco, loro hanno una capacità di integrazione che va ben oltre le vostre paure, sono capaci di imparare una nuova lingua ascoltando le parole anche 1 sola volta, cose incredibili.

Ciò che consiglio ai genitori che stanno valutando l’espatrio è di concentrarsi a loro, alla coppia, agli obiettivi, a rafforzare la coppia parlandone molto, perché quando sarete all’estero si dovranno affrontare problemi nuovi, ogni cosa può diventare difficile essendo che gli automatismi italiani vengono a mancare e si deve pensare anche per pagare il pane o parcheggiare la macchina.

Tutto questo crea sicuro stress iniziale, e solo se si è uniti si passa il tutto appoggiandosi ed aiutandosi, altrimenti potrebbe essere anche degenerativo per la coppia e portare questa a una divisione per diversità di voglia di cambiamento e obiettivi non comuni.

Questo non serve che lo dico, ma va a influire sui vostri figli in peggio.

Detto questo, voglio rassicurare tutte le famiglie che stanno leggendo: si può fare, ma con attenzione e studio del paese, con voglia di fare e di cambiare, di imparare e anche un pizzico di voglia di perdere alcune “brutte abitudini”.

Per tutto questo ho fatto un blog, in cui cerco di fare pensare le persone sull’emigrare in Danimarca, usanze, guide utili e pensieri personali nel descrivere questo Paese, a mio dire, fantastico.

Mattia

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commenti





  • Adrienne

    Ho gli occhi puntati addosso alla Danimarca da diversi anni ormai, non vedo altro paese in cui potrei scegliere di espatriare. Non ho una famiglia mia a parte quella di origine e sarei pronta a lasciare gli amici anche domani in cambio di sicurezza sul lavoro!

  • Barbara

    Ciao Mattia,
    hai perfettamente ragione. E’ molto importante capire a fondo l’aspetto sociale del paese dove si va vivere. Io vivo a londra da quasi due anni e apparte il meteo certe volte veramente deprimente, soprattutto in estate e primavera, mi trovo molto bene. Ma ho conosciuto diversi it che non sono riusciti a integrarsi con le diverse etnie presenti, soprattutto africane…
    Quindi aggiungerei al tuo ottimo pezzo che è veramente molto molto importante la tolleranza, se proprio si è tanto limitati da non poter accettare il fatto che siano persone come noi.

  • max

    ciao, anche io ho vissuto per un periodo in Danimarca e precisamente ad Aalborg , e una cittadina meravigliosa, c’e l’università , ogni 6 mesi ci sono persone nuove di tutto il mondo che si possono conoscere negli ( student house) o nella via del centro piena di discoteche. la gente li piace divertirsi ed e molto accogliente.

  • giulia

    io pure sono come te!! :) “partirei domani ma ho paura di non trovare lavoro”… io ho puntato l’UK.

    In Bocca Al Lupo!!!! :)

  • Adrienne

    Crepi il lupo!

    E in bocca al lupo anche a te! Stai programmando concretamente di partire?

  • Laura

    Bella storia la tua, Mattia!In bocca al lupo e buon 2013!

  • alberto

    blog utilissimo per chi ha famiglia. Grazie Mattia.

  • claudia giudici

    hoooo ecco qualcuno che la pensa esattamente come me’….bravissimo e tanta fortuna a te e alla tua famiglia


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