Viaggiare sicuri in Sud America

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Stefano Frigerio sta per partire dal Cile per raggiungere il Canada usando la Panamericana.

Attraverso questo articolo Stefano condivide i suoi suggerimenti per viaggiare sicuri in Sudamerica.

Prima che uno sconosciuto Dj australiano la campionasse con una canzone di Carosone e ci aggiungesse il tipico Pa-Pa-Pa iniziale, la Panamericana era ‘solo’ la strada più lunga del mondo.

Ideata nel 1923 per congiungere tutti i paesi del continente americano, corre quasi ininterrotta costeggiando l’Oceano Pacifico ed attraversando ecosistemi diversissimi.

In due anni di lavoro a Santiago, Cile, ho risparmiato il denaro necessario per intraprendere il viaggio dei miei sogni: on the road da Cile a Canada, surfando tutte le onde che incroceró nel mio cammino.

I miei genitori non sono troppo felici della mia scelta, ma bisogna sottolineare che erano già preoccupatissimi sapendomi a Santiago, la capitale piú sicura del sudamerica.

Decisamente più raccomandabile di viale Padova a Milano.

Il problema della sicurezza in viaggio é particolarmente sentito, specialmente da famigliari e fidanzate a casa.

Vari paesi in sudamerica e centramerica sono considerati, spesso a torto, poco sicuri.

A volte per retaggio storico come la Colombia (ad oggi il paese col maggior numero di agenti di polizia che abbia mai visitato e molto piú sicuro che in passato), in altri casi per la guerra in atto contro i cartelli della droga come il Messico o perché realmente possiedono la piú alta tassa di omicidi a livello mondiale come la cittá di San Pedro Sula in Honduras (95 ogni 100.000 abitanti).

Ogni backpacker ha tecniche diverse per sentirsi al sicuro e letteralmente a prova di proiettile.

Tra i miei amici ricordo la svedese Anja che per viaggiare in Argentina si é tinta i capelli neri lasciandosi le sopracciglia bionde, forse per spaventare i malintenzionati; il biondo Lochy, originario del Western Australia, é stato assaltato due volte in due mesi tra Perú e Cile e potesse tornare indietro sceglierebbe una tonalitá piú scura. A Micheal del Queensland hanno rubato il telefono in bus nel tragitto aereoporto-centro di Buenos Aires.

“Welcome to south America” é stato il mio primo commento. “Almeno mi sono tolto il pensiero” ha chiosato lui, solo in una maniera più colorita.

Altri scelgono l’abbigliamento per mischiarsi coi locals, a-la-Alessandro: un ragazzo di Cantù vestito da monaco shaolin. Nel centro di Bangkok.

Nel mio caso, col mio metro e novantasei ed una pettinatura hipster non ancora arrivata nell’altipiano andino, l’unica speranza é essere piú intelligente del nemico.

Se di giorno il pericolo é minore ed é quasi sempre sufficiente prestare attenzione agli oggetti personali, la notte é tutto un altro sport e con un paio di drinks di troppo si finisce per fare scelte azzardate e trovarsi in posti non raccomandabili.

Mi hanno giá puntato un’arma in Laos, paese conosciuto per l’affabilità dei suoi abitanti e spero di non ripetere.

Dovesse succedere, cercheró di mantenere la compostezza passando all’assaltatore di turno il mio portafogli B.

Contenuto: qualche spiccio, una Mastercard scaduta ed un bancomat cileno che é il membro del gruppo con piú esperienza, essendo giá stato rubato, bloccato e ritrovato.

Spero che i ladroni, tra una fumata di crack ed una sniffata di colla, non prestino troppa attenzione alle date di scadenza dei documenti ed al fatto che il mio portafogli è di finta pelle.

‘Llegamos a San Pedro de Atacama’ gracchia l’altoparlante del bus dopo quattordici ore di inferno.

É tempo di recuperare i bagagli e raggiungere l’ostello e nel tragitto proteggeró il mio zaino con le unghie.

L’eventualitá che me lo rubino sarebbe catastrofica.

Mi troverei nel mezzo del deserto con un paio di carte inutilizzabili e l’equivalente di sei Euro.

Sufficienti per chiamare mamma a casa e dirle che aveva come sempre ragione.

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E su Twitter @steffrigerio

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commenti


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  • Anonym

    Entusiasmante !! Non mi vengono in mente altre parole per il modo ed il contenuto del post.
    Suerte !!

  • Alessandro

    ..la prossima volta metti anche la tecnica di hezu per farsi shippare…addormentarsi su un tuc tuc in mezzo a mille superlocac incazzati….ahhahahaah

  • http://www.facebook.com/paolorant.invernizzi Paolo Rant Invernizzi

    matienimi vivo in questo freddo dicembre Fritz ;D

  • Stefano Mollo

    Caro Stefano, manco a dirlo condivido pienamente le fondatissime preoccupazioni di Genitori e Fidanzata. Ho vissuto 15 anni in Ecuador e so bene di che parlo. Da quello che scrivi mi sembra che anche tu lo sai, ma che (come me quando ero più giovane) pensi che TU (per qualche magico motivo) uscirai indenne da questa eccitante esperienza, che certe cose capitano solo agli altri. So anche che i giovani non ascoltano molto le parole ed i saggi suggerimenti di chi ha qualche capello grigio in più; io non lo feci!

    …. Non lo feci, e non mi andò bene. Sono stato fortunato ad uscirne vivo ed in Sud America non ci tornerò mai più neanche pagato a peso d’ oro. Non è un caso che dietro agli autobus ed ai camion scrivono “Solo Dios Sabe Si Regreso” (“Solo Dio sa se torno ….”). Non scommettere con la tua vita e pensa al dolore che daresti (ed alle preoccupazioni che dai) a quelli che ti vogliono bene, i tuoi genitori in particolare. Pensa a quante cose *non* faresti, ai figli che non avresti mai, se ti dovesse succedere qualcosa. In quei paesi, oltre ai pericoli rappresentati dalla criminalità devi aggiungere quelli costituiti dalla polizia e dalla magistratura corrotta. E la nostra ambasciata NON e ripeto NON potrà fare nulla.

    Io oggi, col senno del poi, se potessi tornerei indietro nel tempo e mi prederei a sberle da solo. E peccato che non lo fece mio Padre.

    Spero che tu dia il giusto peso alle mie parole.

    In ogni caso, …. “Vayas con Dios”.

    Stefano Mollo.

  • StefanoF

    Caro Stefano, mi spiace leggere che tu abbia avuto una esperienza cosi negativa, ma allo stesso tempo immagino che in 15 anni in Ecuador avrai passato momenti bellissimi. Ho messo in conto che durante questo lungo viaggio non ci saranno solo rose e fiori, ma i pericoli sono davvero ovunque. Anche uno stile di vita sedentario é rischioso, cosi come una dieta non bilanciata o andare in motocicletta.
    Credo dobbiamo accettare i rischi connessi alle nostre azioni e sperare nel meglio.
    Suerte
    Ste

  • Fede

    Mi raccomando Stefano, cerca di trovare sempre dei compagni di viaggio, così state un po’ più sicuri. Un mio amico di New York viaggiava sempre con un aggeggio che lanciava SEMPRE un segnale al satellite, così che i genitori sapevano QUASI sempre dove lui era. Sarebbe un bel regalo da fare a te stesso e alla tua famiglia. In bocca al lupo!! Anzi … al coyote !! Fede

  • Fede

    Tanto questo NON LO FERMIII !!! Ha ha


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