In Corea del Sud presso la Camera di Commercio italiana

  • Sharebar

Matteo Caleca si trova a Seoul e ci racconta di come sia finito in Corea del Sud.

Ci descrivi il corso extra-universitario grazie al quale ti trovi a Seoul?

Mi trovo a Seoul grazie all’associazione ISES di Torino.

In pratica quest’associazione è stata costituita da un gruppo di esperti in vari campi, ora in pensione, allo scopo di mettere le proprie competenze al servizio dei paesi in via di sviluppo (e non solo).

Tra le altre cose, ogni anno l’ISES organizza un corso chiamato “ISES Giovani“.

Questo tratta di vari aspetti del mercato del lavoro in generale e di tematiche più particolari, ma sempre attinenti, allo scopo di aumentare le possibilità occupazionali dei giovani; sono anche previste visite ad aziende di successo a Torino e provincia.

Alla fine del corso, ad alcuni partecipanti viene data la possibilità di fare un tirocinio all’estero, scegliendo tra varie destinazioni, principalmente europee ma anche extraeuropee, come nel mio caso.

Io ho dato come preferenza la Repubblica di Corea ed ho avuto la fortuna di essere selezionato.

Quali sono le modalità di iscrizione e esistono requisiti di selezione?

Bisogna tenere d’occhio il loro sito, www.isestorino.it, ed aspettare che esca il bando.

Tra l’altro sono andato a dare un’occhiata e pare che il bando 2013 sia già aperto, c’è scritto che scade il 20 gennaio.

Se non sono cambiate le cose, bisogna compilare un form sul sito, inviare il proprio CV e la selezione viene fatta unicamente per mezzo dei titoli.

Può passare un po’ di tempo prima che facciano sapere l’esito, io mi ero totalmente dimenticato di essermi candidato quando mi è arrivata la conferma dell’ammissione!

Corea del Sud su Italiansinfuga

Corea del Sud su Italiansinfuga

Di cosa ti stai occupando presso la Camera di Commercio di Seoul?

Il nostro compito principale è quello di fornire assistenza agli italiani che vogliono fare affari in Repubblica di Corea ed ai coreani che vogliono fare affari in Italia.

Per quanto mi riguarda, io realizzo una newsletter mensile con notizie sulla Corea del Sud per gli italiani e notizie sull’Italia per i coreani.

Mi occupo anche delle ricerche di potenziali partner coreani per le aziende italiane che ci incaricano di trovare soggetti con cui collaborare.

Fornisco anche assistenza durante le missioni imprenditoriali qui a Seoul, accompagnando i visitatori a fare scouting commerciali ed organizzando i meeting e le conferenze.

Inoltre mi tengo in contatto con le altre Camere di Commercio italiane in Asia per la partecipazione congiunta a progetti e bandi.

Per concludere, mi occupo della voce “varie ed eventuali”, ossia faccio tutto quello che serve a seconda del momento e dell’occasione.

Prime impressioni sulla Corea?

Seoul è una bellissima metropoli, dove si possono trovare palazzi reali antichissimi incorniciati da un gruppo di grattacieli ultramoderni.

Le cose da vedere sono numerose ed il costo di ingresso a musei, edifici storici ed eventi culturali è molto ridotto.

Anche i dintorni sono interessanti, cito ad esempio il confine con la Corea del Nord, visitabile, dove pero’ l’eccesso di turismo ha snaturato l’atmosfera particolarissima del luogo.

Per quanto riguarda le persone, spesso mi riesce difficile capire quando si comportano da amici e quando è semplice cortesia, perché tendenzialmente sono super-educati ed il rispetto, specie per i più grandi, è un aspetto fondamentale della società.

Non penso che un occidentale possa comprendere appieno la loro mentalità ed i loro comportamenti, ma fa parte del gioco, e rende l’esperienza interessante ed arricchente.

Per quanto può valere la mia opinione, in questo posto ci rimarrei un po’ di tempo, perché lo ritengo molto utile sia a livello personale che per arricchire il CV, ma non per sempre.

Quale era la tua conoscenza del coreano prima di partire e come descriveresti il suo apprendimento?

Beh, ad essere sinceri ho imparato a dire “ciao” il giorno prima di partire, per poi scoprire che non avevo nemmeno la pronuncia corretta.

Il coreano è piuttosto difficile, meno del cinese perché ha un alfabeto, e non simboli che rappresentano concetti a se’ stanti, pero’ ciò non toglie che impararlo sia piuttosto complicato, anche perché molti dei loro suoni da noi non esistono proprio.

Io lo sto studiando da due mesi, da autodidatta, ed ora so leggere correttamente (anche se in genere non capisco quello che sto leggendo), comprendo frazioni di dialoghi elementari e “parlo” per concetti piuttosto semplici, giusto nelle situazioni in cui è utile per sopravvivere.

Che consigli daresti a chi vuole seguire le tue orme?

I modi principali, ma non gli unici, per venire a lavorare in Corea sono tre:

  • essere assunti da un’azienda coreana,
  • essere spediti qui dalla propria azienda che ha una filiale in Corea o
  • aprire un’attività.

Essere assunti dai coreani non è facile, poiché la legislazione impone al datore di lavoro di dimostrare che non è stato in grado di trovare personale coreano competente, attraverso una trafila burocratica non indifferente.

Ciononostante conosco italiani e non solo che sono arrivati in questo modo, pero’ bisogna anche mettere in conto che si lavorerà con i ritmi coreani, che non sono esattamente quelli a cui si è abituati in Italia: quasi nessuna vacanza, giornate dove si pranza e si cena in ufficio per continuare a lavorare fino a sera inoltrata, assenza per malattia quasi inesistente, stipendi non sempre elevati.

Il secondo caso è migliore, poiché in genere si lavorerà in ambienti con forte presenza internazionale, un luogo di lavoro un po’ più rilassato e condizioni favorevoli come un buono stipendio, a volte anche casa ed auto.

Sulla terza eventualità non sono abbastanza informato, so di persone che hanno aperto attività di successo come di altre che hanno chiuso dopo pochissimo tempo. Rimane sempre una scommessa.

Altro fattore importantissimo è la lingua, che costituisce una barriera importante, e se vi state proponendo spontaneamente dovete essere in grado di usarla in ambito lavorativo (con poche eccezioni) altrimenti non vi prenderanno nemmeno in considerazione. Oltre a tutto ciò, una grande apertura mentale ed un pizzico di coraggio fanno comodo.

Per chi fosse interessato, sto scrivendo degli articoli su un blog dove racconto le mie (dis)avventure e descrivo vari aspetti della società e cultura coreana, ecco il link:
http://www.80giovani.it/Blog/Matteo-Caleca/cs_257.html

Grazie Matteo e buon divertimento in Corea del Sud!

Commenta su Facebook

commenti





  • maria

    Hey Matteo, a great article. I am a Korean Cultural consultant for Australians and everything you describe in understanding the culture – especially where you say trying to determine a friendship or politeness – is so true, no matter what nationality you are!

    So lovely to read about Korean culture from my own heritage’s side! Maria Camerotto – kiaconsulting.com.au

  • matteo.caleca

    Hi Maria, thank you for the appreciation! Well, I believe that their culture is not easy at all to understand, and sometimes you don’t know what the person in front of you is thinking about, but, anyway, I have some good korean friends there. That’s the best place to open your mind!
    Matteo


x

Reset della password

Per favore inserisci la tua email. Riceverai una nuova password via email.

Facebook

Google Plus

YouTube