Dopo 17 anni sfato alcune leggende metropolitane sulla Nuova Zelanda

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Sergio mi ha contattato dicendomi che sta per tornare in Europa e condividendo alcuni punti sulla Nuova Zelanda dopo averci vissuto 17 anni.

Ciao Aldo,

sono da 17 anni in Nuova Zelanda e per la precisione ad Auckland.

Quando arrivai nel lontano 1996 la Nuova Zelanda mi dava la netta sensazione di essere un paese nuovamente in crescita (dopo il crash economico degli anni 80).

Ho aperto una agenzia di pubblicità dopo un anno, che è andata benissimo fino agli anni della recessione ed in più ho acquistato un bar.

Il problema è che dal 2008 in poi il mercato sembra essere gradualmente crollato, con una popolazione ridotta, vista da molti Italiani come una nota positiva, ma in realtà è commercialmente incapace di supportare qualsiasi tipo di business a livello Nazionale.

Vorrei anche cogliere l’occasione per sfatare alcuni “urban myths” sulla Nuova Zelanda:

1. La gente è cordiale ed aperta

I Neozelandesi sono falsi, formalmente cortesi, razzisti, generalmente ignoranti, molto conservatori nelle idee, sessualmente repressi ed incazzati, non hanno una coscenza politica e sono patriottici fino all’estremo.

2. Spazi aperti, natura, 100% pura

E’ innegabile che ci siano spazi aperti con uno sviluppo urbano ed una popolazione che non raggiunge il 10% rispetto all’Italia in un territorio simile.

E’ pure vero pero’, che ad esempio una passeggiata in una foresta ad esempio può risultare fatale, in quanto, al contrario dell’Europa, le condizioni climatiche possono variare in maniera estrema da un momento all’altro. La stessa cosa vale pure per il mare, soprattutto nella costa ovest.

La natura, insomma non è poi così vivibile come siamo abituati noi in Europa, a meno che non si è fanatici di sport estremi.

Per dirne una, banalmente, la sera è impossibile cenare all’aperto: d’inverno, autunno e primavera per la pioggia assai frequente mentre in estate per non essere divorati dalle zanzare.

Per quanto riguarda la purezza, poi non ne parliamo, in quanto da 20 anni circa il livello di inquinamento e contaminazione non è assai diverso dal nostro.

3 Qualità della vita ottimale e gap sociale molto limitato

La Nuova Zelanda è diventatata negli ultimi 5 anni una delle Nazioni più care.

Fare la spesa ad esempio è ora un impresa assai dispendiosa.

I prezzi sono alle stelle. Mi dirai, vabbe’ è chiaro quando un paese così lontano deve importare una vasta quantità di prodotti.

In realtà i prodotti più cari sono proprio quelli interni, come i latticini e derivati (sotto il monopolio di Fonterra), il pesce, l’agnello ed il beef, il legno etc…

A tutto ciò si aggiunge una limitazione di scelta, e quindi fare la spesa significa spesso acquistare prodotti basic a prezzi elevatissimi.

Il gap sociale poi è aumentato sia sotto il governo Labour (assistenzialista per un ovvio tornaconto politico che ha difatto accresciuto il debito nazionale e la disoccupazione) sia sotto il governo Conservatore che sembra solo intenzionato alla vendita dei beni Nazionali all’estero per rimettere a posto le finanze.

Nel frattempo i poveri sono sempre più poveri, i Maori e gli isolani (Samoani, Tongani etc…) pieni di alcol e droga, super obesi che spendono la maggior parte della sussistenza governativa per ubricarsi, fumare e drogarsi.

A scuola poi le nostre figlie erano spesso piene di pidocchi, cosa da noi inaudita, ma che qui è all’ordine del giorno.

Non mancano pulci e scabbia nella vita quotidiana normale, soprattutto dei più giovani.

Il livello di alcolismo soprattutto nei teenager è’ incredibile.

Incontra altri Expat in Italia e all'estero

La Nuova Zelanda ha 2 record assoluti di cui vergognarsi:

la media più alta di suicidi giovanili procapite e la media più alta di violenza sui bambini.

Spero di non averti annoiato.

Ma spesso leggo nel tuo ottimo blog giudizi un po’ troppo rosei sulla Nuova Zelanda e spero questa mia serva a bilanciare un attimo le cose.

A presto

Sergio

Nuova Zelanda su Italiansinfuga

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