SCRIVERE IL CV IN INGLESE

La Slovenia come punto di partenza

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Elisabetta Tomsic ha vissuto sia in Slovenia che in Italia e illustra in questa intervista le differenze tra le due nazioni.

Hai lavorato sia in Italia che in Slovenia, che confronto riesci a fare tra il mondo del lavoro nelle due nazioni?

Per correttezza premetto, che sono passati più di dieci anni da quando ho concluso la mia esperienza lavorativa in quello che qui, nel Friuli Venezia Giulia, definiamo semplicemente come “oltre confine”.

Chi vive in questa regione a ridosso del confine, in Slovenia ci va spesso, certi giorni anche due o più volte, per esempio a fare la spesa.

Io non sono un’eccezione, anzi. Il vicino paese continua ad essere per me grandissima fonte d’interesse, anche perché molti miei cari amici sono sloveni e continuano a vivere e lavorare lì.

Tornando alla tua domanda, posso dirti che ci sono molte, anzi moltissime differenze tra l’Italia e la Slovenia, impossibili da non notare anche per chi la visita per la prima volta.

Balza subito all’occhio l’età media della popolazione, molto più bassa che da noi. Idem per la forza lavoro, anche in posizioni di rilievo.

Un esempio su tutti: la direttrice del principale telegiornale sloveno (24 ur, POP TV) è donna e ha 40 anni.

Una differenza che non so definire se positivamente o negativamente poi, è la quasi totale assenza di corporativismo.

Ad esempio nel mio campo, il giornalismo, esiste solo il sindacato e non l’ordine come in Italia e non c’è un contratto collettivo sul quale basarsi quando si instaura un rapporto di lavoro, almeno non presso i privati.

Posso anche segnalare, sulla base di esperienze riferitemi da imprenditori che hanno spostato la loro attività e residenza dall’Italia alla Slovenia, che il sistema fiscale è più gestibile e meno bizantino di quello nostrano: ad esempio le tasse si pagano mensilmente in base al reddito dell’anno precedente.

Il fatto che la Slovenia faccia parte dell’UE, semplifica ulteriormente il tutto.

Che livello di conoscenza della lingua slovena bisogna avere per poter realisticamente lavorare in Slovenia?

Dipende dal settore, ovviamente. Conosco un fotografo italiano che si è fatto strada nelle riviste patinate parlando solo l’inglese. Lo sloveno l’ha appreso negli anni, con calma e solo perché l’ha voluto lui. Questo fatto mi ha sempre divertito moltissimo ed è un altro aspetto della Slovenia che adoro: loro amano gli stranieri e hanno un’ottima e diffusa conoscenza dell’inglese.

Come descriveresti la situazione attuale del mondo del lavoro in Slovenia?

Complessa, molto complessa, ma va per settori. Pare che anche dalla Slovenia ci sia in corso un’emorragia di intelletti, molto spesso diretti verso paesi o anglofoni, o verso Germania e Austria, paesi che loro sentono culturalmente molto vicini. Sicuramente gli sloveni non temono l’emigrazione, anzi, per loro è culturalmente molto più normale e auspicabile il trasferimento all’estero per motivi professionali di quanto non lo sia per gli italiani. Comunque la crisi sta mordendo anche lì.

Che consigli daresti a chi sta pensando alla Slovenia come meta per l’emigrazione?

Di usarla, in senso positivo, come trampolino di lancio verso mete più ambiziose.

E’ un paese aperto, dove paga la libera iniziativa individuale, l’idea geniale portata avanti con determinazione, ma molto spesso in solitudine.

Invece non vedo grandi sbocchi per chi vuole inserirsi in contesti già strutturati, a fare l’impiegato ad esempio.

Mi spiego: gli sloveni tendono ad essere individualisti, basti vedere in quali sport eccellono.

Lo sci è ancora lo sport nazionale e Tina Maze ne è attualmente il miglior esempio (btw: il suo allenatore è italiano, di Gorizia).

Questo è un fatto da tenere bene a mente quando si decide di andare a vivere, ma soprattutto a lavorare in Slovenia, con tutto ciò che ne consegue.

Chiunque abbia voglia di trasferirsi dovrebbe, a mio avviso, avere un piano a lungo termine nel quale la Slovenia può essere una tappa, o un comodo punto di partenza. Parlo per esperienza. Trasferirsi lì può e deve essere qualcosa che si fa in modo ponderato e con ben in mente i futuri sviluppi.

La Slovenia offre delle possibilità che persone motivate, con idee e ambizioni, possono sfruttare con profitto. Ad esempio, molti futuri medici italiani – ne conosco diversi – hanno scelto di svolgere parte del proprio percorso di formazione professionale in Slovenia. Non l’hanno fatto per i soldi, ma per accumulare esperienze in settori di punta della medicina di oltre confine, come sono la ginecologia e la neurochirurgia. Lì lo specializzando fa moltissima più pratica, mi hanno detto, di quanta non ne faccia nel nostro paese e lo fa fianco a fianco con luminari che ritengono loro dovere passare conoscenze.


Grazie Elisabetta!

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commenti


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  • davide

    io cerco lavoro come pittore edile decoratore in slovenia ..qualcuno può darmi delle dritte ? premetto che non conosco la lingua percui dorei stare in zone in cui ci siano italiani o parlino anche l ‘italiano


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