Anche i settori non sexy offrono opportunità!
Marco Ferioli lavora nel mondo delle turbomacchine a Parigi.
Lo definisce “non sexy come la moda o il cinema” ma lo ha portato a lavorare in tre nazioni estere diverse e a viaggiare molto.
Come hai trovato la prima opportunità lavorativa all’estero presso la Rolls Royce?
Dopo l’anno di Erasmus a Stoccolma ero fermamente intenzionato a rimanere all’estero.
Ho dunque partecipato alle selezioni per uno stage retribuito in Rolls-Royce (tramite il dipartimento di Ingegneria Aerospaziale del Politecnico di Milano) e ho colto al volo la possibilità di realizzare la mia tesi di laurea in collaborazione con l’azienda.
Sono tornato a Milano giusto per la cerimonia.
Ho fatto degli altri colloqui subito dopo la laurea e mi é stata offerta la possibilità di essere assunto a tempo indeterminato.
In tutto ho passato circa tre anni con loro, tra l’Inghilterra e gli Stati Uniti.
Hai poi lavorato in Italia per quattro anni per la GE Oil & Gas, com’era l’ambiente di lavoro per un’azienda americana in Italia?
Le politiche aziendali imposte da un management statunitense permettono di evitare i rischi tipici delle imprese italiane: provincialismo, favoritismi, incapacità di adattarsi alle dinamiche dei mercati, collusioni ed inefficienze varie.
D’altra parte, la ricerca spasmodica del profitto e l’applicazione cieca dei sistemi di qualità anglosassoni portano spesso a condizioni di lavoro inadatte al nostro paese.
L’italiano tipo ha bisogno di una certà libertà e flessibilità nel proprio lavoro, non si trova a proprio agio in mezzo a centinaia di norme e procedure per svolgere anche le mansioni più banali.
Cosa ti ha poi portato a lavorare a Parigi nel 2008?
Io e mia moglie abbiamo ricevuto delle offerte di lavoro da Parigi esattamente lo stesso giorno: impossibile resistere a certe coincidenze!
Avevamo giusto incominciato a recuperare informazioni sulle aziende più interessanti in Francia; alcune di esse hanno mostrato interesse molto rapidamente e abbiamo colto la palla al balzo.
Di cosa ti occupi per Air Liquide?
Mi occupo della selezione e della validazione di macchine da installare nei nostri impianti (turbine, compressori o turbomacchine in genere).
Questo significa incontrare regolarmente i fornitori, visitare le fabbriche, tenersi aggiornato sulle novità del mercato.
Il lavoro é molto vario e dinamico, mi permette di viaggiare molto in Europa, Stati Uniti, Cina, Giappone e di incontrare professionisti e specialisti da tutto il mondo.
Quali sono le competenze che bisogna avere per lavorare nel tuo ramo all’estero?
Di solito nel mio ambito le aziende ricercano ingegneri meccanici/aeronautici con almeno 5 anni di esperienza alle spalle in un ufficio di progettazione, ottima conoscenza della lingua inglese, disponibilità a viaggiare spesso in posti a volte scomodi (piattaforme off-shore, middle-east, località remote), autonomia e un certo spirito di iniziativa.
Consigli per chi vuole seguire le tue orme?
L’unico modo di emergere e farsi notare rispetto alle migliaia di laureati che l’università sforna ogni anno é quello di acquisire esperienze e competenze durante gli studi.
Erasmus, periodi di studio all’estero, stage o lavoro di laurea in azienda, studio delle lingue, lavoretti estivi o serali, studio dei fondamenti dell’economia d’impresa sono alcuni dei suggerimenti che posso dare.
A coloro che sono già entrati nel mondo del lavoro suggerisco di fare un minimo di ricerca, focalizzandosi su certe società e cercando di parlare con persone che vi hanno lavorato.
Ritengo che sia più efficace e produttivo piuttosto che inviare mille CV a caso.
Invito tutti coloro che siano interessati in particolare alle varie opportunità nel mondo delle turbomacchine (lo so, non é sexy come il mondo della moda o del cinema ma é pur sempre un lavoro) a contattarmi via Linkedin.
Grazie Marco e buon proseguimento a Parigi!








