Obama: “Non importa se siete….”

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Si sono concluse le elezioni 2012 statunitensi e nel suo discorso di vittoria Obama ha appena detto:

“Credo che siamo in grado di mantenere la promessa dei nostri fondatori, l’idea che, se siete disposti a lavorare sodo, non importa chi siete o da dove venite o la vostra apparenza fisica o chi amate.

Non importa se siete neri o bianchi o ispanici o asiatici o indiani o giovani o vecchi o ricchi o poveri, abili, disabili, gay o etero.

Se siete disposti a provarci, potete farcela qui in America.”

D’accordo è solo un discorso retorico che segue la vittoria alle elezioni presidenziali, ma credete che chi vincerà le prossime elezioni in Italia sarà in grado di pronunciare gli stessi concetti?

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commenti


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  • http://www.facebook.com/ivano.colombo1 Ivano Colombo

    Qui in italia, a pronunciarli sarebbero anche in grado, il problema è che poi non seguono fatti concreti…anzi tutto il contrario

  • Teknik

    Buono per le folle.
    Spaccatevi un ginocchio in America senza essere coperti d’assicurazione: vedrete che bello!
    Iscrivetevi ad una – buona – università senza avere il papi medico: vedrete che bello!

  • Keyes

    Bla bla bla!

  • Stefano Magistri

    Se Mussolini fosse vivo penso che la maggioranza degli Italiani lo voterebbe!

    Altro che gruppo di nostalgici, l’italiano vuole il ritorno del suo Duce, anche se l’idea e’ del tutto anacronistica. Piuttosto che confrontarsi con il passato, dovrebbero cercare il paragone con delle realta’ piu’ attuali come quelle esistenti nel resto dei paesi dell’Europa del Nord.

  • giorgio

    Aldo ma dici sul serio?! In Italia le prossime elezioni saranno vinte o da Renzi o da Grillo…..l’unico partito serio che potrebbe farci vedere la luce della speranza secondo me è quello del liberale Oscar Giannino, purtroppo è sconosciuto ai più o poco considerato.

  • Ross

    Qualcuno crede ancora ai politici????????? Ma per favore!!
    Vivo negli USA da 7 anni. E’ un disastro pure qui. E’ BEN diverso dal paradiso che obama e tutti i politici dipingono per propaganda.
    Senza soldi in america e’ un suicidio. Non per nulla e’ una societa’
    dichiarata CAPITALISTA. Tutto ruota intorno ai soldi, non alle persone,
    ai valori morali, o quant’altro. Sono tutte storie fasulle di
    propaganda!!

    Ci sono piu’ americani che vivono di Food Stamps che tutta la popolazione del Canada messa insieme: 47 milioni di americani vivono di food stamps (piccolo assegno mensile dato a chi ha cittadinanza americana, valido solo per comprare alimentari) – e per qualificare non si puo’ possedere oltre 2,000$ in qualsiasi forma – beni, liquidi, accounts, casa, etc etc. Quindi oltre 47M di persone qui non hanno manco 2,000 in qualsiasi forma.

    Se un giovane americano non ha una famiglia che paga alle spalle, qui manco all’universita’ puo’ andare, costano un occhio della testa, mentre quanto meno in italia anche una persona povera puo’ prendere una laurea se ha le capacita’.

    Senza una cospicua riserva di soldi, non si ha manco il diritto di essere visti da un dottore, neanche se si e’ in condizioni critiche. E persino chi ha l’assicurazione sulla salute spesso viene lasciato morire perche’ un intervento o terapia costerebbe troppo, quindi l’assicurazione non approva e i medici a quel punto non possono fare nulla (per referenza, guardare il documentario Sicko di Michael Moore).

    Un esempio? Un ragazzo nella mia citta’ e’ stato morso da un serpente velenoso, aveva l’assicurazione sulla salute e quindi lo hanno trattato. Il conto, per una iniezione di antidoto: $146,000! Ovviamente l’assicurazione ha rifiutato un pagamento astronomico del genere, quindi ora lui ha questo debito a vita – e se non lo paga, l’ospedale gli fara’ causa e puo’ ottenere che un tot al mese venga automaticamente dedotto dallo stipendio di qualsiasi lavoro faccia.

    Per non parlare delle strettissime leggi di immigrazione, la difficolta’ di ottenere qualsiasi visa che non sia studentesto, le restrizioni dei visa stessi (per visa studenteschi, se un’universita’ smette di pagare, ti lasciano affondare, non puoi comunque lavorare fuori dal campus, per i visa H1B se ti licenziano o ti abbassano il salario sotto la soglia minima, per legge ti mandano fuori a calci immediatamente).

    La costituzione non prevede diritti per i lavoratori, che vuol dire che la persona media lavora circa 12 ore al giorno, 6 giorni la settimana – se i ritmi non stanno bene si e’ licenziati immediatamente. Inoltre la costituzione non prevede vacanze. La maggior parte dei lavori offre 1 settimana di malattia + feria ALL’ANNO. Se vuoi o hai bisogno di piu’, sei licenziato.

    Altro che paradiso che accoglie chiunque abbia capacita’. Dopo 7 anni qui sono sempre piu’ schifata da cio’ che vedo e che vivo. Se avessi saputo la verita’ sugli USA, non avrei mai investito tanto tempo ed energie per trasferirmi qui.

  • Wlad

    Lavoravo al ristorante “California Cafè” all’interno dello Stanford Shopping Center, distrattamente mi ferrii un dito, mi accompagnarono al vicino ospedale, mi curarono, mi accudirono con estrema gentilezza, e tornai a casa. Dopo una settimana arrivò il conto, circa $400. Portai il tutto al ristorante, e loro pagarono.
    Non sono mai riuscito a “legalizzarmi”, in USA, altrimenti non sarei qui al paesello a “grattarmi”. .. Per parlare d’America, bisogna averci vissuto, e lavorato.

  • Nicola

    Ciao, posso chiederti come mai, nonostante la la dfficoltà che evidenzi nel vivere negli USA, non torni in Italia? Lo chiedo sul serio, senza polemica. Io sto cercando da settimane una possibilità per fare un’esperienza lavorativa negli USA e (se dovessi riuscirci e se mi trovassi bene) rimanerci però mi pare piuttosto inaccessibile dal punto di vista lavorativo. Mi chiedo come mai ti trovi così male eppure resti lì.

  • Ross

    Ciao Nicola,
    il motivo e’ che sto finendo un PhD. Non ho voluto lasciare le cose a meta’, sprecando tutta la fatica che ho fatto finora. Spero di finire entro il 2013. Le cose sono andate molto a rilungo per il fatto che i soldi di ricerca sono strettissimi. Personalmente, non ho potuto avere nessun fondo per la mia ricerca, zero.
    Per questo ho dovuto insegnare per tutta la durata del mio PhD. Le classi sono da 200 persone ciascuna, con compiti da correggere e lezioni da preparare ogni singola settimana. Anche insegnando a tempo pieno, i soldi non sono ancora stati sufficienti per le spese minime (mi danno $13,000 all’anno, e vivo in un posto in cui il monolocale piu’ sgangherato [il mio non ha nemmeno la cucina ed e' 30 metri quadri] costa un minimo di $18,000 all’anno). Per questo ho dovuto inventare modi disparati per faticosamente guadagnare qualche soldo (la legge non consente di lavorare legalmente negli USA, nemmeno online, se hai un visa studentesco). Per cui mi ritrovo ora con QUATTRO lavori part time, piu’ la ricerca, a correre da un posto di lavoro all’altro. In una citta’ di 3 milioni e mezzo di abitanti senza trasporti pubblici, con traffico allucinante a qualsiasi ora del giorno e della notte, correre da una parte all’altra della citta’ costa ore ed ore, e molti galloni di benzina.

    Per questo sono ancora in ballo con questo dannato PhD, perche’ lo si puo’ finire solo con una ricerca notevole, e molte pubblicazioni su riviste competitive, ma senza nessunissima risorsa per la ricerca, la ricerca stessa diventa a tutti gli effetti un hobby, perche’ tenere un tetto sopra la testa e mangiare due volte al giorno hanno ovviamente la priorita’.
    Comunque, appena posso finire, me ne andro’ sicuramente.

    Io ti consiglio assolutamente una esperienza lavorativa o studentesca negli USA, fai benissimo a provare se ne senti il desiderio. Bisogna viverle certe esperienze, per potere poi accettare la dura realta’ in Italia con occhi diversi. Io quando ho lasciato l’Italia desideravo molto andarmene, e non avrei potuto trovare pace stando in Italia. Adesso vedo le cose con occhi diversi, quindi non trovo che l’esperienza sia stata sprecata, anche se dubito mi aiutera’ a trovare lavoro in Italia. Inoltre, pur con tutti i problemi che accomunano tutti gli USA, potresti magari trovare realta’ locali migliori delle mie.

    Ciao e in bocca al lupo per tutto,
    Ross.

  • Nicola

    Ti ringrazio molto per la risposta.

    Non credo che ti possa dare alcun giovamento cmq anche io avevo provato ad iniziare un PhD qui in Italia ma dopo essere stato preso con borsa di studio mi è subito stato chiaro a cosa stavo andando in contro. 1020€/mese a cui togliere le tasse universitarie (circa una mensilità) e tutte le spese di vitto/alloggio x 3 anni. Fin qui tutto normale se non il fatto che l’azienda che sponsorizzava il dottorato (grossa azienda del settore navale) pretendeva che il dottorato si svolgesse presso i loro uffici qui in Italia e le uniche possibilità di andare all’estero erano solo in un altro loro cantiere navale in un paesetto sperduto della Cina. Tenuto conto delle mansioni indicate e altri dettagli che non sto qui a raccontare era evidente come il ruolo del dottorando fosse quello di sostituire un impiegato dandofacendo risparmiare all’azienda tutti i contributi previdenziali che così non venivano pagati.

    Personalmente mi riconosco molto nelle tue parole finali e sul fatto di sentire l’esigenza di fare un’esperienza via dall’Italia (cmq tre anni fa ho vissuto a Londra per 1 anno). Purtroppo devo ammettere che da alcuni mesi sto rimandando sempre la partenza ma questo procastinare non andrà avanti a lungo. La tendenza è sempre quella di cercare di trovare già un lavoro prima di partire ma posso dire che questo è impossibile quindi proverò l’approccio di partire e cercare lavoro in loco. Una delle cose più importante che ho imparato negli ultimi anni è che (negli ultimi 20-30 anni) se una cosa oggi è difficile domani lo sarà ancora di più quindi tanto vale farla oggi! Considera qualsiasi aspetto legato al trovare lavoro, all’emigrazione o alla vita quotidiana e dimmi se trovi delle eccezioni…

    Dimenticavo…crepi il lupo!

  • Ross

    E’ verissimo, i cambiamenti di qualsiasi tipo diventano sempre piu’ difficili con il passare degli anni. Me ne sono andata dall’Italia 7 giorni esatti dopo avere preso la mia seconda laurea in ingegneria (ho lavorato per un anno in UK prima di trasferirmi negli USA), e credo se avessi aspettato solo poco di piu’, non ce l’avrei gia’ piu’ fatta.

    Quando ero in Europa, l’universita’ che mi aveva accettato mi ha mandato una lettera di ammissione specificando che mi avrebbero dato $30,000 (circa) all’anno. La quota era scritta anche sul documento I20, quindi era a tutti gli effetti ufficiale. Mi era richiesto di dimostrare di possedere $1 (per legge non possono mettere 0, quindi era come dire che davano uno stipendio completo).
    Solo dopo avere iniziato il phd ho scoperto che oltre il doppio di quei $30,000 erano soldi che il dipartimento pagava all’universita’ in forma di tasse universitarie, quindi non erano soldi fruibili per le spese di vita, e che anche il resto non erano fondi di ricerca ma uno stipendio da fame per fare lo schiavetto-assistente.

    Dopo due anni, stufa della situazione, ho cambiato universita’, e mi sono trasferita in una universita’ che era classificata, per il mio settore, tra le top 10 negli USA. Nella lettera mi dicevano che mi garantivano fondi DI RICERCA di $2100 (lordi) al mese per il primo anno, con possibilita’ di estensione in tutti gli anni successivi.
    Mi sono fatta il mazzo trasferendomi (era dalla parte opposta degli USA quindi anche trasferirsi e’ stato discretamente costoso).
    Per il primo anno, hanno mantenuto le promesse, ed e’ andato tutto bene. Dal secondo anno, con la scusa che i fondi di ricerca erano stati esauriti, e’ diventato di nuovo come l’universita’ precedente. Schiavetto-assistente, soldi che non bastano neanche per pagare l’affitto da solo, ecc.

    Il 99% delle borse di studio negli USA sono riservate ai cittadini americani, per cui le possibilita’ di fondi che uno studente internazionale puo’ trovare da solo sono praticamente nulle. E un phd in qualsiasi materia dura in media 6 anni, ovunque negli USA.

    In ogni caso, personalmente non sono schifata per quanto ho vissuto durante il mio PhD. Quella e’ una cosa relativamente corta, per cui non importa tanto, e’ una sorta di parentesi. E’ lo stile di vita, il fatto che la vita viene a coincidere con il lavoro e niente altro. E’ una societa’ letteralmente vuota, senza personalita’ ne’ valori oltre che il denaro. E’ questo che mi fa proprio sentire male qui.

    Oltre a questo, il trattamento riservato agli immigrati e’ proprio il piu’ basso possibile, carne da macello strumentalizzata per puro profitto, senza il minimo rispetto per le esigenze umane. Fanno benissimo a controllare strettamente l’immigrazione, perche’ come vediamo in Italia se non la si controlla entrano solo dei disperati senza qualifiche che poi causano a volte un sacco di crimine. Ma se fai entrare una persona legalmente, in base alle sue qualifiche ed esperienza, non e’ giusto poi mettere restrizioni per cui uno si ritrova letteralmente per strada o viene cacciato dal Paese da un giorno all’altro per avere perso il lavoro o perche’ il suo salario e’ stato abbassato.
    Per questo il discorso propagandistico di Obama riportato qui e’ da prendere proprio solo come propaganda politica e basta!

    Ciao ciao :)

    Ross.

  • jack

    in cosa ti sei laureato?ci sono buone prospettive di lavoro negli USA??


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