Il Western Australia ha bisogno di lavoratori stranieri

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Una ricerca universitaria conferma la tesi della aziende che servono più lavoratori stranieri nel Western Australia.

Secondo un articolo pubblicato da WAtoday, gli Australiani che vivono sulla costa orientale sono restii a trasferirsi ad ovest e le università non stanno preparando in modo adeguato gli studenti.

Molte aziende operanti nel settore delle materie prime spendono una cifra che va dai 7.000 ai 65.000 dollari per ‘importare’ un lavoratore straniero tramite un visto 457 perché non sono in grado di attirare lavoratori australiani residenti ad est.

Lo studio da parte della Edith Cowan University, finanziato dalla AMMA (l’associazione delle aziende operanti nel settore delle materie prime), rivela che gli incentivi governativi per attirare lavoratori australiani della costa est non sono sufficienti, costringendo così le aziende ad assumere altrove.

Lo studio ha posto particolare attenzione sull’uso del visto 457 da parte di aziende e selezionatori nel settore minerario.

La ricercatrice Susanne Bahn dice che i lavoratori Australiani considerano il trasloco verso il Western Australia alla stregua di un trasferimento oltreoceano e le iniziative governative non bastano a convincerli.

La dottoressa Bahn ha detto “con una lacuna di lavoratori australiani, alle aziende minerarie non resta che cercare manodopera specializzata all’estero. Le aziende sostengono che i lavoratori australiani non vogliono andare a vivere in Western Australia. I motivi principali sono legati alla separazione dalla famiglia ed amici; la pratica lavorativa del ‘fly-in, fly-out’; la mancanza di infrastruttura relativa alla socializzazione; la mancanza di sistemazione a prezzo ragionevole e l’alto costo della vita”.

La dottoressa Bahn ha anche rilevato che le aziende a volte richiedono personale altamente specializzato che abbia ricevuto addestramento non disponibile in Australia. In questo modo gli immigrati sono in grado di aiutare la manodopera australiana ed i neo-laureati durante l’ingresso sul mondo del lavoro, “le aziende minerarie vogliono neo-laureati che siano in grado di iniziare a lavorare con slancio, ad esempio dando loro la responsabilità di gestire macchinari del valore di milioni di dollari. In realtà esiste una lacuna di laureati pronti ad entrare nel mondo del lavoro in modo proficuo. Le istituzioni accademiche devono ristrutturare i corsi relativi al settore minerario in modo da includere più stage lavorativi durante la durata del corso stesso.”

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