Cosa vuol dire studiare in Norvegia

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Laura Mazza ha studiato per due anni a Stavanger, Norvegia, e condivide la sua esperienza con i lettori di Italiansinfuga.

Non so se il mio desiderio di andare in Scandinavia sia nato grazie ai racconti di mio papà, che da quando ero piccola mi ha parlato del suo mitico viaggio da Messina a Capo Nord su una 2 CV all’età di 19 anni, o se siano stati invece i racconti degli inverni interminabili e del sole di mezzanotte della mia maestra di geografia delle elementari. Comunque sia nato, questo desiderio mi ha accompagnata per molti anni.

Decisa a trasformare il mio sogno in realtà, dopo la laurea triennale in Economia del Turismo all’università di Rimini feci domanda per un master in turismo all’università di Stavanger, in Norvegia.

Campus dell'Università di Stavanger

Campus dell'Università di Stavanger

Nonostante avessi inviato la mia candidatura all’università a fine novembre 2009, ricevetti la lettera di ammissione solamente a maggio del 2010.

I master nei paesi nordici funzionano come le lauree specialistiche in Italia: durano due anni e prevedono l’acquisizione di 120 crediti.

Le tasse, tuttavia, sono molto più basse rispetto all’Italia e a molti altri Paesi. La tassa semestrale, per esempio, è uguale per tutte le facoltà ed ammonta a circa 80 euro. C’è da dire però che il costo della vita è alle stelle.

Stavanger, nonostante abbia solo 120 mila abitanti, è una cittadina estremamente internazionale per via del gran numero di compagnie petrolifere che si trovano in città.

Gli ingegneri petroliferi si trasferiscono a Stavanger da ogni parte del mondo portandosi dietro le proprie famiglie.

Stavanger

Stavanger

Comunicare con la gente non è affatto un problema se non si conosce il norvegese. A Stavanger praticamente tutti gli abitanti, dalla vecchietta alla fermata dell’autobus al bambino di 10 anni, parlano inglese ed è facile farsi capire.

L’inglese è parlato spesso anche all’università: molti master, tra cui quello che ho fatto io, sono tenuti interamente in inglese. La mia classe era formata da una trentina di studenti, metà dei quali norvegesi e l’altra metà internazionali.

Il metodo di studio norvegese è completamente diverso da quello italiano: i progetti di gruppo sono moltissimi, così come i cosiddetti esami a casa, ossia saggi individuali o di gruppo, e gli esami orali sono praticamente inesistenti!

All’inizio del master ho subito associato la parola “esami a casa” con “poco stress”, ma mi sono subito dovuta ricredere. Il ritmo di studio era sostenuto ed i professori erano molto esigenti.

Nel complesso l’ambiente universitario non era dei più vivi…

Alcuni bui e freddi giorni d’inverno, quando i corridoi dell’università e degli studentati erano completamente deserti, il paragone con la vivace atmosfera di Rimini era inevitabile…

Clima a parte (a Stavanger piove praticamente tutti i giorni), la città è meravigliosa. Fiordi, laghi, colline e montagne sono ovunque e basta spostarsi di pochi minuti dal centro per trovarsi completamente immersi nella natura.

Prima di laurearmi, nell’estate 2012, mi sono spesso chiesta se mi sarebbe piaciuto rimanere a lavorare in Norvegia dopo il master. Dopo averci pensato a lungo sono però giunta alla conclusione che, nonostante durante i due anni a Stavanger abbia stretto molte amicizie ed abbia fatto esperienze che in Italia non avrei avuto modo di fare, la Norvegia non era il Paese adatto a me in quel momento.

La voglia di fare nuove esperienze all’estero, però, mi è rimasta. Ora vivo e lavoro a Berlino e da qualche settimana aiuto dei miei amici a scrivere su un blog Erasmus.

Spiaggia a Stavanger

Spiaggia a Stavanger

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commenti


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  • http://twitter.com/Penelopyo Penelope

    Complimenti,e buon lavoro…spero un giorno di riuscirci anche io. ;)


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