Studiare a Buenos Aires

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Sara Dotto è iscritta alla laurea specialistica dello IUAV di Venezia e si trova a Buenos Aires per fare un intercambio con la Universidad de Belgrano, con il fine di ottenere il doppio titolo.

Potete seguire Sara sul suo blog ‘Buenos Aires en aire‘.

Hai fatto una breve parentesi lavorativa a Madrid, di cosa si è trattato?

Grazie ad una borsa di studio del programma LLP Erasmus Placement, finanziata dall’Unione Europea, ho avuto la possibilità di svolgere un tirocinio all’estero.

Ho quindi contattato uno studio a Madrid, Studio Banana, che si proponeva come un ambiente di lavoro multidisciplinare, il primo studio di questo genere in Spagna.

L’idea è di condividere uno spazio di lavoro tra persone con un background accademico e professionale diversificato: architetti, designers, fotografi, illustratori lavorano indipendentemente in un clima stimolante e di curiosità reciproca.

Insomma, un vero concentrato di energie e idee, in cui ho imparato cose nuove, dandomi più strumenti per poter affrontare il mondo del lavoro.

Perché poi il salto verso l’Argentina?

Dopo l’esperienza a Madrid, desideravo mettermi in gioco nuovamente in un contesto accademico diverso da quello che conoscevo.

Avevo deciso di continuare la mia formazione allo IUAV di Venezia, iscrivendomi alla laurea specialistica in sostenibilità e paesaggio.

Tuttavia, non mancava la volontà di guardare all’estero, anche in vista di un futuro lavorativo.

Il Sudamerica in questo senso poteva rappresentare un traguardo interessante ed elettrizzante.

Ho quindi colto al volo la possibilità di trascorrere un anno a Buenos Aires, con il fine di ottenere il doppio titolo grazie al convegno tra la mia università di origine, lo IUAV di Venezia, e la Universidad de Belgrano.

Che differenze ci sono tra l’università argentina e quella italiana?

Le differenze sono notevoli e, come spesso accade, si rivaluta il proprio percorso accademico, nei suoi aspetti positivi e negativi, grazie al confronto con un altro modello di insegnamento.

Per quanto mi riguarda, l’offerta didattica della laurea specialistica dello IUAV è molto interessante: nel corso del biennio, gli studenti sono chiamati a sviluppare un progetto completo in tutte le sue componenti, attraverso il sistema del laboratorio integrato, in cui i singoli aspetti, da quello tecnologico a quello della composizione architettonica, sono approfonditi con diversi professori, senza dimenticare la complessità del progetto.

Mi sembra quindi che ci sia un approccio più completo e profondo nei confronti della proposta progettuale.

D’altra parte, ho riscontrato nell’università argentina un dialogo più diretto tra docenti e studenti, che si sviluppa attraverso critiche di gruppo e dibattiti aperti, più che con lezioni frontali a volte poco dinamiche.

Puoi darci un’idea dei costi associati ad un master in architettura in Argentina?

Essendo questo un intercambio, mi viene richiesto di continuare a pagare la retta nell’università italiana.

Nel panorama universitario della capitale argentina, ci sono università di architettura pubbliche e private.

La più famosa, la UBA (Universidad de Buenos Aires), dove si laureano molti architetti di fama internazionale, offre una formazione totalmente gratuita e dura circa sei anni.

Le università private, invece, hanno delle rette considerevoli, superiori al costo dell’università italiana. Le ultime, però, mettono a disposizione delle borse di studio per gli studenti meritevoli, o che possono integrare la carriera con un lavoro all’interno dell’università.

Parlando in generale, vivere a Buenos Aires non è economico come si potrebbe pensare: gli affitti sono paragonabili a quelli di una capitale europea, e fare la spesa costa come in Italia.

Tuttavia, i trasporti pubblici sono molto economici, godendo di sovvenzioni statali (una corsa in autobus costa circa 1,25 pesos, pari a circa 20 centesimi di euro).

Esiste poi un ricco panorama culturale di eventi gratuiti, che spaziano dal teatro indipendente a taller di ogni tipo, che rendono la capitale argentina una meta ideale per persone in cerca di stimoli.

Grazie Sara e buon proseguimento a Buenos Aires!

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