I cinque modi migliori di rompere le scatole ai selezionatori

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Bullhorn Reach, società leader della selezione usando i social media, ha pubblicato i risultati di un sondaggio che identifica i cinque comportamenti da parte del candidato che riducono le probabilità di essere assunti.

Al sondaggio anonimo hanno partecipato 1500 selezionatori.

Essi hanno rivelato che il fare domanda per un posto di lavoro per il quale il candidato è ovviamente non qualificato è la cosa che odiano di più.

Il 30% di selezionatori ha infatti citato questo come motivo principale per rispondere negativamente ai candidati.

Il 43% di loro ha addirittura detto che includerebbero tali candidati su una “lista nera” in modo da evitare di prenderli in considerazione per future posizione lavorative.

Gli altri quattro comportamenti negativi da parte del candidato sono:

  • esagerare le proprie qualifiche sul curriculum (secondo il 21% di selezionatori)
  • concentrarsi in particolare sulla questione salario rispetto agli altri fattori relativi al posto di lavoro (15%)
  • rispondere ad un annuncio di lavoro i cui requisiti sono ben superiori rispetto al vostro livello di esperienza (13%)
  • chiamare al telefono oppure mandare una e-mail più di una volta alla settimana per sapere a che punto della procedura di selezione ci si trova (11%)

Art Papas, CEO di Bullhorn, ha commentato “alcuni candidati non hanno alcuna idea di come il proprio comportamento può essere un deterrente nel loro sforzo di trovare un posto di lavoro. Si spera che i risultati di questo sondaggio  possano aiutare i candidati a capire il punto di vista dei selezionatori in modo da presentarsi meglio in futuro e rendere così più semplice il lavoro del selezionatore stesso.”

Parte del sondaggio chiedeva anche quali sono gli attributi che distinguono positivamente un candidato rispetto alla concorrenza.

Euesti sono:

  • il 57% dei selezionatori indica la personalità del candidato in sintonia con quella dell’azienda
  • il 50% dice “come si presentano al colloquio di lavoro”
  • il 32% ha citato il nome di ditte presso le quali il candidato ha lavorato in passato
  • il 29% ha citato la raccomandazione (nel senso anglosassone della parola, ndr) di un amico o collega

invece meno del 4% ha citato “il nome della scuola frequentata” come fattore di differenziazione positiva.

Un fattore invece negativo è quello relativo ai periodi di disoccupazione.

Se le date relative all’impiego e all’istruzione menzionate nel curriculum non si allineano perfettamente, l’89% dei selezionatori ipotizza che il candidato sia stato disoccupato.

Il 47% dei selezionatori collegano il titolo “self-employed” (lavoratore autonomo) all’essere disoccupato.

Il 42% dei selezionatori pensa che il titolo di “independent consultant” voglio invece dire in realtà disoccupato.

Infine alcuni consigli:

  • non nascondete il vostro entusiasmo: meno del 5% dei selezionatori ha detto che “apparire disperati per un posto di lavoro” era il fattore negativo principale del comportamento del candidato
  • siate socievoli e rilassati: il 95% dei selezionatori sceglierebbe qualcuno che è “socievole, collabora con gli altri ed ha un quoziente di intelligenza nella media” rispetto a qualcuno che è “introverso, non dimostra emozioni ma ha un quoziente d’intelligenza da genio”

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Comments

  1. says

    Molti anni fà quando ero ancora studente, mi è capitato di lavorare presso un call center ad un servizio di cartomanzia, “leggevo i tarocchi per telefono” e mi ricordo che c’era come cliente un selezionatore che mi indicava il CV di qualche candidato e mi chiedeva quale scegliere dalla lettura delle carte!!!!!!!

  2. mariagrazia says

    un consiglio, please! sono una cinquantenne laureata in fuga dall’Italia verso il regno unito…quante chance avro’ di trovare un lavoro? dopo questo articolo…..

  3. Roberto Dotti says

    a me è successo che in sede di colloquio il selezionatore non ha accettato il C.V. in Inglese perchè non lo sapeva……………….. (e io mi presento principalmente per l’estero) per cui mi viene da pensare……..

  4. CorteSconta says

    Concordo con quasi tutti i rilievi precedenti. I “professionisti” del recruitment in realtà sono per lo più ex manager falliti nei loro precedenti impegni ma dotati di un notevole network di conoscenze personali che passano il loro tempo a trinciare giudizi su persone che non conoscono basati su sensazioni superficiali e scarsamente motivate. Non ho mai trovato un lavoro grazie a questi personaggi che, al contrario, mi hanno sempre fatto perdere un sacco di tempo.

  5. sele04 says

    Io che realmente sono un “indipendent consultant”/lavoratore autonomo cosa dovrei scrivere allora ?!?!?… inventarmi qualche lavoro fasullo che a loro non suoni “periodo di disoccupazione” … mamma mia che considerazioni da capre ho letto in questo articolo ! se queste sono le riflessioni di chi seleziona siam messi bene !

  6. says

    Vorrei dire una cosa, nella maggior parte dei casi ciò che è richiesto nelle offerte di lavoro è ASSURDO. Come quando mi tocca leggere: “cercasi giovane laureato max 26 anni con almeno 2 anni di esperienza”. Quindi, mi sembre altrettanto ASSURDO che i selezionatori non vedano bene una persona che risponde ad un’offerta di lavoro in cui apparentemente i i requisiti sono ben superiori rispetto al suo livello di esperienza.
    Altra cosa, quasi sempre i cari selezionatori non si “scomodano” nemmeno ad avvertire il povero candidato, che attende con ansia una chiamata nei giorni successivi al colloquio, dell’esito del suo colloquio. Io credo che tutti abbiano diritto ad un’email con un “no”, non importa se è un’email “copia e incolla”. Quindi, non possono biasimare una persona che “insiste” (ovviamente nei limiti della decenza) per sapere se può sperare in un lavoro o meno.
    Trovo assolutamente ridicolo che “Il 47% dei selezionatori collegano il titolo “self-employed” (lavoratore autonomo) all’essere disoccupato.”. Credo che questa frase si commenta da sola…

  7. xxx says

    la storia dei curriculum e soprattutto del curriculum perfetto è come domandarsi se sia nata prima la gallina o l’uovo insomma un cane che si morde la coda…….

  8. fede says

    “esagerare le proprie qualifiche sul curriculum (secondo il 21% di selezionatori)”
    Poi mi spiegano come fanno ha saperlo prima di dare il lavoro quando nel 95% di casi selezionano personale con competenze completamente diverse dalle loro.

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