Paola, veterinaria itinerante in Inghilterra

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Paola Marchese lavora come veterinaria a Lowestoft, in Inghilterra, e condivide la sua esperienza sul blog ‘La Veterinaria Itinerante‘.

Originaria di Varese e laureata nel 2009, dopo un paio di anni di lavoro in Italia ha deciso di andare in Inghilterra.

Il motivo principale della scelta di destinazione è stato dettato dalla conoscenza della lingua inglese.

Per potere lavorare come veterinari in Inghilterra bisogna essere iscritti al Royal College of Veterinary Surgeons, l’albo professionale britannico.

Si deve quindi espletare molta burocrazia in Italia per ottenere tutti i documenti che bisogna presentare per ottenere il riconoscimento dei titoli. (di interesse anche per altri tipologie di professionisti che devono fare riconoscere i propri titoli all’estero, ndr)

Documenti che dimostrino che vi siete laureati; che avete fatto l’esame di stato; una lettera da parte del proprio ordine che dica che siete ‘brave persone’. Tradurre tutto tramite traduttori ‘ufficiali’ del tribunale, spedire al Royal College of Veterinary Surgeons e pagare una tassa.

Dopodiché verrete contattati per andare a Londra presso la loro sede e fare il giuramento, diventando così membro del Royal College of Veterinary Surgeons.

In genere entro qualche mese la pratica dovrebbe essere risolta in quanto ci sono parecchie domande di riconoscimento e quindi la coda può essere lunga.

Il costo totale della domanda si aggira intorno al centinaio di euro, escludendo il biglietto aereo.

Non ci sono requisiti di lingua però Paola consiglia di avere una buona conoscenza dell inglese perché poi trovare lavoro, anche essendo iscritti all’albo britannico, può essere difficile in quanto la concorrenza è altissima non solo da parte dei britannici ma anche australiani, statunitensi, europei dell’est.

Paola ha avuto il vantaggio di aver imparato l’inglese dall’età di quattro anni quindi il leggere e lo scrivere erano buoni mentre parlare e capire erano ‘mediocri’.

Una volta ottenute tutte le documentazioni necessarie Paola è partita alla “sperindio”, senza un lavoro ad aspettarla.

Secondo lei trovare un lavoro dall’Italia è molto difficile perché il potenziale datore di lavoro britannico vedrà la vostra residenza in Italia come un’ancòra che presenta troppi rischi rispetto a chi vive a 50 metri dal posto di lavoro.

Ha prenotato una camera a Londra per un mese visto che i collegamenti con il resto del Regno Unito consentiva di andare a fare colloqui di lavoro ovunque con relativa facilità.

Arrivata il 16 Febbraio, ha fatto un colloquio (tra gli altri) il 23 dove l’hanno presa. L’ambiente di lavoro è molto giovane, il suo capo ha 30 anni e lavora dai 26.

Il sito principale per annunci di lavoro per veterinari consigliato da Paola si chiama Veterinary Record.

Arrivando dall’Italia Paola consiglia di capire che i britannici vi vedranno diversamente perché arrivate da un sistema diverso che non fornisce, soprattutto ai giovani, le esperienza pratiche (ad esempio di chirurgia) che vi verranno richieste nel Regno Unito.

E quindi meglio puntare verso posizioni ‘graduate’ dopodiché le vostre capacità vi consentiranno di avanzare.

Adesso Paola lavora a Lowestoft, nel Suffolk, la cittadina più a est dell’Inghilterra, a tre ore da Londra. Questo limita i ritorni a casa o le gite del fine settimana a Londra in quanto ci vuole un giorno solo di viaggio.

Una delle cose più difficili della vita in Inghilterra riguarda la chiusura dei negozi alle 5 e mezza però, a parte quello, la cittadina le piace molto e non le manca l’Italia.

Le mancano le amiche in Italia perché fare amicizia in Inghilterra è difficile.

Visitate ‘La Veterinaria Itinerante‘, il blog di Paola!

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commenti





  • fuoricorso

    Davvero complimenti Paola, ti ammiro molto per la tua scelta e la tua determinazione!

    Io sono una studentessa di veterinaria e mi sono ritrovata molto in quello che hai detto, ovviamente a proposito della parte che riguarda lo studio (non essendo ancora laureata). Purtroppo è vero che qui in Italia non ti fanno fare alcuna esperienza, ti trattano come l’ultima ruota del carro, sopratutto se sei uno studente fuori corso come lo sono io… tutti pensano che sia più utile laurearsi in fretta per poi acquisire esperienza con la pratica, io onestamente sono sempre stata convinta nello studiare le cose per bene (devo essere una delle poche pazze a studiare da libro) per poi dedicarsi alla pratica con maggiore cognizione di causa. Avendo ascoltato l’intervista mi chiedo anche come farò a trovare qualcuno che mi faccia fare effettivamente della pratica qui in Italia… Sono un po’ sconfortata… A me piacerebbe emigrare in Australia, e ho letto in proposito (la maggior parte delle info prese dal sito del Governo stesso) che bisogna avere, oltre alla laurea, una certificazione di lingua (IELTS) e bisogna anche sostenere un esame per la professione medica nello specifico.

    Non riesco mai a trovare informazioni su veterinari (italiani) in Australia, e colgo l’occasione in questa sede per chiedere se c’è qualcuno che ha provato/ è riuscito a lavorare come medico veterinario in Australia… Mi rivolgo anche a te, Aldo, magari riesci a reperire qualche informazione.. Grazie in anticipo =)

    Ancora tanti complimenti Paola, io direi che non è vero che te la tiri, anzi fai bene ad essere orgogliosa di quello che fai e dove sei arrivata!!

    Buona fortuna per tutto!!


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