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Mamma vado a studiare inglese a Malta! Ecco come arrivare a questa meta

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Articolo di Francesca Galizia

Quando ho deciso di migliorare il mio inglese mi sono posta una domanda: qual è il posto migliore dove imparare l’inglese?

Attualmente non ho ancora una risposta, ma ho scelto una meta “comoda” vicina a casa mia, Bari, ed economicamente raggiungibile in aereo.

Il mio sogno sarebbe stato partire per l’Australia, leggendo questo blog mesi fa la mia mente viaggiava fino all’altro capo del mondo e sognavo di passare il mio primo natale al caldo.

I sogni tuttavia devono scontrarsi con le contingenze, le necessità e le limitate risorse.

Durante la mia lunga carriera universitaria, una Laurea in Scienze Politiche, un Dottorato in Demografia ed Economia delle Grandi Aree Geografiche, un assegno di specializzazione in Spagna a Barcellona e un anno di assegno di ricerca all’Università di Catania, mi sono dovuta scontrare all’inizio del 2011 con la dura realtà: il mondo della ricerca in Italia non ha futuro e soprattutto non ha un posto per me!

Ho quindi deciso di trovarmi un lavoro serio.

Ognuno di voi può immaginare quanto sia difficile per una persona che ha sempre e quasi solo studiato dover cercare un lavoro.

Ho mandato curriculum ovunque, e ho ricevuto solo risposte (quando le ho ricevute) negative o poco chiare.

La migliore è stata: “Ci spiace comunicarle che il suo profilo non è coerente con le nostre esigenze, cerchiamo un neolaureato senza esperienze nel settore e lei è eccessivamente qualificata”.

Ho anche fatto colloqui in tutta Italia disposta a ricevere una paga miserevole o anche per borse di studio e tirocini che non prevedevano rimborso, ma niente.

A marzo del 2011 ho alzato bandiera bianca convinta che avrei lavorato come barista in un locale sotto casa, ma è arrivato qualcosa di “meglio”.

Un contratto di 3 mesi alle poste come porta lettere!

Dalla scrivania alla strada, qualcuno penserà sia stato uno shock, invece è stata una esperienza entusiasmante.

I miei colleghi all’università mi ridevano alle spalle e qualcuno ha anche pensato che avrei sofferto una depressione, ma onestamente oggi credo che sia stato un grande momento di formazione.

Ho lavorato in una piccola frazione di Bari, dove le strade sono mal segnate e qualche casa non ha il numero civico, ma ho avuto modo di conoscere gente comune e allo stesso tempo eccezionale.

Da questa esperienza ho capito che lavorare con gli altri in mezzo agli altri era più utile che stare dietro ad una scrivania con l’ansia del domani.

Ho poi partecipato ad un concorso pubblico per un contratto a tempo determinato di 2 mesi come Mediatore interculturale presso l’agenzia della sanità locale dove ho lavorato in una casa di accoglienza Caritas con gli immigrati da poco arrivati dalla Libia.

Anche questa è stata una esperienza appassionante, che mi ha formato moltissimo e mi ha dato la possibilità di osservare con occhi diversi il fenomeno delle migrazioni che fino a quel momento erano solo numeri e dati.

Ho conosciuto persone straordinarie come i medici volontari, i colleghi mediatori, le suore e Don Geremia, responsabile della struttura, che ogni giorno si adoperano laboriosamente per far in modo che i loro ospiti si trovino nelle migliori condizioni.

Persone diverse che cercano di venirsi incontro, questo è lo spirito di fratellanza, che nonostante gli screzi e le diversità, unisce gli operatori della casa accoglienza.

Ma ho anche cominciato a vedere l’Italia con gli occhi dei ragazzi arrivati sui barconi e a comprendere quanto per loro fosse difficile vivere in un paese come il nostro. Anche per loro non c’è lavoro qui nel sud Italia, eccetto quello stagionale nelle campagne, e tutte le loro aspettative si sciolgono in una bolla di sapone.

Entrambe queste esperienze formative hanno cambiato la mia personalità fortificandola, ma quello che ti rende migliore spesso non riempie il portafoglio. Infatti, le paghe per questi lavori sono estremante basse.

Ho potuto però risparmiare quanto basta per studiare inglese in un’altra nazione. Dopo notti passate a sfogliare cataloghi virtuali di scuole all’estero con la calcolatrice a portata di mano ho cominciato progressivamente ad avvicinare la mia meta a casa. Dall’Australia a Dublino, da Londra a Bristol, da Brighton a Malta.

Malta è stata una meta comoda, non solo perché è vicina, 45 minuti di volo con Ryanair da Bari, ma anche perché si fa una vita simile a quella del sud Italia, ma con qualche occasione di lavoro in più.

I centri per l’impiego funzionano molto bene e sono più efficienti che in Italia. Il settore occupazionale dove è più facile per un Italiano trovare lavoro è quello dei servizi che ruota sul betting e il telemarketing. Anche nel settore alberghiero è possibile trovare lavoro, ma vi sconsiglio di lavorare nei ristoranti dove un cameriere è pagato in media 3,50 euro l’ora.

Le paghe sono in generale basse, ma il costo della vita è piuttosto contenuto anche se negli ultimi mesi i prezzi dei beni alimentari sono saliti leggermente.

Malta è un paese del sud con caratteristiche particolari, si respira un’aria internazionale che sbatte contro i palazzi storici di Valletta che trasudano malinconia.

Passeggiando per le vie di Valletta sembra di vivere nel passato, le donne del centro storico sono vestite come le casalinghe di Bari vecchia e strillano in una lingua che a tratti assomiglia al dialetto delle mie zone, ma è maltese.

I conducenti degli autobus di ultima generazione, comprati in Cina, parlano quasi tutti un inglese impeccabile, ma sanno anche l’Italiano e il dialetto siciliano sebbene alle volte fingono di non capirti.

A Paceville ci si può perdere in 500m di strada rettilinea dopo aver alzato un po’ il gomito in qualche bar. C’è una bella gioventù e feste ogni sera. Sono tornata ventenne o meglio teenager. I maltesi sono cordiali e scontrosi allo stesso tempo, gli inglesi sembrano turisti o persone d’affari, gli immigrati provenienti dal nord Africa sono grandi lavoratori.

Nonostante tutte queste contaminazioni il mio inglese è migliorato. Ho spento la TV (i maltesi vedono principalmente la TV italiana) impostato il mio cervello in modalità off quando la gente mi parlava in maltese, ho frequentato poco gli italiani (anche se ne ho conosciuti diversi molto simpatici) e mi sono iscritta ad un corso di inglese in una delle 45 scuole del paese, guadagnandomi un bel certificato FCE.

La mia fortuna sono stati i miei insegnanti e i miei compagni di classe che mi hanno regalato la loro amicizia e stima e a cui penso con tanto affetto.

Anche questa esperienza mi ha arricchito moltissimo, ma ora in Italia sono di nuovo disoccupata! Anche con l’inglese il mio profilo non è richiesto da nessuno e devo escludere l’emigrazione perché il mio compagno mi ha confessato di aver sofferto troppo la mia mancanza.

Lui è uno dei pochi privilegiati che in Italia ha un lavoro che gli piace e non ha intenzione di cambiarlo. Io invece sono arrivata a 31 anni e comincio a pensare che sia ora di stabilizzarmi, ma non ho intenzione di andare a lavorare in un call center o di sposarmi per “convenienza”.

Ma vi confesso che nel tempo libero, leggendo gli articoli del blog, medito la fuga!

Francesca Galizia


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commenti


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  • Enrico

    Cosa stai aspettando?? Prenditi una settimana e vai in australia… in 7 gg trovi lavoro subito tee subito… Il ragazzo poi te ne fai un altro… non penso ke pur di far star bene gli altri ti devi privare della tua vita… partii!!! La vita è una!! Tanti si dimenticano di questo… il problema è ke poi non si può tornare indietro….!!!Un saluto :-)

  • Franz

    La descrizione della vita a Malta e dei Maltesi è abbastanza reale, io ho fatto un’esperienza di studio nel 2009 a 45 anni per tre mesi… per i maltesi lo straniero che arriva a Malta è un cliente grandi sorrisi e attestazioni di simpatia, nessuno sprecherà un minuto del suo tempo per aiutarvi di qualsiasi cosa abbiate bisogno a meno che non paghiate profumatamente l’asuto richiesto.
    Le scuole sono il loro business principale quindi a maggior ragione siete dei clienti da lusingare.
    Non apettatevi di entrare in confidenza con gli insegnati.
    In tre mesi di scuola, un percorso di 12 settimane di full immersion a seconda dello step raggiunto cambiavo insegnante, solo uno si è reso disponibile a fare quattro chiacchere con me e gli altri alunni del corso al di fuori della scuola…
    Paceville se sei un teeager è il posto più bello del mondo se hai qualche anno in più lascia perdere, beviti un drink e poi ritirati…
    Di positivo a Malta c’è la possibilità di incontrare tanti studenti vacanzieri stranieri ed è possibile che nascano delle belle amicizie a me è capitato, nonostante la differenza di età che avevo con gli altri studenti della scuola.
    A distanza di quattro anni da quell’ esperienza ci sentiamo con regolarità e una volta all’anno ci incontriamo.
    P.S. se avete bevuto a Paceville.. non ve la sentite di rientrare a piedi nella vostra dimora? volete rientrare con un taxi?
    Occhio al prezzo per 3 o 4 km potrebbero chiedervi anche 30 euro!!! Capito i cordiali Maltesi!!! trattate prima il prezzo ricordate che per loro siete sempre e solo dei clienti di cui aprofittare soprattutto se siete giovani e non un po datati come il sottoscritto.
    Un cordiale saluto a Francesca e tutti voi!
    Franz

  • http://www.facebook.com/francescagal Francesca Galizia

    Ciao Franz io ho avuto la tua stessa impressione nei primi tre mesi di scuola. Le cose sono nettamente cambiate quando mi sono iscritta per i seguenti tre mesi al corso FCE (da gennaio a marzo). Gli insegnanti non sono cambiati per tutta la durata del corso e si sono creati ottimi rapporti interpersonali sia con gli insegnati che con gli studenti della mia classe. Devo ammettere che ci ho messo lo zampino perchè dopo due settimane ho organizzato una bella cena internazionale a casa mia invitando tutti e rompendo il ghiaccio della competizione che si stava creando. Ho conosciuto dei bravissimi ragazzi siriani che mi hanno fatto conoscere la parte araba dell’isola: una vera comunità dai buttafuori delle discoteche ai ristoranti etnici. Ma sono stata particolarmente fortunata perchè ho lavorato con una ragazza maltese molto carina e simpatica che ha migliorato moltissimo la mia opinione sui maltesi. E poi è vero per loro siamo clienti, soprattutto in estate, ma in inverno quando c’è meno gente nei locali e nelle scuole si sforzano di migliorare la qualità e magari anche di creare un rapporto cordiale o anche di amicizia. Basta scegliere il periodo giusto! Per i teenager è meglio l’estate, ma per noi ragazzi cresciuti la stagione invernale è la migliore. PS La storie dei taxi è verissima e a me è capitata una simile in un ristorante, controllate sempre i prezzi e contrattate! Per Enrico: il mio fidanzato era molto contento quando ha letto il tuo commento ;) scherzo! Cmq non è facile cambiare pagina in certi momenti della propria vita. Intanto sto provando strade diverse, se tutte sono senza uscita allora proverò con l’emigrazione, anche se alle volte credo sia vergognoso che tante persone valide debbano lasciare il nostro Paese per lasciarlo nelle mani dei BALORDI che ci governano.

  • Antonella

    Ciao Francy, purtroppo questa è una rfealtà comune a ..”quasi”..tutti..di quasi xkè mi riferisco a gli italiani ke nonstante abbiano fatto tanti sacrifici per studiare ..ora si ritrovano, ad una età matura ancora disorientati..anke io cm a te a 29 anni ..sn ancora alla ricerca del posto e del lavoro per cui vale la pena..nel frattempo mi tengo occupata cn lavori saltuari x metter da parte un pò di soldi ed espatriare di nuovo..cm feci circa 2 anni fa..in cui decisi di affrontare quella ke è stata la mia più bella esperienza in Australia…Un in bocca al lupo a tutti..e ..never back down..

  • Elena

    Ciao Francesca! A distanza di due anni ho letto questo articolo, sono una ragazza di quasi 20 anni che ha appena preso un diploma professionale. Io a differenza di te non posso permettermi di andare all’università, cioè lo farei se prima trovassi un lavoro, odio pesare sui miei! Ma come ben sai il lavoro non si trova… forse sto parlando troppo presto e dovrei cercare di più! Però fatto sta che sono senza soldi e odio fare la casalinga xD Sono stata a Malta quest’estate per “rilassarmi”.. ma le scuole non le ho proprio guardate. Comunque sono molto interessata a studiare l’inglese all’estero, nonostante il mio carattere chiuso, e quindi vorrei saperne di più. Che scuola hai frequentato, quanto è durato il corso, ti sei trovata qualche lavoro nel frattempo? Come ti senti quando viaggi da sola all’estero?
    Sarei molto curiosa di saperne di più.


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