SCRIVERE IL CV IN INGLESE

Come gli studi internazionali mi hanno portata a lavorare a Parigi

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Cristina Pettazzi lavora a Parigi da alcuni anni dopo aver concluso studi internazionali.

Ci descrivi i tuoi studi universitari? Mi sembrano abbiano posto le basi per il salto verso l’estero….

Ho iniziato gli studi universitari a Torino con il più classico dei percorsi per gli studenti di Economia iscrivendomi al corso di Laurea Triennale in Economia Aziendale.

Dopo soli 3 mesi hanno aperto le iscrizioni per l’english version del mio corso di laurea ed ho subito colto l’occasione, passando cosi da lezioni frequentate da 350-400 persone a un corso sperimentale in inglese di 20 persone.

Tra i professori dei corsi in inglese ho conosciuto i fondatori del campus di Torino dell’ESCP Europe (all’epoca ESCP-EAP) che presentavano il programma Master In Management, un percorso di Laurea Specialistica internazionale: 3 anni, 3 Paesi, 3 lingue, 3 titoli di Laurea europei… come non lasciarsi tentare?

Alla fine del secondo anno ho passato il concorso di ammissione e ho scelto il percorso Torino-Londra-Parigi.

Le lezioni nella lingua locale, uno stage obbligatorio in ogni paese, uniti all’esperienza multiculturale di vita all’estero, sono stati il valore aggiunto al percorso formativo da un punto di vista personale e professionale in seguito.

Grazie agli accordi tra l’ESCP Europe, la facoltà di Economia di Torino e la City University of London, dopo 5 anni di studi universitari ho ottenuto 3 diplomi riconosciuti a livello internazionale: la Laurea Magistrale in Economia e direzione delle imprese (Università di Torino), l’European MSc in Management (City University of London) e il Diplôme Grande Ecole (ESCP Europe).

Una volta conclusi gli studi subito Parigi, come mai?

Arrivata a Parigi per l’ultimo anno di studi, il piano iniziale era di finire in fretta gli esami e lo stage in Francia e ripartire il prima possibile per Londra, ma come quasi sempre accade i piani cambiano…

Al momento di entrare nel mondo del lavoro ho avuto la fortuna di poter scegliere tra due offerte, una a Milano e l’altra a Parigi: il tipo di lavoro proposto, il luogo, oltre al tipo di contratto e remunerazione hanno reso facile la scelta di restare a Parigi.

Dopo quattro anni di vita lavorativa a Parigi come descriveresti le opportunità offerte dalla capitale francese?

A livello lavorativo Parigi offre molte opportunità, come tutte le grandi città internazionali, poi ovviamente dipende dalla formazione e dal tipo di lavoro prescelto.

Anche Parigi e la Francia in generale non sono state risparmiate dalla crisi, ma rimango convinta che se una persona è motivata a trovare lavoro, le opportunità non mancano, qui come altrove.


Di cosa ti occupi adesso?

Da marzo 2009 lavoro da Generali France, ho cominciato come consulente interna in organizzazione e change management occupandomi di un progetto di trasformazione aziendale il cui obiettivo è l’ottimizzazione dei processi con un focus particolare sul cambiamento dei modi di management e dei metodi di lavoro dei dipendenti.

Per circa 3 anni ho seguito i team, i manager e i direttori impegnati in questa trasformazione (più di 400 persone), mi sono occupata della comunicazione e di alcune formazioni inerenti al progetto (change management, presentazione di strumenti lean, management visivo…).

A maggio di quest’anno ho avuto la possibilità di fare una mobilità interna da Generali e ora lavoro nella direzione che si occupa delle assicurazioni vita come responsabile di progetti trasversali, tra cui seguire la definizione del piano strategico e la coordinazione dell’applicazione delle norme europee nell’ambito di risk management.

Che conoscenza della lingua francese deve avere chi vuole spostarsi dall’Italia per operare nel tuo ambito lavorativo?

Il livello di francese richiesto dipende molto dal tipo di lavoro scelto: nel mio caso la totalità delle comunicazioni aziendali, scritte e orali, è in francese; nonostante lavori per un gruppo assicurativo internazionale la cultura nella filiale di Parigi è 100% francese, e di conseguenza il livello richiesto è medio-alto.

Ma non è il caso per tutte le società francesi e internazionali con sede a Parigi; per alcuni miei amici stranieri, la lingua usata in ufficio è l’inglese e il livello richiesto di francese all’assunzione non è stato vincolante.

Che consigli daresti a chi vuole spostarsi verso Parigi?

Che cosa state aspettando?

Scherzi a parte, Parigi è una città che offre molto e ognuno può trovare quello che cerca; non servono consigli particolari se c’è la motivazione e la determinazione.

Tornerai in Italia? Perché?

Forse, non subito, dipenderà dalle scelte future personali e professionali.

Al momento, dal punto di vista lavorativo penso che all’estero ci siano opportunità migliori, non solo per il tipo di contratto o il livello di stipendio, ma soprattutto per il livello di responsabilità che si raggiunge, molto prima che in Italia.

Grazie Cristina e buon proseguimento a Parigi!

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