3 motivi perché i recruiter non vi rispondono

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Avete letto l’annuncio di lavoro, avete spedito il CV e attendete.

A lungo.

Dopo alcune settimane rinunciate a sperare che il recruiter vi risponda.

Possono esserci tantissimi motivi diversi dietro alla mancanza di responso e Meghan M. Biro di Glassdoor ne condivide molti attraverso questo articolo pubblicato su Business Insider.

Io ne ho selezionati 3 in base alla mia esperienza, soprattutto recente e relativa a curriculum italiani per posizioni lavorative in Europa, che penso aiutino a spiegare la vostra situazione.

Non siete (veramente) qualificati per rispondere all’annuncio

L’annuncio richiede competenze precise e voi non le avete.

Ad esempio viene richiesta un’esperienza pluriennale in un certo linguaggio di programmazione ma voi avete appena iniziato ad impararlo e non avete niente sul CV che dimostri anni e anni di pratica quotidiana (come da richiesta).

Soprattutto durante congiunture economiche difficili, i datori di lavoro possono permettersi di richiedere molteplici competenze lavorative e scremare le domande per selezionare quella decina di candidati che effettivamente le possiedono.

Evitate di rimanere delusi non rispondendo ad annunci per i quali siete chiaramente NON la persona giusta.

Utilizzerete il tempo dedicato alla ricerca lavoro in modo molto più efficiente e non farete ‘arrabbiare’ il recruiter che magari avrà una posizione che faccia il caso vostro in futuro.

Se gli fate perdere tempo pensate che sarà incline a pensare a voi quando effettivamente sarete la persona giusta?

Non mettete in evidenza le parole chiave all’interno del vostro CV

Chi legge il vostro CV gli dedicherà pochi secondi prima di decidere se scartarlo e se dedicarci più tempo.

Se le competenze tecniche e l’esperienza lavorativa espressamente richieste all’interno dell’annuncio di lavoro non vengono messe in evidenza, sarà molto facile per il recruiter non accorgersi che siate la persona giusta.

Analizzate l’annuncio di lavoro, selezionate le parole chiave più importanti ed assicuratevi che esse appaiano in evidenza.

Ad esempio, se viene chiesta esperienza di MapReduce, mettete questa esperienza e la parola chiave bene in evidenza e non in fondo al CV, nascosta, o magari non menzionata del tutto.

Il vostro CV e il profilo su Linkedin sono diversi

e quindi create un dubbio nella mente del recruiter: “è vero quello che Mario mi sta raccontando sul CV? Perché il profilo Linkedin è diverso?”

Anche il minimo dubbio sulla vostra serietà mettervi in condizioni di svantaggio rispetto ai candidati che si presentano in modo più coerente agli occhi del recruiter. Quest’ultimo non ha il tempo e la voglia di improvvisarsi investigatore e assicurarsi che voi effettivamente siate chi dite di essere.

Fate in modo che la vostra presenza online sia totalmente coerente sui vari siti dove condividete la vostra esperienza lavorativa e non.

Assicuratevi di non fare questi 3 errori e sono sicuro che migliorerete moltissimo le probabilità di essere contattati dai recruiter all’estero!

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Comments

  1. Silvia Loi says

    Concordo abbastanza però voglio evidenziare alcuni “bug”:
    1° motivo, sono totalmente d’accordo non ha senso perdere tempo
    2° e 3° si contraddicono un pò, ovviamente a seconda della offerta cambi il CV e metti di volta in volta le parole chiave ricercate e togli e metti in maggiore evidenza alcune esperienza ( altrimenti avresti cv lunghi 4/5 pagine, cosa non positiva, in generale), questo non è fattibile su linkedin, che essendo sempre pubblico sarà visto da tutti i recruiter a cui hai spedito il CV e quindi devi tendenzialmente fare un cosa più “generica” e non potrai mai usare le parole chiave per tutte le offerte a cui hai fatto domanda.Inoltre in Linkedin non sempre poi spiegare alcune cose, per esempio, io ho dato gli esami del biennio di ingegneria( vecchio ordinamento) ma in Italia non sono ne uno step , ne una laurea breve ne una sorta di “diploma biennale” quindi su linkedin , salvo scrivere una bugia, non posso facilmente indicarlo, nel cv normale scrivo semplicemente 2 years of school of engineering at University of… valutando di volta in volta se inserirlo, vista la differente interpretazione che ne può essere data “competenze aggiuntive” vs ” obiettivo mancato”, poi ovviamente solo io conosco la verità.
    Circa la cover letter in Italia di cui parla koala, che dire, spesso in Italia non guardano neanche le competenze che realmente servono in azienda e assumono chi vogliono per altre ragioni, pertanto pur convinta della bontà della cover letter stile british, credo che nel bel paese le cover letter contino davvero pochissimo ( anhce se io le ho spedite sempre)… ma magari un giorno cambierà 🙂 Buona giornata a tutti

  2. Stefano Magistri says

    Non posso confermare proprio nulla. Quello che ti consiglio e’ di guardare su gumtree, monster, reed ecc… e vedere da te se il tuo profilo e’ richiesto oppure no. In bocca al lupo.

  3. marcosero says

    Sono in procinto di laurearmi in informatica e a fine ottobre sarò a Londra.
    Sono uno sviluppatore Cocoa e Rails. Confermi quindi che là opportunità ce ne sono?

  4. says

    Sono sostanzialmente d’accordo con quanto si dice nell’articolo. Mi permetto però di fare una piccola considerazione: secondo me una risposta andrebbe data a tutti, positiva o negativa che sia, credo sia una regola di buona educazione. Basterebbe davvero poco, si prepara una mail pre-confezionata dicendo “Mi dispiace, ecc. ecc., e man mano che si “cestinano” i CV si aggiunge l’indirizzo e-mail della persona tra i destinatari dell’e-mail.
    Non c’è niente di più frustrante per una persona che cerca lavoro, di rimanere “sospeso” senza sapere se è sì o se è no. Non ci sono paragoni che tengano: il recruiter il lavoro già ce l’ha, chi cerca lavoro spesso no…

  5. Walter_1988 says

    Salve, complimenti per l’articolo. Credo che sia importante capire i requirements richiesti, capire se uno li possiede ed infine evidenziarli nel CV, magari accompagnadolo con una cover letter.
    Tuttavia, mi domando se è importante essere pazienti nel ricevere un esito…onestamente è un pò difficile esserlo se il recruiter ci mette un mese a processare l’application. Cosa ne pensate?

  6. Stefano Magistri says

    Complimenti per l’articolo! Prezioso anche per chi già lavora all’estero.
    Per il punto 1:

    Quoto: “L’annuncio richiede competenze precise e voi non le avete.”
    Vero!
    Quoto: “Ad esempio viene richiesta un’esperienza pluriennale in un certo linguaggio di programmazione ma voi avete appena iniziato ad impararlo e non avete niente sul CV che dimostri anni e anni di pratica quotidiana (come da richiesta).”
    Dico ‘ni’. Ma solo perché il caso di un’informatico e’ ben distante dalla realtà lavorativa in genere. Quindi da informatico ad informatico, non userei questo esempio, per tutti gli altri, va più che bene.
    Spiego che intendo dire con il ‘ni’
    Si: perché’ non ha senso affrontare un colloquio tecnico se non si posseggono le conoscenze per quel tipo di tecnologia.
    No: un recruiter non ha MAI ben chiaro l’elenco di tecnologie richieste messe davanti a lui, pure se fosse, ha sempre necessita’ ghiotta di possedere qualunque tipo di CV da piazzare. Il più delle volte usa parole chiave che possano essere comuni per quel tipo di ruolo, ma ovviamente dall’altra parte ci deve essere qualcuno che abbia dimestichezza di almeno il 75% di quello richiesto, e il 100% se chiesto esclusivamente.
    ‘Ni’: Per quanto possa lavorare con un certo linguaggio, quel linguaggio e’ in costante evoluzione, cosi come la tecnologia che gli corre intorno. A volte le società non si aggiornano alla stessa velocità che un programmatore vorrebbe, quindi non gli resta che aggiornarsi autonomamente. Spetta a lui essere abile nel dimostrare esperienza ed un minimo di astuzia da dimostrare una volta candidato.
    Sia chiaro, questo vale per me che sono a Londra, magari qualcun’altro potrà facilmente smentire quando descritto dicendo che mai e poi mai ci si deve candidare se non si rispetta quanto scritto nell’annuncio. Ad ogni modo il recruiter vi contatterà che sia per quell’annuncio o per un altro a cui non siete a conoscenza, anche a distanza di tempo.
    Il mercato dell’IT sembra inarrestabile, e non riuscire a trovare lavoro nel giro di poco tempo suona molto come farsi bocciare alle scuole medie.

    A voi la parola, questi erano i miei “two cents”.

  7. Koala says

    Concordo con quello che hai scritto qui, e pure con quello scritto da Mammafelice, per lavoro mi trovo a scrivere, tradurre e modificare molti CV e vedo tanti errori che ancora si fanno nonostante le numerose informazioni sul web, informazioni che alune volte peró sono discordanti fra di loro. Anyway di questi tempi devi essere scrupoloso nel redigere e mandare un CV, e poi la cover letter dovrebbe essere presa in cosiderazione anche in Italia secondo me é un bel biglietto da visita e spesso vi garantisco che puó farvi ottenere un colloquio piú quella, che l’intero CV!

  8. says

    Ottimi consigli. Io recentemente ho cercato varie figure da assumere nella nostra azienda, e anche con tutta la buona volontà, ad alcune candidature è davvero difficile rispondere: i cv sono spesso fuori target. Come se il curriculum venisse inviato indiscriminatamente, senza nemmeno leggere l’annuncio di lavoro.
    E poi, personalmente, credo che una bella email di presentazione, breve ma simpatica, easy e poco formale… faccia davvero la differenza. Proprio perché c’è poco lavoro ed è difficile trovarlo, meglio tirare fuori un po’ di personalità e originalità, invece di restare anonimi.

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