Le difficoltà con l’inglese appena arrivati all’estero e come superarle

  • Sharebar

Il capire gli stranieri quando parlano la loro lingua è una delle sfide principali per chi arriva all’estero.

Non importa quanto abbiate studiato l’inglese, il francese, il tedesco o la lingua della vostra nuova nazione, i primi tempi saranno difficili soprattutto per la difficoltà di comprensione dei vostri interlocutori.

Quando venni in vacanza in Australia nel lontano 1991, dopo sei mesi di Inghilterra, feci una fatica enorme a capire mia nonna, australiana, a causa dell’accento diverso. Per i primi tre giorni non capivo niente. Poi ovviamente la situazione è migliorata ma mi ricordo che facevo ancora fatica con chi aveva un forte accento o parlava veloce.

Io ero in vacanza quindi non importava molto. Immaginate invece di dover iniziare a lavorare e produrre in un ambiente di lavoro straniero! La situazione si fa un po’ più delicata…..

Nicola Bucciol ha condiviso con noi la sua esperienza di ambientamento linguistico quando è andato a lavorare in South Carolina, Stati Uniti del Sud, a circa mille chilometri da Miami.

La realtà dei fatti è che ha fatto molta fatica appena arrivato tanto da chiedersi se fosse atterrato nella nazione sbagliata.

Se andate in zone geografiche più “remote” preparatevi ad accenti diversi rispetto a quelli ai quali siete abituati studiando le lingue in Italia.

L’accento del South Carolina è meno comprensibile rispetto all’accento anglosassone ‘tradizionale’ al quale si è esposti sui banchi di scuola.

Infatti Nicola dice che, quando ha chiesto al tassista all’aeroporto di essere portato a destinazione, non ha “capito assolutamente niente quando mi ha risposto.”

Ancora oggi, dopo quasi un anno in America e quattro mesi in Australia, la comprensione è l’aspetto più ostico della comunicazione in Inglese.

A Nicola ci sono voluti circa tre mesi per iniziare a capire il 50-60% di quello che gli statunitensi del sud gli dicevano. Non tanto i dettagli di una conversazione bensì riuscire ad individuare i contesti (parlano del lavoro, della partita di football o della macchina?).

Come ha fatto Nicola a ‘funzionare’ sul lavoro?

Ha cominciato a fare più domande possibili ai colleghi, o al manager di riferimento, anche a costo di diventare noioso perché in America “sul lavoro, o si ingrana o te ne torni a casa.”

In questo modo ha migliorato più velocemente la propria comprensione oltre a velocizzare il proprio ambientamento, conscio che, come straniero, doveva impegnarsi al 150%.

Commenta su Facebook

commenti


non regalare soldi alle banche usa transferwise



  • Thomas

    Il problema é che gli italiani non abiutuati a nuove lingue sin da adolescenti hanno insormontabili difficoltá per le lingue. Vero che l´inglese viene insegnato a scuola, ma con metodi poco efficienti. Il vero problema soono i doppiatori. Doppiare é si un arte, ma si perde il senso delle battute originali e soprattuto competenze linguistiche che altri paesi hanno e gli italiani no.

  • Francesco

    Vero. I nostri doppiatori sono i migliori del mondo, e confesso che un corso per diventare doppiatore mi ha attirato più volte. Però da una parte è giusto quello che dici. Se ti guardi i film in lingua originale vedi un altro senso del film. Altre battute che vengono tradotte in qualche modo, ad esempio la colonna sonora de Lo Hobbit ascoltata in inglese e in italiano c’è una differenza abissale…

  • Pietro

    Il vero problema dei doppiatori non è il doppiaggio, ma l’adattamento che non solo stravolge il significato originale di un’opera, ma spesso lo censura anche. Io personalmente preferisco guardare le serie in lingua originale perché è il modo più semplice ed efficace per imparare la lingua e poter apprezzare al 100% il film, ma non a tutti interessa imparare l’inglese ed è giusto che film e programmi tv continuino ad essere doppiati, magari in modo un po’ più fedele.

    Il vero problema è la scuola italiana, e ciò vale per ogni materia, non solo le lingue. Allo scientifico io facevo tre ore di inglese settimanali e cinque/sei di latino, e l’insegnante spiegava per il 90% in italiano, il 10% leggendo dal libro.

  • http://www.smetteredilavorare.it/ Smettere di lavorare

    Ho trovato questo articolo molto interessante, grazie per le informazioni!


x

Reset della password

Per favore inserisci la tua email. Riceverai una nuova password via email.

Facebook

Google Plus

YouTube