SCRIVERE IL CV IN INGLESE

Ero stufa di contratti a progetto, di pagamenti ritardati e lavoretti saltuari in nero

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Camilla scrive dalla Norvegia da dove condivide il suo blog, ‘Norvegiani – Su al Nord…. dalle Alpi ai Fiordi‘.

I motivi per cui mi trovo a Bergen, Norvegia, mentre il sole è ancora all’orizzonte alle dieci di sera, sono molteplici. Credo che anche il caso abbia avuto un ruolo notevole.

Appena laureata in Relazioni Internazionali, mi è stato subito chiaro che in Italia sarebbe stato molto difficile (sono una persona positiva, il termine ideale sarebbe impossibile) ottenere un contratto di lavoro, escludendo le collaborazioni semestrali con retribuzione pari al costo dell’abbonamento ai mezzi.

L’opzione più interessante e vicina al mio percorso di studi era rappresentata dal tirocinio MAE-CRUI, ovvero tre mesi presso un’ambasciata italiana nel mondo.

Piccolo dettaglio: non retribuito.

Non prevede nemmeno un rimborso del viaggio o un’agevolazione nella ricerca della casa o i buoni pasto.

Tre mesi interamente a carico del fortunato candidato, al termine dei quali non sono previste assunzioni.

Ero stufa di contratti a progetto, di pagamenti ritardati e lavoretti saltuari in nero.

Volevo un paese che mi desse delle possibilità di crescita, che a ventisei anni cominciasse finalmente a trattarmi da adulta e non da ragazzina senza fretta, con i genitori nel ruolo eterno di finanziatori.

Cercavo un paese che offrisse un buon rapporto salari – costo della vita e un sistema di welfare efficiente.

L’idea di trasferirmi in Norvegia è stata influenzata, devo ammettere, anche dal mio fidanzato. Reduce a sua volta da cinque anni di relazioni internazionali, aveva partecipato al programma Erasmus a Tromso, nell’estremo nord del paese, e se ne era innamorato.

Non conoscevamo nessuno che avesse provato questa strada, per cui abbiamo progettato alla cieca la partenza, dando la priorità all’apprendimento linguistico. La conoscenza del norvegese è molto importante per chiunque cerchi lavoro qui, gli unici che possono contare solo su un buon inglese sono gli ingegneri nel settore petrolifero.

Prima di partire, a fine gennaio, abbiamo prenotato una stanza in ostello e fissato una serie di appuntamenti per visionare alcune case in affitto presenti su finn.no, un sito di annunci utile sia per la ricerca di un tetto che per le offerte di lavoro.

Trovato un appartamento in centro di dimensioni e costo ragionevole, 60 metri quadri per circa 1000 euro al mese, abbiamo frequentato due corsi intensivi di lingua. Escludendo il caso Oslo, è difficile trovare corsi di norvegese non a pagamento.

La stagione turistica, in cui è più facile trovare lavori che non richiedano un’elevata conoscenza linguistica, va da aprile a settembre.

Non è stato difficile trovare una serie di possibili impieghi come camerieri o commessi al porto, purtroppo abbiamo scelto male, o siamo stati sfortunati.

Il ristorante italiano che ci ha assunti ha chiuso per fallimento esattamente il giorno in cui avrebbe dovuto versarci il primo stipendio.

Fortunatamente, avevamo un regolare contratto di lavoro, per cui il NAV (l’ente che si occupa di gestire le pratiche dei lavoratori) ci ha garantito un rimborso di tale salario, nei successivi quattro mesi.

Questo ci ha dato una lezione importante: è sempre meglio partire con un capitale alle spalle che permetta di arginare eventuali imprevisti.

Fortunatamente, un mese dopo, abbiamo trovato entrambi un nuovo impiego.

Ora lavoro presso una catena di bakeri-conditori, ovvero caffè-panetterie.

Il personale è interamente norvegese, così come la clientela.

I turni di lavoro di sei ore, distribuiti su sei giorni a settimana, sono flessibili: solitamente lavoro dalle otto alle due di pomeriggio oppure dalle due alle otto di sera, il che mi permette di avere tempo anche per studiare.

Dopo una prima settimana di “apprendistato” mi hanno dato la possibilità di gestire da sola il negozio durante le mie ore di lavoro: ordino le merci, preparo i dolci, gestisco la cassa.

Le responsabili hanno un’età compresa tra i venticinque e i trentacinque anni e hanno cominciato come commesse, cosicché tutte conoscono bene il meccanismo di vendita e le eventuali problematiche.

Dopo sei mesi, posso dire che mi piace vivere qui.

La gente è inizialmente riservata, ma molto gentile. La parità sessuale è percepibile in tutti gli aspetti della vita quotidiana, a partire dal congedo di maternità, che qui si divide tra i due genitori.

E’ possibile praticare sport a prezzi accessibili, ci sono moltissime piscine, palestre e, ovviamente, strutture per gli sport invernali.

Il clima rigido è compensato dalla bellezza paesaggistica e dalla sensazione che tutto possa andare bene.

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commenti


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  • Rodolfo

    Scusa, se mi posso permettere, quanto guadagni in questa catena? Il tuo profilo non è molto rispettato mi sembra di capire.
    Dove ti trovi come descrivi la qualità della vita in funzione dello stato sociale?
    Ed il costo della vita in generale?
    Grazie

  • Alex

    Ragazzi, io vivo nel Nord e col mio compagno stiamo risparmiando per prenderci una casetta con terreno per produrre il nostro fabbisogno alimentare. Il futuro è agricolo – anche qui. Il lavoro c’è ma sta diventando difficile per chi non è autoctono. Ricordate che ci vogliono anni per imparare e parlare bene la lingua e che la struttura sociale sta cambiando.Detto questo auguro a tutti buona fortuna ma non fatevi illusioni fuori luogo e accettate il lavoro che trovate anche se non corrisponde ai vostri studi. Non hanno più tanto bisogno di “cervelli”.
    La vita è meno stressante ma ci sono altre cose che non potrebbero andarvi a genio come, ad esempio, il clima. In bocca al lupo a tutti.

  • Riccardo

    i paesi nordici mi hanno sempre affascinato, qualche anno fa ho visitato la scandinavia trascorrendo 2 giorni anche a bergen. che paesaggi…

    l’osservazione di rodolfo pero’ non mi pare fatta a sproposito. hai studiato relazioni internazionali, e il lavoro che al momento hai trovato neanche a me pare corrispondere perfettamente al tuo profilo. si capisce che attualmente la tua permanenza è finalizzata all’apprendimento della lingua, ma nel lungo periodo quali sono i tuoi obiettivi? e le prospettive per vederli realizzati ci sono?

  • camilla

    Ciao Alex, condivido pienamente ciò che scrivi. Nonostante mi trovi qui da poco tempo sono cosciente dei tempi lunghi necessari per imparare la lingua e inserirsi nella società. Detto questo, apprezzo il fatto che qui, impegnandosi, sembra possibile avere una vita serena. Tu dove ti trovi?

  • camilla

    Ciao Rodolfo.In che senso il mio profilo non è rispettato? Le qualifiche universitarie qui si renderanno utili dal momento in cui avrò un’adeguata conoscenza linguistica. Per il momento sono molto contenta di questo lavoro, la paga permette di vivere in modo tranquillo concedendosi pure qualche sfizio e aumenterà proporzionalmente nel corso dei mesi. Intantoho modo di capire meglio quali saranno i passi futuri per trovare qualcosa di più vicino alle mie aspettative. Il costo della vita è elevato per chi arriva con uno stipendio “europeo”, ma proporzionato alle entrate locali; costano molto i vizi, ma tutto ciò che è necessario o salutare è accessibile.

  • camilla

    Ciao Riccardo, proprio ieri ho fatto il tour dell’Hardanger fjord e devo dire: che paesaggi! Per quanto riguarda le tue domande: il mio obiettivo è riuscire a inserirmi nel settore comunicazione e cultura. La Norvegia è un paese molto attivo nell’organizzare festival letterari, mostre e rassegne cinematografiche. E’ una strada possibile, meno chiusa di quanto sia in Italia, ma ovviamente richiede una conoscenza linguistica elevata, nonché una comprensione profonda della mentalità scandinava. Ecco perché ho deciso di seguire la strategia dei piccoli passi: questo primo lavoro mi permette di avere un’entrata buona in termini economici, ma soprattutto di entrare in contatto con i norvegesi e imparare la lingua.

  • Antek

    ragazzi, vi capisco! io dalla puglia sono emigrato a stavanger, la capitale del petrolio! l’unica cosa che non mi piace è il clima (e detto di nascosto, la cucina…) ma il paese è fantastico: moderno, efficiente, mezzi pubblici puntualissimi, le persone sono civili e rispettano la legge, il welfare state è da sogno; penso che fra qualche anno prenderò la cittadinanza.
    io mi sono laureato in lingue straniere in italia; parlo fluentemente 4 lingue (italiano, inglese, croato, russo). in italia non c’è lavoro per me, nonostante in teoria per i linguisti ben formati ci sia sempre lavoro; ma nelle aziende italiane e in particolar modo nel sud italia non hanno la capacità di sfruttare questi potenziali.
    ora lavoro qui per la stagione turistica, e posso sfruttare le mie conoscenze per farmi strada: 1000 euro al mese più vitto e alloggio! non mi posso affatto lamentare; ho già trovato altri lavori per quando sarà finita la stagione turistica. che dire: la norvegia è un paese dove se vuoi lavorare puoi costruire molto. l’inizio è difficile per tutti, ma se persisti qui viene tutto ricompensato. inutile dire: niente lavoro a nero, contratto di lavoro già da subito, straordinari pagati, lavoratori ipertutelati.

  • fixyou88

    Ciao Camilla, sono un neo laureato in scienze politiche internazionali ho sempre avuto una forte passione per i paesi scandinavi e Norvegia in particolare, non a caso ho sviluppato la mia tesi di laurea sul ruolo del petrolio nello sviluppo dell’economia norvegese, a parte questo volevo chiederti per quale motivo Bergen e non Oslo!al momento mi trovo in Canada per lavoro e a ottobre rientrerò in Italia per un breve vacanza ma subito dopo mi trasferirò a Oslo per lavoro….sto programmando un master in Energy Management e il mio sogno sarebbe vivere in Norvegia…ho diversi amici norvegesi che mi dicono che posso tranquillamente trasferirmi senza parlare il norvegese.
    Sono abbastanza informato sulla situazione linguistica e dicono che si trova facilmente lavoro come cameriere anche solo con l’inglese…è vero?sono stato a Oslo un paio di anni fa e ho notato che tutti parlano inglese, ma è anche vero che sono un paese molto patriottico…in conclusione volevo sapere a quanto si aggira lo stipendio orario come cameriere, 100-115-130 kr…stavo girando su un po di blog norvegesi ma non è molto chiaro!!se nn erro anche in Norvegia lasciano circa il 10% di tip…la mia idea sarebbe di continuare a risparmiare lavorando come cameriere, qui a Toronto risparmio circa 2000 euro al mese con soli 35 ore a settimana!il mio dubbio è se andare in Norvegia o in Australia…
    Aspetto un tuo parere, dei Norvegesi mi fido ma sempre meglio sentire anche qualche connazionale!
    cheers

    Valerio

  • matteo

    ciao io sono laureato in comunicazione multimediale e audiovisiva, sono scappato da milano, impossibile trovare lavoro se superi i 29 anni…ora sono a londra, città carissima ma per fare pratica con la lingua può andare…

  • camilla

    Ciao Valerio,
    abbiamo scelto Bergen perché essendo una città turistica è più facile trovare un lavoro iniziale durante la stagione estiva, Oslo, essendo la capitale, è il punto di arrivo di quasi tutti gli stranieri; sicuramente offre molte più possibilità nella ricerca di lavori qualificati, ma se cerchi una posizione di cameriere o commesso la concorrenza è altissima. E’ vero, i norvegesi parlano tutti inglese, dai tre ai novantanove anni. Ma nel mondo del lavoro la conoscenza del norvegese è un vantaggio notevole, con l’inglese puoi servire nei ristoranti o lavorare in ambiti legati al turismo. Tutte le altre professioni, dall’insegnante di asilo al manager di un’azienda richiedono quasi sempre la conoscenza della lingua.
    Un vantaggio da tenere in considerazione è dato dal fatto che, una volta imparato bene norvegese, si può facilmente capire anche danese e svedese.
    La paga di un cameriere si aggira intorno alle 130 nok all’ora e le mance sono molto frequenti.
    In bocca al lupo!

  • Alex

    In Svezia. Sono assolutamente d’accordo che il lavoro, la serietà e l’impegno da queste parti pagano ma attenzione – se sei interessata a rimanere leggiti libri di storia e di etnologia/sociologia che spiegano come la società norvegese di oggi è stata creata – ti aiuterà a penetrare nella mentalità nordica, altrimenti rischi di essere tagliata fuori socialmente. L’integrazione non esiste, nel senso che verrai sempre considerata straniera e non-norvegese e si fa moltissima fatica a trovare amicizie locali. Sono tutti gentilissimi e corretti ma l’amicizia con gli stranieri è considerata in qualche modo “degradante” anche se ci sono persone di alta cultura che vanno oltre. Io convivo con un nordico, sono chiara di capelli e sono una mista come Aldo, forse anche per questo non sono considerata immigrata al 100% e perciò mi accettano. Attenzione però che quando si tratta di puntare al lavoro qualificato (intendo quello per cui hai studiato) la concorrenza è forte e ti fanno anche un bel mobbing – silenzioso, ma pur sempre mobbing. Tuttavia se sei giovane e se ti adatti puoi farcela ma ad un certo punto, passata la fase d’entusiasmo, ti porrai certi quesiti e starà solo a te la decisione di rimanere o meno. Buona fortuna e complimenti per il coraggio!

  • fixyou88

    takk!!!beh un po come il Canada a Toronto c’è molta competizione per trovare lavoro…mah speriamo bene!grazie ancora e crepi il lupo!

  • http://www.facebook.com/claudia.arici Claudia Arici

    Ciao Camilla. Mi sembra di rileggere la mia storia. Anche io mi sono laureata in relazioni internazionali, e visto l’andazzo nel nostro paese – e uno stage non retribuito al consolato USA di Milano – ho fatto armi e bagagli e mi sono trasferita in Australia. Qui non ho avuto il problema della lingua, ma quello del visto, che mi ha costretto a lavorare per un anno in bakeries-cafè. Ora ho appeso il grembiule al chiodo e mi sono data all’insegnamento di italiano e francese in attesa di avere la risposta per la borsa di studio per fare un PhD. Quali credi siano le reali possibilità di lavoro nel nostro campo nel nord Europa?

  • Adrienne Riordan

    confesso che la Norvegia mi ispira un sacco, più ne leggo più mi sembra un Paradiso (clima a parte, si intende). Ho 29 anni, ho avuto la possibilità di studiare un po’ di danese, vorrei anch’io fare il salto nel nord Europa (appunto Danimarca o Norvegia) ma sarei sola, ho paura. Qui in Italia l’unica possibilità che ho di lavorare è aprire uno studio mio perchè appunto non assumono da nessuna parte (sono psicologa) ma tutti i soldi che l’Italia vuole da me a prescindere dal fatto che l’attività s’avvii o meno… mi sembra una condotta davvero criminale. Spero di avere un’occasione qualsiasi per partire: piuttosto che fare la dottoressa qui in italia, perferisco fare la cameriera in Norvegia.

  • http://www.facebook.com/pascal.door Pascal Door

    Salve,

    Inanzitutto complimenti per l’inziativa e auguri per la futura carriera.

    Gradirei se possibile due informazioni: com’è il mercato del lavoro per gli ultra 35enni? La mancanza di conoscenza della lingua norvegese che prospettive di lavoro determina?

    Saluti e in bocca al lupo

  • Alex

    Quello che voi non volete capire è che quando si emigra si scende automaticamente di un gradino (o più) nella scala sociale del Paese ospitante, anche con una laurea. Nel Nord Europa ci sono fior di ingegneri iraniani che fanno ben altro e sono stati accolti come asylum – fate un po’ voi… Io ho un’amica europea dottorata in cinese e che padroneggia altre 5 lingue e tutto quello che ha trovato è un lavoro (part-time) come informatrice turistica e meno male che vive col fidanzato, altrimenti non ce la farebbe a mantenersi da sola. Sappiate che pure qui, come dappertutto, i lavori “migliori” sono tenuti per i locali, appartenenti a certi circuiti sociali. Gli ultimi arrivati, venuti da fuori, che non conoscono l’idioma del Paese ospitante, spesso non parlano manco tanto bene l’inglese e magari manco hanno esperienza nel campo vengono considerati per lavori tipo commessa in pasticceria/panetteria che, dopotutto, potrebbero anche essere l’unico lavoro che vi spetta in quanto stranieri – ci avete mai pensato?
    Riflettete su queste cose prima di emigrare.
    In bocca al lupo!

  • giorgio sartoris

    Complimenti, siete stati coraggiosi e pieni d’iniziativa. Io sono disabile e mi sposto con una carrozzella , posso essere molto autonomo se non ci sono barriere architettoniche, com’è da questo punto di vista la norvegia?

  • Camilla

    Ciao Giorgio,
    Ti ringrazio per i complimenti. A quanto ho visto fin ora, direi che tutti i luoghi pubblici e i mezzi di trasporto sono attrezzati per evitare difficoltà di spostamento; credo sia possibile muoversi in autonomia in quasi tutte le situazioni del quotidiano. Ti consiglio un bel viaggio da queste parti!

  • camilla

    Onestamente? Non lo so ancora. Il motivo per cui mi sono trasferita è proprio trovare una risposta alla tua domanda! Credo che anche qui il nostro titolo di studi permetta di fare, come dice mia nonna “tutto e niente”, con la differenza che l’opzione tutto in Italia è ormai assente. La conoscenza linguistica e le basi di economia e diritto, ci permettono di candidarci non solo per posizioni in ambito diplomatico (Oslo), ma anche nel settore commerciale-industriale. Ma ne riparliamo tra qualche mese, quando parlerò meglio norvegese!

  • Camilla

    Credo che la risposta alla tua prima domanda sia influenzata dal curriculum e dal settore di interesse dell’ultra trentacinquenne in questione. Sicuramente la Norvegia è un paese in cui il primo accesso nel mercato del lavoro avviene molto presto, ma un buon curriculum penso venga preso in considerazione indipendentemente dall’età. La mancanza di conoscenza linguistica, come dico nell’articolo, non è un problema se si hanno qualifiche tecnico/ingegneristiche con cui lavorare nel settore petrolifero, altrimenti è un vantaggio notevole, se non un requisito. In che campo sei specializzato? Cosa vorresti fare qui?

  • Camilla

    Ciao Adrienne,
    capisco la tua situazione, ho molte amiche psicologhe (servono sempre) e quasi tutte si trovano a fronteggiare il tuo stesso problema.La Norvegia non è il paradiso, ma se ci si riesce ad adattare, può essere un posto davvero piacevole. Ti posso dire, limitandomi al caso Bergen, che ho notato parecchi annunci di lavoro in cui si ricercano psicologi per ospedali e anche per le scuole, per seguire alunni con problemi di apprendimento o di integrazione. Sono tutti contratti a tempo indeterminato, la paga è molto buona. Ovviamente dovresti mettere in conto un periodo di apprendimento linguistico, ma poi troveresti sicuramente qualcosa di vicino al tuo percorso di studi.

  • Adrienne Riordan

    *o* sono specialista in disturbi specifici di apprendimento e lavoro come accompagnatrice di disabili in vacanza! Credo che mi piacerebbe imparare il norvegese (e ho pure un’amica che studia appunto norvegese all’università di Bologna!) :)
    Intanto però mi sa che finisco tre/cinque mesi in Grecia, il Progetto Leonardo purtroppo mi manda solo lì a settembre…

  • saba

    Ciao a tutti ,Non lo è facile cominciare da zero ,sono arrivato in italia nel 98 con gomone ,e passando pericoli e dificolta con la lingua e,.sono da 13 anni qui ormai o la cittadinnanza italiana ,e vorrei ringraziare tutti ,siete un popolo speciale ,Se uno ha voglia puo integrare facilmente nella comunita di questo popolo . doppo 6 anni ho avutto la mia attivita un negozio ,e la crisi ha colpito tutti i settori ,.e 1 settimana fa ho dovuto un altra volta a dirigermi in un altro paese ,e proppio a Norwegia ,sono andato a Tromso ma e dura e per 4 giorni non sono riuscito trovare un app per poter dividerlo con qualcuno ,e sono tornato a Oslo ,li ho visto che le posibilita per i app cerano e come ,anche per lavoro non lo e dificile ovio la lingua e fondamentale . ma all inizio cualsiasi lavoro tanto per cominciare e buono..Io riparto fra 3 giorni ed spero e mi auguro che vada bene .Un augurio speciale per tutti voi che cercate di emigrare in un altro paese .Non e facile al inizio ma con la vostra forza di non arrendervi ve la caverete bene ,ovio come dicono tutti non partite con pochi soldi ,non si sa mai . In bocca al lupo per tutti .

  • http://www.facebook.com/vincenzo.sgroi.754 Vincenzo Sgroi

    ciao antek sono enzo da milano a febrai mi trasferiro li a stavanger sto cercando lavoro per me e la mia ragazza per ora non ho trovato niente ma sono testardo possiamo incontrarci quando arrivo e senza che nessuno ci veda ti dò io un po di buon cibo italiano, scrivimi sù silverbabel@hotmail.it ciao e buona stagione invernale

  • http://www.facebook.com/pascal.door Pascal Door

    Perdonami se rispondo solo ora ma evidentemente fra le varie notifiche che mi arrivano via mail devo essermi perso la tua. La mia carriera fino ad oggi mi ha visto specializzato nella vendita di prodotti finanziari e assicurativi fino a 32 anni circa e, con al crisi del settore, mi sono specializzato nel settore contabilità e ragioneria, ambito nel quale lavoro tutt’ora. Il mio inglese è discreto ma chiaramente non ho capacità di tipo tecnico ingegneristico. Desidero migrare poiché non amo l’ambiente lavorativo italiano in cui ho visto davvero troppe scorrettezze. Il mio desiderio è poter svolgere igni giorno un lavoro con la soddisfazione di averlo fatto bene, questo mi interessa molto più di un’eventuale carriera. Sarei disposto anche a fare lavori stagionali e faticosi, come quelli sui pescherecci o sulle off-shore, ma onestamente sono consapevole di non avere nè qualifiche nè esperienza nel settore. Ho una laurea in giurisprudenza e 37 anni d’età. Che ne pensi? In ogni caso grazie per la tua attenzione.

  • http://www.facebook.com/pascal.door Pascal Door

    Assolutamente d’accordo. Conosco persone che dopo 10 anni di lavoro all’estero non parlano la lingua locale e frequentano solo altri italiani. Degli autentici candidati all’emarginazione, loro e i loro figli.

  • Franziska

    Una laureata in Relazioni internazionali che fa la panettiera in Norvegia? E la presentate come una storia di successo?

  • http://www.facebook.com/profile.php?id=1616202550 Verenen Joe Martinelli

    Franziska, scusa se mi permetto….
    ma a parte che andare in un posto, stare bene/poter fare la propria vita, e avere un lavoro salariato che ti dà delle soddisfazioni è già di per se una storia di successo.
    Se hai letto bene, (è anche in grassetto) l’autrice scrive dei primi 6 mesi di esperienza. Se pensi che sia possibile andare all’estero e avere subito “prestigio”, la pappa pronta, e il lavoro dei sogni ecc mi sa che sei fuori strada… è un processo che richiede il suo tempo e tante tappe.

  • http://www.italiansinfuga.com Aldo Mencaraglia

    Ognuno definisce il successo a modo suo. Quando si e’ contenti vivendo come si vuol vivere….

  • gio

    Ciao a tutti avete leto aziende alimentari che cercano laureati in scienze tecnologie alimentari? anche se sono esperto di caffe avrei piacere di cogiere al volo qualunque opportunita…….
    ciao Gio

  • http://www.facebook.com/mark.michael.75248795 Mark Michael

    Ciao Camilla,

    complimenti per l’articolo e per la strada che stai percorrendo.

    Io sono di Milano , ho 31 anni ed un percorso universitario incompleto(banca e finanza) alle spalle, non terminato perchè, a suo tempo, ho preferito buttarmi nel mondo del lavoro. Oggi rientro nella categoria delle persone che soffrono sulla propria pelle il periodo storico che stiamo attraversando (non entro nel merito altrimenti rischio di cadere in polemiche sterili). L’azienda per la quale lavoravo e nella quale ho avuto la possibilità di crescere (era stranamente meritocratica) è fallita a fine 2011. Tu puoi immaginare a cosa sono andato incontro da allora ;) . Per farla breve ad oggi mi ritrovo, degno e fiero, a lavorare in un mercato a cielo aperto in quel di Firenze. Purtroppo il rapporto salario/costo della vita è drammatico e per quanto non voglia lamentarmi devo ammettere di essere veramente stanco della situazione. sia mia, che del contesto sociale nel quale vivo. Sto seriamente valutando la possibilità di spostarmi in Norvegia ed in particolare pensavo prorpio a Bergen, città turistica come sottolinei tu, che potrebbe offrirmi la possibilità di trovare lavoro, spero, in tempi ragionevoli. Anche la mia ragazza (Norvegese di Fredrikstad) mi ha consigliato questa soluzione per cominciare ad inserirmi, mantenermi, e pian piano imparare la linua. Sono bilingue, nato negli States (NY) con doppia cittadinanza. Spero che anche l’inglese (ed un discreto francese) possa essermi di aiuto.

    Ti volevo chiedere qualche consiglio e qualche dritta. Per non perdere l allenamento potrei anche lavorare al mercato del pesce :) dove mi dicono esserci sempre una discreta possibilità di trovare….

    Non ti tedio ulteriormente ed in attesa di una tua risposta ti auguro tutto il meglio.

    Mark

  • Paolo

    Ciao Saba,
    da quanto ho capito a Tromso non c’è lavoro?
    Invece ad Oslo dici che è + facile?
    Io pensavo il contrario essendo Oslo una città più vicina al resto d’Europa,
    hai poi trovato lavoro? In quale città?
    Vorrei venire anche io in Norvegia, qui in Italia ormai non c’è + niente
    nemmeno come lavori saltuari e part time!
    Complimenti x la determinazione ed in bocca al lupo!
    Paolo

  • http://www.facebook.com/raia.nicola Raia Nicola

    Mi chiamo Nicola sono un laureato in economia, dottore commercialista e revisore contabile. di 47 anni.. mi affascina l’idea della norvegia ma sto leggendo tanti blog di ragazzi/e con idee ed esperienze positive e negative …ho visto che tu gia ti trovi in loco mi aiuteresti ? ti ringrazio, nicola


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