Se siete in dubbio se restare o partire, partite

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Mi chiamo Luca Semprini ed ho deciso di scrivere a Italiansinfuga per poter condividere la mia esperienza in Australia con tutti quello che seguono il sito. Durante i 9 mesi di viaggio ho aggiornato il mio blog con le foto di tutti i posti dove siamo stati.

Se volete dare un’occhiata il sito è www.lucasemprini.com

Ho preso la decisione di partire con la mia ragazza ad Aprile dell’anno scorso ma non sapevo cosa cercare nè dove cercare, poi un giorno durante alcune ricerche sono capitato su Italiansinfuga e ho iniziato a guardare il sito, a leggere le interviste fatte ad altre persone, a capire come funzionasse il rilascio del visto e a farmi un’idea su come organizzare il viaggio.

Il volo l’abbiamo prenotato ad aprile con Etihad: Milano – Abu Dhabi – Sydney.

L’errore che ho fatto è stato di prenotare l’andata ma non il ritorno.

Dopo alcune settimane un’amica che abita la mi ha contattato dicendomi che è sempre meglio prenotare l’andata e il ritorno per la data massima concessa al momento della prenotazione che poi si potrà spostare una volta in Australia, semplicemente chiamando gli uffici della compagnia aerea (a volte il cambio data si paga, a volte no, dipende dal tipo di biglietto prenotato, in ogni caso noi abbiamo pagato 98 dollari).

Il visto working holiday l’abbiamo richiesto a maggio e nel giro di due giorni è arrivato.

Partendo dall’Italia ci eravamo già organizzati in modo da avere un lavoro una volta atterrati, un lavoro di volontariato non retribuito ma che offre vitto e alloggio e aiuta ad ottenere un secondo visto.

Se cercate una cosa di questo tipo vi basterà cercare WWOOF Australia su google (willing workers on organic farm) e ordinare un libro in ci sono presenti tutti i nomi e contatti di persone che vi offriranno ospitalità e dopo 88 giorni di lavoro la possibilità di richiedere un secondo visto in tutta l’Australia.

Il libro ci ha salvato a Byron Bay (Mullumbimby per la precisione), a Hoddles Creek (circa un’ora da Melbourne) e Albany.

Il nostro viaggio e’ iniziato il 29 settembre, giorno in cui abbiamo preso il volo da Milano diretto a Sydney.

Il volo compreso lo scalo è durato 23 ore interminabili e appena siamo arrivati il 30, per una settimana abbiamo sofferto il Jet Lag.

Sydney - Foto: Luca Semprini

Sydney - Foto: Luca Semprini

Dopo una settimana a Sydney in cui abbiamo girato la città da turisti – abbiamo alloggiato al Wake Up, nonostante il prezzo sopra la media è un ostello meraviglioso – abbiamo prenotato un volo diretto a Ballina, usciti dall’aeroporto abbiamo preso una navetta per Mullumbimby passando da Byron Bay e li ci è venuta a prendere la donna che ci avrebbe ospitato per i tre mesi successivi.

Man mano che il van si addentrava nella natura mi pentivo della decisione presa, ma i tre mesi successivi sarebbero stati bellissimi.

Per tre mesi abbiamo lavorato nella proprietà durante la settimana andando a Byron Bay durante il week end.

Abbiamo fatto qualsiasi tipo di lavoro: abbiamo badato e cresciuto cani e gatti, scavato fossati attorno alle case della proprietà, tagliato l’erba e le piante selvatiche, scavato buche in cui abbiamo piantato alberi da frutta, pulito casa, cucinato e costruito tre gabbie per animali.

Dopo quest’esperienza siamo tornati a Sydney il 1 gennaio e abbiamo alloggiato per 2 settimane in un appartamento a due piani a circa 5 minuti a piedi da Bondi Beach.

Abbiamo conosciuto molta gente, abbiamo portato curriculum (scritti seguendo i video inestimabili di italiansinfuga) i primi dieci giorni ma senza risultato, nel periodo estivo c’era troppa gente li, così ci siamo rilassati, abbiamo girato tutte le spiagge li attorno, preso il sole e fatto il bagno nell’oceano tutti i giorni.

L’unico rimpianto che ho è di non aver mai provato una tavola da surf.

Dopo Sydney abbiamo preso un volo per Melbourne dove avevamo già contatti con una donna che ci avrebbe ospitato nella sua proprietà per qualche settimana (WWOOF) e con un uomo filippino per lavorare (avevamo trovato l’annuncio di lavoro su Gumtree).

Abbiamo preferito scegliere il lavoro, volevamo fare qualche soldo e l’annuncio sembrava buono, cosi arrivati a Melbourne abbiamo preso un treno per Sale sulle 6 di sera.

Arrivati nella fermata dopo Sale come ci era stato detto, il datore di lavoro ci ha chiamato dicendoci che la fermata era Sale, ma non essendoci più treni per tornare indietro abbiamo dormito una sera in hotel.

La mattina alle 6 qualcuno ci è venuto a prendere in van, i nostri colleghi erano tutti filippini, dopo un’ora e mezza di viaggio eravamo a destinazione.

Dopo cinque ore di lavoro sotto il sole a raccogliere fagiolini mi è sorto un dubbio, cosi ho chiesto a una donna che lavorava con noi quanto fosse la paga.

Ci era stato detto che saremmo stati pagati a chili: 1 dollaro per ogni chilo di fagiolini, il primo giorno abbiamo guadagnato poco più di 20 dollari.

Il ritorno è durato circa due ore, ma invece di fermarci a Sale con gli altri dovevamo andare in un altro paesino, dormire a casa di una persona nuova e lavorare li fino a nuovo ordine.

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Tutto quello che stava succedendo era diverso da quello che ci era stato detto, cosi abbiamo detto al guidatore di portarci in stazione.

Ci siamo diretti a Melbourne, abbiamo dormito in ostello e il giorno dopo abbiamo preso un treno per Hoddles Creek, dove la donna che ci avrebbe ospitato per due mesi ci stava aspettando in macchina.

Dopo 4 giorni di lavoro nella sua proprietà, di sua iniziativa ha portato la mia ragazza in un’azienda di mele a due chilometri dalla casa.

Era sabato e il proprietario ha detto che lunedì potevo iniziare, e dopo due settimane avrebbe potuto iniziare la mia ragazza.

Ho lavorato 8 settimane li, da febbraio a fine marzo, la paga era 927 dollari netti a settimana e per stare in casa con la famiglia di Hoddles Creek pagavamo solo 75 dollari a settimana per tutto quanto.

Ma stava iniziando l’autunno, il freddo e tanta pioggia, cosi abbiamo riiniziato a viaggiare.

Siamo andati ad Adelaide in aereo, siamo rimasti 4 giorni in un ostello che forniva biciclette gratuitamente e l’abbiamo girata tutta, poi siamo andati a Kangaroo Island per 3 giorni.

Una volta tornati ad Adelaide abbiamo pensato che, dato che l’assicurazione sanitaria stipulata con Medicare (totalmente gratuita per noi italiani) stava scadendo potevamo uscire dall’Australia per poi rientrare, cosi da avere altri sei mesi gratuiti di Medicare.

Le scelte possibili erano Thailandia, Bali e Nuova Zelanda.

Abbiamo scelto la Nuova Zelanda, 10 giorni passati fra Auckland, Rotorua e Wellington. Posti meravigliosi.

Tornati dalla Nuova Zelanda abbiamo fatto scalo a Melbourne qualche ora per poi arrivare a Perth dove abbiamo soggiornato per qualche giorno.

Volevamo andare ad Albany (Walpole per l’esattezza) per vedere la Tree Top Walk ma abbiamo dovuto aspettare in città qualche giorno in più perche tutte le corriere erano completamente piene a causa delle feste pasquali.

Così dopo 4 giorni siamo partiti per Albany, dove ci è venuta a prendere una donna con cui avevamo preso accordi.

Abbiamo lavorato nella sua proprietà mezz’ora fuori da Albany per 5 giorni, occupandoci di capre, pecore, cavalli e mucche.

C’erano molti ragazzi nella casa, backpackers come noi, è stata un’esperienza molto bella.

A parte il giorno di Pasqua, in cui ho dovuto seppellire due capre morte per una malattia.

Dopo aver lasciato la proprietà ci siamo spostati a Walpole per un giorno, dormendo in ostello, siamo stati alla Tree Top Walk e siamo ripartiti per Perth dove, dopo un giorno in ostello, abbiamo preso un volo per tornare ad Adelaide.

Da li ci siamo spostati in un working hostel (un ostello che ti trova lavoro e ti fornisce il trasporto per arrivarci) dove abbiamo lavorato 2 mesi.

La maggior parte delle persone conosciute in Australia le ho conosciute qui.

Il 19 giugno abbiamo lasciato l’ostello tornando ad Adelaide, dove abbiamo passato una notte in ostello.

Uluru - Foto: Luca Semprini

Uluru - Foto: Luca Semprini

Il giorno dopo avevamo il volo per Alice Springs. Siamo stati in queste città due giorni, il primo siamo stati a cammello e abbiamo visto la città, il secondo siamo andati a Uluru e Kata Tjuta.

La mattina del terzo siamo ripartiti per Cairns in aereo, dove siamo rimasti tre giorni, girando la città e facendo snorkeling nella grande barriera corallina.

Dopo di questo siamo tornati a Sydney, siamo rimasti li due giorni per fare delle cose con la banca e l’ufficio delle tasse e il 29 giugno abbiamo lasciato l’Australia.

Mentre ero la mi hanno scritto molte persone chiedendomi informazioni di ogni tipo, se era conveniente partire o era meglio rimanere in Italia.

Il consiglio che ho sempre dato è di partire, nel caso si tornasse dopo un anno sarebbe comunque un esperienza, un viaggio come questo aiuta a crescere e a responsabilizzarsi, a diventare un po’ più autonomi, soprattutto per noi italiani che siamo abituati a stare in casa con la mamma fino a 30 anni.

Nel mio caso poco prima di partire mi era stato offerto un contratto a tempo indeterminato per il lavoro che ho fatto per due anni e mezzo, ma l’ho rifiutato e sono partito, perché volevo crescere, vedere un po’ il mondo, imparare l’inglese, vedere una realtà diversa dalla nostra e capire se volevo vivere in Australia o no.

Nonostante sia un posto meraviglioso, non credo ci vivrei, almeno non per sempre.

Le distanze sono troppo grandi, al di fuori delle grandi città non c’è molto, il cibo non sempre soddisfa e mi mancava l’Europa con tutto quello che la contraddistingue.

Ma abbiamo un secondo working holiday e possiamo utilizzarlo entro il 31esimo anno di età, quindi se volessimo tornare ne avremmo la possibilità.

Quel che consiglio è se siete in dubbio se restare o partire, partite.

Ci sono un sacco di possibilità all’estero per la gente volenterosa, e se per voi l’Australia non è la risposta giusta, ci sono tanti altri posti meravigliosi in cui fare un’esperienza del genere.

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