Quali sono i primi passi da fare verso l’estero?

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Una domanda che mi viene fatta sovente è ‘quali sono i primi passi da fare per andare all’estero?’

Spesso la domanda è collegata ad un desiderio di emigrazione verso una nazione per la quale c’è bisogno di un visto lavorativo.

E altrettanto spesso la domanda viene seguita da una particolare attenzione alla ricerca lavoro nella nazione di destinazione come preoccupazione principale.

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In questo contesto il mio consiglio è di non preoccuparsi, almeno inizialmente, della questione lavoro per quanto essa sia ovviamente pressante.

Il primo, primissimo, passo da fare quando volete emigrare al di fuori dell’Europa è quello di preoccuparsi di capire benissimo la questione visto.

Senza possibilità di ottenere il visto, non serve a nulla preoccuparsi di cercare lavoro.

Attenzione, non voglio dire che bisogna avere il visto prima di cercare lavoro.

Intendo dire che dovete assicurarvi che siate idonei a ricevere un visto lavorativo e quindi potete presentarvi ai potenziali datori di lavoro stranieri dicendo “sono idoneo a ricevere il visto tal dei tali ed ho tutte le carte in regola per sottoporre la domanda al dipartimento di immigrazione domani.

I requisiti che dovrete soddisfare variano da nazione a nazione in quanto ogni Paese ha la propria politica immigratoria.

Per i Paesi più gettonati (Australia, Canada, Nuova Zelanda, Stati Uniti) i requisiti principali, generalizzando molto, sono:

  • professione richiesta con esperienza lavorativa certificabile (il lavoro in nero non conta)
  • età (ad esempio per l’Australia i 50 anni sono il limite oltre il quale è molto difficile essere presi in considerazione)
  • conoscenza lingua (di nuovo certificabile ad esempio attraverso l’esame IELTS)

Se vi accorgete che soddisfate alcuni ma non tutti i requisiti ed è possibile migliorare la vostra posizione nei rimanenti, potete dedicarvi al miglioramento delle vostre lacune (magari della conoscenza della lingua) e ‘ripresentarvi’ al Paese al quale ambite in una posizione con maggiori probabilità di essere accettati.

Questo percorso può impegnarvi per mesi o anni ma almeno non sprecate il tempo vostro e quello dei vostri interlocutori quando trovate un potenziale datore di lavoro e poi vi accorgete che non riuscite a ricevere un visto lavorativo perché vi manca……

Una volta messe in ordine le scartoffie, tradotto i documenti, ottenuti i certificati in Italia, superato gli esami necessari, ottenuto il riconoscimento di titoli di studio ed esperienza lavorativa, allora siete pronti a cercare datori di lavoro che possano fare il caso vostro e viceversa.

I primi passi da fare verso l’estero?

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