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Classifica delle città più convenienti negli Stati Uniti

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Un articolo pubblicato da Forbes rivela le città statunitensi dove il salario fornisce il migliore tenore di vita dopo aver preso in considerazione il costo della vita nella città stessa.

Questo è un concetto validissimo per qualsiasi destinazione estera alla quale state pensando (e anche in Italia).

Spesso si è attratti da una città più rinomata e almeno in apparenza più affascinante (Londra, Berlino, Barcellona…) Queste città sono spesso così costose che le sterline o gli euro che guadagnate non vi permettono di avere lo stesso tenore di vita rispetto a città meno conosciute e “alla moda”.

In ogni nazione sono presenti città meno rinomate che però possono offrire uno stile di vita migliore in quanto il rapporto salario/costo della vita è favorevole rispetto alla città di grido.

Per quello che riguarda gli Stati Uniti, le destinazioni preferite per gli aspiranti emigranti risultano essere New York, Los Angeles o San Francisco. Città che offrono i salari più alti negli Stati Uniti. Quello che però bisogna prendere in considerazione è che il costo della vita in queste città fa sì che questi salari non vi permettono di godervi la vita nella vostra nuova destinazione tanto quanto altre città.

L’articolo spiega come uno studio da parte di Mark Schill del Praxis Strategy Group e di Joel Kotkin rivela che Houston è la città statunitense che offre il miglior rapporto tra salario e costo della vita. Tutto ciò nonostante il fatto che il salario annuale medio nel 2011 a Houston ($59.838) era “solo” l’ottavo più alto della nazione.

Il costo della vita relativamente basso promuove però la città texana al primo posto di questa classifica. Ad esempio il rapporto tra il prezzo medio di una casa ed il salario medio annuale di una famiglia a Houston è di 2,9 mentre a San Francisco è di 6,7. In pratica, dopo aver preso in considerazione il costo della vita, il salario medio di Houston vale $66.933.

Ecco le prime dieci città in classifica:

  1. Houston
  2. San Jose
  3. Detroit
  4. Memphis
  5. Dallas
  6. Charlotte
  7. Cincinnati
  8. Austin
  9. Seattle
  10. Columbus

Per quel che riguarda le città più rinomate, Boston si piazza al trentaduesimo posto, New York si piazza al quarantunesimo posto e Los Angeles si piazza al quarantaseiesimo posto in classifica.

Ne risulta che le città più convenienti da questo punto di vista sono anche quelle che stanno accogliendo un numero maggiore di immigrazione interna negli Stati Uniti.

Ad esempio, Houston, Dallas e Austin sono in cima alle classifiche di crescita della popolazione degli ultimi dieci anni mentre New York e Los Angeles hanno visto tre milioni di persone emigrare verso altre parti della nazione durante il periodo 2000-2009.

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commenti


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  • wormholeee

    Domanda: ma di solito città con il costo della vita più basso non si accompagnano a tassi di disoccupazione più alti?

  • http://www.italiansinfuga.com Aldo Mencaraglia

    non penso. Cosa te lo fa dire?

  • wormholeee

    Ho questa impressione: generalmente le zone con il costo della vita più basso, se da una parte sono più appetibili da chi ha un potere di acquisto più alto, perché con lo stesso stipendio può fare più cose, dall’altro hanno un costo della vita più basso proprio perché offrono meno opportunità dal punto di vista lavorativo: meno insediamenti industriali e di servizi, quindi meno lavoro, e questo tende a far mantenere i prezzi bassi. Per spiegare questo concetto mi viene in mente la situazione dei paesi dell’est europa fino a 10-15 anni fa: scarsa presenza industriale e del terziario, forte disoccupazione e costo della vita bassissimo. Anche oggi questi paesi sono appetibili dal punto di vista del costo della vita, ma il costo della vita sta di anno in anno aumentando perché le grandi multinazionali o imprese in genere stanno spostando le loro sedi o produzioni lì, proprio perché lì il costo della vita è più basso (e ovviamente della manodopera) quindi si possono massimizzare i profitti riducendo i costi. Certo qui parliamo di miglior rapporto tenore di vita e costo della vita, e le due cose non sempre sono legate: posso andare a vivere in congo e avere un costo della vita bassissimo, ma che dire del tenore di vita? Adesso sto generalizzando ed estremizzando, ma solo per far meglio intendere quello che voglio dire. Nella realtà bisognerebbe prendere in considerazione le proprie competenze lavorative, il proprie tenore di vita (soggettivo), il costo della vita del territorio scelto ecc ecc. Spero di essere stato un po’ chiaro :-)

  • http://www.italiansinfuga.com Aldo Mencaraglia

    immagino che il ‘desiderio’ verso alcune destinazioni sia smisurato rispetto all’offerta lavorativa. Se, esagerando, a parità di salario la gente sceglie NYC piuttosto che Detroit allora il costo della vita cresce a NYC e rimane stazionario o scende a Detroit. L’emotivita’ della scelta rende la razionalità degli economi meno valida…

  • wormholeee

    Certo, il fatto che alcuni preferiscano (in base a una scelta emotiva?) sopravvivere a New York, contribuisce a mantenere basso il costo della vita a Detroit.
    Molte persone preferiscono sopravvivere con il proprio stipendio vivendo a New York che vivere con lo stesso stipendio (ammesso che la realtà locale e il tipo di lavoro lo consenta) a Detroit un po’ meglio. Un mio amico vive da alcuni anni in un paese dell’est e si trova benissimo: il rapporto tra il proprio stipendio e il costo della vita gli consente un buon tenore di vita. I problemi potrebbero iniziare nel momento in cui il costo della vita iniziasse ad aumentare e gli stipendi non venissero adeguati di conseguenza , con notevole danno per il tenore di vita (fenomeno che stiamo attualmente vivendo in Italia), ma ovviamente questo fenomeno richiede anni, forse! :-)

  • Gabriele Antonini

    Grazie Aldo, sarebbe interessante avere qualcosa del genere anche per l’Australia!

  • http://www.italiansinfuga.com Aldo Mencaraglia
  • http://www.facebook.com/claudia.arici Claudia Arici

    consiglio a tutti Seattle!

  • http://www.facebook.com/lauro.giubin Lauro Giubin

    Scusate ma ho un dubbio da italiano che vive in italia:per salario medio si intende la somma degli stipendi mensili diviso 12 o ci sono altre mensilità? Cioè un dipendente prende di media a Houston 59838:12=4986,5$ al mese? Cioè tutto costa circa il triplo che in italia?

  • http://www.italiansinfuga.com Aldo Mencaraglia

    Si. Ci sono 12 mensilità. Per alcuni, a seconda del lavoro e della ditta, possono esserci bonus, commissioni e altri benefits ma il salario e’ quello citato. Ricorda che sono salari lordi….

  • Chiara Polacchini

    Io posso solo rassicurare tutti coloro che vogliono partire per gli Stati Uniti: ho vissuto lí per un anno visitando varie cittá, tra cui anche le gettonatissime NYC, LA, Miami, etc. Ebbene, la spesa al supermercato era sempre piú economica che in Italia! Perfino a Manhattan la frutta e la verdura alla bancarella costava meno che nelle Marche: ASSURDO, ma stupendo!

  • Max

    vi scrivo da Boston, dalle statistiche risulta tra le città piu costose degli usa eppure sia per i beni primari che per i divertimenti si spende nettamente meno che in Italia

  • Sandro

    Fabio come posso darti torto… io sono arrivato in America (Detroit nel 1994 con un diploma di scuola media superiore italiana (!!!). Qui ho avuto l’ occasione di presndermi una licenza da agente immpbiliare nel 1995 (ma non mi piaceva), nel 1996 mi sono iscritto all’ universita’ dove mi sono laureato nel 2001. Un mese prima di laurearmi, ho ricevuto una proposta di lavoro da bancario dal mio corrente datore di lavoro. Sono stato assunto come manager “in training” ed ora sono direttore di banca dal 2003. Non ho MAI pensato ad essere licenziato (anche se potrebbero farlo domani) semplicemente perche mi impegno e produco. Vado in Italia 3 volte l’ anno (ho 6 settimane di ferie), ho potuto fare entrare mia moglie nella stessa mia banca e mi sono comprato casa. Mia figlia ha 17 anni e mi ha detto che “da grande” vuole fare la maestra elementare. Io non conosco nessuno nell’ ambiente scolastico ma so che se sara’ in gamba ce la fara’ “senza conoscere nessuno”. L’ Italia? Non porto’ mai dimenticarmela ma di certo l’ America mi sta dando una possibilita’ che a 49 anni non trovo da nessuna parte. A 49 anni, lavorativamente, ancora sono abbastanza giovane.

    Saluti

    Sandro

  • Walter_1988

    Salve, dopo un’importante esperienza di studi (Master) in Inghilterra, sono ritornato momentaneamente in Italia con l’obiettivo di ripartire per gli USA per lavoro. Pensate che sia difficile trovare lavoro lì dall’Italia? Quali sono le difficoltà che posso incontrare (anche burocratiche, come il visto)?
    grazie

  • martina

    La città americana che secondo voi può essere più vivibile oggi? Con vivibile intendo economica, con salari giusti!

  • Lenny and Stacie

    Milwaukee, WI e’ abbastanza economica.

  • Marco Maruzzelli

    Scusa alessandro, io ho 38 anni e sto pensando di venire in america….l’inglese lo conosco, ma sto studiando davvero tanto per essere già operativo quando dovrei venire li….ti chiedo come ingegnere civile, ho più possibilità negli Stati Uniti o in canada?


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