SCRIVERE IL CV IN INGLESE

Tanti sono i vantaggi di vivere a soli 1600 km da casa

  • Sharebar

Daniele Liberti condivide la sua esperienza all’estero e ci aiuta a capire perché, con la moglie, abbia deciso di vivere in Europa piuttosto che nel Nord America.

Ciao,

Sono di Napoli e ho 37 anni e mi trovo anche io a fare il bilancio della mia vita dopo 10 anni di fuga dall’Italia.

Premetto che non credo che la mia storia personale sia da esempio per gli altri, ma penso che sia interessante far conoscere agli altri i miei punti di vista che mi hanno portato a fare delle scelte di cui adesso sto raccogliendo gli ottimi frutti.

Premetto oltresi’ che noi Napoletani più di chiunque italiano soffriamo del sentimento melanconico di tornare in Italia, anzi a Napoli, conosciuto come Napolitudine o smania e turna’, che non ci abbandonerà mai.

Infatti (questa sarà una considerazione personale) ma sin dall’adolescenza non ho mai accettato l’idea di trasferirmi al Nord Italia, le grosse differenze culturali che ci dividono mi hanno sin da subito spinto invece in una terra straniera, dove sarei stato riconosciuto come italiano e non come meridionale.

La mia prima vera esperienza di vita e di lavoro l’ho vissuta in Francia a Bordeaux nel 2001 dove ho avuto questa grande opportunità di lavorare per tre anni per il mio dottorato italiano.

Lì sono riuscito a dare libero sfogo alla mia creatività scientifica e riuscire sia in inglese che in francese ad impormi scientificamente con diverse pubblicazioni e comunicazioni scientifiche.

Lì ho conosciuto la mia attuale moglie, un altro cervello in fuga, ma questa volta cervello russo e non italiano. Insieme abbiamo inseguito il sogno effettuare un postdoc di tre anni in Canada Ontario in uno stesso istituto di ricerca (due cuori una capanna insomma).

Entrambi alla fine del postdoc siamo riusciti ad ottenere la famigerata residenza canadese, ma poi con l’attesa del primo figlio ci siamo arresi. Siamo stati presi entrambi da un enorme senso di melanconia ed di comune accordo, forse una pazzia secondo altri, siamo rientrati alle nostre case per sposarci e fare riconoscere nel più breve tempo possibile la doppia cittadidanza al nostro figlio.

A tre mesi il neonato aveva già 2 passaporti e poteva liberamente viaggiare il mondo. Mia moglie di conseguenza aveva ricevuto altrettanto velocemente la residenza in italia.

Forte del nuovo sentimento di unità familiare ci siamo trasferiti tutti insieme questa volta negli Stati Uniti in Florida dove ero stato invitato per un altro postdoc di tre anni.

Splendida esperienza di lavoro e di vita, raddolciti dallo splendido clima floridiano, questa volta di mia iniziativa ho incominciato a cercare lavoro in Europa (un’altra delle mie pazzie).

La mia scommessa di vita sarebbe stata quella di potermi vendere per quelle che erano state le mie esperienze di lavoro produttività in uno Stato della Comunità Europea e non oltreoceano.

A cavallo della grande crisi economica sono rientrato in Italia per poter più facilmente andare in giro in Europa per colloqui.

Dopo 8 mesi di disoccupazione, o di colloqui come li si vuol chiamare, sono stato assunto a tempo indeterminato da una ditta sementiera in Olanda per il lavoro più bello del mondo, o meglio il lavoro che mi piace di più nella vita, e questa volta “vicino casa”.

Tanti sono i vantaggi di vivere a soli 1600 km da casa: non più fuso orario con il vantaggio che dopo il lavoro posso chiamare familiari e amici.

Non più viaggi transoceanici sempre più costosi e difficili con una famiglia.

Invece facilità di viaggiare più spesso in Italia ed in Russia. La sola possibilità di poter frequentemente rientrare in Italia (per lo meno 3-4 volte all’anno) e portare effetti personali e fare shopping in Italia sono una droga per chi soffre di napolitudine come me.

A parte questo, all’estero in Europa si vive un sentimento diverso di quello all’estero non-Europa. In Europa si rimane italiani mentre in US e Canada non lo sei più, infatti subito ti chiamano espratriato di origine italiana.

Detto ciò non rimpiango una sola di queste esperienze e se dovessi tornare indietro farei tutto esettamente lo stesso.

Spero che queste parole possano offrirvi delle idee su quello che vi aspetta quando si vive all’estero, anche se sono più che convinto che bisogna vivere all’estero per riuscire a conoscere i compromessi di una vita sicuramente migliore che in italia, specialmente con i tempi che corrono.

Saluti,

Daniele Liberti


Commenta su Facebook

commenti


Come superare il Colloquio di Lavoro in voli economici Assicurazione viaggi Impara le lingue con babbel

non regalare soldi alle banche usa transferwise

VOLI ECONOMICI




  • emiliano.zanda

    …e eri rientrato in Italia per melanconia? Scherzi vero!

  • gabrieleintrieri

    Grazie per questo splendido articolo!!!! Col motto di “non è mai troppo tardi…”, sto pianificando il mio primo grande espatrio lavorativo da ingegnere civile di 42 anni, vista la tragica situazione italiana!!! Vorrei andare in Canada…. che ne pensi? O meglio il Nord Europa?

  • http://www.facebook.com/people/Nologo-Stuff/100003493294393 Nologo Stuff

    Per me sei un “pazzo”, solo considerando il fatto che hai scritto che la tua storia non è da prendere come esempio…anzi, precisamente hai scritto:”Premetto che non credo che la mia storia personale sia da esempio per gli altri”.
    Io credo il contrario, che la tua storia sia di grande esempio. Io sto facendo una specialistica all’estero (Amsterdam) e spero poi di riuscire a fare un dottorato e poter girare il mondo come te. Sperando non vinca la malinconia per l’Italia…saluti e in bocca al lupo per tutto.

  • http://www.facebook.com/barbatoantonio Antonio Barbato

    Quoto con Nologo Stuff…io mi sono trasferito negli Stati Uniti, precisamente California centrale e sto nella m…a da + di un anno, non ho lavoro, non ho assistenza sanitaria e mi trattano come il peggio degli immigrati.
    Avrò fatto almeno 500 richieste di lavoro (non scherzo) non mi hanno mai degnato di un colloquio (qui soprannominate INTERVISTE).
    Non vi dico l’inutilità delle agenzie di lavoro…perdi ore a compilare moduli ecc, poi devi richiamare ogni giorno all’agenzia per vedere se c’è lavoro…e la risposta nel mio caso è sempre stata NO.
    Anche McDonalds che assume “ritardati” mi ha negato un colloquio..
    Altro che terra di libertà….
    Io sono di Napoli, a Napoli c’è poco lavoro, sottopagato nella maggior parte dei casi…ma almeno lavoravo…avevo qualcosa…..ora non ho più niente…solo amarezza ed una moglie che viene trattata una merda dalla propria famiglia (lei originaria della California) perchè sta con me…..
    Tant’è vero che mi sono stancato…appena riuscirò a capire come tornare in EUROPA…leverò le tende con mia moglie e diremo addio agli States!!!

  • http://twitter.com/_albino_ albino

    Su che basi tu possa dire che i napoletani piu’ di chiunque altro soffrono la mancanza di casa lo sai solo tu.

  • http://www.facebook.com/claudia.arici Claudia Arici

    condivido con te che vivere in Europa piuttosto che negli USA o Australia e’ logisticamente piu’ facile. anche a me piacerebbe poter tornare a casa varie volte all’anno, e far si che amici e parenti possano venirmi a trovare quando vogliono. spero anch’io di poter tornare in Europa in un futuro non troppo lontano !

  • Gianfranco

    Ora, io non conosco la tua storia personale. Ma sono curioso di sapere di piu’…che grado di istruzione hai? Tua moglie? Che lavoro facevi prima di perderlo? E poi, lo ripeto sempre…ma con 50 stati tutti in California andate! 500 richieste di lavoro e non ti hanno mai chiamato? Ma tutte le richieste sono state fatte in California o in altri stati? Non so, ripeto, sono genuinamente curioso. Non fraintedermi: ognuno ha le proprie storie e non mi permetterei mai di giudicare, ma alcune parti del tuo post mi lasciano perplesso…

  • http://www.facebook.com/barbatoantonio Antonio Barbato

    Io sono venuto in California perché mia moglie è di qui…questo è l’unico motivo…
    Precedentemente ero contabile aziendale, ma ho anche esperienze come computer grafico, tecnico hardware e tanto altro.
    Ovviamente le richieste di lavoro io le ho mandate ad aziende che lavorano sull’intero territorio degli Stati Uniti, solo uno poco informato penserebbe di andare in un qualunque Stato e lavorare immediatamente (a meno che le tue qualifiche non siano inerenti ad una tipologia di lavoro richiesto nella tua città di residenza).
    Per quanto riguarda sempre le richieste di lavoro, ebbene si NON MI HANNO MAI RICONTATTATO…quando ho richiamato per avere qualche news, mi è stato risposto che se non vengo ricontattato non c’è motivo di richiamare in quanto vuol dire che non sono interessati alla mia candidatura….semmai di ricandidarmi dopo 90 giorni per vedere se cambiano idea.
    Per quanto riguarda i miei gradi di studi NON SONO LAUREATO ma per me parlano 10 anni di esperienza amministrativa e manageriale di diverse società ed ovviamente le mie candidature erano per posizioni che erano nelle mie competenze e non necessitavano di una laurea.
    Prima era cosi, ora non mi applico più solo a quello…anche a fare il giardiniere, il cameriere, il barista, l’host di sala ecc..sono in attesa di risposta che non so se attualmente arriverà.
    Purtroppo, almeno per come la vedo io, gli Stati Uniti non vedono di buon occhio gli immigrati, nemmeno quelli che come me sono entrati in modo onesto nel loro paese e con la volontà di lavorare.
    Caro Gianfranco, sinceramente io non so dirti il perché di questi dinieghi nei miei confronti, fatto sta che la mia situazione attuale è ben più precaria di quando stavo a Napoli…e ripeto a Napoli chi ci vive sa bene come funziona il mondo del lavoro.
    Mi dispiace se nel precedente post non sono stato molto chiaro, ma a parlare per me è anche il nervosismo, capisci non è una situazione facile.

  • http://www.facebook.com/barbatoantonio Antonio Barbato

    Comunque qui in California il business è concentrato molto in 3 settori, ovvero Agrario, IT ed Ospedaliero…di richieste nelle aziende agricole (che qui la fanno da padrone e sono tantissime), di ingegneri informatici, sistemisti, programmatori ed operatori ospedalieri quali dottori, specialisti, infermieri ecc ce ne sono a bizzeffe e tutti ottimamente remunerati, il problema è che per queste posizioni è necessariamente richiesta una laurea specialistica ed almeno da 5 a 8 anni di esperienza pregressa nella medesima posizione e possibilmente passata in qualche azienda Statunitense (ogni qual volta ti rechi in una agenzia di lavoro, ad esempio, ti richiedono se hai almeno 6 mesi di esperienza lavorativa negli Stati Uniti…e la mia risposta resta sempre la stessa…ovvero SE NON MI FATE LAVORARE NEMMENO DA MC DONALD A SERVIRE PANINI, COME FACCIO AD ACQUISIRE ESPERIENZA SUL TERRITORIO?).
    Forse sarò sfortunato io, magari sono brutto e non mi vogliono…non so..però io più della volontà nel lavorare e perseverare nel cercare lavoro non posso fare.
    E’ per questo che voglio tornare in Italia (dove almeno avrei un appoggio dai miei familiari) sia per cercare di nuovo un lavoro in Italia, sia per trovare qualcosa anche nel resto d’Europa…l’importante è trovarne uno anche se l’attuale crisi non aiuta sono disposto a lavorare a Nero…

  • Lenny and Stacie

    Vieni a Milwaukee :-)

  • Lenny and Stacie

    Antonio, se non ti frega il ghiaccio siderale in Gennaio e Febbraio, a Milwaukee ci sono fabbriche, ovvero, almeno si lavora e costa un terzo che in Cali…………


x

Reset della password

Per favore inserisci la tua email. Riceverai una nuova password via email.

Facebook

Google Plus

YouTube