Con una doppia laurea a servire il pane in Australia!

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Claudia Arici condivide gentilmente il proprio bilancio di un anno in Australia con il visto vacanza lavoro.

Potete seguire Claudia sul suo blog ‘Diario dal mondo‘.

Esattamente un anno fa ho lasciato la mia Milano per un viaggio di sola andata per Adelaide, Australia. Dopo un anno di vita a testa in giù, è tempo di bilanci.

Ho deciso di emigrare in Australia per amore, per avere più opportunità di lavoro e una qualità di vita migliore rispetto all’Italia.

Sono arrivata down under con il classico visto vacanza lavoro, e sapevo che mi avrebbe aspettato un anno non facile dal punto di vista lavorativo: la clausola dei 6 mesi (massimi per un singolo datore di lavoro ndr) è sicuramente una spina nel fianco per chi vuole trovare un lavoro che non sia nel mondo dell’hospitality!

Ma come tutte le persone di buone speranze, sono arrivata fiduciosa, fantasticando che avrei trovato un lavoro decente, nonostante la condizione dei 6 mesi.

Dopo tutto, in Italia ho ottenuto una laurea triennale e magistrale a pieni voti, ho viaggiato e vissuto in vari paesi del mondo, parlo fluentemente 3 lingue e ho esperienza lavorativa… sicuramente non sarà così difficile trovare un lavoro in qualche ufficio!

Boom!

Dopo centinaia e centinaia di curriculum inviati e application compilate, ho ottenuto una sola intervista per un lavoro in amministrazione; tutto il resto è stato un “Sorry but your application has been unsuccessful. Thanks for the time you took to complete it”! E anche quell’intervista non è andata a buon fine perché offrivano un contratto di un anno che io non potevo accettare…

Che amarezza!

Tutto quello che mi è rimasto è stato accettare due lavori in bakeries (bar/panetteria/pasticceria), per 6 mesi alla volta.

Devo dire che non è stato difficile trovarli: entrambe le volte ho cercato lavoro altrove per sole 3 settimane, prima di rassegnarmi ad andare a portare il curriculum di persona nei due posti che poi mi hanno assunta (il primo senza che avessi mai avuto un minimo di esperienza).

E così mi sono trovata a dover lavorare per un anno dietro il bancone di bar e panetterie, a servire i clienti, fare caffè, pulire per terra, sistemare le scorte, ecc.

Di certo non quel che si dice un lavoro gratificante!

Purtroppo però non ho trovato di meglio, nonostante abbia continuato a cercare lavori più adatti alla mia istruzione e aspirazioni per il futuro: e, va detto, che la paga in questo genere di lavoro è comunque molto buona (rispetto all’Italia), sebbene non sia raro che il datore di lavoro cerchi di fregarti in qualche modo (come infatti è successo con il mio ultimo lavoro, dove ero assunta come casual, ma pagata come part-time = 25% in meno del dovuto).

Sono stati mesi amari, tediosi e lunghi: durante il mio primo turno nel mio secondo lavoro, mentre spolveravo la merce dalla farina che si deposita, riflettevo sul fatto che davvero non ho studiato per tutta una vita, fatto sacrifici per vivere all’estero e migliorare il mio inglese, per poi alla fine ritrovarmi a spazzare per terra e a servire pane.

Di certo non è quello che avevo in mente quando pensa a una carriera soddisfacente!

Nel frattempo ho continuato la mia ricerca di qualcosa di meglio, soprattutto di un lavoro intellettualmente stimolante, e qualcosa alla fine ho trovato: insegnare italiano e francese in un centro di lingue!

Non sarà il lavoro dei miei sogni, ma piace insegnare.

Ho dato ripetizioni di inglese e francese in Italia per un sacco di anni, e mi è sempre piaciuto prendere in consegna un studente con difficoltà nella lingua e vedere i miglioramenti lezione dopo lezione.

Ma nonostante sia un lavoro che richiede dedizione anche da parte mia, mi dà soddisfazioni e mi diverto. E la cosa più importante è che i miei studenti si divertano imparando.

Per fortuna qui in Australia ci sono tantissime persone appassionate o interessate alla cultura e lingua italiana e questo genere di lavoro può essere un’ottima opzione per chi è qui in Australia e cerca un lavoro che non sia necessariamente nel mondo dell’ospitalità.

Dopo un anno down under il mio bilancio è sicuramente positivo, ma non dal punto di vista lavorativo!

Un consiglio a chi pensa di fare una simile esperienza: siate pronti a qualsiasi tipo di lavoro, e chiudete in un cassetto sogni e aspirazioni, perché non è possibile raggiungerli con un visto vacanza-lavoro.

Accontentatevi di un buon salario (ottimo rispetto all’Italia!) e della possibilità di vivere in uno dei paesi più belli al mondo!

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Comments

  1. wof says

    No, caro, tranquillizzati, non hai due lauree ma una sola!
    La laurea triennale non vale nulla – e ti dico io che ce l’ho – è solo un passaggio per accedere alla specialistica (che è la laurea vera).
    Basta darsi arie con questi titoli che alla fine non servono, altrimenti non stare a fare il panettiere (con tutto rispetto per la categoria).
    Ad majora

  2. claudia.arici says

    Sono professioni che vanno tantissimo in Australia. Di “pizzerie italiane” ce ne sono moltissime, ma veramente poche possono vantare pizzaioli italiani. Ti consiglio vivamente di provarci, ma devi farlo in fretta, altrimenti poi non puoi più chiedere il working holiday!

  3. Francesco says

    Ciao Claudia,ho 30 anni e sono panettiere/pizzaiolo,volevo chiederti se in Australia ci sono possibilità per queste professioni o se il mercato del lavoro è saturo.Grazie per l’attenzione!

  4. max ozzie says

    Secondo me il tuo settore è troppo specifico per potere trovare lavoro ad Adelaide, una città-porticciolo in mezzo alle campagne, davvero molto piccola. Ti faccio un esempio, se un ingegnere aerospaziale pretende di trovare lavoro ad alice springs, forse è meglio che mette da parte le aspirazioni di costruire un missile per portare l’umanità su marte.

    Io credo che il settore che hai scelto sia difficile in generale, sia in italia che in australia, in piu avendo il vincolo dei 6 mesi è abbastanza impossibile trovare un lavoro del genere.

    Io sono venuto qua con un’ottima laurea in ingegneria, esperienza ed inglese, ma ho dovuto faticare le sette camicie per riuscire a trovare qualcosa di professionale. Nel frattempo si fanno lavoretti (farm, traffic control, cameriere) ma sinceramente non li ho mai visti come qualcosa di degradante, bensì ho usato il cervello per cercare di farmi fare i complimenti ogni volta e cercare di farmi notare facendo piu di quello che mi veniva chiesto. Ora guardo a quel periodo e mi rendo conto che ho imparato a vedere la vita in un’altro modo, piu tranquillo e piu comprensivo per certi versi, ma anche piu pretenzioso.

    Saluti

  5. Fabio_1965 says

    ho sentito che al MPS a dicembre hanno pagato le 13me solo grazie al un intervento dell’Unicredit. E pensare che è pure una banca tesoriera dello stato, quindi ha immensi capitali a costo zero e gode di monopoli importanti…. O forse è proprio per questo che sta con le pezze, per ogni privilegio concesso il governo (politici, burocrati e dipendenti pubblici) vuole l’anima, ed ora non c’è rimasto più nulla.

  6. says

    purtroppo 7 anni fa quando ho scelto la laurea, mi sono basata sul mio interesse e amore per i diritti umani e una vita/lavoro all’estero. la mia laurea in teoria offre davvero tanti sbocchi, ma ha lo svantaggio di passare in secondo piano di fronte a lauree piu’ tecniche. io non demordo comunque, e spero che, aggiungendoci un dottorato in legge, qualcosa alla fine salti fuori!

  7. says

    Ciao Claudia,
    ti faccio i miei più vivi complimenti per la tua scelta, sei stata molto in gamba:) Ma purtroppo mi trovo concorde con quanto detto da Andrea sulla laurea in scienze politiche: ad oggi non offre più sbocchi lavorativi, e tutte le persone laureate in questa disciplina che ho incontrato o sono a spasso o fanno altri lavori. Io credo che molti di noi sono caduti nella trappola delle lauree generaliste, che danno una vaga infarinatura generica su svariati argomenti ma, in soldoni, non forniscono alcuna competenza spendibile. Tra i principali mali dell’università italiana c’è propria questa accozzaglia di facoltà più o meno inutili, create ad hoc per dare posti di lavori ai professori.

  8. claire.lm says

    ps. oltretutto sono molto interessata a sapere qualcosa in più anche sul visto partner (ho letto in commento più giù che ne parlerai) 😉

  9. claire.lm says

    Ciao Claudia! Complimenti per l’articolo e brava perché nonostante tutto mi sembra tu te la sia cavata alla grande!
    Sarò in Australia con un whv a breve, e tra i lavori che ho in mente di fare c’è quello dell’ insegnare italiano in un centro di lingue…posso chiederti come ti sei mossa e come ti sei proposta alla scuola? Puoi darmi dei consigli? Ti ringrazio in anticipo 🙂

  10. says

    dipende da cosa cerchi. trovare un lavoretto qualunque, in un bar, ristorante o negozio, è molto più facile che in Italia e paga molto di più. trovare un lavoro in ufficio è più difficile purtroppo…

  11. Scet says

    Un giovane ingegnere o architetto potrà vedere 1700-1800 euro al mese solo nei suoi sogni più belli.
    Oggigiorno ti viene proposto uno “stage” non retribuito e, se sei super-fortunato, un successivo contratto da 1000 euro lordi.

  12. Scet says

    Amico, hai perfettamente ragione.
    I telegiornali (non importa se i rispettivi direttori siano di centro/sinistra/destra) ci propinano notizie MOLTO meno preoccupanti della dura realtà. Basta notare la situazione del Monte dei Paschi (ovvero la banca più antica del mondo)… È sull’orlo del fallimento, ma nessuno ne parla. Probabilmente per non allarmare la gente più di quanto già sia allarmata.
    Tornando al discorso che facevi tu sugli artigiani… Gli onesti (ovvero quelli che pagano le tasse) vengono strozzati dallo Stato, e le banche (che pure non navigano in acque tranquille, vedi il mio esempio precedente) si rifiutano di aiutarli. Nessuno prende più i giovani neppure “a bottega”… Motivo? Non conviene per motivi legali e fiscali!
    La laurea, invece, ha un’utilità perfino inferiore…
    Morale della favola: è finito tutto.

  13. says

    Il bello è che dopo al TG ci prendono per i fondelli e soprattutto vi prendono per i fondelli (a voi artigiani) perchè dicono che mancano artigiani (e ci sono troppi laureati)…il problema è che manca il lavoro non gli artigiani!dicei anni fa dicevano che c’erano pochi laureati..fanno di noi quello che vogliono!

  14. says

    ciao. grazie per il tuo commento. va sicuramente dritto al centro del problema. negli ultimi 4 anni sono andata e tornata dall’Australia varie volte, per vacanza, studio e per stare con il mio compagno. ero ben conscia della situazione lavorativa che avrei trovato, e ancora di più delle restrizioni del visto. ma un anno fa, quando sono venuta qui, non potevo avere altro visto se non il WHV: inoltre mi serviva un anno di convivenza per ottenere il visto di coppia (di cui parlerò nel mio prossimo articolo). detto questo, penso che ognuno di noi che viene in Australia con il desiderio di rimanere più di un anno, nurta sempre la speranza che qualcuno ti noti e ti offra un lavoro nel tuo campo. sono assolutamente d’accordo con te che il requisito necessario per trovare un buon lavoro sia la lingua: ma su questo non avevo e non ho problemi. poi c’è il secondo problema (a cui ho accennato nelle risposte a commenti a questo articolo) della competizione contro tutti i locali più immigrati. devo dirti però che qui in Australia una laurea in relazioni internazionali non è così comune, e, soprattutto, non c’è poi così grande interesse per il diritto internazionale, quindi la competizione locale non è cosi tanta. il problema invece è che per ruoli per cui in Europa basta il mio tipo di laurea, qui richiedono una laurea in giurisprudenza: ma sto cercando di ovviare al problema con un dottorato in legge!

  15. says

    perchè il mio compagno vive in Australia e poi non è così facile prendere e andare in Africa. non è un posto facile dove vivere, ti servono dei contatti e supporto, e soprattutto quando ci sono di mezzo gruppi armati, bisogna andarci con cautela. l’Australia è un buon posto dove fare ricerca in questo campo, perchè è un crocevia di rifugiati sia dall’Africa che dall’Asia

  16. il_mazzo says

    Ciao Claudia, ho particolarmente apprezzato la tua recensione perchè è quello che rispecchia la realtà. Vorrei permettermi di aggiungere qualcosa:
    Non sono mai stato in Australia, come tutti mi piacerebbe fantasticare cose improbabili ma non ci penso nemmeno per sbaglio a metterci piede perchè conscio del fatto che il limite di permanenza temporale sia una barriera invalicabile. Non mi sento certo più furbo o intelligente delle decine di persone che conosco che se ne sono ritornati con la cosa tra le gambe dopo aver provato l’esperienza Australiana.
    Io stesso ho in programma di trasferirmi nel lungo termine in un’altra nazione, sono determinato e convinto di riuscire, ma allo stesso tempo sono realista e so che per conquistare questa cosa bisogna andare step by step. Ritengo innanzitutto che per fare lavori che richiedano una laurea sia necessario avere una conoscenza della lingua a livello perfetto, che si può acquisire soltanto stando un anno nel paese. In secondo luogo bisogna porsi la fatidica domanda: “perchè dovrebbero scegliere me e non un locale?”.. e bisogna cominciare a pensare a testa bassa sul da farsi per trovare qualche valido motivo. Detto sinceramente il problema della tua laurea è proprio questo, ovvero hai/avrai difficoltà a poter dimostrare che tu sei più brava degli Australiani.. e avrai la competizione di niente meno che tutti i figli di papà della cremè della società Australiana, perchè tutti vorrebbero lavorare in un ufficio per le relazioni internazionali, curare gli interessi dei bambini o fare cose simili! Sono certo che tu soddisfi i requisiti linguistici, ma ho come l’impressione che tu non ti sia posta la domanda soprariportata. Per quello che mi sorprende il fatto che tu abbia visto di cattivo gusto il discorso di lavorare nella ristorazione, dato che comunque non sarebbe servita la sfera magica per capire che al 99% sarebbe finita così: la sfida era davvero troppo grande!

  17. says

    Beh da quello che scrivi mi viene da dire ma che ci fai in Australia?!!! Il lavoro che vorresti fare te lo potresti svolgere al meglio in AFRICA, lì c’è bisogno di tutelare i minori, per non parlare dei bambini soldato. Come mai non hai pensato di trasferirti in Africa e lavorare là? Secondo me avresti molte opportunità.

  18. says

    Grazie mille Pier Vittorio per la risposta celere ed esaustiva…e per i consigli che mi ha dato!ad essere sincero speravo che dessero più garanzie ad una persona che lascia il proprio paese per lavorare nel loro..non per andare in vacanza!cmq la voglia è tanta..grazie ancora..ciao

  19. says

    quello che posso dirti data la mia esperienza qui in Australia è che in generale gli stipendi sono più alti che in Italia, ma il costo della vita è anche più alto. per quanto riguarda gli affitti, ad Adelaide un affitto medio SETTIMANALE, diciamo per una casa con 2 camere da letto è tra i $250 e i $350. a Melbourne dai $350 ai $450 e a Sydney dai $450 in su. chiaramente dipende sempre da dove vivi: più sei vicina al centro o alla spiaggia e più gli affitti salgono. per quanto riguarda i trasporti pubblici, sono un pò più cari che in Italia, mentre la benzina è meno cara al momento. per quanto riguarda la spesa, io e il mio compagno abbiamo calcolato più o meno $100 a settimana in due. chiaramente dipende cosa compri. infine, riguardo le tasse, per qual che ho potuto capire, ogni anno ti tornano dei soldi con la dichiarazione dei redditi. è difficile dire come puoi vivere in Australia generalizzando, perchè dipende tutto dal tuo stipendio e dalla tua qualità di vita. quello che posso dire però è che secondo me riesci a mettere da parte più che in Italia

  20. says

    Se dopo il secondo WHV non hai ancora trovato uno sponsor puoi fare il student visa e dura in funzione del corso che vuoi fare. Con la frequenza invece di un corso universitario, master o PhD, alla fine hai un visto lavorativo valido dai 2 ai 3 anni. Il problema e’ che l’UNI per i non residenti costa parecchio.
    Altra soluzione e’ trovarti in questi 2 anni un partner Australiano e conviverci insieme per poter applicare il visto apposito.
    Se nessuna di queste funziona, allora devi tornare a casa e tentare per l’indipendent skill visa o come si chiama adesso.
    Dicono, ma non ho idea se sia vero, che servendo nell Forze Armate Australiane, a fine contratto hai il visto permanente.
    Magari inizia a documentarti sulla normativa ambientale dei vari stati australiani e a perfezionare l’inglese.
    Non per scoraggiarti, ma un mio ex collega con laurea di ing. ambientale presa in Cina e relativo Master preso a Sydney, ha impiegato 4 anni per poter finalmente trovare una societa’ del campo bonifiche che lo assumesse.
    Fai anche una ricerca su SEEK per testare la richiesta (e i requisiti relativi alla tua professione) di ing. in Australia.
    Per finire molti fanno il WHV per vivere qui 1 o 2 anni e farsi una bella esperienza. Alcuni lo sfruttano per cercare di rimane in Australia ma non molti percentualmente vi riescono, dipende molto da come sfrutti il tempo a disposizione ed anche dalla fortuna.
    Good luck

  21. says

    Ciao a tutti…leggendo questo articolo mi sono un pò demoralizzato perchè anche io vorrei partire alla volta della terra dei canguri con un WHV (ho 27-28 anni) e mi sorgono alcune domande spontanee alle quali spero qualcuno possa rispondere.
    Premetto che io qui ho un lavoro (anche se con agenzia interinale) proprio nel mio settore di studi (ing. per l’ambiente e il territorio, in particolare sto lavorando da 6 mesi per una società che ha alcune discariche e quindi sto facendo esperienza nella gestione dei rifiuti soldi e tutto ciò che ci sta intorno) quindi lasciare tutto per partire non è così immediato.
    Poniamo il caso che io partissi con un WHV, quindi per 12 mesi sarei a posto…inoltre sarebbe mia intenzione lavorare nelle farm australiane per prolungare di un altro anno il mio visto e quindi avrei a disposizione 2 anni per trovare un lavoro nel mio settore ma sinceramente sarei disposto anche a fare tutt’altro pur di allontanarmi da questo continente! però allo stesso tempo i datori di lavoro australiani possono assumerti per un tempo massimo di 6 mesi (come ha scritto la nostra amica) e quindi con quel tipo di visto è difficile trovare un lavoro “stabile” per poi fare richiesta di un visto più a lungo termine. O sbaglio?
    Ok però allora mi sorge un dubbio: se in questi 2 anni non riuscissi a trovare un datore di lavoro che mi faccia da sponsor cosa succede?devo salutare tutti e tornare in Italia due anni più vecchio (30) e senza esperienze nel mio settore?(e in Italia sappiamo benissimo tutti che sarei spacciato). Quindi vi chiedo: è probabile che avvenga questo oppure in qualche modo si riesce a trovare uno sponsor nonostante il visto WHV?avete mai sentito di qualcuno che è partito e poi non trovando nessuno sponsor è dovuto tornare?
    Ringrazio a chi mi risponderà e saluto tutti!ciao

  22. frapa1960 says

    ciao ClaudiaA,sono un artigiano falegname di 52 anni oltre a montatore di parquet che fino al 2007 aveva 8 dipendenti……e adesso? niente solo ed esclusivamente niente…..scoraggiato,nauseato,disgustato da tutto quello che sta succedendo in italia dove un artigiano che si e’ fatto un mazzo cosi’ per tanti anni lavorando sabato domenica e festivi si ritrova con niente tutti doveri e nessun diritto…….sto cercando di evadere da tutto questo e rifarmi una vita in australia….ma mi sto rendendo conto che non e’ facile,in primo luogo per la lingua e secondo per l’eta’,ma non demordo e sono sicuro che prima o poi le porte mi si apriranno per venire a vivere in australia dove credo che sia uno dei pochissimi paesi dove si possa coniugare sia civilta’ che qualita’ della vita

  23. says

    Ho letto tutti i commenti, e a parte le considerazioni sul rispetto per tutti i tipi di lavori onesti e l’ovvio riconoscimento della importanza di tutti, anche i più “umili” per il buon funzionamento di una società complessa e articolata, e dopo aver concordato sul diritto di cercare il lavoro per il quale si è studiato, la domanda che pongo è:
    dalla tua/vostra esperienza, con gli stipendi australiani, in rapporto al costo della vita australiana e a quella italiana, come si vive? Non mi interessa tanto sapere quanto guadagna un raccoglitore di zucchine o una commessa, ma quanto riesce a mettere da parte dopo aver pagato le tasse, le bollette, la benzina, l’affitto, fatto la spesa……
    scusate la praticità di una plurilaureata di mezza età che da 15 anni fa l’insegnante alle superiori e si trova a dover fare i salti mortali con lo stipendio di 1500 euro. E io sono una di quelle fortunate di ruolo!

  24. says

    Ciao Claudia, sono un idraulico di 47 anni con famiglia, qui in Italia non c’e’ futuro ne per noi adulti ne tanto meno per i postri figli. Da un po’ di tempo ho in testa di andarmene da questa nazione sfruttata e spolpata fino all’osso. con il mio lavoro mi devo attenere a certe normative sulla realizzazione degli impianti, delle leggi regolamentano come realizzare gl’impianti, in Australia come funziona? oltre alla lingua cosa bisogna fare per fare il mio mestiere? conosci qualche idraulico italiano che si e’ trasferito e lavora nel settore? a chi posso chiedere notizie specifiche in merito? grazie per l’attenzione Saluti Bianco Roberto

  25. says

    in generale i salari qui in Australia sono molto più alti che in Italia. come commessa in bar, panetterie, ristoranti, ecc si guadagna 21$ all’ora lordi. calcola una media di 30 ore settimanali, sono 630$. al mese 2520$. non so quante ore a settimana bisogna lavorare a raccogliere zucchine per guadagnare $3200 al mese… dando un’occhiata online al sito http://www.payscale.com/research/AU, vedo che un giardiniere può guadagnare fino a $24.75 l’ora e un idraulico fino a $43.44. so che per gli idraulici c’è un sacco di lavoro, perchè è un lavoro che non vuole fare nessuno. per quanto riguarda i giardinieri, non so dirti…

  26. says

    Caspita…. 3200 $ per raccogliere le zucchine?!? ma allora un idraulico o un giardiniere quanto puo’ guadagnare? ci sono possibilita’ di lavoro per questi mestieri?

  27. says

    anche io sono laureato e sono in australia con un whv.. cosa faccio? raccolgo zucchine. quanto mi pagano? $3,200 al mese dopo le tasse.. quanto guadagna un ingegnere in italia? forse 1,700,1,800?ovvio che anche i soldi hanno la loro bella importanza, di certo non mi faccio complessi a fare un lavoro “umile” anche se ho il pezzo di carta incorniciato.

  28. says

    Ero venuto in Australia per una semplice vacanza da un amico il quale lavorava in una multinazionale nella quale si era presentati alcuni problemi tecnici. Avevo offerto una consulenza gratuita e dopo questo mi offrirono una sponsorizzazione. Non era la laurea che aveva pesato, ma gli anni di esperienza maturati in Italia. Avere un laurea, senza alle spalle esperienza nel campo, penalizza parecchio nella ricerca del lavoro che si vorrebbe, qui in Australia come in Italia. Perseverando ci si arriva, ma non in tempi rapidi come uno vorrebbe. Il WHV e’ valido per fare un’esperienza di vita, imparare o migliorare l’inglese e conoscere bene il paese. Per rimanere e trovare un lavoro e’ meglio un visto studenti o venire qui con un buon background professionale ed un buon inglese.

  29. says

    Sveglia, non siamo più negli anni ’60… Ingegneria e architettura non servono più a nulla, se non a pagare lo stipendio dei baroni del ridicolo sistema universitario italiano. Se così non fosse, su questo blog non leggeremmo articoli su laureati con lode in ingegneria che vanno a cogliere i pomodori in altri continenti.
    Concordo invece su infermieristica.

  30. says

    nella mia situazione non mi è stato possibile trovare lavoro nel mio settore ad Adelaide, perchè il consolato italiano è stato chiuso per mancanza di fondi. resta la camera di commercio italiana, che però offre solo stage non retribuiti, e siccome ho lasciato l’Italia perchè tutto quello che trovavo in giro erano appunto stage non pagati, non potevo accettare. e poi la camera ha accordi specifici con alcune università, da dove recutano stagisti. per il resto, ad Adelaide non ci sono uffici di organizzazioni internazionali, e quindi mi è venuta meno anche quella possibilità. in città come Sydney o Canberra di sicuro ci sarebbero più possibilità…. riuscire a trovare un lavoro però è tutta un’altra questione!

  31. says

    non so dirti cosa tu possa trovare qui in Australia con la tua laurea… prova a dare un’occhiata alla skilled migration list: sono le professioni per cui l’Australia incoraggia l’immigrazione, ma comunque non c’è garanzia che tu poi trovi lavoro. quello che vale per tutti è realizzare che comunque all’estero noi siamo emigrati: come i tanti stranieri in Italia, che, nonostante l’educazione che hanno ottenuto nel loro paese, da noi sono costretti a fare i lavori più umili, così anche noi all’estero veniamo considerati dopo i candidati locali. in sostanza bisogna dimostrare di essere meglio di tutti i candidati australiani, e poi c’è la concorrenza con gli altri internazionali…. non è facile insomma, e sicuramente la lingua è il requisito più importante, e quindi bisogno avere un’ottima conoscenza dell’inglese.

  32. says

    Sono assolutamente d’accordo che ci sono persone che ci mantengono l’intera famiglia con un lavoro dietro il bancone: ho colleghe che hanno 5 figlie, altre che lavorano nel negozio di famiglia…. io stessa vengo da una famiglia di proprietari di negozi, perciò ho il massimo rispetto per loro, credimi: i miei nonni paterni avevano una macelleria, quelli materni una drogheria e la mia bisnonna una latteria…. So bene da loro quanto è dura una vita a servire gli altri, ma ho il massimo rispetto per la professione. Semplicemente non è quello che voglio fare nella vita! Come ho scritto nei commenti, ho una laurea triennale e un master in relazioni internazionali e vorrei lavorare in un’organizzazione internazionale, in particolare per garantire i diritti dei minori. Probabilmente l’anno prossimo comincerò un dottorato di ricerca a Sydney sui bambini soldato…. è specifico abbastanza?

  33. wormholeee says

    “Purtroppo però non ho trovato di MEGLIO, nonostante abbia continuato a cercare lavori più adatti alla mia istruzione e aspirazioni per il futuro”; ; “Nel frattempo ho continuato la mia ricerca di qualcosa di meglio, soprattutto di un lavoro INTELLETTUALMENTE STIMOLANTE”; “E così mi sono trovata a dover lavorare per un anno dietro il bancone di bar e panetterie, a servire i clienti, fare caffè, pulire per terra, sistemare le scorte, ecc.Di certo non quel che si dice un LAVORO GRATIFICANTE!”
    : con questi lavori che Lei definisce poco gratificanti c’è gente che ci paga le bollette e ci mantiene le famiglie, quindi sarebbe cosa opportuna da parte Sua un po’ di rispetto! Ma credo che questo sia il problema minore: tutto molto fumoso! non ho capito bene in che cosa si è laureata, ma soprattutto quali siano concretamente le sue aspirazioni in ambito lavorativo: cosa vuole diventare da grande? Che tipo di lavoro le piacerebbe fare? Mi dispiace, ma non esistono venti favorevoli per chi non è diretto in nessun porto!

  34. Alberto Garbin says

    Una laurea in urban planning al poli di Torino mi serivrà a qualcosa in Australia???

  35. says

    Buongiorno Claudia,
    il fatto che lei non abbia trovato lavoro nel settore di relazioni internazionali di aziende e consolati (di cui ne cita l’esperienza) a cosa pensi sia dovuto maggiormente? Grazie in anticipo.

  36. says

    si ma alla fine le lauree che possono avere più speranze sono ingegneria e architettura (e infermieristica dopo aver speso tanti soldi).. per tutte le altre è molto molto dura, c’è poco da fare…molto più facile che trovi uno sponsor un cuoco o un artigiano, che un laureato in scienze politiche con 3-4 master, su questo non c’è alcun dubbio.

  37. says

    con la mia laurea posso lavorare in qualsiasi organizzazione internazionale, multinazionale, governo, ngos, ecc. In sostanza in qualsiasi posto che abbia relazioni con paesi esteri di natura politica o economica… Non mi sembra che sia una laurea restrittiva, anzi….

  38. says

    Sicuramente il limite dei 6 mesi è stato il fattore rilevante nel non riuscire a trovare un lavoro stabile…. Per quanto riguarda la laurea invece, non so dirti se ha avuto un impatto o no….

  39. Gioele Antox says

    Io non ho il master e la laurea triennale al PoliMi li ha scioccati! A quanto pare il problema in questione era il limite dei 6 mesi, ditemi se ho letto male…

  40. says

    io conosco persone che hanno ottenuto uno sponsor quando erano in australia con il whv.. certo non sono tanti, ma ce ne sono.. il problema è che la laurea triennale italiana vale quel che vale, cioè poco più che nulla (ci vogliono anni di esperienza e/o master)

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