Colloquio di lavoro nell’informatica a Londra

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Daniele Valeriani si trova a Londra da oltre un anno dove lavora come Linux Systems Administrator presso Rackspace Hosting.


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All’interno della sua azienda ha anche l’opportunità di partecipare al processo di selezione di candidati all’assunzione ed è quindi in grado di condividere i suoi consigli per massimizzare le probabilità di successo durante un colloquio di lavoro. Molti di questi consigli sono validi indipendentemente dal vostro settore.

Tenere un colloquio per una posizione da sysadmin – lo dico da uno che ormai sta dall’altra parte del tavolo da più di un anno – non è semplicissimo.

Il candidato non solo deve essere molto bravo tecnicamente, ma deve anche essere una persona onesta che si possa inserire bene in un gruppo di sistemisti già rodato.

Qui nel Regno Unito la cultura del team è infatti molto forte, quasi spiazzante per chi è abituato all’ambiente lavorativo italiano.

Si fa squadra, ci si aiuta sempre e se qualcuno deve dirti qualcosa che non gli va bene te lo dice senza farsi troppi problemi.

Il colloquio per sysadmin in genere si compone di una o più telefonate tecniche, dove vengono fatte molte domande secche, più o meno difficili, su vari temi dell’amministrazione di sistemi.

Alcuni esempi:

  • Qual è la porta di default di MySQL?
  • Cosa mostra il load average in un server Linux?
  • Che tipo di pacchetti tornano indietro quando fai un traceroute?

Dall’altra parte in genere c’è un tecnico che ha davanti a se un questionario su un’applicazione web interna.

Per questo colloquio c’è poco da dire: lui vi fa le domande e voi dovete dare la risposta più precisa, magari arricchendola con un paio di abbellimenti tecnici.

L’unico suggerimento che mi sento di darvi è di essere onesti: se avete un pc davanti e cercate le risposte su Google, chi è dall’altra parte del telefono ci mette un attimo ad accorgersene: anche se non vi dice nulla lo farà presente nel feedback che invierà al vostro interlocutore nel team HR. Davvero, non vi bruciate per così poco.

Se tutto va bene entro breve riceverete la convocazione per il colloquio face-to-face.

Questo in genere sarà a poca distanza dal colloquio telefonico visto che, riducendo il vostro periodo di disponibilità sul mercato, l’azienda diminuisce le possibilità che altri vi adeschino.

Per questo colloquio dovrete recarvi presso la sede dell’azienda e, anche se non hanno requisiti minimi in fatto di abbigliamento, eviterei di andare in felpa e jeans: l’aspetto che avrete al colloquio dimostra il rispetto per l’azienda e l’offerta per cui vi state candidando.

In genere le aziende importanti hanno una pagina web o vi inviano una mail con le indicazioni per prepararsi, che spesso includono il dress code e altri consigli.

Aspettatevi almeno due colloqui con persone diverse: uno riprenderà il discorso tecnico, magari scavando nella vostra esperienza professionale, mentre l’altro sarà più di tipo personale.

Lo scopo è di validare il punteggio che avete preso e capire quanto siete determinati ad accettare un eventuale offerta di lavoro.

Alcuni consigli:

Studiate cosa fa l’azienda. Domande del tipo “Cosa facciamo?” o “In cosa ci differenziamo dai competitors?” sono quasi sicure.

Preparate mentalmente una presentazione di voi stessi. Quali sono i vostri punti di forza, le vostre debolezze, l’esperienza che più vi ha arricchito e quella che più vi ha deluso sono altre domande quasi scontate. Siate inoltre pronti a domande spiazzanti: non lasciatevi prendere dal panico.

Dimostrate la vostra voglia di ottenere il posto. Qui l’engagement è tutto e non si va da nessuna parte se non si fa vedere.

Studiate a fondo la tecnologia alla base della posizione per la quale vi candidate. Se possibile, investite qualche sterlina e un po’ di tempo per familiarizzare con gli strumenti. Ad esempio, se vi candidate per una posizione per un’azienda che vende API per mandare sms fatevi un account e mandatevi un po’ di messaggi. Questo viene molto ben visto durante i colloqui.

Preparate delle domande da fare. Alla fine di ogni colloquio vi verrà chiesto se avete delle domande. Averne, magari di interessanti, può dare qualche punto in più.

Siate pronti ad essere onesti e dire “Non lo so”. A volte vi verranno fatte delle domande impossibili solo per farvelo dire. Strizzarsi le meningi all’inverosimile per evitare di dirlo non solo è uno sforzo inutile ma è anche la peggior risposta.

Insomma, avrete capito che prima di presentarsi a un colloquio ci sono un bel po’ di cose da preparare, non solo sul piano tecnico. Se tutto va bene e vi viene offerta la posizione pensateci sempre prima di accettare: il mondo dell’IT sta vivendo un momento decisamente florido a Londra e il mercato brulica di offerte.

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