Imprenditore non riesce a trovare giovani professionisti adeguatamente preparati

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Ricevo e pubblico una lettera da parte di un’imprenditore italiano che condivide le difficoltà nel trovare giovani professionisti adeguatamente preparati in Italia.

Mi chiamo David Savoia, sono socio di maggioranza e amministratore unico della ACEL di Castel Guelfo di Bologna, che tratta servizi di ingegneria integrati, su Impianti Tecnologici, Campi Elettromagnetici, Risparmio Energetico, Sicurezza Incendi e Acustica Architettonica.

Fortunatamente non abbiamo crisi di lavoro per via delle attività molto specialistiche che svolgiamo e della diversificazione dei Clienti.

Deve tuttavia fare riflettere che il nostro limite enorme è dato dalla diffusa inadeguata formazione teorica e pratica dei giovani, che riscontriamo non essere in grado di avere una tecnica approcciativa interdisciplinare ai problemi, cioè operare con ragionamenti logici strutturati, ma soltanto capaci di elaborare in modo confinato informazioni specifiche.

Per noi è logico rivolgersi a giovani figure aventi la laurea come Architetto o Ingegnere, perché trattiamo materie tecniche che hanno una innovazione continua, però non riusciamo a trovare tali figure che siano in grado di spaziare agevolmente in tutti gli ambiti della fisica tecnica ed ambientale e dell’impiantistica .

Le cause probabili sono da ricondurre ad una inappropriatezza progressiva del sistema nazionale di insegnamento scolastico tecnico e di quello universitario, dove insegnamento e verifica delle competenze teoriche è affidata in buona parte da assistenti e tramite test spesso senza svolgere riscontri obiettivi sulle capacità applicate a ragionamenti approciativi, mentre la pratica in affiancamento alle realtà produttive è tralasciata in misere esperienze prive di paralleli sostegni didattici e di accertamenti collaborativi.

Dovendoci adattare al sistema Paese, che ovviamente non condividiamo, la nostra politica d’inserimento di giovani è divenuta nostro malgrado quella di valutare soltanto richieste di esperienza di apprendimento formativo presso la nostra sede che, se accettiamo, cerchiamo di fare in modo onesto e con il massimo impegno, per arrivare a fare riguadagnare il tempo perso reciprocamente nel più breve periodo possibile, con l’obiettivo di creare una figura professionale in grado di guadagnare lavorando con noi e da noi, perché resa davvero utile e capace.

Per questo compimento necessitano:

- Requisiti di base di chi partecipa al piano di apprendimento, che deve essere automunito, conoscere bene il disegno computerizzato, il pacchetto Office e almeno la lingua inglese a livello base.

- La propensione dei tutor aziendali e di chi partecipa, tramite un impegno reciproco serio, anche con l’impiego delle proprie forze al meglio, in sostanza una leale sinergia per tutto il tempo necessario, la cui durata minima è di non meno di sei mesi per la fase di avvio produttivo.

- Per compensare il maggior sforzo di chi insegna, chi impara deve mettere in campo duttilità, criticità e curiosità, altrimenti è tutto inutile. Queste caratteristiche devono anche rilevarsi con comportamenti concreti e fattivi, e non limitarsi a dichiarazioni d’intenti.

- Che la formazione non sia soltanto settoriale, ma di tipo approcciativo, cioè che possa portare chi impara ad avere un “metodo”, e non soltanto un “modo” di operare, anche a far sì che l’attività specialistica sia formativa sugli aspetti generali che interessano tutta la restante attività professionale. Inoltre tentiamo di insegnare le metodiche e le prassi nei settori ove è specializzata la società.

Appena raggiunta una minima autonomia operativa in qualsiasi settore, viene riconosciuta una percentuale dal 20 al 40 % come associazione in partecipazione per ciascun lavoro evaso con esito positivo, che in pratica è una forma di collaborazione a progetto in ambito professionale e per noi significa rinunciare volentieri a metà dell’utile pur di avere un futuro di sviluppo.

Tuttavia, sulla base di una statistica su circa cento soggetti effettuata negli ultimi tre anni è da noi stata constatata anche una modesta correlazione tra specialità formalmente acquisite e potenziali capacità reali, perché è amplissimo il divario tra conoscenze scolastiche ed universitarie rispetto alle necessità operative nostre ed in genere delle aziende che praticano nel terziario avanzato.

Quindi non leggiamo più i curriculum ed i percorsi di studio, perché assolutamente non sono rispondenti sul piano pragmatico.

Dei cento soggetti non tutto è andato socialmente perduto: uno ha aperto uno studio d’ingegneria, una è stata rapita dal governo norvegese con l’equivalente di tremila euro al mese, un altro da quello cinese e trattato ancor meglio, ma la maggior parte ha scelto il prosieguo di forme di ripiego sociale o familiare, e questo è un altro aspetto che deve fare pensare perche, se è vero che l’insegnamento è stato modesto, è altrettanto riscontrata una modesta volontà reattiva per emergere.

In questa situazione non comprendiamo sia perché lo Stato non aiuti chi vuole formare seriamente le persone ed anzi lo aggravi così pesantemente di regole burocratiche ed inutili, sia il motivo per cui non sia chiara l’informazione alle famiglie che sostengono gli studi ai ragazzi spiegando i limiti reali per cui necessita un’ulteriore fase di apprendimento a posteriori, ed infine il motivo per cui i nostri Governi non fanno politiche di immigrazione mirate come avviene per tutti i Paesi evoluti.

Il problema dello reperimento di risorse con flessibilità interdisciplinare è ora unito alla crisi economica nel settore delle costruzioni, per cui abbiamo tanto lavoro di piccole dimensioni che ci obbliga a concentrare più specialità su un solo individuo, figura che invece è irreperibile.

Per ovviare al problema ci siamo inventati un business plan per un servizio telematico di rifinitura con l’acustica architettonica nelle grandi serializzazioni edilizie in Brasile e il tutto, non perché ci manca lavoro, ma solo per trovare un argomento monotematico e seriale in modo da potere avviare ed inserire dei giovani laureati o diplomati.

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