SCRIVERE IL CV IN INGLESE

Non pagate per fare uno stage a Londra

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Silvia è tornata in Italia alcune settimane fa dopo un’esperienza di stage a Londra.

Lo stage è stato all’interno del dipartimento marketing di un Tour Operator e Silvia lo ha trovato pagando un’agenzia perché non era sicura delle sue conoscenze della lingua (con il senno di poi ammette che è stata una cosa sbagliatissima).

Lo stage prevedeva solo un rimborso spese di trasporto, quindi per pagarsi l’affitto lavorava da Nando’s.

Perché dici che il pagare l’agenzia è stata una cosa sbagliatissima?

Il loro lavoro consiste in un colloquio iniziale e poi ti affidano l’azienda che naturalmente non ti paga, se non con un rimborso spese di trasporto.

Durante i sei mesi di stage non c’è mai stato un contatto con l’agenzia italiana, nemmeno una mail per sentire come andava lo stage e se rispettavano le regole che stanno alla base dello stage: “l’essenza formativa del lavoro”.

In un secondo momento ho scoperto che questa agenzia italiana si appoggiava ad un’altra anglosassone.

L’ho scoperto perché senza dirmi nulla, questa seconda agenzia mi ha contattato via mail per fare un “colloquio di fine stage” (dove mi è stato chiesto di montare le cose più belle di questa esperienza, nonostante io avessi raccontato tutte le mie perplessità).

E tutto questo ha un costo che si aggira intorno ai 900 euro.

Non è difficile se si è un po’ motivati e se si ha una conoscenza buona della lingua trovare un’azienda che ti assuma per uno stage a Londra. Io ho poi trovato tantissimi annunci.

Io mi sono fatta “spaventare” dalla paura di non sapere abbastanza l’inglese.

Quali erano le mansioni pratiche del tuo stage?

Essendo un Tour Operator la mansione quotidiana era di aggiornare i prezzi dei pacchetti di vacanze invernali che vendevano (e parliamo di MOLTE proprietà).

Una volta alla settimana c’era da redigere una tabella con le offerte migliori degli altri competitors.

Poiché, come è facile da comprendere, non si ha la necessità di una laurea in Marketing ne della conoscenza dell’inglese per fare ciò, io chiedevo di poter fare di più, di mostrarmi altre cose e, a volte presa dalla disperazione di non aver nulla da fare, chiedevo che mi dessero qualsiasi cosa da fare.

Quindi si sono inventati “progetti” di ogni genere: dal rilegare alcune brochure, al creare con html una pagina (che non hanno mai nemmeno considerato), controllare il loro sito e stilare una relazione su cosa reputavo andasse cambiato, imbustare dei libri da regalare ai clienti.

Quali erano le prospettive di assunzione una volta terminato lo stage?

Non se ne è parlato molto perché vedendo quello che mi facevano fare, l’idea di passare altri 7 mesi o più così, mi demoralizzava molto.

Quando però è terminato lo stage mi hanno riempito di complimenti, di regali, mi hanno offerto un aiuto (di non si sa bene quale genere e specie) nel caso avessi voluto tornare a Londra..ma la cosa strana è che sul loro sito c’è una posizione aperta relativa alla posizione che io ricoprivo, naturalmente un po’ più “gonfiata”

Cosa ti ha insegnato il mondo del lavoro a Londra?

Che “tutto il mondo è paese”.

Sicuramente non mi aspettavo grandi responsabilità, poiché era uno stage, ma speravo che ci fosse molta più professionalità rispetto alla realtà italiana.

Che fosse più formativo, mi riferisco ad una formazione pratica.

Consiglieresti l’esperienza ai tuoi coetanei? Perché?

Nonostante tutto io consiglierei l’esperienza perché comunque a livello personale ti insegna molte cose, che sono inspiegabili, ma che ti fanno crescere molto.

Ti fanno guardare le cose da un altro punto di vista e nonostante sporca, piena di gente incivile e con delle case terribili e costose, Londra è una città bellissima e magica dove vale la pena vivere per un certo periodo.

Come stai procedendo nella ricerca lavoro ora in Italia e quali risultati stai ottenendo?

Premettendo che ho sempre lavorato da quando mi sono diplomata; nonostante studiassi, mi è capitato di svolgere anche più di un tipo di lavoro nell’arco della settimana e quando parlo di lavori mi riferisco all’impiegata, alla cassiera, all’addetta data entry, all’addetta customer care…e altri ancora.

(Ho anche fatto una settimana di prova per entrare a lavorare in un’azienda di onoranze funebri).

Ora che mi sono laureata e che sul curriculum ho quel tipo di esperienza all’estero che molte aziende richiedono, sto provando a cercare di entrare almeno come stage per una posizione relativa al marketing.

Quindi tutti i giorni passo almeno 8 ore davanti al pc e invio cv un po’ ovunque.

La ricerca naturalmente si focalizza tramite i principali siti “Cerca Lavoro”, LinkedIn, e per poi passare ai siti aziendali.

Sto parlando molto anche con i miei conoscenti per sentire se sanno di posizioni aperte o se hanno qualche azienda da consigliarmi (non certo per farmi imbucare perché questa tipologia di cose non mi piace e soprattutto non funziona con me).

La situazione è che trovo soprattutto agenzie di lavoro interinale che ti promettono “mari e monti” ma che secondo me non hanno cliente a cui proporti e che pubblicano annunci “finti”.

La “miglior” offerta di lavoro ricevuta è andare a fare un lavoro che non ha nulla a che fare con quello che ho studiato, non propriamente dietro casa, in modalità “stage e poi chissà” per la modica cifra di 200 euro.

E se la situazione continua così devo spostare la ricerca su realtà che per lo meno mi permettano di fare entrare qualche soldino, sacrificando i miei sogni e le mie speranze.

Grazie Silvia ed in bocca al lupo per il futuro!

Londra su Italiansinfuga

Londra su Italiansinfuga


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