La mia esperienza di master ad Edimburgo

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Caterina Mendolicchio sta per concludere l’esperienza di master ad Edimburgo per tornare in Italia e… chissà!

Ecco la sua storia.

La storia che mi ha portata da Rimini a Venezia ad Edimburgo è stata molto semplice e lineare nel suo svolgimento, ciononostante non credo sia unicamente frutto di fortuna.

Da quando ho deciso di continuare gli studi di specializzazione all’estero ho iniziato fin da subito una meticolosa preparazione e, di questo devo renderti onore, nelle prime fasi il tuo sito ha avuto la sua importanza, soprattutto nella scelta delle destinazioni (nello specifico quelle da scartare a priori, visto che sulla Scozia all’epoca non c’erano molti post).

Ho frequentato tutto l’iter per diventare architetto (triennale, specialistica e esame di stato) all’IUAV di Venezia.

Premessa, il mio primo obiettivo all’università è stato quello di laurearmi in corso e possibilmente con il massimo.

Per questo rinunciai all’Erasmus perchè nel mio caso sarebbe stato troppo breve per imparare la lingua e lungo abbastanza da farmi perdere la slot di laurea che mi ero prefissata.

Durante la tesi (durata poco più di un semestre) avevo avviato in contemporanea le pratiche per una borsa di studio americana abbastanza famosa, la Fulbright, decisa a organizzarmi un Phd negli Stati Uniti in quanto il mio ragazzo a breve si sarebbe trasferito là anche lui.

La burocrazia (complicatissima e dai tempi lunghissimi) stava andando bene quando mi accorsi che tra le microscopiche note a fondo di una pagina c’era un conflitto con il visto che mi avrebbero concesso che esigeva il mio allontanamento dal suolo americano per almeno un anno una volta conseguito il titolo.

Nè io nè il mio ragazzo ce la siamo sentita di portare avanti una prospettiva che ci avrebbe tenuti lontani un anno, per concederci un anno di storia a distanza benchè nello stesso continente, per poi passare un altro anno separati da un oceano, per cui a metà percorso decisi di lasciare e ricominciare a guardarmi attorno.

Questa volta la scelta Europea perchè più gestibile coi voli aerei era obbligata.

Data la mia specializzazione, passai in rassegna le università nordiche per la possibilità di studiare gratis, soprattutto Danimarca e Olanda e quelle del Regno Unito per il prestigio.

Scozia su Italiansinfuga

Scozia su Italiansinfuga

Alla laurea ero già in attesa di risposta dall’AA, dall’UCL di Londra e dall’Università di Edimburgo.

In contemporanea studiavo per il certificato di lingua e avevo preso contatti con uno studio di architettura per iniziare a lavorare in Italia, nel caso fosse andata male.

Dalla laurea triennale ad ora non credo di essermi mai fermata, stipando tutti i mesi cuscinetto di attività specializzanti per il CV.

Tra la primavera e l’estate scorsa quindi, una settimana dopo la laurea già lavoravo in uno studio di architettura, davo il test di inglese, studiavo per l’esame di abilitazione professionale e facevo concorsi e piccoli lavori di grafica come freelance.

Un pò era per scaricare la tensione, un pò perchè il tempo a disposizione era veramente pochissimo per le mille burocrazie da sbrigare.

Come freelance lavoro prevalentemente attraverso 99designer, 12designer e iamasource.

Alla fine venni accettata con una ‘Unconditional offer’ sia all’UCL di Londra che ad Edimburgo.

La scelta cadde sulla seconda per diversi motivi: conoscevo già la città perchè anche il mio ragazzo aveva vissuto lì qualche mese e me ne ero innamorata.

Edimburgo vanta un’università prestigiosa nella top 5 del Regno Unito mentre a Londra ci sarebbero state le Olimpiadi.

In ultimo la mia esperienza veneziana raccolta, a contatto con gli altri, gestibile a piedi e la presenza dell’acqua e della natura mi aveva segnato abbastanza da non desiderare di vivere in una metropoli caotica come Londra.


Ora frequento un master di “tecnica della rappresentazione architettonica” (vengo da una specialistica molto pratica in costruzione dell’architettura), per cui sto prendendo la seconda specializzazione che ha durata di un anno, ormai alla fine.

Il costo per un anno di master è stato attorno ai 6000£ ma qualche mese dopo essermi immatricolata, il governo ha triplicato le rate causando proteste in tutto il Paese.

In questo sono stata fortunata.

Inoltre pur essendo Edimburgo una capitale, costa sensibilmente meno di Londra e mantiene il carattere di media piccola città che la rende deliziosa e piena allo stesso tempo piena di eventi culturali.

Si dice che sia la capitale del vintage second-hand e posso garantire di essermi rifatta il guardaroba pesante (a settembre sono passata dai 32° di Rimini ai 12° del nord di colpo) con circa 100£ in tutto e di aver arredato la camera con altri 40£.

In media spendo 250-300£ al mese per vivere che tutto considerato è molto meno che in una Milano, Roma o addirittura Venezia.

Il master è stato caratterizzato dalla totalità di presenza cinese, in effetti a parte le lezioni dei professori, posso dire di progettare e lavorare ascoltando solo cinese (lingua, musica, giornali ecc).

Non che lo abbia imparato granchè perchè è davvero difficile come lingua, ma credo a parte lo shock culturale dei primi mesi di aver acquisito una skill essenziale e non prevista dal mio corso: sapermi relazionare con una cultura difficile da approcciare e diametralmente diversa da quella europea; una cosa che non avrei mai avuto la possibilità di fare se non andando fisicamente in Cina.

E nel mio mestiere il teamworking a livello internazionale è una dote molto gradita.


Non solo, data la difficoltà di dialogo con loro giocoforza ho dovuto cercare all’esterno un ambiente più internazionale e questo ha arricchito la varietà delle mie amicizie e degli ambienti che ho frequentato, davvero internazionali (i primi italiani li ho incontrati solo dopo 7 mesi).

Ora che tutto questo sta volgendo al termine, posso dirmi soddisfatta dell’esperienza soprattutto quella didattica che mi ha aperto gli occhi sotto molti aspetti della professione.

Sapevo che sarei tornata in Italia fin dall’inizio e non mi piace definirmi cervello in fuga: non ho alcuna intenzione di lasciare il mio Paese in mano a vecchi che non hanno saputo darcelo in eredità.

Per ora però so anche che la mia permanenza in Italia sarà breve: c’è di nuovo odore di America nell’aria!

Inoltre ho dei contatti con studi per collaborazioni e concorsi quindi direi che il tempo per annoiarsi o lamentarsi non ci sarà nei prossimi mesi!

Non mi reputo una persona in grado di lavorare in multitasking eppure chissà perchè mi ritrovo sempre alla fine a gestire 10 progetti alla volta!

Il consiglio che do ai ragazzi è questo: la fortuna non esiste, pianificare fino alla nausea anche piani alternativi, strategie di attacco ma soprattutto di difesa dei propri sogni e interessi vale tutti i soldi, le nottate insonni e il tempo spesi.

Come ha scritto un ragazzo in un post precedente: a nessuno piace l’emigrante con la valigia di cartone.

E come ha scritto un altro, la regola d’oro è sempre una: cercare di essere sempre al punto della carriera in cui bisognerebbe trovarsi.

Potete seguire Caterina su:

www.lacatrina.it

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Comments

  1. says

    Grazie per averci raccontato la tua storia!Era proprio quello che stavo cercando! Anche io vorrei frequentare dopo la triennale di ingegneria informatica un Master all’uni di Edimburgo..ma è davvero così difficile essere ammessi? ho letto su molti siti che gli studenti europei non pagano le tasse nelle università scozzesi..quindi volevo chiederti se questa è una balla e se è anche difficile ottenere le borse di studio, dato che 6000£ non sono uno scherzo..

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