SCRIVERE IL CV IN INGLESE

Mi dispiace, mia cara Italia, ma non mi avrai nel tuo futuro

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Lorenzo Mattiacci è uno studente che sta utilizzando il suo periodo di studio in Francia per pianificare il salto verso il mondo del lavoro all’estero.

Cosa stai studiando in Italia?

In Italia sono uno studente della Università di Ancona, Marche.

Ho già una laurea triennale, presa nel 2010 con un paio di anni di ritardo a causa del mio passato status di studente lavoratore.

Adesso sono iscritto alla laurea magistrale in Economia e Commercio Internazionale : un indirizzo che prevede diversi esami di marketing oltre che di diritto ed economia internazionale, con una tesi finale in inglese sul Mobile Marketing.

Personalmente, mi sto focalizzando molto sull’e-marketing e le nuove tecnologie. Conto di laurearmi entro il 2012, novembre probabilmente.


Come è stata la vita dello studente lavoratore in Italia?

Non così semplice.

Personalmente ho lavorato tutte le estati come barista e per almeno tre anni ho gestito un bar, lavorando di notte e continuando a studiare nel frattempo (con scarso successo!).

Parlando più in generale. Innanzitutto se studi e lavori non riesci a fare bene entrambe le cose, specie se magari gli esami richiedono uno studio continuo o una buona dose di tranquillità o di frequenza dei corsi.

Non è la condizione migliore, decisamente no.

Manca il focus sugli obiettivi e di solito non si riesce a fare bene nessuna delle due cose. Tanto di cappello a chi ce la fa.

Ma credo comunque che sia una situazione difficile per tutti coloro in cui vi si trovano.

Rouen

Rouen

Adesso ti trovi a Rouen, Francia, come mai?

Ad un certo punto mi sono detto basta, non potevo continuare a volteggiare nell’aria come “studente lavoratore” e decisi di mollare il bar, poi di finire la laurea triennale, poi di proseguire con una magistrale focalizzandomi sull’obiettivo dell’esperienza all’estero.

Nel corso del primo anno di specialistica ho partecipato al programma Erasmus, feci domanda ed eccomi qui, ad ormai quasi un mese dalla scadenza del programma di scambio.

Per quanto riguarda la meta, Rouen sicuramente è interessante : città tranquilla ed a misura d’uomo, ad un passo da Parigi, ottima realtà accademica ed in diretto contatto con molte realtà aziendali internazionali.

Per quanto riguarda la Francia, è una importante nazione europea, ancora non toccata pienamente dalla crisi…il tutto, mescolato insieme, è una buona occasione per iniziare il proprio percorso all’estero.

Che conoscenza del francese avevi prima di partire?

Dunque… guarda Aldo, diciamo che il francese non è mai stato il mio pezzo forte.

Prima di partire ascoltavo TV francese e leggevo libri e giornali in francese, ogni tanto capendo ogni tanto no…ma tutto qui.

Ho studiato francese alle superiori ma onestamente l’ho lasciato un poco cadere. Errore mio.

Tuttavia una volta che si è qui, nel contesto di una lingua, diventa man mano facile interagire con i native speakers, almeno per una lingua così simile all’italiano come il francese.

Ora riesco tranquillamente ad interagire, passare da inglese e francese e fare colloqui in entrambe le lingue.

Magari non sempre dirò la parola giusta, ma è una cosa che farò col tempo.

Mai arrendersi quando si tratta delle lingue. Il focus deve essere sempre sulla comunicazione.

Ci descrivi la Rouen Business School?

Innanzitutto il sistema universitario francese è molto diverso da quello italiano (con i suoi pregi e difetti).

Diciamo che, per farla breve, è diviso in pubblica e privata con le Università private (come la mia) che sono molto più sviluppate e moto più localizzate nel territorio che in Italia.

Ogni anno è pubblicato (da Le Point) un ranking delle università private, quest’anno dovrebbe essere al 5° posto.

Questa che è diventata la mia seconda università ormai (sono qui da settembre) è di alto livello, decisamente.

Corsi universitari in Inglese, alto livello di insegnamento, alto livello dei collaboratori ed altissimo livello dei partner aziendali con cui collabora.

Stessa cosa anche per gli studenti, non solo francesi ma da tutto il mondo (anche se praticamente nessun italiano!) ed non è raro trovare ragazzi molto preparati e poliglotti. Una cosa che non sempre succede in Italia, ahimè.

Dovremmo focalizzarci più (molto di più !!) su questo per dare serie opportunità a molti ragazzi.

Come ti ha cambiato come persona questa esperienza?

Beh…cambiato profondamente. Fin nel midollo.

Per esempio ora ti sto scrivendo dal treno per Parigi…ed è sempre una cosa che fa effetto.

Partire, vivere all’estero, trovarsi giorno per giorno a contatto con diversi mondi, magari lontani per cultura o distanza fisica, ti fa sempre scoprire che il mondo è effettivamente grande e se magari non trovi (o come nel mio caso, non cerchi) una vita nel tuo paese natio, puoi sempre trovarla all’estero, da qualunque parte del mondo.

È come se da terra la tua vista si fosse alzata, ed ora stessi guardando il mondo dalla cima di una montagna.

In fondo il mondo è tutto lì, basta volerlo. E prepararsi.

Se posso dare un consiglio ai miei “coetanei” : iniziate appena prima della fine delle superiori a pensare all’estero come una opportunità, una sfida.

Fare questa scelta diventa man mano più complesso più si cresce con l’età, anche perché molta gente l’ha fatta prima di voi. Ed un giorno avrete questi ragazzi come “competitors” nella vostra ricerca di lavoro all’estero.

Che progetti hai per il dopo laurea?

Innanzitutto…mi dispiace, mia cara Italia, ma non mi avrai nel tuo futuro.

Farò di tutto per crearmene uno altrove.

Il nostro paese non è più in grado di creare futuro per molti e forse non lo è nemmeno l’Europa.

Che sia Francia oppure Cina oppure chissà dove, solo adesso comprendo realmente cosa vuol dire “mobilità internazionale”.

Immettersi nel mercato del lavoro mondiale è intrigante. Magari difficile. Competitivo, ma bisogna essere sempre pronti a tutto.

Per quanto riguarda me, dopo quest’anno, inizierò a mandare curricula focalizzandomi in Francia, per la lingua che già conosco, magari nel frattempo tentando qualche strada nel tecnologico estremo oriente, cercando di trovare laggiù qualche buona opportunità per mio settore.

Grazie Lorenzo ed in bocca al lupo per il futuro!

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