Via Europa: L’Europa vista e vissuta dai giovani in movimento

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Via Europa è una rubrica online che raccoglie le testimonianze degli studenti dell’Università di Macerata che hanno svolto o stanno svolgendo periodi di mobilità all’estero ( Erasmus Studio, Erasmus Placement, SVE, Scambi Interculturali, Corsi di Formazione, Tirocini).

Articolo di Gianmarco Morganti

Attraverso ogni singola intervista supportata da un video, chiediamo di fare un resoconto dell’esperienza estera sotto vari aspetti (struttura universitaria, accoglienza, esami, trasporti, costo della vita, ecc..) dando la possibilità ai giovani di improvvisarsi reporter e, allo stesso tempo, fornire un contributo pratico per tutti coloro che andranno nel medesimo posto.

Tramite queste interviste, si è delineato un quadro universitario definito. Le Università europee sono molto più pratiche delle nostre italiane, si studia più sul campo che sui libri ed i giovani, usciti dall’università, sono comunque più preparati alla vita lavorativa; c’è anche da sottolineare il fatto che, nonostante la crisi colpisca tutta Europa, gli studenti che escono dall’università hanno molte più possibilità di trovare lavoro che in Italia.

Gli studenti intervistati riportano che il sistema universitario estero in molte cose assomigli alla scuola superiore italiana, ossia vengono assegnati settimanalmente dei lavori (in UK essay o workshop, in Spagna trabajos…) che lo studente è portato a fare; facendo una stima delle interviste, è risultato che lo studente italiano all’estero è molto più stimolato da questo genere di insegnamento e che attraverso una maggiore partecipazione a lezione e tramite lo svolgimento dei ‘compiti’ assimili meglio la materia che sta studiando.

In generale, ci raccontano che l’università funziona tantissimo ed è sempre in aiuto dello studente fornendo sconti o agevolazioni in merito a servizi urbani, biblioteche, musei, impianti sportivi, ecc…, fattore che in Italia ancora non riusciamo a portare a termine completamente.

D’altra parte, molti studenti riportano che, si è vero che all’estero sono molto più pratici, ma la preparazione scolastica che abbiamo noi è difficile trovarla negli atenei europei.

Altra nota dolente per noi italiani è che nel 90% dei casi nelle università europee il livello d’inglese è alto e noi ci troviamo un pò svantaggiati, dobbiamo assolutamente migliorare da questo punto di vista!!

Le interviste vanno da ovest a est dell’Europa, dal Portogallo alla Turchia, e riprendono attimi di vita di molti studenti che hanno scelto di vivere un’esperienza diversa e spesso determinante; non solo chi è andato all’estero per studiare, ma anche chi ha scelto di partire per svolgere un tirocinio o uno SVE si è arricchito umanamente. Si scoprono nuovi mondi, in questo caso il mondo del lavoro, entrando per qualche mese nella realtà lavorativa di un altro paese, con una lingua diversa e un modo di vedere e intendere le cose diverso dal nostro; s’impara la rigida mentalità del lavoro tedesco, la più tranquilla vita spagnola, la freddezza confusa con la riservatezza dei popoli scandinavi.

Chi torna da una simil esperienza vuole sempre ripartire per nuove mete e nuove sfide, spinto dalla volontà di conoscere e confrontarsi con altre culture.

Per chiudere, riporto una risposta di una ragazza alla quale avevo chiesto di lasciarci un messaggio finale : ” Sono partita italiana e sono tornata europea. Voi che dite?”

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commenti





  • Samuel

    Dovessi riassumere la mia esperienza erasmus in Francia nel 2011 direi anch’io di “essere partito italiano e di essere tornato europeo”… Cosa non da poco, visto l’euroscetticismo che regna negli ultimi anni nella cronaca dei paesi dell’UE.


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