Metà dei neolaureati statunitensi o disoccupati o sotto occupati

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Coloro che si accingono a laurearsi negli Stati Uniti stanno per ricevere un cattivo benvenuto da parte del mondo del lavoro.

Secondo un articolo di Associated Press, negli Stati Uniti la debolezza del mercato del lavoro ha già causato una situazione dove la metà dei neolaureati o è disoccupato oppure lavora in posizioni per le quali non sono necessarie le capacità e conoscenze maturate all’università.

I giovani adulti con una laurea breve fanno sempre più fatica e lavorano in professioni poco pagate (camerieri, baristi, commessi o receptionist ad esempio) e ciò confonde la nozione e la speranza che una laurea fosse un investimento di qualità.

Secondo un’analisi di dati governativi condotta dalla Associated Press, le opportunità per i neolaureati variano molto.

C’è molta richiesta per le lauree in campo scientifico, istruzione e sanità mentre quelli di natura umanistica fanno fatica.

I salari medi per quelli con una laurea sono più bassi rispetto a quelli del 2000 a causa di cambiamenti tecnologici che hanno eliminato posizioni di medio livello come ad esempio cassiere di banca. La maggior parte delle opportunità lavorative future sono previste in posizioni che richiedono meno istruzione come ad esempio coloro che si dedicano all’aiuto di pazienti nella loro casa e che avranno molte opportunità grazie all’invecchiamento della popolazione statunitense.

Se si considera anche il sotto impiego, le prospettive lavorative per un laureato si trovano adesso al punto più basso in un decennio.

Dopo mesi di ricerca lavoro senza frutti, Michael Bledsoe, un laureato che lavora presso una caffetteria a Seattle, dice “non so neanche più che cosa sto cercando.” Il ventitreenne si è laureato nel 2010 con una laurea in ‘creative writing’.

Dopo la laurea per tre mesi ha cercato lavoro per poi accettare un lavoro come barista, lavoro che mantiene tutt’oggi, due anni dopo. All’inizio spediva tre o quattro curriculum al giorno ma i datori di lavoro lo interrogavano sulla lacuna di esperienza lavorativa o sulla praticità della sua laurea. Adesso manda un curriculum ogni due settimane.

Bledsoe sta guadagnando un salario appena al di sopra del salario minimo stabilito dalle leggi statunitensi e dice che ha ricevuto aiuto finanziario dai genitori per aiutarlo a pagare i debiti maturati durante l’università. Adesso sta pensando se ritornare a studiare visto che non intravede molte opportunità di fare carriera dicendo “non sembra ci sia molto disponibile”.

Università su Italiansinfuga

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La sua situazione sottolinea un problema sempre più comune all’interno del mercato del lavoro. Forse più che in passato, le scelte fatte da un giovane adulto (come ad esempio il livello di istruzione, le materie di studio ed il campo di specializzazione, l’università scelta e come pagare l’istruzione) hanno grandi ripercussioni di tipo economico a lungo termine.

Andrew Sum, direttore del Center for Labor Market Studies presso la Northeastern University, ha analizzato i dati e dice che molti laureati si trovano ad affrontare costi di istruzione sempre più alti e prospettive lavorative che stanno peggiorando.

Negli Stati Uniti, circa 1,5 milioni (53,6%) di coloro con una laurea breve al di sotto dei 25 anni l’anno scorso erano o disoccupati o sotto impiegati, la percentuale più alta negli ultimi 11 anni. Metà di loro erano sottoccupati.

Secondo le previsioni del governo statunitense, solo tre (su 30) professioni con il maggior numero di posti di lavoro disponibili nel 2020 richiederanno una laurea breve (come minimo). Queste posizioni sono quelle di insegnanti, professori universitari e contabili. La maggior parte delle posizioni di lavoro saranno in professioni come commessi, fast-food e camionisti, dove le persone non sono facilmente rimpiazzate da parte di computer.

Laureati in zoologia, antropologia, filosofia, storia dell’arte sono quelli che hanno più difficoltà a trovare un lavoro di livello consono al proprio livello di istruzione. Quelli con un titolo di infermiere, insegnante, contabile sono invece coloro che hanno più probabilità di trovare un lavoro per il quale hanno studiato.

I posti di lavoro che stanno ritornando nell’economia statunitense riguardano principalmente coloro agli estremi della gamma di salari a scapito delle posizioni di lavoro con un salario medio, quelle più comunemente trovate presso i laureati.

Alcuni studi indicano che quasi il 95% delle posizioni di lavoro perse durante la recessione riguardavano posizioni con un salario di livello medio come ad esempio cassiere di banca, un tipo di professione per la quale non si prevede un risorgimento a causa del sempre maggiore utilizzo della tecnologia.

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commenti





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    Inoltre mi è capitato di leggere articoli palesemente mal tradotti con google translator, il che ha tutto da dire su un admin che fa un “copia-incolla” a modo suo meno rintracciabile perchè tradotto.
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    Ciao Antonio

    innanzitutto liberissimo di disiscriverti, ci mancherebbe.

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    Tu l’inglese lo sai, altri no e magari possono trovare utile la mia pur tragica traduzione.


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