Cosa NON dire ad un colloquio di lavoro all’estero (e invece viene detto)

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Minimizzare gli errori fatti ad un colloquio di lavoro all’estero (e non) è uno dei modi migliori per trovare lavoro (survival of the fittest).

Ricevo da un’amica che lavora in Inghilterra occupandosi, tra l’altro, di assunzioni di personale italiano un resoconto degli errori più gravi fatti da alcuni candidati (e da non ripetere).

Sono stanca di vedere Italiani non avere la più pallida idea di come si fa un colloquio di lavoro. Sono molto arrabbiata con i miei connazionali, sono maleducati, pretestuosi e pretenziosi, pigri, incapaci di fare un vero self assessement e presuntuosi come pochi.

Di seguito ti prego di trovare alcune risposte che ho davvero ricevuto ai colloqui e che trovo allucinanti, per favore segnalale assolutamente come risposte da non dare mai!!

La punteggiatura non è solo per grafica rispecchia fedelmente il tono di voce con cui mi hanno risposto. Giuro che, per quanto incredibile, è tutto vero!

Headhunter = “quello che offriamo temporaneamente con prospettive di crescita è un contratto di 6 mesi….”
Candidate = (interrompendo) “così tanto??!!! e se voglio andare via prima?”

Non è l’ideale manifestare immediatamente l’intenzione di non volere fare nemmeno 6 mesi, non stupitevi se non vi richiamano!

H = “ho visto sul suo cv che lei ha scritto “english and italian bilingual” ma non trovo indicazioni su una sua infanzia in paesi anglofoni, ha per caso uno dei genitori madrelingua?”
C = “no no ho chiesto alla mia professoressa e lei mi ha detto che siccome parlo bene l’inglese posso anche mettere biligual.”

Ora a parte che è evidente che non parla l’inglese così bene come dice altrimenti saprebbe cosa vuol dire affiancare quella che è la tua lingua madre con una che non lo è… La mia professoressa mi ha detto????? e adesso come faccio a sapere che il CV non te lo ha fatto la tua professoressa?

H = “allora da quanto tempo vive in UK?”
C = “da un mese”
H = “come mai è venuto in UK?”
C = “per imparare l’inglese”
H = “ma sul cv c’è scritto che lei parla un inglese buono”
C = “beh…. ehm… si buono nel senso… scolastico…”
H = “scolastico non è buono… va bene mi racconti un poco cosa ha fatto in UK fino ad adesso”
C = “ma in inglese non lo so fare. Posso farlo in italiano?”

Credo che questo non abbia bisogno di commento…..

Ad una domanda un candidato prima di rispondere ha fatto stretching con le braccia e mi ha risposta con le mani incrociate dietro la testa!! Behave!!!!!!!!!!

Risposte al telefono:

H = “buongiorno la chiamo in seguito al cv da lei inviato per la posizione di…. volevo chiedere se lei era diposibile per un colloquio”
C = “si ma quanto mi pagate?”

Ora non che non sia legittimo parlare di paga, ma c’è modo e modo!!! Magari chiedetelo al colloquio. Soprattutto se è una posizione che non richiede qualifiche è chiaro che lo stipendio sarà base.

H = (sempre al telefono) “allora lei ha mandato un cv per la nostra azienda. Sa di cosa ci occupiamo?” (CV mandato la sera prima)
C = “guardi (ridendo) ne ho mandati talmente tanti che non lo so anzi onestamente non sapevo nemmeno di averlo mandato”

Nessuno dubita che mandiate più di un cv.. ma non fatelo notare così brutalmente, sembrate non interessati e strafottenti, almeno segnatevi quelli che mandate. Usate una piccola agenda o un diario che portate con voi così almeno evitate queste figure.

Potrei andare avanti ma mi fermo qua.

Tutti questi sono errori da non fare in NESSUN COLLOQUIO sia esso in Italia, in UK o Down Under!

Colloquio di lavoro

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