I bilingue sono più intelligenti

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Parlare due lingue piuttosto che una sola fornisce ovvi vantaggi di tipo pratico in un mondo sempre più globalizzato. Ma non solo.

Secondo un articolo pubblicato dal New York Times, negli ultimi anni scienziati hanno iniziato a dimostrare che i vantaggi di essere bilingui sono più ampi rispetto alla “semplice” capacità di conversare con un gran numero di persone.

Sembra che essere bilingue renda più intelligenti. Può avere profondi effetti sul vostro cervello, migliorare le abilità cognitive non pertinenti la lingua e anche aiutare a combattere gli effetti sulla mente dell’età che avanza.

Questa visione del bilinguismo è molto diversa da quella sviluppata durante il 20º secolo. Ricercatori ed educatori hanno per tanto tempo considerato una seconda lingua come un’interferenza, per quello che riguarda l’aspetto cognitivo, nello sviluppo accademico e intellettuale di un bambino.

Avevano ragione per quello che riguarda l’interferenza: c’è moltissima evidenza che in un cervello bilingue entrambi i sistemi linguistici sono attivi anche quando si sta parlando solo un linguaggio, creando così situazioni durante le quali uno dei due sistemi ostruisce l’altro. Questa interferenza però, hanno scoperto adesso gli scienziati, non è tanto un handicap come una benedizione. Forza il cervello a risolvere i conflitti interni addestrando così la mente e rafforzando i “muscoli cognitivi”.

Le persone bilingue, ad esempio, sembrano essere più in grado di risolvere certi tipi di quesiti mentali. In uno studio del 2004 da parte degli psicologi Ellen Bialystok e Michelle Martin-Rhee, è stato chiesto a bambini dell’asilo bilingui e non di ordinare cerchi blu e quadrati rossi presentati su uno schermo del computer. I risultati furono che i bambini bilingue erano più veloci a compiere le azioni richieste. L’evidenza di un numero di studi simili suggerisce che l’esperienza bilingue migliora la capacità esecutiva del cervello, utile per pianificare, risolvere problemi e compiere altri compiti mentali. Tutto ciò ignorando distrazioni, cambiando l’attenzione volontariamente da una cosa all’altra e gestire nella informazione all’interno della memoria, come ad esempio ricordarsi di una serie di indicazioni mentre si sta guidando.

Sembra che la differenza principale tra i bilingui e quelli che parlano una sola lingua sia relativamente semplice: una capacità superiore di monitorare l’ambiente. Albert Costa, ricercatore all’università Pompeu Fabra in Spagna, afferma “i bilingue devono cambiare la lingua molto spesso, probabilmente parlano al padre in un linguaggio e alla madre in un’altra lingua. Richiede la capacità di monitorare i cambiamenti attorno a voi nello stesso modo con cui si monitorano le cose che ci circondano mentre stiamo guidando.”

In uno studio che ha messo a confronto bilingue che parlano tedesco e italiano con persone che parlano solo italiano, Costa e i suoi colleghi hanno scoperto che i soggetti bilingue sono migliori a compiere compiti di monitorazione e allo stesso tempo sono più efficienti.

In uno studio condotto nel 2009 da Agnes Kovacs della Scuola Internazionale Superiore di Studi Avanzati di Trieste, bambini di sette mesi di età cresciuti in ambienti bilingue dalla nascita sono stati confrontati con coetanei cresciuti in ambiente dove si usava una sola lingua. I bambini bilingue riuscivano ad adattarsi ai cambiamenti presentati durante gli esperimenti più velocemente dei bambini non bilingue.

Gli effetti del bilinguismo si protraggono anche in età avanzata. In uno studio recentemente condotto su 44 anziani bilingui spagnolo-inglese, ricercatori all’università della California di San Diego hanno rilevato che gli individui con una maggiore capacità di bilinguismo sono più resilienti degli altri per quel che riguarda l’avanzare di malattie come la demenza e l’Alzheimer.

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