Due anni per prepararvi all’estero

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Un lettore ha contattato per chiedere consigli riguardo come muoversi per il trasferimento verso l’estero.

Questo lettore è uno studente che ha ancora un paio d’anni di studio davanti a sé prima di poter effettivamente fare il salto.

Il mio consiglio è quello di ampliare la propria rete contatti professionali e di creare la propria presenza on-line.

Innanzitutto spero che uno stia studiando quello che effettivamente voglia fare come lavoro una volta terminati gli studi e che il percorso di studi stesso sia abbastanza appetibile da parte del mercato del lavoro all’estero.

In due anni è possibilissimo crearsi una rete di contatti internazionali che potrà tornare molto utile una volta terminati gli studi ed pronti a spiccare il volo.

Essa aiuterà a presentarsi all’estero non come perfetti sconosciuti bensì come qualcuno il cui lavoro e le cui conoscenze hanno già fatto da ottimo biglietto da visita.

Diminuirete così i rischi associati all’emigrazione e le paure che un salto del genere comporta.

Questa rete di contatti dovrebbe essere ovviamente concentrata sulla propria professione futura ma non solo. Non saprete mai quali sorprese potrà riservarvi un conoscente che magari non ha nulla a che fare con la vostra area professionale ma che conosce comunque chi sia in grado di assumervi all’estero.

Come fare per crescere questa rete professionale?

La risposta più ovvia è quella di creare il proprio profilo su Linkedin, il social network per professionisti che conta più di 135 milioni di iscritti al mondo. Attraverso questo potete iniziare a costruire una rete di conoscenze che si renderà utile durante tutta la vostra carriera, non solo agli inizi.

Non importa se pensate di non conoscere nessuno all’inizio. Rimarrete piacevolmente sorpresi da quante conoscenze sono già su Linkedin ed una volta iniziata la costruzione del vostro network, diventa tutto più facile.

Cercate di utilizzare anche le associazioni professionali riguardano il vostro settore di competenza. Se state diventando architetti, cercate l’associazione di architetti nel paese di destinazione. Se siete interessati alle traduzioni, iniziate a partecipare a forum e simili frequentati da professionisti che già esercitano il lavoro che voi volete fare in futuro.

In secondo luogo vorrei consigliare di utilizzare i due anni che avete davanti per crearvi una presenza on-line. Può essere un blog, sito, una presenza su Flickr. L’importante è far ‘vedere’ quello che sapete fare e dare l’opportunità a chi può avere interesse ad assumervi in un futuro più o meno remoto di “studiarvi”.

Se volete fare la fotografa all’estero, create una bella presenza con il vostro lavoro migliore su Flickr.

Se siete programmatori, create un sito personale dove mettete in evidenza le vostre capacità ed il prodotto finale del vostro lavoro.

In questo modo riuscirete a distinguervi dalla vostra ‘concorrenza’ per un posto di lavoro all’estero in quanto la maggior parte di persone non farà tutto ciò. Essi faranno affidamento principalmente al curriculum, un documento importante ma che da solo non basta più.

Riassumendo, in due anni avete tutto il tempo necessario per costruire quel “ponte digitale” che si spera si trasformerà in un ponte reale per la vostra esperienza all’estero.

In bocca al lupo!

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Comments

  1. Filippo Vitale says

    Ultimamente quando faccio colloqui a sviluppatori, per quei pochi che hanno una presenza online, vado a vedere domande, risposte e reputation che hanno su stackoverflow.

  2. says

    Ciao Aldo,

    Situazione molto simile, ma io sono al terzo anno, non al primo! volevo chiedere un parere a te ma anche a tutta la community italiansinfuga: un’esperienza lavorativa documentata durante i tre anni (nel mio caso, un profilo su elance con ottime valutazioni e + di 20 lavori in 3 mesi) può valere più di un voto di laurea un po’ più alto?

    Un saluto, siete i migliori e vi leggo sempre!

    Domenico

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