La mia Australia: esperienza di 13 mesi di visto vacanza lavoro

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Giuseppe Loporcaro si trova in Australia da 13 mesi e ci racconta la sua esperienza di visto vacanza lavoro.

Potete seguire Giuseppe sul suo blog La mia Australia.

Prima di tutto mi presento: mi chiamo Giuseppe, 28 anni, laureato a pieni voti in ingegneria, estremamente curioso.

Da 13 mesi sono in giro per l’Australia, sono venuto dall’altra parte del mondo con le idee poco chiare riguardo al mio futuro ma con la forte intenzione di fare una grande esperienza, di scoprire il continente australiano e di non tirarmi indietro di fronte a qualunque opportunità si fosse presentata.

Sono venuto qui anche per perdermi tra l’immensa natura che caratterizza questo paese e magari ritrovarmi spero un po’ diverso ma più motivato e sicuramente più convinto delle mie potenzialità.

Qui in Australia fino ad ora ho fatto tutto tranne che l’ingegnere, quindi non vi racconterò la storia di un giovane laureato in fuga e che ha scoperto l’Eldorado lontano da casa.

Racconterò la storia di un ragazzo curioso che voleva semplicemente imparare qualcosa di nuovo, di diverso e sperare un giorno che ogni insegnamento appreso qui possa essere utile o in Italia o forse ancora qui in Australia.

Sono arrivato in Australia con 2 bagagli, uno zaino a spalla con roba presa così per caso dai cassetti della mia stanza e una valigia elegante piena di abiti e cravatte.

Dopo 15 giorni ho abbandonato la valigia con le cravatte e sono partito alla scoperta dell’Australia solo con uno zaino a spalla, l’essenziale che un viaggiatore necessita ed in più il suo unico lusso: il pc.

Sono partito da Melbourne e mi sono spostato solamente di 80 km, nella Yarra Valley dove ho iniziato il mio primo impiego lavorativo australiano: il contadino.

Ho lavorato per quasi tre mesi in una serra che coltivava fiori; chiunque è un po’ familiare con la semplice legislazione australiana che regola il visto vacanza lavoro saprà che effettuando 88 giorni di lavoro nel settore primario in un’area regionale australiana può ottenere il rinnovo del visto per altri 12 mesi.

Durante questi primi 3 mesi ho condiviso casa e giornate lavorative con il mio amico Salvatore ed un esercito di cinesi, ovvero ragazzi provenienti da Hong Kong e Taiwan, dei quali ho sopportato i “leggeri” aromi della loro cucina ma dai quali ho imparato a dire “Buon giorno”, “Grazie”, “Prego” e “Come stai” in mandarino, qualcosa che può essere utile nelle relazioni personali (Primo insegnamento).

Ho anche guadagnato i miei primi dollari australiani che ho subito investito nel mio primo viaggio, infatti non appena è arrivato l’inverno nel sud del continente ho preso il primo aereo disponibile per il Queensland Tropicale e mi sono trasferito a Cairns, dove ho iniziato a cercare lavoro quasi subito.

Cairns

Cairns

Ho cercato di tutto: cameriere, lavagista, venditore di auto, ingegnere, cuoco , professore di italiano, gommista, receptionist, cleaner, ecc.. ;

Dopo 15 giorni di intensa ricerca si è presentata l’opportunità di lavorare come pizzaiolo.

Prima d’ora non ero mai entrato in una cucina di un ristorante, ovviamente al colloquio ho mentito, ho mostrato semplicemente una certa convinzione , e il giorno successivo alla prova ho iniziato a lavorare come pizzaiolo a tempo pieno.

L’inesperienza si è fatta sentire ma la voglia di fare bene e continuare a realizzare il mio sogno in Australia si è sentita più forte.

Il primo mese è stato duro, è stato il mio banco di prova, avvertivo troppa pressione e spesso ho creduto di non reggerla, ma il “boss” ha creduto in me e anche io ho dovuto farlo; superato il primo mese ho iniziato ad amare il lavoro in cucina da pizzaiolo e delle volte anche da pasticciere. Ho lavorato lì per 4 mesi e ho scoperto che la cucina è una delle mie tanti passioni (Secondo insegnamento).

La mia principale occupazione qui in Australia è quella del viaggiatore, quindi a fine ottobre, un giorno prima dell’inizio della stagione delle pioggie che tormenta il Queensland da Novembre ad Aprile, sono partito per il mio roadtrip lungo la Costa Est: da Cairns a Sydney in 30 giorni.

Durante questo viaggio ho compiuto un’impresa che non riesce a molti; ho speso quasi 5000 dollari in un mese, ma non mi pento affatto dato che ho fatto di tutto: mi sono immerso nella grande barriera corallina, ho fatto vela alle isole Whitsundays, il safari a Fraser Island, visitato musei a Brisbane, surf a Byron Bay e Port Macquarie ed infine ho scalato l’Harbour Bridge di Sydney e visitato l’Opera House.

Sydney Opera House

Sydney Opera House

In questo mese ho anche scoperto di essere un amante degli sport estremi (Terzo insegnamento).

Finiti i soldi sono partito alla volta della Tasmania dove ho soggiornato in un Working Hostel, un ostello pieno di backpackers dove oltre alla “accomodation” ti forniscono consulenza per il lavoro, in pochissimo tempo ho iniziato a lavorare di nuovo come contadino e ho completato i miei 88 giorni necessari per estendere il visto.

In questo ostello ho imparato i convenevoli precedenti appresi in mandarino (Buon giorno, ecc…) anche in francese, tedesco, portoghese, giapponese, turco, ecc… perché essere educati in tutte le lingue del mondo può sempre essere utile (Quarto insegnamento), oltre a cucinare il mio primo Curry, una variante alla mia buona cucina italiana (Quinto insegnamento).

In Tasmania ho anche fatto l’operaio edile, ho costruito una serra, ho imparato ad utilizzare il trapano, il flessibile, alla fine ho gestito anche alcune fasi di lavoro nella costruzione della serra (Sesto insegnamento).

La settimana scorsa dopo i 3 mesi in Tasmania e 13 mesi in Australia sono ritornato a Melbourne a salutare gli amici e mangiare un po’ di buon cibo italiano, perché tra tutte le città che ho visitato, dove si mangia meglio e dove la cultura italiana ed europea è predominante, Melbourne è imbattibile.

Melbourne

Melbourne

Ora sono in attesa dell’autobus per Adelaide e domani mattina in stazione ci saranno due ragazzi conosciuti tramite gumtree (un sito – comunity, attraverso il quale puoi anche trovare compagni di viaggio) ad aspettarmi per iniziare una nuova avventura nel deserto, un viaggio nel cuore australiano, da Adelaide a Darwin passando per Uluru, il monolite più grande al mondo sacro agli aborigeni.

Incontra altri Expat in Italia e all'estero

Questa è in breve la mia esperienza. Un’esperienza che mi ha insegnato tanto che mi insegnerà ancora molto.

Le mie personali impressioni dell’Australia con gli occhi di un backpacker attento?!

Un paese dinamico, dove si guadagna tanto ma si spende altrettanto.

Un paese dove vige la meritocrazia, se fai un buon lavoro vieni ripagato e se un giorno decidessi di ritornare da uno dei tuoi precedenti impieghi le porte per te saranno sempre aperte.

Un paese delle volte anche poco formale.

Un paese dove a 50 anni non sei vecchio e puoi sempre reinventarti ed iniziare un nuovo mestiere e persino iniziare a studiare.

Un paese molto rispettoso dell’ambiente.

Un paese che ha imparato a fare un buon business dal turismo.

Un paese abbastanza sicuro e con tassi di criminalità abbastanza bassi.

Un paese che ha capito che se vuole popolare le aree rurali e risolvere il problema della manodopera in campagna deve mandarci i backpackers dato che, come gli italiani, anche gli australiani i lavori umili non li vogliono fare.

A volte anche un paese di pigroni, non per presunzione ma noi europei siamo più qualificati e molto più colti se mettiamo a confronto tutto la popolazione australiana (la gente del “countryside” è estremamente ignorante, ho sentito di gente che voleva visitare il Colosseo ad Atene o Parigi in Italia, il top è stato uno dei miei boss che credeva seriamente che Sarkozy fosse il nome del capitano della nave Costa Crociera affondata pochi mesi fa).

Prima di partire ho raccolto tutte le informazioni necessarie per iniziare la mia avventura, TFN, assicurazione sanitaria, ecc… ma ho trovato estremamente fondamentale i consigli degli altri backpackers, loro hanno già visitato altri posti e vi possono suggerire dove conviene andare a lavorare e quali posti evitare sicuramente; quindi consiglio numero uno, frequentate gli ostelli, parlate con gli altri backpackers e perciò imparate l’inglese prima di venire.

Se vi va potete anche seguire la mia intera esperienza sul mio blog: lamiaustralia.wordpress.com

Buon viaggio a tutti

Giuseppe

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