L’istinto mi ha portata a Perth

World Nomads Assicurazione Viaggi

Rosa Paparini si trova a Perth dove è arrivata da poco con un visto vacanza lavoro.

Potete seguirla sul suo blog IN itineRE. Le lascio la parola.

Ogni viaggio, sia che esso preveda uno spostamento fisico o che sia dell’animo e delle idee, comincia con una domanda.

La spinta propulsiva verso l’esterno è la conseguenza di una necessità sempre più grande che insistentemente chiama una risposta.

Gli strumenti dell’esploratore sono il coraggio, lo spirito d’avventura, la determinazione ed un pizzico di spregiudicatezza.

A volte significa anche non ascoltare le opinioni degli altri ma solo il proprio istinto.

Il mio viaggio è cominciato non il giorno in cui ho preso l’aereo per raggiungere l’Australia ma tempo addietro, da quando insomma ho cominciato a prefigurarmi immersa in una realtà nuova ed in quanto tale, ricca di stimoli.

Così come un bambino che muove i suoi primi passi, ho deciso che per evolvermi avevo bisogno di relazionarmi con un’ambiente sconosciuto, in modo tale da esercitare la mia creatività intesa come “capacità di trovare soluzioni efficaci in qualsiasi circostanza”.

Nonostante dunque, il mio viaggio sia cominciato diversi mesi prima della partenza – periodo durante il quale ho svolto ricerche sul paese che avevo scelto come meta cercando notizie riguardo ai vari aspetti della realtà locale – in realtà, la decisione definitiva di partire e così tutte le questioni pratiche da sbrigare hanno avuto luogo poco più di trenta giorni prima di prendere il volo.

Guidata dall’impulso, una notte di fine settembre decisi di accendere il computer e richiedere il visto.

Perth su Italiansinfuga

Perth su Italiansinfuga

La procedura per ottenere la Working Holiday Visa è molto semplice. La richiesta si invia on-line e poco tempo dopo, solo alcuni minuti nel mio caso, arriva l’approvazione.

Una volta garantito il visto il resto viene da sé.

Acquisto del biglietto aereo, valigia, saluti…

Sono arrivata a Perth ad inizio novembre 2011 entusiasta, propositiva e piena di energia.

Desiderosa di migliorare la conoscenza della lingua inglese e di crescere professionalmente.

La meraviglia per gli spazi infiniti, la natura rigogliosa, il cielo pulito e la luce radiosa ancora non cessano di stupirmi e sono i primi elementi che hanno attirato la mia attenzione.

Abituata alla vita di città ed ad avere alti palazzi attorno a me che ostruiscono lo sguardo, poter così liberamente spaziare con i miei occhi verso un “vuoto” pieno di significato ha avuto immediatamente un valore inestimabile.

Fin da subito ho investito le mie risorse per trovare lavoro.

La mia ricerca si è svolta su due livelli: il primo ha preso in considerazione annunci di lavoro per profili qualificati nel settore marketing e comunicazione; l’altro rivolto a trovare un lavoro immediato che mi desse la possibilità di mantenermi. Qui il costo della vita è molto alto.

Ho ottenuto il primo impiego dopo tre settimane dal mio arrivo.

Non è stato semplice però.

Ho dedicato molto tempo ad inviare curricula on-line ed altrettanti ne ho consegnati a mano.

Pensavo che trovare lavoro nell’ hospitality sarebbe stato facile soprattutto a Fremantle, località turistica a pochi kilometri da Perth, in cui vivo.

In realtà, la ricerca di lavoro in questo settore è stata un insuccesso.

Fortunatamente, ho poi trovato un posto come shop assistant per un famoso brand australiano che ha numerosi punti vendita sparsi in tutto il paese in cui è possibile trovare articoli per la casa di ogni sorta.

Difficile è anche l’integrazione con gli australiani.

Sono ovviamente una straniera nella loro terra, e per quanto siano tutti socievoli, cordiali, disponibili, entrare a pieno titolo nel tessuto sociale è un processo che credo richieda tempo.

Non ho mai cessato di cercare un’occupazione che più si addicesse al mio profilo professionale e così finalmente a gennaio è arrivato un nuovo lavoro e l’occasione di mettere in pratica le mie capacità e competenze raggiunte attraverso anni di studio in Italia ed esperienze lavorative passate.

Tuttora lavoro nel dipartimento marketing di una solida azienda, importatrice esclusiva per l’Australia di noti brands italiani nel settore della pasticceria e gelateria artigianale.

Acquistare un biglietto aereo ha significato ritrovare il desiderio di coltivare le mie aspirazioni, godere liberamente della mia indipendenza ed automia, essere la totale artefice del mio destino, non sentirmi un burattino guidato da circostanze esterne alla mia volontà (e qui mi riferisco alla difficile situazione politico-economica che segna il nostro paese e l’Europa intera).

Qual è la domanda che ha dato origine al mio viaggio?

Non credo sia importante svelare la mia ma auguro a tutti di trovare la propria così che l’avventura abbia inizio!

Grazie Italiansinfuga!

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Comments

  1. alessandra81 says

    Leggere questi post mi fa venire una voglia di fare il biglietto e partire domani!!Ho il visto pronto, mi spaventa solo una cosa… il mio inglese!! anche se sò che stando lì e parlando solamente inglese posso impararlo velocente.. sono stata a londra fino a qualche mese fà , ho lavorato….. ma tutti mi dicono che l’australia è differente .. bisogna parlarlo molto bene…… Il mio dubbio è… parto subito e spero che mi vada bene…. o aspetto qualche mese e nel frattempo mi metto a studiare un po di inglese? Ma se nella prima ipotesi non dovessi trovare lavoro.. come posso sopravvivere?? e se invece aspetto l’anno nuovo….. come faccio a sopravvivere in italia che lavoro non c’è e anche se ci fosse ti pagano talmente poco che non riuscirei nè a pagare le bollette nè a fare la spesa?? AIUTO!! 😀 😀

  2. alessandra81 says

    Leggere questi post mi fa venire una voglia di fare il biglietto e partire domani!!Ho il visto pronto, mi spaventa solo una cosa… il mio inglese!! anche se sò che stando lì e parlando solamente inglese posso impararlo velocente.. sono stata a londra fino a qualche mese fà , ho lavorato….. ma tutti mi dicono che l’australia è differente .. bisogna parlarlo molto bene…… Il mio dubbio è… parto subito e spero che mi vada bene…. o aspetto qualche mese e nel frattempo mi metto a studiare un po di inglese? Ma se nella prima ipotesi non dovessi trovare lavoro.. come posso sopravvivere?? e se invece aspetto l’anno nuovo….. come faccio a sopravvivere in italia che lavoro non c’è e anche se ci fosse ti pagano talmente poco che non riuscirei nè a pagare le bollette nè a fare la spesa?? AIUTO!! 😀 😀

  3. says

    ciaoo scozzese.. sono italiano. e qui faccio l’autista di camion su tratte europee …. sapresti darmi qualche indicazione su come posso muovermi? ho 42 anni e insieme a me si sposterebbe anche 1 mio caro amico e collega. grazie Nerone

  4. Anonimo says

    Ciao vi scrivo da Perth, citta’ danto discussa per la sua ricchezza e per il lavoro.
    Non illudetevi, chi a i soldi non li da certo a noi anche se abbiamo una professione, chi decide di fare fortuna, STATE LONTANI sopratutto dai ristoratori italiani, che sono sfruttatori patentati, e sapendo che avete bisogno di lavorare sono i peggiori nel tirarvi il collo. VENITE con una buona base di inglese, perche gli australiani non parlano il comune inglese, ma se avete le basi avete fatto gia metta dell’opera. Una valanga di persone, dico una valanga formate dal 90 – 95 % delle persone che sono arrivate qui, circa 130 mila unita’ sono formati da irlandesi e italiani ( sembra di girare in citta’ italiane), ricordate che qui tutti vogliono sopravivere quindi la lotta per il lavoro e’ difficile, non si trova nemmeno da pulire per terra o cess………potrei continuare cosi ancora per molto. Portate l’inglese e la vostra professione se ci riuscite, avrete piu’ possibilita’ di successo.Esiste una lista con le professioni che necessitano in Australia. Lette e poi farete. Un saluto a tutti

  5. alessandro pecorella says

    Grazie dell’esperienza. Io sono un giovane 33enne con una bella famiglia con due figli piccoli. Con mia moglie già da tempo stiamo pensando di andar via. Oltre a diversi Paesi in via di viluppo nel Sud Est Asiatico, ultimamente stiamo cercando di capire se varrebbe la pena (anche per i figli) emigrare in qualche Paese “avanzato” come Norvegia, Danimarca, Canada e naturalmente l’Australia. Chissà magari grazie a tutte le esperienze e a questo sito riusciremo a capire quale sarà la nostra meta. Tramite questa esperienza ed altre l’Australia mi sta piacendo sempre di più!

  6. alessandro pecorella says

    Grazie dell’esperienza. Io sono un giovane 33enne con una bella famiglia con due figli piccoli. Con mia moglie già da tempo stiamo pensando di andar via. Oltre a diversi Paesi in via di viluppo nel Sud Est Asiatico, ultimamente stiamo cercando di capire se varrebbe la pena (anche per i figli) emigrare in qualche Paese “avanzato” come Norvegia, Danimarca, Canada e naturalmente l’Australia. Chissà magari grazie a tutte le esperienze e a questo sito riusciremo a capire quale sarà la nostra meta. Tramite questa esperienza ed altre l’Australia mi sta piacendo sempre di più!

  7. alessandro pecorella says

    Grazie dell’esperienza. Io sono un giovane 33enne con una bella famiglia con due figli piccoli. Con mia moglie già da tempo stiamo pensando di andar via. Oltre a diversi Paesi in via di viluppo nel Sud Est Asiatico, ultimamente stiamo cercando di capire se varrebbe la pena (anche per i figli) emigrare in qualche Paese “avanzato” come Norvegia, Danimarca, Canada e naturalmente l’Australia. Chissà magari grazie a tutte le esperienze e a questo sito riusciremo a capire quale sarà la nostra meta. Tramite questa esperienza ed altre l’Australia mi sta piacendo sempre di più!

  8. Marco Kas says

    Anche a me ha fatto davvero piacere leggere questo articolo, accende e tiene viva la speranza senza esaltare o creare troppe aspettative, tiene i piedi per terra senza quel “remare contro” tipico italiano di cui parla Valentina (grazie anche a te e a Francesca per il vostri commenti 😉 ) e che sento ogni giorno dai miei sempre più “bolliti” connazionali. Spero di poter partire anch’io presto…

  9. Anonimo says

    io mio marito ei miei due figli ci stiamo attrezzando per trasferirci in australia le paure ci sono soprattutto vorrei capire se sara facile per mia figlia adolescente inserirsi in un paese cosi diverso dal nostro.mi piace il tuo articolo pieno di ottimismo ed hai rinnovato la mia voglia di provare questa splendida avventura

  10. says

    Post molto interessante. E’ come se rispondesse a tutti coloro che partono solo se hanno la sicurezza di trovare l’Eldoraro, ma anche a tutti gli italiani all’estero che si sforzano di far desistere altri connazionali a lasciare il Belpaese, non capendo che a volte (se non spesso) si parte solo perche’ si ha voglia di farlo e non perche’ si spera di trovare il lavoro della vita a seimila euro al mese. E non c’e’ nulla di male a pianificare “solo fino a un certo punto”: perche’ va bene informarmarsi, ma se si desse retta ai promotore-negativi della partenza, varrebbe di piu’ la pena campare fino a cinquant’anni con mamma e papa’ in attesa di una buona raccomandazione (questo sembra il messaggio dei detrattori). Ci vuole, come scritto su, anche un po’ di “spregiudicatezza”, perche’ senno’ non solo non si prova alcuna esperienza all’estero, ma non si prova nemmeno a cambiar la propria vita in Patria.

  11. says

    Ti seguirò sul blog!!! Mi sono ritrovata nelle tue parole, credo che coloro che decisono di mettersi in viaggio, qualunque sia il motivo, provino un po’ le stesse sensazioni! Un in bocca al lupo da Melbourne 🙂

  12. Anonimo says

    Che bello leggere il tuo articolo. Mi ci sono ritrovata molto. Sono arrivata a Melbourne 3 settimane fa, ho trovato lavoro come cameriera dopo 3 giorni ( credo che ovviamente dipenda dalla grandezza della città la velocità con cui si trova impiego). Il resto come lo descrivi tu è un sogno… Ho vissuto 3 anni a Londra e da due sognavo l Australia. Ora che sono qua, posso solo dire a tutti, che nonostante tutti gli sforzi e i sacrifici nel raccogliere i soldi necessari, nonostante tutte le persone (specialmente in Italia) che molte volte remano contro, perchè purtroppo noi italiani non abbiamo una mentalità abastanza elastica ancora da accettare il viaggio come naturale necessità dell animo umano..beh ragazzi, prendete e partite, inidpendentemente dalla metà e dalla durata del viaggio. Quello che un viaggio regala è qualcosa che rimarrà per sempre dentro di voi. E’ un incrocio di vite che regalano sempre emozioni nello scambio reciproco, è una continua scoperta di voi stessi e di chi siete… Buona avventura a tutti : ) Valentina

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