Il settore che creerà 14 milioni di posti di lavoro in 3 anni

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Secondo uno studio di Microsoft e la ditta di ricerche IDC, entro il 2015 i servizi distribuiti attraverso la ‘nuvola’ (cloud) creeranno 14 milioni di posti di lavoro a livello mondiale grazie alla transizione da server verso l’utilizzo di spazi virtuali.

Lo studio stima che il 75% della attuale spesa relativa all’IT riguarda la manutenzione di sistemi gestione dati.

Con il trasferimento di tali sistemi nella cloud le aziende risparmieranno e assumeranno lavoratori per sviluppare prodotti e servizi relativi alla cloud.

I Paesi in via di sviluppo saranno quelli che riveranno i maggiori benefici con previsioni di quasi 7 milioni di nuovi posti di lavoro, prevalentemente in Cina ed India.

La definizione ‘cloud computing’ comprende diverse tecnologie e Forrester Research che il mercato crescerà da 41 miliardi di dollari statunitensi nel 2011 a 241 miliardi nel 2020.

Generalizzando si riferisce al software o risorse computazionali distribuite attraverso internet piuttosto che dover acquistare copie o sistemi fisici degli stessi.

Le principali tecnologie sono:

Se siete quindi interessati a lavorare in un settore con buone prospettive di crescita potete iniziare, se non lo avete già fatto, a specializzarvi in professioni che siano richieste da aziende operanti nel settore del ‘cloud computing’.

Ma quali sono queste professioni?

Ovviamente, essendo un settore nato di recente e in continua evoluzione, le professioni sono molto dinamiche e soggette a cambiamenti.

Un buon punto di partenza per capire i titoli di lavoro presenti nel settore ‘cloud computing’ è quello di inserire quelle parole chiave in un motore di ricerca dedicato al lavoro, ad esempio Monster, e analizzare i risultati.

Dagli annunci che troverete riuscirete a capire quali sono i requisiti in termini di conoscenze tecniche, di esperienza, quali sono le aziende attive nel settore ecc.

Chi di voi lavora già nel settore? Che consigli avete per chi vuole entrarci?

Cloud Computing

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commenti





  • Anonimo

    Personalmente, non mi pare una buona notizia. Come l’articolo stesso dice, metà di quei posti di lavoro saranno destinati a cinesi e indiani (pagati secondo i criteri cinesi/indiani…).


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