La realtà del lavoro in farm in Australia

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Francesco Detela è un 27enne triestino che ha gentilmente voluto condividere la sua esperienza di farm in Australia.

Sono andato in Australia con la mia ragazza con un WHV.

L’idea era di uscire un po’ dall’Italia e abbiamo scelto l’Australia semplicemente perché esisteva un WHV e l’ecosistema diverso mi attirava.

Siamo atterrati a Brisbane il primo gennaio 2011 con un programma ben preciso per i primi mesi ma con l’idea di un “finale aperto”.

L’inizio è stato un po’ rocambolesco in quanto siamo rimasti bloccati a Brisbane due settimane più del previsto a causa dell’alluvione e abbiamo dovuto cambiare un po’ i programmi.

Passato il pericolo, siamo stati tre mesi in una farm nell’outback del Queensland. L’esperienza ha avuto molti lati positivi ma in ultima siamo stati contenti di spostarci poiché cominciava un po’ a essere pesante.

Era difficile avere i propri spazi ma soprattutto il rapporto di lavoro/aiuto/volontariato poco chiaro iniziava ad essere stressante, anche perché l’impressione finale era che ci trattassero come backpacker 19enni tedeschi appena diplomati invece noi ne avevamo 25, con varie esperienze di lavoro e studio alle spalle.

All’inizio era tutto fantastico, i proprietari ci seguivano e tendevano a spiegarci tutto e a renderci l’esperienza il più piacevole possibile, poi con il passare del tempo è diventato un lavoro obbligato, senza avere alcuna voce in capitolo.

Di fatto allo scadere dei tre mesi siamo stati ben lieti di andarcene, rimanendo comunque contenti di aver fatto l’esperienza e di aver imparato/visto un sacco di cose nuove.

Visto Vacanza Lavoro in Australia

Visto Vacanza Lavoro in Australia

Nella seconda farm invece le cose sono andate un po’ diversamente. Dalle mail scambiate nel periodo precedente alla partenza (entrambe le farm le ho trovate attraverso workaway) sembrava tutto rose e fiori, mentre all’arrivo le cose si sono dimostrate alquanto diverse.

Una famiglia con sette figli di cui a detta della mamma quattro presentavano leggere forme di autismo e che si stava riprendendo dall’alluvione era senz’altro bisognosa di una mano.

Di fatto dopo quattro giorni siamo andati via.

L’impressione era che la madre non facesse alcuno sforzo per seguire i figli né per tenere in ordine la casa, che per inciso era una fabbricato di legno e lamiera buttato su in fretta.

Qualsiasi norma igienico-sanitaria era disattesa, ad esempio il generatore che dava corrente alla casa veniva fatto funzionare un paio d’ore la sera per illuminare…ma anche il frigo era collegato alla corrente solo per quel paio d’ore la sera.

Alla domanda sul frigo ci hanno risposto che tanto finché sta chiuso non ci sono problemi.

Inutile dire che con sette figli non rimaneva spesso chiuso.

Per non parlare della non-pulizia generale e dell’invasione di topi, che si avventuravano non solo nel frigo ma riuscivano anche ad intrufolarsi nelle confezioni di cereali o nella cisterna dell’acqua usata per bere.

Insomma, una condizione inaspettata da baraccopoli abbastanza pesante nella quale non ce la siamo sentita di rimanere.

Sydney su Italiansinfuga

Sydney su Italiansinfuga

Siamo fuggiti a Sydney, e nei tre mesi seguenti abbiamo lavorato e la mia ragazza ha frequentato un corso d’inglese.

La vita a Sydney è trascorsa in modo tranquillo ma abbiamo sperimentato che trovare lavoro è molto più facile se hai già un buon inglese e se non miri a posti qualificati, altrimenti non c’è molta differenza tra Italia e Australia, anche se noi probabilmente non ci siamo impegnati al massimo per trovare un lavoro qualificato.

Non trovandolo, sia a causa del livello minimo d’inglese richiesto sia per il visto che avevamo, alla prima opportunità in Italia siamo tornati su.

Se avessimo trovato lavoro giù saremmo rimasti ma non è successo.

Detto questo siamo molto contenti dell’esperienza fatta, ma non ne ripeteremmo una con le stesse modalità ma d’altro canto se l’occasione si presenterà saremo ben lieti di fare altre esperienze all’estero.

Grazie Francesco e buon proseguimento in Italia!

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commenti





  • http://twitter.com/farego Farego

    “La vita a Sydney è trascorsa in modo tranquillo ma abbiamo sperimentato che trovare lavoro è molto più facile se hai già un buon inglese e se non miri a posti qualificati, altrimenti non c’è molta differenza tra Italia e Australia.” hai detto una grande veritá.

  • http://twitter.com/GiovannaAlecci Giovanna Alecci

    Io credo che dipenda dallo spirito con cui si parte…io ad esempio non ho intenzione, quando sarò là, di mirare a lavori qualificati. Mi basta trovare il lavoro che mi permetta di affrontare le prime spese, per poi girare e visitare più posti possibile. Se cerco un lavoro qualificato rimango qui in Italia e mi faccio la gavetta, mettendo a frutto i miei anni di studio e la laurea…

  • maiocs12

    scusa ma se non ho capito male con un WHV non puoi trovare lavoro qualificato,ovviamente la lingua avrà giocato a tuo sfavore, ma visto che sei qualificato dovresti andare giù con un visto da skilled immigrant, io per esmpio ho una laurea breve in ingegneria civile e ambientale ma non avendo esperienze in italia e parlando non un ottimo inglese dubito di poter iniziare un avventura del genere.mi piacerebbe trovare un buon lavoro qui ma l’impressione è che sia pieno di datori orchi che non aspettino altro che sfruttarti

  • http://www.italiansinfuga.com Aldo Mencaraglia

    Con il WHV puoi trovare un lavoro qualificato. Dal punto di vista pratico pero’ il limite dei sei mesi massimi per un daotre di lavoro limitano la tipologia di lavoro che si puo’ trovare.

  • http://www.facebook.com/people/Francesca-Puce/1119671116 Francesca Puce

    Ciao Giovanna, mi chiamo Francesca e anch’io ho intenzione di andare in Australia.
    Ci mettiamo in contatto, ti lascio il mio indirizzo francescapuce@hotmail.it spero tu mi risponda! ciao

  • http://www.facebook.com/profile.php?id=731258263 Giuseppe Di Vaio

    Certo, proprio in Italia, se sei figlia di qualcuno o la dai, farai carriera, altrimenti benvenuta nel precariato e nello sfruttamento stile fabbriche cinesi!!

  • http://www.facebook.com/profile.php?id=100002105508696 Jack Mazzanti

    Ciao Giovanna e Francesca, io parto fra fine settembre primi di ottobre con il visto whv e cerco comapagni di viaggio. Premetto che la mia intenzione è lavorare, non importa quanto duramente. Se vi va possiamo metterci in contatto, Jackomazzo@hotmail.it. !! Ciao !!

  • laura

    ciao, ho letto l’esperienza di Francesco. mi ricorda un pò la mia esperienza in Brasile, per alcuni versi tragica. come tutte le cose, un pò di fortuna non guasta. vi scrivo però perchè vorrei fare un’esperienza simile: partire per andare a lavorare in farm. le mie domande: ti pagano, vero? nel sito anche hai linkato, ci sono ancora le strutture in cui sei stato e in cui non ti sei trovato bene? grazie, laura

  • http://www.smetteredilavorare.it/ Cambiare Vita

    Sono interessato anch’io a sapere se c’è un corrispettivo in denaro o se è pari patta con l’ospitalità.

  • Giulia

    ciao Francesco!sono una ragazza italiana qui in Australia con il working holiday visa e sto cercando una farm in cui andare con il mio moroso. Mi puoi dire il nome della prima farm in qui sei andato?me la consigli?grazie…


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